Il Consiglio d’Egitto e le carte che servono a fare la storia

“Il 23 settembre 1943, all’indomani dell’armistizio, i filologi della Biblioteca di Jesi, guidati dalle riflessioni di Leonardo Sciascia presenti ne Il Consiglio d’Egitto, decidono di nascondere il Codex Aesinas, cercato dai nazisti come prova documentale della teoria della purezza della razza germanica.”
Gli allievi della classe IV A scientifico del Liceo Leonardo da Vinci di Terracina – docente professoressa Roberta De Luca.

A conclusione dell’ottava edizione del Leonardo Sciascia Colloquium – titolo di quest’anno: “Un sogno francese fatto in Sicilia. Il Consiglio D’Egitto” – la sessione “Progetto scuole”, in cui alcune classi delle scuole superiori propongono i loro elaborati.

“Sciascia stesso, come si legge in alcuni suoi scritti, sollecitava a scoprire, o a riscoprire i validi scrittori. E questo insegnamento mostra la sua efficacia proprio con le opere di Sciascia che, proposte ai giovani lettori e opportunamente introdotte dai loro generosi insegnanti, riscuotono sempre un grande interesse: per la loro alta tensione morale, per il giudizio lucidamente critico, per l’elegante chiarezza dello stile. E’ stato così anche nel Colloquium che si è appena concluso, nell’ambito della sessione “La scuola legge Il Consiglio d’Egitto”, cui hanno partecipato gli allievi di tre licei, due italiani e uno francese. La presenza di un Liceo d’Oltralpe, sicuramente legata al tema specifico di questa edizione, sottolinea il carattere internazionale dell’evento e l’universalità delle opere sciasciane. Queste le classi partecipanti nell’ordine di presentazione: la classe IV A del Liceo Scientifico Tradizionale Gramsci-Keynes di Prato(docente professoressa Rossana Cavaliere) ha presentato un elaborato dal titolo “Il racconto della storia: un difficile equilibrio tra verità e mistificazione?”; ha fatto seguito la classe TL del Lycée Henry Wallon di Auberviller – Parigi (docente professoressa Nadia Matranga) con “Scrittura e potere: la lezione di Sciascia”; hanno concluso gli allievi della classe IV A scientifico del Liceo Leonardo da Vinci di Terracina (docente professoressa Roberta De Luca) con “Il Consiglio d’Egitto e le carte che servono a fare la storia”. http://www.amicisciascia.it/scuola/la-parola-agli-studenti/anno-2017.html

 

10 Comments on "Il Consiglio d’Egitto e le carte che servono a fare la storia"

  1. Segnaliamo questa interessante iniziativa all’interno del Leonardo Sciascia colloquium (http://neobar.net/2017/11/18/leonardo-sciascia-colloquium-il-consiglio-degitto-firenze-23-25-novembre-2017/) per approfondire il discorso su Il consiglio d’Egitto, tema del colloquium di quest’anno, e per sottolineare come la scuola, grazie a iniziative del genere, può avere una sua funziona “viva” e partecipe, suscitando l’interesse e il coinvolgimento degli studenti.

  2. Roberta De Luca | dicembre 17, 2017 at 19:52 | Rispondi

    Grazie Abele, l’interesse di Neobar per il nostro lavoro è motivo di orgoglio!

  3. Roberta De Luca | dicembre 17, 2017 at 20:15 | Rispondi

    Ringrazio la collega Raffaella Leone che ha curato regia e montaggio 😊

  4. non conoscevo la storia di Sciascia e del “Codex Aesinas”. in ogni caso, Sciascia è un autore che andrebbe letto e riletto in continuazione per la sua impareggiabile capacità critica: un intellettuale vero, altro che Baricchi, Echi, Carifigli e compagnia bella, un uomo *contro*, sempre pronto a mettersi di traverso, a combattere conformismi, luogocomunismi e opportunismi. ahinoi, ormai parlare di ribellione, di impegno civile e di lotta al potere è diventata un’eresia in tempi di salotti buoni progressisti…
    vabbè… grazie dunque a Roberta De Luca e a chi è riuscito (immagino faticosamente) a portare il Leonardo Sciascia Colloquium fino all’ottava edizione…
    aggiungo solo che ho trovato adorabili i ragazzi della IV A del Liceo Leonardo da Vinci di Terracina. epperò da medico c’è una cosa che proprio non digerisco. lo dirò ponendo la domanda in modo garbato ai loro professori, usando un francesismo: perché cazzo nel video devono fumare addirittura in tre???!!???!

  5. Roberta De Luca | dicembre 20, 2017 at 18:21 | Rispondi

    Allora Malos, con ordine. La presenza di Sciascia è una fiction. La storia del Codex Aesinas è vera. Le sigarette sono spente (Sciascia era un accanito fumatore), non mi sarei mai permessa, sono anche minorenni! Grazie sempre per la tua attenzione 😘

    • circa la domanda ovviamente scherzavo, anche se solo a metà, nel senso che spesso cinema, musica e compagnia bella finiscono per veicolare (a volte in modo involontario, a volte in ossequio a laute “sponsorizzazioni”) messaggi subliminali che influenzano pesantemente il nostro immaginario collettivo. ad esempio, se la maggioranza della popolazione associa d’istinto il *fumare* all’essere *strafigo* è anche perché i film sono pieni di veri duri/eroi/sex symbol con la sigaretta in bocca. se Ingrid Bergman all’avvicinarsi di Humphrey Bogart in Casablanca l’avesse respinto storcendo il naso e dicendo: “ma che schifo… hai l’alito che puzza di fumo”, la nostra salute ci avrebbe grandemente guadagnato.
      tutto ciò per dire che, se i filologi della biblioteca di Jesi impersonati dai ragazzi sono personaggi positivi e fumano, per proprietà transitiva anche il fumare rischia di connotarsi di un’aura di positività. e questa è una cosa che da medico non riesco a tollerare, soprattutto per rispetto delle sofferenze e della disperazione di tante persone malate.

  6. Roberta De Luca | dicembre 20, 2017 at 18:23 | Rispondi

    Sugli intellettuali sottoscrivo!!

  7. Roberta De Luca | dicembre 21, 2017 at 16:03 | Rispondi

    Chiedo scusa se involontariamente abbiamo lanciato un messaggio sbagliato e urtato la sensibilità di qualcuno.

  8. Giancarlo Locarno | dicembre 22, 2017 at 22:35 | Rispondi

    Complimenti ai ragazzi che hanno fatto un ottimo lavoro.

  9. Roberta De Luca | dicembre 23, 2017 at 11:31 | Rispondi

    Grazie! 🙂

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