cosa ci aspetta dopo le elezioni politiche del 4 marzo 2018?

nell’era dello spread e del totalitarismo liberista (1), la democrazia (dal greco démos, “popolo” + krátos, “potere”, ovvero “governo del popolo”) è ormai sistematicamente ridicolizzata. i mass media hanno già dettato al futuro governo (qualunque esso sia) l’agenda compilata dai loro padroni, che nel contempo, ovviamente sono anche i nostri veri padroni (2): capitali internazionali, commissione europea, BCE, asse franco-tedesco, fondi d’investimento, banche d’affari, mercati, …

è innegabile che le élite finanziarie e il capitalismo finanziario liberista abbiano tratto dalla caduta dell’URSS e del blocco comunista un ulteriore slancio nonché legittimazione politico-culturale su scala planetaria. non a caso, a partire dagli anni a cavallo del 1990 si assiste ad una crescita esponenziale del debito globale in parallelo ad una finanziarizzazione sempre più esasperata e senza controllo dell’economia.

le drammatiche conseguenze di un tale stravolgimento sono sotto gli occhi di tutti (3): a) primato dell’economia sulla politica; b) primato del mercato sullo stato; c) primato del capitale sul lavoro; d) smantellamento dello stato sociale.

pertanto, il capitalismo liberista incarnato dalle élite finanziarie internazionali è ormai assimilabile a un “potere totalitario”, dove il bene comune e l’interesse generale viene sacrificato agli interessi privati di pochi (plutocrazia). come logico corollario, nonostante una patina di democrazia formale, lo stato democratico non è più chiamato prima di ogni altra cosa a rimuovere gli ostacoli per una uguaglianza sostanziale e a garantire i diritti sociali fondamentali (tutela del lavoro, del risparmio, della salute e della previdenza) (4).

cosa di cui la popolazione tutta, pian piano, anno dopo anno, inevitabilmente si accorge…

infatti gli italiani, nelle elezioni politiche del 4 marzo 2018, hanno espresso una forte volontà di cambiamento premiando soprattutto gli schieramenti che, almeno sulla carta, sembrano opporsi ai poteri forti e alle élite tecno-finanziarie, punendo i partiti filo-UE, liberisti e mondialisti. in tal senso, gli italiani avranno forse dimostrato di essere politicamente ingenui, ma resta il fatto che si sono rivelati un po’ meno indottrinati e controllabili di ciò che si credeva.

sottolineo “un po’ meno” perché, in particolare per il Movimento 5 Stelle, il fatto che uno schieramento politico si sia presentato e sia stato percepito come anti-sistema non vuol certo dire de facto che esso lo sia concretamente.

basti guardare alle riuscite operazioni di gatekeeping del voto di protesta avvenute in altri paesi, tipo in Grecia (Syriza/Tsipras) e in Francia (En marche/Macron): abbiate fede, come già scrisse Tucidide 400 anni prima di Cristo “la storia ama ripetersi”.

quindi? quindi è assai probabile che in Italia il M5S sia lo strumento ideale per realizzare l’ennesima operazione di gatekeeping. e d’altro canto il M5S ha sicuramente il fisique du role: è un golem “in divenire”, aduso a incredibili giravolte politiche (Grillo 2015: “fuori dall’euro, per ritornare a vivere”, Di Maio 2018: “noi vogliamo restare nell’unione monetaria e nella Ue”), tanto da fornire sempre ottimo materiale alla satira di Crozza (5). Peraltro, pure la base del M5S è particolarmente eterogenea, visto che in essa convivono serenamente posizioni diverse praticamente su tutti i temi, dalla NATO, all’economia, dai migranti alla bioetica. non bastasse, alla chiara buona fede della base, fanno da contrappunto vertici quantomeno opachi se non eterodiretti (6). non dimentichiamo infatti che l’articolo 1 del nuovo statuto del M5S vincola giuridicamente, economicamente e tecnicamente il movimento all’associazione Rousseau, associazione privata di cui Davide Casaleggio è “one man band” e “dittatore a vita” (il legittimo erede al trono di Gianroberto incarna in una sola persona assemblea, presidente, consiglio direttivo e tesoriere) nel senso che, sempre secondo il nuovo statuto, si può sfiduciare tanto il capo politico (Di Maio) quanto il garante (Grillo), ma non Casaleggio.

emblematiche in tal senso le parole dell’europarlamantare pentastellato David Borrelli, uno dei due nuovi soci chiamati a “far numero” nell’associazione Rousseau: “Sono nell’associazione ma è come se non ci fossi. Tutti e tre gli incarichi sono intestati a Davide Casaleggio, bisogna chiedere a lui” (7).

dunque, affinché pure in Italia la volontà popolare sia puntualmente ridicolizzata (non era possibile tenersi eternamente al “riparo dal processo elettorale” come auspicato da Monti (8) ), basterà trovare una qualche stamPDella che consenta a “M5S/Di Maio” di varare un governo per poter recapitare entro la fine dell’anno l’invito a cena alla Troika.

e se da un lato la base del PD dice in larga maggioranza “mai con M5s” e dall’altra la base del M5S dice in larga maggioranza “meglio la Lega che il PD”, scommetto che a breve avremo la dimostrazione che le basi non contano nulla rispetto ai vertici. ovvero, spero di sbagliarmi, ma temo che a breve ci attenda, secondo l’auspicio dei centri di potere europei, un governo M5S + PD + Leu (9), (10).

il che mi preoccupa non poco, anche alla luce del fatto che Lorenzo Fioravanti, economista di riferimento del movimento, è indicato come ministro dello Sviluppo Economico da Luigi Di Maio (11a) e che tra le altre cose il programma economico del M5S prevede di tagliare il rapporto debito/PIL del 40% in 10 anni. dunque, come finanzierà gli oltre 100 miliardi necessari per attuare il programma economico del M5S (11b)? Fioravanti pensa di trovare le coperture eliminando “le auto blu” (!), “altri sprechi” (!) poi, se necessario “per taluni enti, licenzieremo il personale inutile” e taglieremo “tutti i posti pubblici che riterremo ridondanti” (12).

stiamo messi bene! ci è o ci fa? la spesa pubblica è una componente positiva del PIL (13)! ovvero tagliando la spesa pubblica (ovvero il PIL) e gli “sprechi” (ovvero il PIL) (14) il PIL non potrà che calare ben più di quanto calerà la spesa. viceversa, il moltiplicatore keynesiano, stimabile tra 1,4 e 1,6 nelle attuali condizioni economiche, ci dice che ad un aumento della spesa pubblica di 5 punti corrisponde in un aumento del PIL di circa 7,5 punti (15).

ahinoi, i nodi verranno presto al pettine: il rapporto tra crediti deteriorati e crediti lordi vede l’Italia prima in classifica con una media che sfiora il 20% (16), poi ci sono le nuove norme sull’ammortamento dei crediti in sofferenza, la fine del QE, il MES, le politiche recessive, le ulteriori contrazioni dei crediti alle imprese, i fondi avvoltoio sempre in agguato…

non è difficile ipotizzare che, viste le premesse, nei prossimi due anni, il futuro governo italiano dovrà recarsi più volte in pellegrinaggio a Bruxelles e Francoforte col cappello in mano per implorare aiuti e dilazioni (17).

buona fortuna: il cavallo di Troika è già in bella vista davanti alle porte del paese.

(1) http://orizzonte48.blogspot.it/2014/03/lattacco-finale-del-liberismo-alle.html

(2) https://unoeditori.com/attualita-societa/1592-dittatura-finanziaria.html

(3) https://www.libreriauniversitaria.it/ritorno-elites-leo-rita-manifestolibri/libro/9788872857311

(4) http://orizzonte48.blogspot.it/2014/03/glossario-guida-semantico-concettuale.html

(5) http://www.askanews.it/video/2018/03/17/crozza-e-lo-show-su-di-maio-euro-s%c3%ac-e-euro-no-20180317_video_11483217/

(6) https://italiaeilmondo.com/2017/11/15/movimento-5-stelle-pd-2-0-di-roberto-buffagni/

(7) https://www.ilfoglio.it/politica/2018/01/04/news/m5s-come-funziona-rousseau-171579/

(8) http://www.byoblu.com/post/2015/05/03/al-riparo-dal-processo-elettorale.aspx

(9) http://espresso.repubblica.it/palazzo/2018/03/09/news/caro-pd-te-lo-chiede-l-europa-appoggia-un-governo-m5s-o-di-destra-1.319396

(10) http://www.opinione.it/politica/2018/03/14/ruggiero-capone_ue-governo-m5s-pd/

(11a) https://www.money.it/Movimento-5-Stelle-programma-elettorale-elezioni-politiche

(11b) https://scenarieconomici.it/chi-e-leconomista-di-m5g-quando-bagnai-rinaldi-galloni-e-barra-caracciolo-erano-ancora-liberissimi/

(12) https://www.youtube.com/watch?v=LpOOVz4jmXM

(13) https://neobar.net/2017/04/15/concetti-basilari-di-economia-internazionale/

(14) https://sinistrainrete.info/articoli-brevi/11877-il-pedante-semantica-breve-de-glisprechi.html

(15) http://goofynomics.blogspot.it/2015/04/kpd6-limf-e-il-moltiplicatore-della.html

(16) http://formiche.net/2017/12/studio-first-cisl-su-npl-in-italia-e-in-ue/

(17) https://www.maurizioblondet.it/lunedi-dell-villaggio/

28 Comments on "cosa ci aspetta dopo le elezioni politiche del 4 marzo 2018?"

  1. Analisi puntuale e ottimamente argomentata. Caro Malos, siamo quasi alla disperazione. Il profitto, anziché la politica etica, non miope rispetto al futuro delle prossime generazioni, ha già vinto a livello planetario. Credo che siamo già avviati in un processo irreversibile e i nostri problemucci di governo sono risibili rispetto alla catastrofe generale annunciata.

