Rina Accardo: Spiga nel deserto, Reclusione

SPIGA NEL DESERTO

Corpi irrisi, larve umane
nella desolazione più totale.
Volti deturpati dall’indigenza,
guance scavate, una dignità intatta.

Quell’uomo imponente, ma svuotato
anche della più piccola gioia,
è figlio della guerra.

Si regge appena, brandello d’uomo.
Spiga nel deserto,
domani correrai leggiadro e forte
perché hai saputo perdonare.

RECLUSIONE

Virgulti inceneriti
in aride urne di freddo
incorporate in quel luogo
di pianto e di orrore.
Grate
a chiuder quelli
che furono i tuoi bisogni,
e dopo vorrai
ancora soffrire.
Tu impallidita
dal tempo dei ricordi
dovresti cantare
per sorridere ancora.

1 Comment on "Rina Accardo: Spiga nel deserto, Reclusione"

  1. Belle queste liriche di Rina Accardo! Lasciano senza fiato perché in pochi versi condensano il dolore e la speranza; l’angustia e la via di un possibile riscatto…

    Un cordiale saluto,
    Rosaria Di Donato

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