Cronache dall’Armistizio di Fernando Della Posta – Nota di lettura di Maria Benedetta Cerro

Un bel libro, “Cronache dall’Armistizio” di Fernando Della Posta, che ha una sua compattezza, una coerenza formale, che ne fanno un’opera ben definita nell’intento programmatico e nell’esito poetico.
Armistizio è tregua che rimanda al conflitto – questo va subito evidenziato – e l’essere parte di una umanità inquieta, comunque e sempre, pone al centro di venti di guerra che attentano al diritto legittimo alla libertà e alla pace. Per un poeta, tregua è soprattutto, come afferma Dylan Thomas, “costruire quella pace momentanea che è una poesia”.
Poesia come “scuola di resistenza”, che nel cogliere ed evidenziare le ragioni dei conflitti, i guasti che ne derivano, non teme di essere soffocata dal clamore delle armi e dà voce all’inaudibile, al sotterraneo, alle pieghe di una realtà che tende alla sopraffazione, alla violenza, all’ingiustizia sociale.
E in questa consapevolezza, nello scavo interiore, nella ricerca di un linguaggio che si distingua per capacità espressiva e incisività, Fernando Della Posta mostra di avere una voce sicura e ben definita.
La prima sezione “I diritti di tutti e fatti di cronaca” denuncia i mali di una società che emargina il debole, il diverso, il povero, generando essa stessa, appunto, conflitti. È tutto il dramma umano che si agita nel fondo ed emerge in versi impietosi, taglienti: “becchettando i volti”, nelle “morsicature gelate”, nella “carne straziata/ avvolta nella garza più bianca del mondo
La sezione “Metagrafie” spazia nei linguaggi di arte, storia, poesia, con riferimenti a protagonisti che sono stati nel tempo icone di libertà, di rivolta, denuncia, ma anche vittime del loro coraggio.
Si riportano versi di grande pregnanza significativa: “t’intimeranno di non splendere, / e tu splendi, invece!”, “seme più forte/ che germoglia in terra arida/ destinato alla fioritura del lampo/ di subito falciata”, ma ancora seme, destinato alla rinascita. Arte che genera arte, poesia che genera poesia.
“Secondo Cuore” rimanda all’altro sé che vive nel profondo, soffocato, destinato al “fallimento”, che “agonizza” e che costituisce il magma esplosivo, l’“incandescente ordigno” pronto ad esplodere, in attesa di “riuscire ferino al sole”.
Ai margini”, infine, registra l’appartenenza ad una umanità che sta sotto la “pioggia battente” delle avversità, ma che tuttavia “reca in dono l’ultima goccia/ che salva”.
È la poesia? È la speranza? È “l’avere un fine”? “Vi rammento la spossatezza/ della foglia che non crolla”. Occorre concludere con questi versi bellissimi il breve viaggio nei versi di Fernando Della Posta, nei quali non si può non ritrovarsi, come compagni di un’avventura – la vita – che spera in una redenzione, “scommessa dove s’inciampa nel cammino”.


Maria Benedetta Cerro

***

dissero al mare
che sarebbero arrivati in tanti,
ed egli preparò una spiaggia lunghissima
come una grande tavola imbandita
di ogni bene, e il vestito migliore
azzurro di sole

ma il sale delle lacrime più amare
prosciugò la mensa solitaria:
becchettando i volti

Anche negli interstizi ai margini
dove sparute guerricciole accadono
la vita esplode infinitesima.
Come fiori appassiti al resto
dell’agglomerato umano,
i personaggi, lì
si colorano vivacemente
più che altrove, solo per sé stessi.
Qualcuno di loro, talvolta
infrange gli invisibili confini,
e puoi vederlo svettare
gigante purosangue
sui palcoscenici che contano.
Ma anche là, pare
una sola vita non basti.

Livellavo le mie morfologie personali
ma ero stato altro
e la pietà
che mi dovevo per risarcimento
mi strattonava
diventando nuova stagione
mentre immobili accadevano consueti
i pleniluni

Sono stato mai un io?