    • malos mannaja | marzo 20, 2018 at 17:38 | Rispondi

      cara Annamaria, in effetti su scala planetaria la fine dell’egemonia globale americana crea non poche “turbolenze” (e la storia ci insegna che ciò vuol dire guerra, già nel breve-medio termine). però – forse – non è un processo irreversibile, o almeno a me piace pensare che finché il pensiero unico non avrà messo radici nel 99% delle menti, c’è ancora la possibilità di ragionare sui dati e sui fatti. mettiamocela tutta.
      : )

  2. Arrivi puntuale e illuminante, malos; come ideale continuazione del post di Paolo. Condivido il senso di disperazione/catastrofe annunciata di Annamaria, ahinoi…

    • malos mannaja | marzo 20, 2018 at 17:40 | Rispondi

      in effetti mi accingevo a postare il pezzo sul blog di Copylefteratura, ma poi ho letto il post di Paolo e ho deciso di “rompere la palle” qui
      : )
      illuminante non so… gli scenari futuri sono ancora piuttosto confusi, ma di una cosa possiamo star certi: il peggio deve ancora venire.
      : ((((

  3. Roberta De Luca | marzo 19, 2018 at 16:37 | Rispondi

    Grazie Malos. Interessante molto. Spaventoso pure. Un abbraccio a tutti

  4. malos mannaja | marzo 20, 2018 at 17:47 | Rispondi

    abbraccione ricambiato. purtroppo, negli ultimi decenni, pensare al futuro finisce spesso e volentieri per innescare “lampi di paura” (eh, inevitabilmente mi hai fatto tornare in mente la canzone dei Maisie “il ragazzo della via Adriano”). non arrendiamoci, però, ok?
    : ))

  5. Giancarlo Locarno | marzo 21, 2018 at 22:39 | Rispondi

    Un’analisi illuminante e condivisibile, sono un diretto testimone per la mia attività sindacale della sistematica distruzione delle condizioni del lavoro, per esempio parliamo della legge sulla cessione dei rami d’azienda, dopo il 2000 in modo selvaggio e fuorilegge cedevano i rami per rottamare lavoratori, facevamo loro causa, che le aziende perdevano sempre, allora si è cambiata la legge per rendere loro tutto più facile. Parliamo della precarietà, che secondo me non ha creato un solo posto di lavoro, ma al massimo è servita per la sostituzione di lavoratori a tempo indeterminato e più costosi con precari da sostituire ogni 6 mesi. Ho visto negli ultimi 10 anni smantellare solide realtà industriali. Ho visto anche i licenziamenti di sinistra del job act, uno ogni tre mesi, non è previsto un motivo.
    Il voto è un voto di ribellione, nessuno è così stupido da credere al milione di posti di lavoro creati da una pseudo sinistra, quando in realtà se ne sono solo persi. Sono due modi di volere le stesse cose, quello nord contro la legge Fornero e quello del sud per il reddito di cittadinanza. Oltre un certo limite di peggioramento ci potrà essere solo una rivolta.

    • malos mannaja | marzo 22, 2018 at 17:30 | Rispondi

      grazie per il tuo prezioso intervento, Giancarlo. eh, direi che non solo sei un diretto testimone (si può essere testimoni e non capire bene di cosa), ma, soprattutto, che hai saputo cogliere e interpretare i tanti atti politici che negli ultimi anni hanno indebolito il potere contrattuale dei lavoratori. gira che ti rigira, l’obiettivo è sempre quello: svalutare il lavoro (quando invece è proprio il lavoro che crea valore!). eddifatti la legge Fornero, il Jobs Act e compagnia bella non sono mica stati pensati per salvaguardare le finanze pubbliche, bensì per tagliare i redditi favorendo aggiustamenti di competitività (vedi alla voce “disoccupazione competitiva”). parimenti, il reddito di cittadinanza non è mica pensato per garantire un’esistenza dignitosa a chi è povero (ih ih), ma solo per poter assoggettare gli schiavi del nuovo millennio al precariato (proprio come la servitù della gleba nel medioevo vincolava il colono a un fondo). ecco, come al solito ci vogliono “vinculare”: nulla avviene per caso. il problema è che dopo che hanno garantito totale libertà ai capitali, schiacciato i nostri diritti, aumentato la disuguaglianza sociale, tutelato i grandi creditori e svalutato il lavoro (vedi alla voce “deflazione salariale”), poi come li tengono buoni milioni e milioni di poveri disperati? che domande: proprio col reddito della gleba, pardon, di cittadinanza…
      personalmente non credo in una “rivolta” (Grecia docet). e se anche dovesse esserci, sarà facilmente pilotata da abili timonieri verso lidi ellenici: la gente si è resa conto di stare male (“nessuno è così stupido”), ma – ahinoi – non ha capito il perché.

  6. malos mannaja | marzo 22, 2018 at 17:39 | Rispondi

    addendum: ai politici del governo venturo, qualunque essi siano, consiglierei di rileggersi la costituzione italiana (specialmente il combinato degli articoli 4 e 36.
    – articolo 4: la repubblica riconosce a tutti i cittadini il *diritto* al lavoro e *promuove* le condizioni che rendano *effettivo* questo diritto.
    – articolo 36: il lavoratore ha diritto ad una *retribuzione proporzionata* alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza *libera e dignitosa*.
    cazzo! è la costituzione che lo dice: non accontentatevi di una mancetta, pretendete un lavoro ben pagato perché E’ UN VOSTRO DIRITTO AVERLO!

  7. paolo vincenti | marzo 22, 2018 at 20:30 | Rispondi

    quando si dice consonanze, malos.
    questo mio articolo è di qualche giorno fa.

    SIAMO UNA SQUADRA FORTISSIMI

    Il risultato elettorale si è dimostrato nettamente a favore di Movimento Cinque Stelle e Lega. Delle due forze, quella che sembrerebbe più vicina ad ottenere l’incarico dal Presidente della Repubblica è l’M5s. Come faranno gli inetti pentastellati a guidare questo Paese per il quale la metafora della Costa Concordia e del Capitano Schettino non sarà mai stata adoperata invano? I 5stelle hanno garantito uno stipendio a tutti i ggiovani senza lavoro, solleticando vieppiù quell’assistenzialismo che nello sgarrupato Meridione fa la sua porca figura. E certo il reddito di cittadinanza ha fatto più presa, nell’immaginario dei nullafacenti in attesa della grazia, della Flat Tax berlusconiana. Tanto a che serve pagare meno tasse a chi non le paga per niente? Meglio lo stipendio fisso, questa sì che è una vera mancia, rispetto alla mancetta renziana degli 80 euro, che coinvolgeva una fascia minore di beneficiati.
    Ma il reddito di cittadinanza, a detta degli economisti, è una misura irrealizzabile, perché occorrerebbero circa 29 miliardi. Tecnicamente il reddito di cittadinanza, formula cambiata rispetto alla iniziale “reddito di dignità”, perché di essa i Cinquestelle, avendo la faccia come il culo, sono sforniti, consiste in un sussidio di disoccupazione che si perderebbe dopo tre offerte di lavoro andate a vuoto. A parte che i fannulloni meridionali troverebbero comunque il modo di aggirare facilmente questo ostacolo, già la misura varata dal Governo Pd (per andare al rimorchio dei Cinque Stelle) del REI, ossia il reddito di inclusione, è di difficile attuazione. E se per far fronte alla povertà assoluta, vale a dire quasi 700.000 famiglie in Italia, vi dovrebbe essere un esborso di circa 1 miliardo e mezzo di euro, immaginiamo quanto utopica sia la misura dei pentastellati che invece lecca il culo alla povertà relativa, dunque a 4.6 milioni di italiani. Per altro, l’assegno previsto dal Rei è di 485 euro a testa, pensionati esclusi, quello dei Five stars invece 780 euro. Inoltre, la loro squadra di governo, un po’ raccogliticcia, fatta da professori di non grande fama e addirittura ex beneficiati del Pd, vedi Giuseppe Conte, già braccio destro del Ministro Boschi, e Salvatore Giuliano, non il bandito, ma il Preside del Majorana di Brindisi, firmatario delle riforma della Buona Scuola della Ministra Giannini; questa potenziale squadra di governo, si diceva, sulla quale Di Maio ha annunciato di non voler trattare, nel senso che è un pacchetto all inclusive, questa squadra che dovrebbe dare una legittimità tecnica alle velleitarie promesse grilline, come potrà reggere all’urto con le problematiche italiane ed europee? E che bella squadra del menga…
    Ora i pentastellati dovranno mediare, chissà cosa faranno una volta dentro le stanze del potere, quanto si democristianizzeranno e quanto resteranno incorrotti, duri e puri, ovvero puzzoni come sempre.

