cosa ci aspetta dopo le elezioni politiche del 4 marzo 2018? 2a puntata

 

L’art.92 della Costituzione disciplina la formazione del Governo mediante un iter procedurale di una semplicità disarmante.

“Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri”.

L’atto di “nomina” appare chiaramente automatico (e non discrezionale), ovvero la possibilità che il Presidente della Repubblica possa rifiutarsi di nominare un ministro proposto dal Presidente del Consiglio incaricato per qualsivoglia ragione politica SEMPLICEMENTE NON E’ CONTEMPLATA. D’altro canto la cosa non è per nulla sorprendente essendo l’Italia una repubblica PARLAMENTARE e non presidenziale (ma la differenza non è chiara a tutti, in primis all’ex Presidente del Consiglio Gentiloni).

Inoltre, visto che secondo la Costituzione italiana la rappresentanza democratica della volontà del popolo italiano è affidata in linea diretta alle forze politiche elette in Parlamento (Camera e Senato), è un controsenso logico al limite del ridicolo che il Presidente Mattarella pretenda di legittimare il suo veto affermando di voler anteporre “a qualunque altro aspetto, la difesa della Costituzione e dell’interesse della nostra comunità nazionale” proprio nel momento in cui si pone in aperto contrasto con i dettami della Costituzione e con la volontà del popolo italiano.

Ma forse mi sbaglio: allora, nel dubbio, mi rimetto a studiare. Vediamo.

La Commissione per la Costituzione, più spesso chiamata Commissione dei 75, fu una commissione speciale istituita il 15 luglio 1946 e composta di 75 membri scelti fra i componenti dell’Assemblea Costituente della Repubblica Italiana. Ad essa si deve, per l’appunto la stesura della Costituzione italiana.
Ne fece parte Costantino Mortati, uno tra i più autorevoli costituzionalisti italiani (il suo saggio del 1940 “La Costituzione in senso materiale” ispirò la Commissione 75), poi professore ordinario dal 1948 al 1960 di “Diritto costituzionale italiano e comparato” presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università La Sapienza di Roma e giudice (nonché vice presidente) della Corte costituzionale dal 1960 al 1972.
Nel volume 1 del suo trattato “Istituzioni di diritto pubblico” (ed. CEDAM, 1975) scrive a pagina 568:
“La proposta dei ministri fatta dal presidente del consiglio incaricato deve ritenersi strettamente vincolante per il capo dello Stato.”

Ecco allora che le scelte politiche del Presidente della Repubblica Mattarella sono de facto non solo irrituali e illogiche, ma trascendono palesemente i limiti sanciti dalla costituzione, ovvero costituiscono un atto di forza al di fuori dell’ordinamento costituzionale, volto a sovvertire la volontà popolare, ovvero la netta affermazione di M5s e Lega nelle recenti elezioni politiche italiane del 4 marzo 2018, trionfo riconosciuto addirittura dalla stampa di regime).
E se consultiamo l’enciclopedia Teccani alla voce “colpo di stato” troviamo scritto proprio: “Si intende generalmente con questa espressione un fatto contro la legge e al di fuori della legge, volto a modificare il vigente ordinamento dei pubblici poteri.

Non bastasse, ci pensa l’ex ministro dell’economia Pier Carlo Padoan a fornirci ulteriori delucidazioni, quando candido candido ammette: “Il problema non è Savona, ma le idee della maggioranza su UE”.

A rendere ancora più grave quanto sopra, il Presidente della Repubblica Mattarella senza un attimo di esitazione (dieci minuti?) dopo aver affossato il nascente governo Conte, ha prontamente contattato Carlo Cottarelli, uomo del Fondo Monetario Internazionale (FMI) nonché economista liberista ed “austeriano” gradito al potere finanziario internazionale. Eh, non era difficile prevederlo: sia prima che dopo le elezioni “prezzemolava” come ospite su tutte le reti televisive nazionali ed era indicato dalla stampa mainstream come potenziale premier o ministro per la “spending review”!!

