Marilena Cataldini: La persona silenzio

Raquel Aparicio

*

Vive piano
senza fare rumore.

Quando cammina evita
ogni incidente sonoro.

Un giorno col dito
costruisce buchi nell’acqua
perché sono i più silenziosi:
sorride a quelli che
vengono bene.

Sorride
all’amore che tace
che con passo felino
scivola dal suo letto
e non sbatte la porta:
lo segue con lo sguardo
finché può
poi si fa il Silenzio.

Nel lavoro
risponde al telefono
e adopera il dito eloquente.

Mangia a lungo
divide i sapori dai rumori
poi solleva la testa
e la inclina di lato
discreta.

Muore piano
un poco per volta
in cucina mentre affetta il pane
oppure nella vasca da bagno:
mette su una musica muta
e si lascia cullare dal suono
mentre muore
senza fare rumore.

11 Comments on "Marilena Cataldini: La persona silenzio"

  1. “muore piano…”

    piano piano, come una preghiera, m’arriva.
    grazie.

    simy

  2. Che dire, Marilena, il silenzio di queste immagini sonore, mi è arrivato, piano al cuore, invadendomi tutta!

    Un nobel di grazia alla Poesia, l’osservazione muta di un terzo occhio, costantemente illuminato.

    Così mi sei apparsa.
    Ciao Marilena

  3. che dolce silenzio ha la dolcezza.. Molto bella. bravissima.

  4. Non so se se questo è un elogio del silenzio in persona o il ritratto di una persona silenzio(sa), come dice il titolo. Non credo cambi molto. In realtà, questa poesia fa rumore dentro perché ti offre, con discrezione, l’inevitabile procedere della vita fatta anche di buchi nell’acqua che qualche volta vengono bene e che ti fanno sorridere. La poesia di Marilena è alchemica, tante sono le parti che la fanno, ma tra tutte apprezzo quella manciata di petali di rosa e qualche spina messa qua e là.

  5. Nonostante il tempo che passa, questa poesia rimane un’esperienza vetta che trascrive l’immagine di un femminile magico, misterioso e sublime al tempo stesso.

  6. Loredana Savelli | dicembre 1, 2011 at 20:31 | Rispondi

    Ritratto di una persona “in contatto” con se stessa. Un auspicio per chi legge!

  7. Giancarlo Locarno | dicembre 2, 2011 at 12:51 | Rispondi

    Suprema ironia nel paradosso del ritirasi da qusto lato della pagina (della vita del mondo) che rimane bianca, per essere risucchiati a spirale in un punto di silenzio che chiude il discorso, che forse porta dall’altro lato del foglio (della vita del mondo) dove magari l’acqua è solida e il buco si può fare, e finalmente si può sorridere..

  8. morire un po’ ogni volta…
    è così che accade
    è così che intorno si percepisce il silenzio della poesia.
    e poi, quando qualcuno è capace di tratteggiare stati d’anima
    di far nascere dai gesti del quotidiano questi versi, è poeta. punto.

  9. E se la vita fosse un lungo e laborioso prepararsi alla morte, fin dalle sue più piccole cose, i gesti quotidiani nella loro ripetizione? Una carezza, un melanconico canto alla vita.
    Grazie Marilena!
    Abele

  10. Marilena Cataldini | dicembre 5, 2011 at 20:27 | Rispondi

    Vi ringrazio amici, per i vostri apprezzamenti.
    La poesia spesso è nell’animo di chi legge, agli autori, a loro volta, appartiene una sorta di bisogno “biologico” di scrittura….

  11. Mi è venuta in mente la figura del mimo. Così sapientemente malinconica, eloquente e gentile. Molto bella Marilena! Mi piace leggerla e farla mia come un momento di sosta, una possibilità di pace e silenzio tra gli affanni quotidiani.
    Complimenti!

    Ciao

    Fernando

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