    PAOLO VINCENTI

    • malos mannaja | marzo 25, 2018 at 13:38 | Rispondi

      analisi lucidissima. speriamo di sbagliare…
      purtroppo, negli ultimi mesi ogni volta che rifaccio “i conti” esce: governo/governissimo M5S, saccheggio di quanto resta tra ricchezze private e statali nel Belpaese, troika, probabile default e caotico break-up dell’euro (sullo sfondo di “venti di guerra” su scala planetaria, vista l’aria che tira negli States)…
      mancano solo le cavallette, un asteroide in rotta di collisione, la pandemia influenzale e la triste scoperta di essere tutti mere comparse sul palcoscenico di un film catastrofista hollywoodiano.
      : (((

  8. Il nocciolo della questione è molto ben svolto e in questi casi badare al sodo è essenziale. Sappiamo tutti bene che il turbo capitalismo liberista è il nuovo nazismo: distrugge risorse, popoli, culture, causa guerre, né più e né meno del nazismo. Risultati: sempre meno persone detengono la stragrande maggiornaza della ricchezza, morte della civiltà del lavoro, fine della foresta pluviale, stati scivolati dalla democrazia alla non democrazia. Questa analisi pretende però, urlando risposte, soluzioni. Il nazismo fu sconfitto con una guerra, e ce ne vorrà un’altra. Si tratta di capire contro chi (i manovratori di questa piaga mondiale non aìhanno le facce note delle belle carogne di una volta)e in che modo. I nostri figi hanno diritto a un mondo migliore, non certo a questo merdaio.

    • malos mannaja | marzo 25, 2018 at 13:46 | Rispondi

      eh, chiedi “contro chi”, Flavio. la mia risposta è: contro ogni buonsenso.
      difatti, se è molto probabile che dietro l’angolo ci attenda un conflitto bellico di proporzioni planetarie, altrettanto probabile è che la guerra non risolverà alcunché, anzi aggiungerà problemi a problemi.
      poveri figli nostri…

  9. Per quanto riguarda l’Italia, resti pure Gentiloni. Perché chiunque, dico chiunque, vada a presiedere un governo e non tolga la Fornero, non elargisca il reddito di cittadinanza e/0 non mantenga le promesse elettorali, finirà malissimo. I five stars se sono furbi, stanno fuori da ogni governo e al prossimo giro prenderanno il 60%. Il vero problema di questo paese è che non ha nessuna politica estera fin dai tempi di Craxi e finché non ne avrà una autonoma e autorevole, tale da minacciare la supremazia tedesca,sarà area cortilizia di un’Europa che assomiglierà sempre più al vecchio Patto di Varsavia. E la troika è l’equivalente degli interventi russi in Ungheria e Cecoslavacchia. Citofonare Grecia, please.

    • malos mannaja | marzo 25, 2018 at 13:51 | Rispondi

      difficilmente i cinquestelle staranno fuori dal governo: l’euro ha gli anni contati (la probabilità di break-up già nel giro di 2 anni è altissima) e prima che salti il giocattolo voluto dalla dittatura finanziaria il saccheggio dell’Italia dev’essere portato a termine (dici bene: citofonare Grecia, plìs)

  10. Da non sottovalutare che anche l’astensionismo se pur di poco è aumentato rispetto alle ultime elezioni, sarà che in Italia ci sono milioni di italiani ai quali girano davvero le palle,(di quello sono coscienti), quindi persone deluse e arrabbiate per una politica che da anni rispetto alle problematiche reali è impantanata o non intenzionata a risolvere. Perché alla fine a queste persone umiliate dalla povertà e ricattate dal sistema economico e che quindi sono inevitabilmente relegate ad una vita di merda, non credo interessi più di tanto chi andrà al potere, vorrebbero solo vedere possibilità nella politica di risolvere i problemi palesi e urgenti che esistono. (inutile fare la lista). Ed è intollerabile che nel 2018 la macchina Stato invece non li scalfisca minimamente, (per qualsivoglia motivo, che sia l’euro o semplicemente menefreghismo e tutela di interessi privati, che poi sono la stessa cosa…) rimanendo impantanato nella burocrazia e nei conflitti fanatici degli schieramenti politici e di chi alimenta il loro teatrino, ma stiamo scherzando? Più che una rivolta ci vorrebbe un contro-ricatto efficace. Quindi massima condivisione al senso del tuo articolo Malos, tutto vero purtroppo, mi fa piacere poi che hai citato l’articolo 36, senza dignità o retribuzione proporzionata al costo della vita non ha senso avere un lavoro o meglio è come non averlo.

    Riguardo alle tua analisi della situazione politica italiana e del M5S nello specifico avrei solo alcune osservazioni da ribattere. La prima è che in in tutti i partiti esistono posizioni interne eterogenee, magari taciute ma palesemente manifeste, d’altronde di migrazioni strategiche e scissioni varie ne abbiamo viste. Poi mi sorprende scoprire che la base del M5S sia essa stessa vittima della dittatura dei suoi vertici, di certo è vero ma anche qui di piccoli dittatori non ne mancano neppure negli altri partiti, guarda per dire Mister Berlusconi, con più di 80 anni è lì a dettare strategie di governo nella coalizione nonostante abbia perso. Poi sinceramente non credo esista nessuna forza politica in Italia che sia veramente anti euro, tipo la Lega. non abbiamo la forza per opporci davvero all’Europa. Quindi io sono pessimista, l’Italia sposerà sempre l’euro nonostante le mazzate che riceve e dovremo riuscire a rimanere in piedi in questo scenario. Infine non riesco a capire come ridurre gli sprechi possa essere una cosa negativa. Capisco che ridurre la spesa pubblica aggravi la crescita del PIL, ma non dovrebbe essere la stessa cosa se si riduce lo spreco pubblico improduttivo magari trasformandolo in investimento pubblico attivo. Ah un’altra cosa non mi è chiara, il reddito di cittadinanza. In altre nazioni qualcosa di simile esiste già, in Francia per esempio chiunque si ritenga in condizioni di bisogno può dichiarare le sue entrate e se possibile ricevere un aiuto congruo alla sua situazione, per non dire poi del salario minimo che si aggira intorno ai 1500 euro, qui da noi esistono ancora salari di 500 euro. Comunque il reddito di cittadinanza dicevo, ok è un’elemosina per far sopravviere il sistema di precariato, ma non lo vedo come il suo sigillo finale, nel senso che un aiuto finanziario a dei precari sarà pur sempre meglio di un sistema di precariato senza aiuto. Poi che il tutto vada cambiato è logico, ma nel frattempo chi ne beneficerà un po’ meglio starà.

    • malos mannaja | marzo 25, 2018 at 14:26 | Rispondi

      chettidevodire, Carlo. “la macchina Stato” ha il motore in panne non potendo fare politica economico-monetaria, ergo con tali premesse il fatto di essere arrivati al punto in cui siamo più che “intollerabile”, mi pare “inevitabile”. poi sul futuro chi vivrà vedrà. l’Italia avrebbe la forza (e l’interesse) per “opporsi davvero all’Europa”: il problema è squisitamente politico. non dimentichiamo che l’anno scorso sull’account Twitter ufficiale del PD troneggiava il seguente post: “#ConsiglioUe @matteorenzi ‘Nostre battaglie in Ue non erano per l’interesse dell’Italia, ma perché ritenevamo fossero interesse dell’Europa’”.
      ecco, al di là di tutto, con l’ultima tornata elettorale gli italiani hanno mandato un messaggio forte e chiaro a tutti i partiti: tale linea politica è da bocciare senz’appello.
      e siccome, per ora, prendere voti è ancora essenziale per essere eletti, nei prossimi mesi vedrai che assisteremo a parecchi “riposizionamenti”…
      : )))
      sul fronte del “reddito di cittadinanza” resto abbastanza freddo. da medico trovo che, quando un paziente ha una gamba fratturata, sia più importante operarlo, ingessarlo e poi fare riabilitazione, piuttosto che dargli una stampella e lasciarlo così com’è…
      : )
      il nocciolo del problema è decidere se una gamba fratturata sia un male incurabile (*quindi* ciò che ci serve è incentivare la produzione di stampelle per tirare avanti) o se non sia un male incurabilie (*quindi* prima di tutto ci serve un buon reparto di ortopedia e di fisiatria/riabilitazione).

  11. Scusa Malos se insisto è che mi interessa il tuo pensiero in merito. Quindi… ma se una famiglia o un cittadino sono al di sotto della soglia di povertà perché non è giusto dargli un aiuto economico anche se pur minimo per migliorare un po’ la loro vita? Loro resteranno poveri e precari ugualmente e il problema generale continuerà ad esistere con relativa e necessaria nonché auspicabile volontà politica a trovare soluzioni più macro. Così senza entrare troppo nel merito della proposta, (difficilmente i 5 stelle riusciranno a realizzare anche in parte tale promessa elettorale), il buon senso mi dice che di questi tempi non si butta nulla,;-) specialmente se si tratta di soldi che circolerebbero un po’ al di fuori delle solite tasche. D’altronde l’economia non è una scienza così complessa da giustificare il casino in cui siamo, quindi lo stallo economico delle nazioni è un problema voluto da chi me trae benefici, cosa che sempre hai chiaramente scritto nei tuoi articoli.

    Riguardo gli sprechi non mi ha risposto;-) Credo che in Italia di soldi inutilmente in circolazione nella spesa pubblica ce ne siano, certo è chiaramente una manovra ininfluente rispetto ai soldi che andrebbero recuperati per risollevare l’economia del paese, ma anche qui, perché no? Non credo che tutto ciò sia un intralcio alle soluzioni più radicali che si spera la politica di chiunque andrà al governo cerchi.

