Lawrence Ferlinghetti – Massimiliano Chiamenti: Lorenzo Chiera – Shards \ Cocci (Giancarlo Locarno)

Cantigas de Santa Maria Pan Pipes

                               

Lawrence Ferlinghetti in collaborazione con Antonio Bertoli apre a Firenze  nel 1966 una succursale della storica libreria e casa editrice City Lights  di San Francisco.

Parte con un catalogo iniziale molto interessante e di tutto rispetto: “Le pietre della follia” di Ferdinando Arrabal, “Schedule” di Massimiliano Chiamenti, “Antipatici antipodi” di Claudio Lolli, “Paradiso” di Roberto Roversi, la ristampa anastatica della Révolution Surréaliste  e infine il libro che voglio presentare, “Cocci” di Lorenzo Chiera.

Scrive Ferlinghetti nell’introduzione:

Lorenzo Chiera (1348-1400?) nato al Testaccio, antico lembo di Roma famoso per il monte dei cocci, periferia paludosa della città imperiale del Medioevo e anche da prima quando le navi di Tiro scaricavano i loro carichi di anfore (pieni di olio e vino) dalle fornaci di tutto il Mediterraneo, Lorenzo Chiera certamente frequentava il quartiere attorno alla piramide di Caio Sestio adiacente il muro dell’Aurelia, vicino porta S. Paolo e via Marmorata, piazza dell’emporio e il ponte sublicio”.

Continua dicendo che non si sa nulla del poeta, poteva essere un oste, un ladruncolo, un macellaio, perché questi frammenti di verso sono stati trovati su carta da macellaio, ma anche su sacchi di iuta o piccoli pezzi di pergamena.

I versi sotto forma di frammenti sono popolareggianti e licenziosi, e con una forte vocazione di critica alla morale religiosa.

Il libriccino viene presentato come un’opera di traduzione in inglese dello stesso Ferlinghetti con la collaborazione di Massimiliano Chiamenti.

Non esiste Lorenzo Chiera in nessuna storia della letteratura, e su di lui non ci sono altre tracce, Chiera potrebbe significare semplicemente “chi era?”

In realtà  questo autore non esiste, è uno scherzo letterario, sembra che l’origine siano dei testi di Massimiliano Chiamenti scritti nell’italiano del trecento, e poi tradotti da Lawrence Ferlinghetti, qualcuno sostiene il contrario, che siano poesie di Ferlinghetti tradotte in italiano antico da Chiamenti.

Io penso che l’originale sia di Chiamenti, perché il fluire dei versi dell’antico italiano sono più naturali, e  Chiamenti era uno specialista di filologia medievale; mi appare invece più forzata la versione inglese (quel nightingale finale della prima o the cristians tra parentesi nella seconda sembra quasi che chi scrive  non sapesse dove metterli, e sono finiti lì per caso).

Di seguito riporto alcuni frammenti dei testi con la versione in inglese.

I

Rossegnetto capa chançona chantare
sopre lo loto de casolare.

*
Usignolo scegli che canzone cantare
sopra il fango del casolare.

*

Think what song to sing
on the roof of this
mud hovel
little nightingale

II

Quilli varvari de Chrestiani
siempre amme dereto
pe’ffacere me como illoro […]
ne lo miraglio mirome
et veggio lo rebellante
donne siempre me cansettero.

*

Quei barbari di Cristiani

sempre mi stanno dietro
per farmi come loro […]
nello specchio mi guardo
e vedo il ribelle
per cui sempre mi scansano.

*
Those barbarians
(the Christians)

still after me
to be like them […]
i look the glass
and see the lout
they always warned me about

III

Co le zinne tra le mee gamme
cossì fé […]
I’colava la capa soa
ella lo ne manicava
mugolanno

*
Con le tette tra le mie gambe
così fece […]
Io le cullavo il capo
ella ce lo mangiava
mugulando.

*

Breast between my legs
she did it to me […]
i her head cradled
as it ate me
moaning.

1 Comment on "Lawrence Ferlinghetti – Massimiliano Chiamenti: Lorenzo Chiera – Shards \ Cocci (Giancarlo Locarno)"

  1. D’accordo con Giancarlo, l’originale è di Chiamenti 🙂

Leave a comment

Your email address will not be published.


*