E tu biondina nascondevi le tue origini
sapendole pure troppo bene
come i numeri dietro gli alfabeti
che sciorinavi nel casellario digitale
conquistato al di là del mare

Si sta comunque soli
anche al tavolo dei senza-ozio

Il manager di progetto sputava fumo
in mano aveva una siringa con boccaglio

Ricordare è razionare una cima
che lega una nave ad un attracco
che cambia ogni volta

***

Fernando Della Posta è nato nel 1984 a Pontecorvo(FR) e vive a Roma. Tra i tanti riconoscimenti ottenuti nel 2011 è arrivato tra i finalisti al concorso di poesia “Ulteriora Mirari” nella sezione silloge poetica inedita; nel 2014 si è classificato secondo al premio nazionale di poesia “L’incontro – Salice d’oro”; nel 2015 è stata selezionato per la pubblicazione al concorso “Pubblica con noi 2015” di Fara Editore ed è risultato tra i finalisti del concorso letterario “Sistemi d’Attrazione”, legato al festival “Bologna in lettere 2015”, nella sezione dedicata a Pier Paolo Pasolini; nel 2016 vince il concorso “Stratificazioni: Arte-fatti Contemporanei” legato al festival letterario di Bologna in Lettere 2016 nella sezione B poesia inedita a tema libero. Nel 2017 si è classificato secondo nella sezione poesia a tema sulla città di Roma e ha ottenuto la menzione d’onore nella sezione poesia a tema libero al premio “Divagazioni D’Arte”, ha ottenuto una menzione speciale al XXXI premio Lorenzo Montano nella silloge inedita e ha vinto il Premio Nazionale Poetika nella sezione silloge inedita. Nel 2018 è arrivato secondo nella sezione Poesia Inedita al premio “Andrea Torresano”. Numerose solo le sue recensioni e le sue sillogi reperibili su diversi blog letterari come Neobar, di cui è redattore, Words Social Forum, Viadellebelledonne, Poetarum Silva e Il Giardino dei Poeti. Nel 2011 ha pubblicato la raccolta di poesie “L’anno, la notte, il viaggio” per Edizioni Progetto Cultura e, sempre in poesia, nel 2015 “Gli aloni del vapore d’Inverno” per Divinafollia Edizioni e nel 2017 “Cronache dall’Armistizio” per Onirica Edizioni.

***

Maria Benedetta Cerro è nata a Pontecorvo e risiede a Castrocielo(FR) Ha pubblicato: Licenza di viaggio (Premio pubblicazione, Edizioni dei Dioscuri 1984); Ipotesi di vita (Premio pubblicazione “Carducci – Pietrasanta”, Lacaita 1987); Nel sigillo della parola (Piovan 1991); Lettera a una pietra (Premio pubblicazione “Libero de Libero”, Confronto 1992); Il segno del gelo (Perosini 1997); Allegorie d’inverno (Manni 2003); Regalità della luce (Sciascia 2009); La congiura degli opposti (LietoColle 2012); Lo sguardo inverso (Lietocolle 2018). È presente in diverse antologie, tra cui: Poeti del Lazio, a cura di R. Pellecchia, Forum Quinta Generazione 1988; Melodie della terra, a cura di P. Perilli, Crocetti 1997. Interventi sulla sua poesia sono apparsi su testate giornalistiche, riviste e testi critici, quali: Frammenti di un discorso amoroso nella scrittura epistolare moderna, a cura di A. Dolfi, Bulzoni 1992; La parola ritrovata. Ultime tendenze della poesia italiana, a cura di M. I. Gaeta e G. Sica, Marsilio 1995; G. Linguaglossa, Appunti critici, Edizioni Fabio Croce-Edizioni Scettro del Re 2002; La Ciociaria tra scrittori e cineasti, a cura di F. Zangrilli, Metauro 2004; Amerigo Iannacone, Nuove testimonianze. Interventi critici, Edizioni Eva, 2005; R. Pellecchia, Con le parole/Oltre le parole. Saggi di letteratura contemporanea, Metauro 2007; R. Scrivano, Letture e Lettori. Appunti di critica letteraria, Metauro 2010; D’Annunzio musicus ed altri saggi con appendice leopardiana, a cura di R. Pellecchia, Salvatore Sciascia Editore, 2018.

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