    • malos mannaja | marzo 27, 2018 at 14:33 | Rispondi

      insisti liberamente, a me piace ciacolare.
      : )
      oltre a ribadire quanto ho scritto in precedenza (dove almeno in parte, se rileggi con attenzione, trovi risposta alle tue perplessità), aggiungo alcuni concetti importanti.
      in primis, “giusto” e “sbagliato” sono concetti assai relativi. intendo, quando poni la domanda retorica se non sia “giusto dargli un aiuto economico”, temo che tu stia ragionando in modo astratto (ovvero come se il reddito di cittadinanza cadesse dal cielo e non fosse da iscrivere a bilancio). ad esempio, a me dà molto da pensare il fatto che si sia improvvisamente creato tanto battage e consenso attorno al reddito di cittadinanza *dopo* che è stato inserito in costituzione il vincolo al pareggio di bilancio. perché, ahinoi, nelle condizioni attuali, per reperire le coperture (al di là di risibili specchietti per le allodole, vedi alla voce “sprechi”) sarà inevitabile tagliare altre voci della spesa pubblica per le prestazioni sociali, ovvero soprattutto pensioni e sanità. ohibò… ma tu guarda, proprio le voci del welfare che negli ultimi decenni sono costantemente sotto attacco! ergo, non appena dovesse andare in porto l’operazione reddito di cittadinanza, nel giro di qualche anno assisteremmo al definitivo giro di vite su pensioni e sanità con annesso “spacchettamento” verso il privato con polizze integrative. dopodiché è probabile che il reddito di cittadinanza, avendo svolto il suo compito, sparisca nel nulla lasciandoci cornuti e mazziati. e anche qualora dovesse sopravvivere in forma più o meno ridimensionata, svolgerà il ruolo graditissimo al sistema ordoliberista di *trascinare verso il basso* sia il salario minimo (con alta disoccupazione strutturale, il reddito di cittadinanza indicherà il reddito massimo che i datori di lavoro saranno disposti a pagare ai nuovi assunti), sia le pensioni minime (che finiranno per livellarsi su di esso visto che il reddito di cittadinanza è a tutti gli effetti una sorta di livello zero del sistema pensionistico). con l’aggravante che anno per anno, l’innescarsi di una spirale di impoverimento ridurrà ulteriormente le entrate tributarie per lo stato e *quindi* piangendo fiumi di forneriane lacrime, l’insostenibilità del sistema verrà “risolta” ritoccando verso il basso il reddito di cittadinanza. e così via, all’infinito…
      secondariamente torno a sottolineare che il “reddito di cittadinanza” agisce di concerto con il sistema di svalutazione del lavoro liberista. la legalizzazione della deflazione salariale e della precarizzazione, la svalutazione interna imposta al mercato del lavoro da *mercantilsmo-euro-limiti di bilancio fiscale* per aggiustare la competitività di prezzo sulle esportazioni sono *premesse* a un’idea di lavoratore-merce tenuto sotto scacco da *precarizzazione e disoccupazione strutturale*. per contro, in assenza di tali presupposti, ovvero SEMPLICEMENTE APPLICANDO I DETTAMI DELLA COSTITUZIONE al mondo del lavoro non ci sarebbe bisogno di nessun reddito di cittadinanza!
      quindi spero che sia chiaro che il reddito di cittadinanza è un potente strumento in mano al capitalismo finanziario ordoliberista e NON un atto di compassionevole umanità verso i più deboli. il reddito di cittadinanza PUNTELLA le storture del sistema, di fatto consentendogli di restare in piedi e di imporre al lavoratore-merce sempre nuove e maggiori vessazioni. siamo all’assurdo, sono riusciti a farci ragionare al contrario: la disoccupazione è diventato un problema di mancato reddito e non di mancata produzione! follia pura: abbiamo strade, scuole, ospedali, forze dell’ordine, territorio sfasciati e sotto organico perché *non ci sono i soldi* e nel contempo troviamo i soldi per pagare i disoccupati affinché non facciano nulla. ma buon dio, con i 7000 e rotti euro annui del reddito di cittadinanza della proposta di legge del M5S non sarebbe molto più logico dar da lavorare ai disoccupati e pagarli per riparare strade, argini e similia, per manutentare e sorvegliare il territorio, per assumere infermieri, oss, custodi, forze dell’ordine e compagnia bella?
      ahinoi, mi torna in mente quella carogna di von Hayek (vedi alla voce padre spirituale del liberismo e dell’UE) quando afferma che “occorre una qualche forma di aiuto per chi versa nella povertà estrema o nella fame, anche solo nell’interesse di coloro che devono essere protetti dai gesti di disperazione dei bisognosi”… amen.

      • Sapevo di sfondare una porta aperta e grazie per la puntuale risposta, comunque non approfitterò troppo della tua disponibilità anche perché è un argomento che può generare infinite repliche.

        Ecco i punti dove ho abbozzato le mie riflessioni.

        “…perché, ahinoi, nelle condizioni attuali, per reperire le coperture (al di là di risibili specchietti per le allodole, vedi alla voce “sprechi”) sarà inevitabile tagliare altre voci della spesa pubblica per le prestazioni sociali, ovvero soprattutto pensioni e sanità. ”

        Stai dicendo che gli sprechi saranno una parte minima di quello che verrà tagliato, questo si potrà solo vedere nel momento effettivo, me li sono letti i punti della proposta di legge del M5S e anche l’aumento della tassazione per banche e assicurazioni ecc, hanno il loro peso, https://www.money.it/reddito-cittadinanza-Movimento-5-Stelle . Comunque i pareri sono molteplici sulla possibilità o meno di recuperare i soldi necessari, che poi alla fine sono 20 miliardi circa e dico una bestemmia ma ho il sospetto che se volessero davvero li potrebbero recuperare salvaguardando la parte buona della spesa pubblica il PIL e garantire il pareggio di bilancio in costituzione, guarda per le banche che magie che fanno…che poi anche se non seguo molto la politica mi sembra che il M5S sia stato un forte oppositore della legge costituzionale del pareggio in bilancio…certo che se tagliano soldi necessari e non superflui a settori come la sanità,la scuola, pensioni, ecc… logicamente diventa un assurdo.

        “…quindi spero che sia chiaro che il reddito di cittadinanza è un potente strumento in mano al capitalismo finanziario ordoliberista e NON un atto di compassionevole umanità verso i più deboli. ”

        Il punto è proprio qui, per me il reddito di cittadinanza è una procedura ininfluente in entrambi i sensi, cioè né servirà certo per risolvere problemi strutturali ben più difficili né potrà aggravare (vista la sua minima rilevanza) gli enormi problemi economici che lo sono già e continueranno ad esserlo, quindi sempre meglio ci sia come piccolo aiuto monetario per qualche poveraccio che no. Per te se ho capito bene è uno strumento calcolato nelle mani del capitalismo per sigillare definitivamente la mercificazione del lavoro, ecc..e allora istintivamente mi chiedo come mai non ci hanno pensato i governi precedenti tutti pro-euro-capitalismo e hanno lasciato l’onere al M5S perdendo preziosi anni visto che non è ancora riuscito ad andare al governo.

        “…abbiamo strade, scuole, ospedali, forze dell’ordine, territorio sfasciati e sotto organico … con i 7000 e rotti euro annui del reddito di cittadinanza della proposta di legge del M5S non sarebbe molto più logico dar da lavorare ai disoccupati e pagarli per riparare strade, argini e similia, per manutentare e sorvegliare il territorio, per assumere infermieri, oss, custodi, forze dell’ordine e compagnia bella?”

        Ah certo l’Italia è allo sfascio…ma anche questo forse è un ragionamento poco realistico, il disoccupato non è una persona beata nella nullafacenza che con il sorriso accetterà quei 780 euro contento di continuare a non fare nulla, nella maggior parte dei casi è un disperato che vorrebbe una vita normale e che si arrangia in tutti i modi per recuerare dei soldi…in sostanza il provvedimento non vuole creare fannulloni retribuiti, (che poi ci sarebbe l’obbligo di disponibilità per almeno 8 ore settimanali in lavori utili alla collettività), ma agevolare un minimo coloro che non trovano un lavoro pur essendo iscritti ai centri per l’impiego e ci sono vari accorgimenti per evitare che diventi un’elemosina perpetua a chiunque voglia approfittarne, tipo essere iscritti ai suddetti centri e non poter rifiutare per più di 3 volte una proposta di lavoro adeguata ecc…, e poi si parla di 780 euro, nessuno può pensare davvero di viverci. Inoltre vanno considerati tutti coloro che hanno un lavoro ma sottopagato e non credo sarebbe civile farli lavorare ancora come manovalanza per dargli qualche euro in più che si meriterebbero ugualmente e che non gli basterà comunque. Piuttosto invece di pensare a come usare tali soldi, bisognerebbe davvero crearle queste offerte di lavoro se ci sono tutte queste cose che non vanno, e allora come mai la politica invece se ne frega come al solito di recuperare i miliardi necessari per retribuire tali posti di lavoro ipotetici,(Il M5S con i soli tagli agli stipendi ha agevolando migliaia di imprese) e invece ci si scandalizza tanto per la proposta di reddito di cittadinanza che ricordo ancora esiste in altre nazioni che sono messe meglio di noi pur essendo nella morsa dell’euro