Ed eccovi servito, signori e signore, il governo Monti 2.0.
Come Monti, infatti, il bravo Cottarelli rientra nel novero dei più pericolosi economisti liberisti in quanto non si limita a prediligere scelte offertiste (dal lato dell’offerta), ma si prende particolare cura anche della domanda per… TAGLIARLA!!!
E per comprendere quanto ciò sia dannoso nel nostro contesto economico basta avere un minimo di conoscenze macroeconomiche (“moltiplicatore keynesiano” dice niente?).
In caso invece siate completamente digiuni di scienze economiche, datevi da fare e studiate (qui un breve manualetto divulgativo di macroeconomia: ne va del futuro vostro e dei vostri figli).
Se invece vi sentite troppo pi(ddini)gri per studiare, almeno cerchiamo di trarre preziosi insegnamenti dalla storia recente e dall’esperienza diretta:
1) Grazie ai mirabili tagli agli “sprechi” di Monti il rapporto debito/PIL italiano è calat… ohibò! stranissimo: è SALITO in meno di tre anni dal 120 al 132%.
2) Grazie alle politiche di austerità imposte dalla Troika (FMI, BCE e commissione europea), la Grecia ha visto aumentare il suo rapporto debito/PIL dal 125% del 2009 al 175% del 2014.
3) Grazie alla crisi economica indotta dalle politiche di austerità la Grecia e l’Italia sono state costrette a piegarsi alla politica neocoloniale dei capitali finanziari internazionali (si veda qui, qui, qui e qui).

Gongola la Merkel, smaniosa di saccheggiare il Belpaese e di farci finire come la Grecia: “Anche con la Grecia di Tsipras – tiene a precisare la cancelliera – fu difficile, poi ci accordammo”.
Gongola la stampa tedesca che temeva “un nemico della Germania al governo” (Frankfurter Allgemeine Zeitung) e ora intona a gran voce osanna al Presidente Mattarella. Addirittura il quotidiano tedesco di economica e finanza Handelsblatt titola “Forza Matterella!” esortando il presidente della Repubblica ad umiliare il voto degli italiani seguendo i diktat di Berlino e della BCE.
Gongola Confindustria che “ha apprezzato molto il lavoro del Presidente della Repubblica”.

Dunque, in conclusione, che cosa ha ottenuto Mattarella?

1) Ha chiarito a milioni di italiani che la volontà del popolo italiano è una pura entità astratta priva di coperture finanziarie e che l’unica politica che davvero conta qualcosa in un sistema di mercato è la politica economica. Per cui potete mettere Jack lo squartatore alla Giustizia o Dart Fener all’Ambiente, ma non Paolo Savona (già ministro per l’Industria sotto Ciampi negli anni ‘90) all’Economia.
2) Ha chiarito a milioni di italiani che non c’è nessun complotto: ormai i mercati governano l’Italia e il liberismo stupra la democrazia alla luce del sole. In tal senso pare superflua la velata minaccia del commissario europeo al Bilancio Guenther Oettinger che ha affermato quest’oggi: “I mercati insegneranno agli italiani a votare per la cosa giusta”.
3) Non potendo (ancora) fare tombola, si è accontentato della cinquina! Aggiungendo Cottarelli, i governi NON eletti dagli italiani che hanno regnato in Italia negli ultimi anni sono addirittura 5 (Monti, Letta, Renzi, Gentiloni e Cottarelli).

E cosa spera di ottenere Mattarella nel prossimo futuro?

1) Che Forza Italia voti e sostenga congiuntamente al PD un esecutivo di minoranza incaricato di preparare le elezioni e di sbrigare “gli affari correnti”, tipo nomine RAI, legge elettorale, patrimoniale, IVA e compagnia bella governando per decreti e “FATE PRESTO!”
2) Che si spezzi l’asse Lega-M5S, visto che il M5S è da sempre molto sensibile alle sirene de “gli sprechi”, così da garantire estemporanei sostegni esterni all’attività di governo di mr. Spending Review Cottarelli (sarà un po’ come avere la Troika in casa senza averla, sempre che a un certo punto l’europotere finanziario non si senta così forte da imporre un prestito all’Italia mettendola sotto commissariamento anche nella forma oltre che nella sostanza)
3) Di guadagnare tempo per rilanciare il PD e il fronte europeista grazie ad un martellante sistema di propaganda a reti unificate che usi la tecnica militare del “poliziotto buono e poliziotto cattivo” contro il popolo italiano e in casi estremi reprimere il dissenso e il “reato di opinione” con la forza.

Ci riuscirà? Ai post(eri) successivi l’ardua sentenza.
Voi che qui leggete, per quanto possibile, diffondete.

2 Comments on "cosa ci aspetta dopo le elezioni politiche del 4 marzo 2018? 2a puntata"

  1. mi scuso con gli amici di Neobar per la mia prolungata latitanza (negli ultimi mesi lavoro, orto e famiglia mi hanno praticamente “sequestrato”… ). epperò questo post era davvero troppo importante per tenermelo sigillato in testa! un abbraccio a tutti.

  2. Grazie, Malos! Lucido, attento e puntuale. Siamo di fronte a un grande attentato alla nostra democrazia. L’ennesima conferma, ahinoi, che dietro la facciata di un Paese libero si celano vincoli “esterni” che impediscono all’Italia di avere una propria politica estera. Da come si reagirà a tale atto gravissimo, potremo misurare la salute generale di un Paese allo sbando.

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