        • malos mannaja | marzo 29, 2018 at 20:36 | Rispondi

          – “Stai dicendo che gli sprechi saranno una parte minima di quello che verrà tagliato”
          non esattamente. sto dicendoti di più. sto dicendoti che Glisprechi sono un’entità astratta, un *ipnonsenso* che può esistere soltanto a patto che venga allucinato un Giudizio morale condiviso. non farti fregare Carlo: qualsiasi spesa è il reddito di qualcuno. la narrazione emotiva su Glisprechi usata dagli imbonitori al soldo del potere finanziario è specificamente pensata per fotterci. tagli e austerità colpiscono SELETTIVAMENTE il bottom 90% della popolazione, ovvero i più poveri, redistribuendo la ricchezza verso l’alto, quindi verso l’oligarchia finanziaria che, guarda caso, ha a libro paga chi continua a raccontarti la storiella de Glisprechi. quando la politica (montiani, cinquestelle e piddioti in testa) si fa propugnatrice di tale raggiro e i cittadini abboccano, per i comuni mortali sarà sempre pianto e stridore di denti…
          – “sono 20 miliardi circa”
          circa? eh, la forbice è compresa tra 25-40 miliardi all’anno. chiunque spari cifre precise o al di fuori di tale forchetta compie un atto di fede più che una stima econometrica, anche perché molto dipende da quanto intendiamo fare il gioco delle tre carte (ovvero, *sostituire* alcune voci del welfare col “reddito di cittadinanza”).
          – “se tagliano soldi necessari e non superflui a settori come la sanità, la scuola, pensioni… logicamente diventa un assurdo”
          supeflui?!?! di nuovo l’ipnonsenso di cui sopra, artatamente fomentato dai media di regime con giochi di prestigio in cui casi eclatanti vengono grancassati e contrabbandati come regola. casi eclatanti che, peraltro, nella stragrande maggioranza sono *di per sé* REATI e NON SPRECHI (ovvero sono già perseguiti penalmente dalla legge) e che comunque sono totalmente insignificanti da un punto di vista numerico e statistico. la verità è molto semplice: NON CI SONO SOLDI *SUPERFLUI* da tagliare in settori come sanità, scuola, pensioni e così via. tanto per farti un esempio, la spesa sanitaria pro-capite in Francia, Germania e Gran Bretagna è compresa tra 3500 e 4000 euro all’anno, mentre in Italia è meno di 2500 euro all’anno, assai sotto anche alla media europea. la spesa pensionistica italiana è sempre stata tra le più sostenibili d’Europa ben prima che Monti e la Fornero ci massacrassero facendo *finta* di doverla rendere sostenibile. non bastasse, la spesa per la scuola in Italia è la più bassa in UE. devo aggiungere che siamo il paese che ha registrato il più alto avanzo primario in UE *sempre* e *costantemente* dagli anni novanta a tutt’oggi? buon dio, e ancora abbocchiamo a ‘sta pippa dei tagli?!?! : )))
          – “per me il reddito di cittadinanza è una procedura ininfluente in entrambi i sensi”
          è evidente che o non sono riuscito a spiegarmi o non hai letto con attenzione il mio precedente post. aaaargh! : )
          – “mi chiedo come mai non ci hanno pensato i governi precedenti tutti pro-euro-capitalismo e hanno lasciato l’onere al M5S perdendo preziosi anni visto che non è ancora riuscito ad andare al governo.”
          serviva la legge costituzionale sul pareggio di bilancio che è entrata in vigore nel maggio 2012, ma le sue disposizioni hanno avuto effetto a partire dall’anno 2014. l’operazione reddito di cittadinanza (come la tua appassionata disamina dimostra) è stato uno specchietto per le allodole molto efficace per rilanciare l’operazione gatekeeping del M5S e aveva come scadenza le elezioni politiche 2018 (una volta bruciato il PD, c’era il rischio che l’Italia sfuggisse al controllo). il timing mi sembra perfetto. a te no?
          – “il disoccupato non è una persona beata nella nullafacenza”
          non credo di aver scritto qualcosa di simile. ho scritto che il disoccupato è un disoccupato. e finché si crea un siffatto polverone attorno al reddito di cittadinanza (misura caldeggiata – vedi precedente post – da von Hayek, cosa che dovrebbe farti riflettere non poco), ovvero finché ci si concentra su come elargire una mancia a chi è disoccupato perché possa CONTINUARE ad esserlo, c’è la ragionevole *speranza* che lo stato continui a fare poco o nulla (contrariamente ai dettami costituzionali) per cancellare l’alta disoccupazione strutturale e la precarizzazione massiva imposta dal liberismo finanziario. questo è il nocciolo della questione, Carlo: la soluzione alla piaga della disoccupazione e della sottoccupazione c’è già scritta a chiare lettere nella costituzione (articoli 1, 4, 35 e 38): lo stato è tenuto ad operare da datore di lavoro di ultima istanza e a perseguire la piena occupazione.
          – “Il M5S con i soli tagli agli stipendi ha agevolando migliaia di imprese”
          quindi, lasciami capire, la soluzione è tagliarsi gli stipendi? ma ri-buon dio, ti rendi conto che siamo alla follia pura? eh, di questo passo, allora, tagliamoci tutti l’uccello per favorire la vita sessuale di coppia!
          : ))))

          • Con questa replica compare vedrai che ci capiamo, perché alla fine io non contrasto più di tanto ciò che scrivi, lo interpreto solo diversamente.;-)

            ” Gli sprechi sono un’entità astratta, un *ipnonsenso* che può esistere soltanto a patto che venga allucinato un Giudizio morale condiviso. non farti fregare Carlo: qualsiasi spesa è il reddito di qualcuno. ”

            Sinceramente la tua affermazione che gli sprechi siano un’entità astratta posso capirla solo come strumentalizzazione a fini politici pur tuttavia di qualcosa che esiste. Uno stipendio troppo alto rispetto al giusto compenso per me è uno spreco per esempio. Un numero eccessivo di personale pagato è uno spreco di soldi, un’insensatezza di consumi o utilizzo di mezzi lo è, così come i costi per la troppa burocrazia e l’illogica trafila di molti iter commerciali. E delle spese militari chevogliamo dire? Equivalgono a 65 kmilioni di euro al giorno, basta leggere qui: “La scorsa settimana i rappresentanti di undici Paesi, tra cui l’Italia, hanno sottoscritto a Baltimore, negli Stati Uniti, un accordo preliminare (Memorandum of Understanding) per l’acquisto, nei prossimi 3 anni (2018-2020), di 440 cacciabombardieri F-35 per un valore di almeno 37 miliardi di dollari (oltre 33 miliardi di euro). Oltre all’Italia, erano presenti rappresentanti di Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia, Danimarca, Israele, Giappone, Olanda, Norvegia, Turchia e Corea del Sud.” Poi ci sarebbe la razionalizzazione delle risorse che comporterebbe pur sempre un risparmio di soldi per i cittadini ma questo magari è un altro settore degli sprechi. In sostanza credo si possa fare qualcosa pur sacrificando anche delle persone che tuttavia uno Stato efficente dovrebbe reindirizzare in altre mansioni.

            “la forbice è compresa tra 25-40 miliardi all’anno. chiunque spari cifre precise o al di fuori di tale forchetta compie un atto di fede più che una stima econometrica,”

            Guarda ascolatando ieri su radio3 il prof…(non ricordo il nome pardon)…legato ai M5S parlavano proprio di questo, è venuto fuori che la cifra reale per le coperture sarebbe al di sotto dei 20 miliardi perché la media fra chi prenderà la somma piena e chi solo una parte sarà di 450 euro a persona, soprattutto a causa delle case di possesso che possono fornire una rendita che andrà scalata dai 780 euro. Quindi tale cifra moltiplicata per il numero di poveri in Italia che è quasi di 5 milioni viene meno di 20 miliardi. Poi sono tutte informazioni da prendere con le molle non è che ci creda più di tanto.

            “non credo di aver scritto qualcosa di simile. ho scritto che il disoccupato è un disoccupato.”

            Non lo hai scritto è vero, ri-pardon;-), mi stonava solo un po’ il fatto che per dare una miseria di aiuto ad un disoccupato se lo debba pure lavorare. E’ un po’ come dare un’elemosina ad un barbone ma pretendere ci lavi la macchina. 😉

            “la soluzione alla piaga della disoccupazione e della sottoccupazione c’è già scritta a chiare lettere nella costituzione (articoli 1, 4, 35 e 38): lo stato è tenuto ad operare da datore di lavoro di ultima istanza e a perseguire la piena occupazione.”

            Ma appunto Malos è un dovere dello Stato scritto nella Costituzione operare per garantire il lavoro ai cittadini, e quando lo Stato non riesce a garantirlo per tutti cosa si fa? Politiche del lavoro? ok sicuramente, quante ne sono state fatte di inutili con spreco di soldi? Personalmente quindi penso che lo Stato in tale situazione dovrebbe prima adempiere ad un altro dovere, e cioè rimediare urgentemente alla situazione drammatica dei disoccupati e dei sottopagati facendoli “sopravvivere” un po’ meglio con un aiuto economico minimo e temporaneo di certo, sperando trovino spazio nel mondo del lavoro. Situazione drammatica di molti che non può permettersi di attendere i tempi lunghi delle soluzioni radicali della politica, le quali possono partire certamente all’unisono con quell’aiuto ma non da sole. Se uno affoga non gli dici: “Tranquillo amico ti costruisco una barca e torno”, piuttosto gli allunghi un ramo o ti butti in acqua. Questo è il modo in cui valuto l’utilità del reddito di cittadinaza o reddito minimo di avvio al lavoro come lo vogliono chiamare e anche del reddito di inclusione, perché non sarà una mancia perpetua. Un’utopia che esite da tempo e sarà difficile applicare, ma di certo dovrebbe essere la prima preoccupazione di uno Stato civile, e ripensandoci anche a costo di tagliare qualcosa in settori delicati. e martoriati come la sanità o l’istruzione che sono come dici già ridotte all’osso, ma non certo per colpa dei disoccupati.

            Quindi compare non contrasto la tua lettura in chiave complottista e calcolata, il timing e il passaggio di consegne perfetto fra elité finanziarie e partiti è sicuramente vero, così come il voler usare strumenti come il reddito di cittadinanza per fini diversi, ma spero si sia capita la mia posizione rispetto allo scenario globale che in sintesi è: L’emergenza di certe situazioni va tamponata in tutti i modi possibili senza attendere, anche se il fine ultimo è aberrante, sperando che una politica più onesta dovrà pur tornare e allora sarà capace affrontare di nuovo il problema, anche perché non vedo come si possa sperare che le cose migliorino al di là di questioni come il reddito di cittadinanza si o no, se la politica non torna a fare il suo dovere.

            “quindi, lasciami capire, la soluzione è tagliarsi gli stipendi? ma ri-buon dio, ti rendi conto che siamo alla follia pura? eh, di questo passo, allora, tagliamoci tutti l’uccello per favorire la vita sessuale di coppia!
            : ))))”

            Non ho mai scritto nei post precedenti che il reddito di cittadinanza così come il taglio…degli stipendi dei parlamentari, (che tutti sappiamo sono i più alti in Europa, si vede che sono davvero bravi i nostri politici), sia una soluzione, ma è pur sempre un gesto mai effettuato da nessun partito che ha prodotto un aiuto a chi ne aveva bisogno, mi sembra una cosa buona e concreta di questi tempi.

  12. malos mannaja | aprile 1, 2018 at 08:18 | Rispondi

    “la tua affermazione che gli sprechi siano un’entità astratta posso capirla solo come strumentalizzazione a fini politici pur tuttavia di qualcosa che esiste.”

    purtroppo se non sono riuscito a farti comprendere fin qui che è l’esatto contrario, ovvero che proprio la guerra santa a Glisprechi è un non-senso economico (riguardati la definizione di PIL) nonché un cavallo di Troia “morale” usato dal liberismo “austeriano” per ipnotizzare il bottom 90% affinché metta da solo la testa sul ceppo e “si tagli”, desisto.
    sulle “spese militari” in generale – argomento sul quale c’è grande confusione – brevemente vale la pena di ricordare che nel 2016 abbiamo *esportato* per 14,6 miliardi di euro e *importato* per 612 milioni di euro. l’industria armamenti italiana e il suo indotto valgono alcuni punti di PIL. dunque? in passato abbiamo sempre comprato/commissionato gli aerei all’industria nazionale (con la sola eccezione degli F104) e il settore + indotto stima oltre centomila lavoratori italiani.
    sugli F35 nello specifico, se ora acquistiamo gli F35 dagli States Glisprechi non c’entrano niente: si tratta di un progetto di partnership iniziato nel 1996 sotto il governo Prodi che per scelta politica (più che giusta o sbagliata direi “logica” in quanto facciamo parte della NATO e siamo il paese in Europa con più basi militari americane sul proprio territorio) intendeva rinsaldare la nostra dipendenza dall’industria bellica e dalla leadership militare del paese egemone. infatti fin dall’inizio il programma “Joint Strike Fighter” ha coinvolto altre nazioni sia nella fase 1 di studio e sviluppo che nella fase 2 di produzione degli F35. la Gran Bretagna (partner di livello 1) ha finanziato il 10% della spesa della fase 1, l’Italia il 5% (è il secondo più alto importo), cui segue in ordine sparso quello di una decina di altri paesi NATO. non a caso Finmeccanica – azienda italiana – partecipa al megaprogetto F35 in qualità di “partner di secondo livello”. il programma è stato poi confermato da Berlusconi nel 2002 (ministro Antonio Martino) e firmato definitivamente da Prodi nel 2007 (ministro Giovanni Lorenzo Forcieri) che con la fase 2 ha replicato pari pari il cofinanziamento della fase 1 da “spalmare” su quarant’anni (ovvero fino al 2046), poi rivisti in vent’anni (ovvero fino al 2026). il successivo acquisto degli F35 (131, no 100, anzi 90, no dai torniamo a 130, no di meno e così via), come dovresti comprendere a questo punto, non è gestibile come una banale questione di “spending review” e è comunque in larga parte *inevitabile* visto che entro il 2025 l’aeronautica militare dovrà sostituire decine di Amx e decine Tornado e la marina militare decine di AV8B Plus. dunque dechestamoapparlà? usciamo dalla NATO? sfrattiamo le basi militari USA dal Belpaese? azzeriamo l’esercito? ci svizzeriamo? l’unica conclusione che si può trarre da questa triste vicenda è che questa diatriba più di qualsiasi altra si presta a una “strumentalizzazione a fini politici”: genera oceanico e unanime consenso tra buonisti, disinformati e astrattisti ed è perfettamente *innocuo*, ovvero come il più classico specchietto delle allodole, non porta a niente a meno di non cambiare tutto. eh, senza volere, le solite “armi di distrazione di massa”

    “Poi sono tutte informazioni da prendere con le molle non è che ci creda più di tanto”

    neanch’io.

    “mi stonava solo un po’ il fatto che per dare una miseria di aiuto ad un disoccupato se lo debba pure lavorare”

    a me neanche un po’. la repubblica italiana è fondata sul lavoro. e sottolineo *sul* non *su un*. è fondata solo su *quel* lavoro che sia capace di – articolo 36 della costituzione dixit – “assicurare al lavoratore e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

    “e quando lo Stato non riesce a garantirlo (il diritto al lavoro) per tutti cosa si fa?”

    purtroppo anche qui non sono riuscito a farti comprendere il non senso del siparietto recitato attorno al “reddito di cittadinanza” (che è l’altra faccia dei *tagli* a Glisprechi).
    lo stato è sovrano, dunque *per definizione* NON PUO’ non riuscire a garantire il diritto al lavoro. se ciò accade è perché la dittatura finanziaria del liberismo globale HA SOSTITUITO LA POLITICA con l’unico intento di *cercare in tutti i modi di impedirglielo* (vedi alla voce euro, vincoli e compagnia bella).

    desisto. anche perché se rileggendo quanto hai scritto non percepisci il ridicolo economico vuol dire che la propaganda liberal-pentastellata (“stipendi dei parlamentari, che tutti sappiamo sono i più alti in Europa” !!!!) ha temporaneamente flippato i tuoi neuroni. e a questo punto, ne riparliamo tra due o tre anni, di fronte alla prova provata, ok? : )))

    mi permetto solo, come ultima spiaggia (inutile proseguire oltre nel ragionamento) di invitarti a riprendere in esame in particolare la seguente frase che hai scritto:
    “rimediare urgentemente – (evviva, il “fate presto!”, ricordi?) – alla situazione drammatica dei disoccupati e dei sottopagati facendoli “sopravvivere” – (evviva, adoperiamoci perché sopravvivano e continuino ad essere tali, ci sono utilissimi per fare deflazione salariale!!!) – un po’ meglio con un aiuto economico minimo e temporaneo di certo – (evviva, “minimo e temporaneo”, quindi la loro vita non cambierà sostanzial-mente mentre il magico mondo del lavoro libberista stappa lo spumante) – sperando trovino spazio nel mondo del lavoro (massì, *speriamo* dai…).
    chiudo chiosando che sembrerà strano ma *finanziare* un reddito di cittadinanza e *finanziare* altrettanti posti di lavoro (investendo sul territorio nazionale) hanno la stessa *velocità* finanziaria. chissà cosa li differenzia. mmmm…

  13. “purtroppo se non sono riuscito a farti comprendere fin qui che è l’esatto contrario, ovvero che proprio la guerra santa a Glisprechi è un non-senso economico (riguardati la definizione di PIL) nonché un cavallo di Troia “morale” usato dal liberismo “austeriano” per ipnotizzare il bottom 90% affinché metta da solo la testa sul ceppo e “si tagli”, desisto.”

    Devo dunque dedurre che in Italia la politica non spreca un centesimo e che regioni e comuni non hanno mai sprecato nulla delle loro risorse economiche e che i problemi del paese sono ben altri. Non che ne sia proprio convinto ma mi informerò meglio. Comunque anche io non credo sia necessario insistere nella ricerca di fatti pro o contro, non ho problemi ad ammettere che non seguo troppo la politica semplicemente perché non mi appassiona, quindi vedremo cosa succederà come giustamente dici.

    “a me neanche un po’. la repubblica italiana è fondata sul lavoro. e sottolineo *sul* non *su un*. è fondata solo su *quel* lavoro che sia capace di – articolo 36 della costituzione dixit – “assicurare al lavoratore e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

    Qui la pensiamo diversamente.;-) Un aiuto è un aiuto a chi ne ha bisogno, non una retribuzione. Che poi ripeto è una miseria di qualche centianio di euro, e cosa gli fai fare affinché il rapporto ore di lavoro/retribuzione sia accettabile? Prendiamo la cifra piena di 780 euro mensili, gliele vogliamo dare 10 euro all’ora? Non dovrebbe essere troppo, ordunque sono 78 ore mensili di lavoro. Ecco sono circa 20 ore a settimana, (l’obbligo delle 8 ore per lavori utili alla collettività prevista dal reddito di cittadinanza è in effetti più basso). Ok adesso possiamo dire che quei soldi non sono più un’elemosina ma un compenso per un lavoro e le persone coinvolte non sono più dei disoccupati. Risultato: lo Stato ha fatto il suo dovere? No, non ha assicurato al lavoratore e alla sua famiglia neanche la dignità di arrivare a metà mese con quei soldi, l’articolo 36 è stato disatteso. Però in compenso il paese ha beneficiato di una forza lavoro anche se gli interessati sono rimasti nella merda come prima, e forse adesso si potrà pure dire che la disoccupazione è diminuita! In fin dei conti di lavoratori sottopagati ce ne sono tanti e non risultano certo come disoccupati, anche loro dovrebbero ricevere parte del reddito di cittadinanza se sono sotto la soglia di povertà, ok, facciamoli lavorare qualche ora in più quindi altrimenti non è giusto che i disoccupati lavorino e loro invece prendano dei soldi senza fare nulla! Nel frattempo montagne di soldi viaggiano a NORMA DI LEGGE verso i paradisi fiscali…ma questo non c’entra nulla…forse…però che paese variegato…

    “desisto. anche perché se rileggendo quanto hai scritto non percepisci il ridicolo economico vuol dire che la propaganda liberal-pentastellata (“stipendi dei parlamentari, che tutti sappiamo sono i più alti in Europa” !!!!) ha temporaneamente flippato i tuoi neuroni. e a questo punto, ne riparliamo tra due o tre anni, di fronte alla prova provata, ok? : )))”

    Il ridicolo sarebbe che non è vero che gli stipendi dei politici italiani in media siano più alti che negli altri paesi Europei? Forse siamo un po’ migliorati: http://www.repubblica.it/politica/2016/10/24/news/stipendi_dei_parlamentari_confronto_fra_italia_ed_europa-150461196/?refresh_ce ma io gli darei ugualmente uno stipendio più congruo a quello di un lavoratore dipendente, solo per il fatto che troppa tranquillità economica distrae dalle urgenze da risolvere.

    “purtroppo anche qui non sono riuscito a farti comprendere il non senso del siparietto recitato attorno al “reddito di cittadinanza” (che è l’altra faccia dei *tagli* a Glisprechi).
    lo stato è sovrano, dunque *per definizione* NON PUO’ non riuscire a garantire il diritto al lavoro. se ciò accade è perché la dittatura finanziaria del liberismo globale HA SOSTITUITO LA POLITICA con l’unico intento di *cercare in tutti i modi di impedirglielo* (vedi alla voce euro, vincoli e compagnia bella).”

    Malos lo Stato è sovrano certo ma come tu stesso scrivi è uno strumento e io dico che non agisce di certo da solo,e allora invece di sottolineare cosa è e cosa deve fare lo Stato secondo Costituzione, sarebbe meglio parlare di cosa fanno davvero i politici e quindi di come agisce davvero la politica dello Stato, tipo se e quanto è in combutta con la dittatura finaziaria di cui sopra oppure quanto è impantanato in diatribe inconcludenti e piene di interessi privati invece di essere un macchina di forze che alla fine collaborano per l’interesse di tutti.
    Ma il punto che vorrei sottolineare ancora una volta è che io per quanto possa sembrare strano ho perfettamente capito i tuoi argomenti ;-)anche perché ruotano tutti intorno al complotto liberista ecc…quello che invece non riesco a farti capire in sintesi estrema è che pur tuttavia, cioè pur considerando vero tutto quello che dici, io ipotetico disoccupato non lo rifiuteri comunque un aiuto economico che sia reddito di cittadinanza o di inclusione visto che del lavoro non sento neanche l’odore, e me strafregherei di tutto il resto perché sono soldi che arriverebbero a chi ne ha urgentemente bisogno e non per colpa sua!!!.E’ un po’ come essere chiusi in qualche prigione ma accettare intanto lo schifo di pasto per non morire, ma mica vuol dire che non so di essere prigioniero o non capisca che le soluzioni da cercare siano altre o che quel pasto è solo un modo per cercare di tenermi buono nella mia prigionia perpetua.

    “mi permetto solo, come ultima spiaggia (inutile proseguire oltre nel ragionamento) di invitarti a riprendere in esame in particolare la seguente frase che hai scritto:
    “rimediare urgentemente – (evviva, il “fate presto!”, ricordi?)– alla situazione drammatica dei disoccupati e dei sottopagati facendoli “sopravvivere” – (evviva, adoperiamoci perché sopravvivano e continuino ad essere tali, ci sono utilissimi per fare deflazione salariale!!! – un po’ meglio con un aiuto economico minimo e temporaneo di certo – (evviva, “minimo e temporaneo”, quindi la loro vita non cambierà sostanzial-mente mentre il magico mondo del lavoro libberista stappa lo spumante) – sperando trovino spazio nel mondo del lavoro (massì, *speriamo* dai…)”

    A me sembra assurdo non captare l’urgenza di certe situazioni che non possono attendere…senza soldi non si vive e ci sono milioni di persone che non vivono, i discorsi servono a poco in questi casi, un aiuto invece aiuta. Inserire poi questa procedura di aiuto in un contesto politico veramente costruttivo è un altro discorso,e io ho cercato di spiegare il mio pensiero dicendo semplicemente che per me la priorità deve andare a rimediare le urgenze tipo questa per poi PARALLELAMENTE attuare una vera politica del lavoro che crei posti e risolva alla radice il problema. Che poi tale gesto di solidarietà sia pure una manovra distruttiva a lungo termine, L’HO CAPITO|;-), ma dico anche chi se ne ri-frega visto che non è quello poi che determina l’andamento pro-liberismo della politica ma è solo un fattore che ne fa parte o ne porta avanti gli intenti, per dire non è che se annulli un ipotetico reddito di cittadinanza hai risolto il problema, deve cambiare ben altro, quindi intanto prendo l’aiuto economico, che poi il tutto ruota sul come li recuperano questi soldi, perché se fanno quello che scrivi condivido che non ha senso, e ri-ragionandoci sopra è anche pur vero che non ci credo tanto che non ci sono i soldi per il reddito di cittadinanza, è solo questione di priorità e volontà.

    “chiudo chiosando che sembrerà strano ma *finanziare* un reddito di cittadinanza e *finanziare* altrettanti posti di lavoro (investendo sul territorio nazionale) hanno la stessa *velocità* finanziaria. chissà cosa li differenzia. mmmm…”

    Si in fin dei conti si può scegliere se quei soldi darli in veste di risarcimento e aiuto per chi è imprigionato nella disoccupazione oppure in veste di “lavoro” , il risultato dell’equivalenza è che entrambi sono una miseria economica, però come detto sopra sempre meglio per il paese se i sottopagati lavorano.
    Sai cosa proporrei per tamponare il problema? Una bella tassa di solidarietà a parire da una certa fascia di reddito, chissà come la prenderebbero i grandi possessori di denaro.:-/)

    • malos mannaja | aprile 2, 2018 at 08:06 | Rispondi

      “Devo dunque dedurre che in Italia la politica non spreca un centesimo e che regioni e comuni non hanno mai sprecato nulla delle loro risorse economiche e che i problemi del paese sono ben altri.”

      no. dovresti dedurre che non hai capito cosa è il PIL.

      “Qui la pensiamo diversamente.;-) Un aiuto è un aiuto”

      infatti: non è un lavoro. e danneggia il lavoro. allora molto meglio potenziare il sussidio di disoccupazione.

      “Prendiamo la cifra piena di 780 euro mensili, gliele vogliamo dare 10 euro all’ora?”

      ragionamento inutile e illogico: uno stato che investe, che fa politica e programmazione economica, perché dovrebbe pagare un lavoratore – che produce ricchezza – solo 780 euro? non ci perde mica a pagare uno stipendio onesto (moltiplicatore keynesiano docet) e, in ogni caso, per fare politica economica anticiclica è indispensabile la spesa a deficit. altro che coperture! stai confondendo il lavoro per come lo intende la costituzione e la legge italiana con i minijobs alla Hartz IV sponsorizzati dal mercato del lavoro liberista (il “reddito di cittadinanza” del M5S è un reddito minimo di riserva alla tedesca). ma perché dobbiamo finanziare con soldi pubblici una gigantesca svalutazione del lavoro? coi i soldi pubblici va *valorizzato* il lavoro (su cui, guarda caso è fondata la repubblica italiana). viceversa, un “reddito di cittadinanza” (virgolettato perché diventa un reddito minimo di riserva alla tedesca) che obbliga ad accettare le proposte di lavoro del centro per l’impiego cui devi essere iscritto (poterne rifiutare solo 1, 2 ,3 o 5 non fa differenza), TI COSTRINGE ad accettare lavori meno retribuiti, più logoranti e precari. allora sì che finiamo per lavorare tutti a 780 euro! ma possibile che non capisci che in cambio dell’elemosina hai la condanna alla schiavitù perenne e a una corsa al ribasso su salari e condizioni lavorative di TUTTI i lavoratori! ma secondo te perché Milton Friedman, noto economista turboliberista, è per il reddito di cittadinanza? ma secondo te perché Confindustria è saltata sul carro dei pentastellati? la deflazione salariale, questa sconosciuta…

      “Il ridicolo sarebbe che non è vero che gli stipendi dei politici italiani in media siano più alti che negli altri paesi Europei?”

      no. il ridicolo è che questo è un argomento *completamente* insignificante da un punto di vista macroeconomico, ma di grossa presa emotiva tra i castacriccacorruzionisti.

      “io ipotetico disoccupato non lo rifiuterei comunque un aiuto economico”

      certo. è facile approfittare e raggirare chi è disposto a tutto.

      “E’ un po’ come essere chiusi in qualche prigione ma accettare intanto lo schifo di pasto per non morire”

      no. è come essere chiusi in prigione e rinunciare ad uscirne in cambio di un pasto.

      “Che poi tale gesto di solidarietà sia pure una manovra distruttiva a lungo termine, L’HO CAPITO|;-), ma dico anche chi se ne ri-frega”

      massì dai, freghiamocene. : )) a che serve ragionare? https://www.youtube.com/watch?v=x95_PabSeV8
      : )))

      “Una bella tassa di solidarietà a partire da una certa fascia di reddito”

      mah, falsa soluzione anche questa. raccoglie cifre ridicole (almeno se per “certa” intendi i redditi davvero alti), non è una misura anticiclica in tempi di recessione (al netto, non produce aumento di domanda o addirittura la deprime se non viene redistribuito il 100% di quanto drenato) e in ogni caso non colpirà mai i vari “Marchionne” (non sono mica contribuenti italiani!). vieppiù, cadi nel solito errore di fondo: l’unica azione efficace per contrastare periodi di recessione protratta è che lo stato *immetta* ricchezza nel sistema paese (e non che la dreni o la redistribuisca).

      • “allora molto meglio potenziare il sussidio di disoccupazione.”

        Però quello varrebbe solo per chi ha almeno lavorato dei mesi, chi non trova neanche quelli è escluso da tutto.

        ragionamento inutile e illogico: uno stato che investe, che fa politica e programmazione economica, perché dovrebbe pagare un lavoratore – che produce ricchezza – solo 780 euro? non ci perde mica a pagare uno stipendio onesto (moltiplicatore keynesiano docet)

        Si ma i lavori sottopagati esistono da sempre, lavori veri non precari o stagionali. Stavamo poi parlando di investimenti equivalenti a quelli del RDC che appunto offre 780 euro ad ogni povero di quei 5 milioni che sono, e quindi è con quella cifra e quel numero di poveri da reinserire nel mondo del lavoro che va trovata una soluzone equivalente e veloce. E comunque se al posto del RDC mi garantisci un lavoro con uno stipendio onesto eccerto che scelgo il lavoro! Ma se lo Stato riuscisse a fare ciò non esisterebbe il problema che invece esiste, (quello dei lavori sottopagati e della disoccupazione, dei poveri in crescita, ecc…) anche da prima dell’euro e di tutta la dittatura finanziaria in atto, anche se so perfettamente che da quando abbiamo perso la sovranità monetaria tutto è crollato definitivamente. In sostanza se non è di coperture ma di spesa a deficit che si deve parlare per creare lavoro, con un investimento nella politica del lavoro di 20 miliardi che è la somma approssimativa del RDC quanti posti di lavoro onestamente pagati ci tiri fuori?

        TI COSTRINGE ad accettare lavori meno retribuiti, più logoranti e precari

        Lavori che non dovrebbero essere mai esistiti o continuare ad esistere, da Costituzione riprendendo l’art 36 di prima.

        “ma possibile che non capisci che in cambio dell’elemosina hai la condanna alla schiavitù perenne e a una corsa al ribasso su salari e condizioni lavorative di TUTTI i lavoratori! ”

        Certo Malos rispetto al RDC sei passato da “rimango abbastanza freddo…” a quello che hai scritto qui sopra. Cioè adesso ne parli come se fosse la punta di diamante di tutta la dittatura finaziaria globale verso l’Italia. Tutto ciò quando non si sa neanche se e quando lo attueranno, il governo futuro dovrà accontentare un po’ tutti i vincitori di queste elezioni e allora o sono tutti d’accordo a dare la mazzata finale o in gioco ci sono forze anche contrarie. Io ripeto, se il RDC riveste il ruolo più importante di tutta la dittatura in atto allora non ho problemi a rinnegare quello che ho pensato finora, ma se, pur essendo una manovra sempre nella direzione del liberismo globale, non è che sia il fattore determinante di tutto ciò ma solo l’enessimo consolidamento dello scenario politico di sempre, a me cambia poco e l’aiuto lo accetto , un po’ come le 80 euro di Renzi o i contentini di Berlusconi.

        “certo. è facile approfittare e raggirare chi è disposto a tutto.”

        Esatto e questa è la condizione di tutti i disoccupati e del perché il M5S ha vinto le lezioni, io non sono un fan del M5S questo magari non è chiaro, è che le condizioni attuali ti costringono ad accettare il meno peggio, a sopravvivere, siamo in pieno ricatto e nel frattempo che si spera le soluzioni politiche arrivino non puoi che sottostare al ricatto.

        “no. è come essere chiusi in prigione e rinunciare ad uscirne in cambio di un pasto.”

        Anche, ma sapendo che se non cambia la distribuzione pasti della mensa politica forse non è quel pasto che determina l’uscire o meno.

        ” l’unica azione efficace per contrastare periodi di recessione protratta è che lo stato *immetta* ricchezza nel sistema paese (e non che la dreni o la redistribuisca).”

        Si intendo redditi alti. Comunque immettere ricchezza nel sistema, qui è intuitiva la cosa, però poi se non si redistribuisce pure la ricchezza come può funzionare un sistema economico, a meno che in economia 1 che spende 10 non equivalga a 10 che spendono 1. Io non credo ma se così fosse siamo finiti perché il sistema economico andrà avanti benone pure con le sue belle diseguaglianze sociali e sfruttamenti e ricatti vari verso le nazioni più povere.

        Ps: Ogni tanto fregarsene fa bene… https://www.youtube.com/watch?v=oeghzPOfnT4 😉

  14. malos mannaja | aprile 4, 2018 at 18:49 | Rispondi

    “Si ma i lavori sottopagati esistono da sempre”

    e sempre esisteranno. il problema non è tanto la loro esistenza (inevitabile), ma il fatto che essi rappresentino sempre più la regola: dal 2011-2016 l’occupazione in Italia è cresciuta quasi esclusivamente grazie all’aumento dei posti precari e meno pagati e comunque attualmente i lavoratori percepiscono nel complesso salari del 36% inferiori rispetto a quelli dei loro padri (vedi lo studio della Fondazione Bruno Visentini del 2017, che si premura anche di informarci che il divario generazionale in termini di reddito e ricchezza è destinato a raddoppiare entro il 2030). ecco perché qualsiasi intervento in materia di lavoro che rischi di peggiorare ulteriormente la deflazione salariale è da evitare

    “con un investimento nella politica del lavoro di 20 miliardi che è la somma approssimativa del RDC quanti posti di lavoro onestamente pagati ci tiri fuori”

    pochi. ma il problema è proprio nell’investimento che è quantitativamente risibile. basti pensare che abbiamo *regalato* 11 miliardi senza colpo ferire a 1 privato (Banca Intesa) e noi siamo oltre 60 milioni!!! Bagnai, con molto buon senso, qualche giorno fa auspicava che il prossimo governo punti sulla spesa a deficit per far salire *come minimo* fino al 3% il rapporto deficit/PIL dall’attuale 2,1-2,2 (dati dell’ultimo rapporto Eurostat).

    “Cioè adesso ne parli come se fosse la punta di diamante di tutta la dittatura finaziaria globale verso l’Italia”

    no dai, la punta di diamante no, ma un tassello importante sì (senza di esso, il “modello” tedesco mica sta in piedi!). eppoi cercavo di scuoterti almeno un po’ dai me-ne-frego non degni dello spirito critico che ti riconosco…
    : ))))

    “non è che sia il fattore determinante di tutto ciò ma solo l’ennesimo consolidamento dello scenario politico di sempre”

    eh eh eh, ma che t’aspetti? che ti stravolgano il mondo del lavoro da un attimo all’altro? no di certo, altrimenti “lagggente se ne accorgheno”. sono decenni che le politiche economiche liberiste passettin passettino scardinano il diritto al lavoro e le tutele costituzionali. continuare a chinare il capo anche solo di fronte a un consolidamento è un grave errore. come pure è un temibile boomerang il sottostare al ricatto.

    • Sconfortante non poco che non ci sia un intervento possibile immediato per rattoppare la piaga drammatica della povertà senza peggiorare il sistema economico e lavorativo stesso o dover sperare che la politica faccia il proprio dovere, forse c’è solo la solidarietà di cui scrivevo prima senza pretese se non di un aiuto dove c’è bisogno….siamo un cane che si mangia da solo altro che coda, più povertà più ricattabilità più terreno fertile per la politica fasulla di matrice finanziaria. E l’altra cosa sconfortante è questa:
      “Si ma i lavori sottopagati esistono da sempre”
      “e sempre esisteranno. il problema non è tanto la loro esistenza (inevitabile).” Anche se l’imperfezione è la regola un buon sistema economico dovrebbe eliminarli totalmente giusto perché in teoria sarebbe fattibile. Basterebbe che la ricchezza fosse redistribuita in modo più equo fino a garantire che ogni lavoro avesse una paga adeguata al costo della vita, anche perché non mi sembra molto democratico sacrificare delle persone affinché il sistema possa continuare a funzionare.

      “basti pensare che abbiamo *regalato* 11 miliardi senza colpo ferire a 1 privato (Banca Intesa) e noi siamo oltre 60 milioni!!! Bagnai, con molto buon senso, qualche giorno fa auspicava che il prossimo governo punti sulla spesa a deficit per far salire *come minimo* fino al 3% il rapporto deficit/PIL dall’attuale 2,1-2,2 (dati dell’ultimo rapporto Eurostat).”

      Vedi che quando vogliono i soldi li trovano. Comunque la spesa a deficit è una scommessa sul futuro, (la futura produttività) fidandosi che si realizzerà sempre pronta a risanare la spesa stessa. Quindi arrivare al 3% deficit/PIL per sfruttare almeno a pieno i parametri imposti dall’UE. Come dire visto che ormai siamo nella merda mettiamoci almeno comodi.;-)

      “continuare a chinare il capo anche solo di fronte a un consolidamento è un grave errore. come pure è un temibile boomerang il sottostare al ricatto.”

      Sicuramente non si fanno salti di gioia ad accettare il ricatto della politica economica criminale, giàcché in cambio mandi la potere gli stessi usurai, quindi non è che ti puoi aspettare qualcosa di valido per il futuro, ma purtroppo ormai le persone sono ricattabili ovvero non possono rifiutare perché sarà pur sempre al presente della loro vita un sollievo parziale.

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