Francesco Dell’Apa: “Parole scartate” di Fausta Genziana Le Piane

Fausta Genziana Le Piane- Parole scartate – Youcanprint
Questa scabra plaquette arata dal patico sentimento di bios e thanatos squaderna un iter poetico con l’intento sotteso a dare una risposta al senso e al significato dell’esistere di ogni creatura umana. I componimenti che si snodano su temi molto diversi con una singolare intensità emotiva investono la vita di tutti. Affiora in molte liriche, in modo evidente, il prevalere di una visione lucreziana del mondo sulla difficoltà del vivere di ogni individuo destinato alla sofferenza a causa di una “vita sghimbescia, /non vuole mai stare dritta / benché sia legata a una sedia. / Si impenna / si libera / si alza, / subito / si ripiega sulle gambe, / e non ne vuol sapere di seguire / il rettilineo“ (Vita sghimbescia). Fausta Genziana Le Piane, come dice la poetessa sudafricana Karen Press, raccoglie “deboli echi / brandelli di vecchia luce / fiori bruciati”, canta il dolore del passato e del presente per aprirsi alla sofferenza universale della condizione dell’essere umano. Scandaglia e riflette sul suo mondo interiore ed esterno interrogandosi sul divenire dell’esistenza, che è ben definito con una tagliente metafora nel verso nello scivolare della vita ( Rosemary), e sul destino che la sorte ( i greci chiamano tùche) ha riservato. Nel percorrere il sentiero poetico di questa raccolta si può osservare la capacità di molti registri di rappresentare le ansie e il reale con uno stato d’animo inquieto e teso a capire gli avvenimenti dolorosi. Il canto elegiaco in questo suo sciogliersi in forma di compostezza di toni e svincolato da ogni atteggiamento retorico si inoltra nel labirinto di un cupio dissolvi che però viene attenuato dalla fantasia che trova motivi di discernimento nella realtà e nel limite della natura umana. Una poesia vertiginosa colma di dolore, nostalgia, tenerezza dove il verso, folgorante, icastico, fantasioso elabora una chiara poetica sulla condizione dell’uomo e mette al centro la contrapposizione tra l’io e il non io (la realtà). Parole scartate è una silloge di forte sensibilità che con un lessico moderno, attraverso la quotidianità e la memoria, porta a ricordare persone e luoghi e a prendere consapevolezza del bene e del male. Questo testo profondo e articolato suscita emozioni e induce il lettore a riflettere.
Francesco Dell’Apa 

TESTAMENTO

Parto.
Qui lascio
Un avanzo di vita
La foto col nonno
Lo specchio in miniatura
L’orologio impreciso
I libri in disordine
I collages improvvisati
gli altoparlanti rumorosi
la stampante difettosa
la tenda altalenante
i ritratti ipnotizzanti
i sogni a quadretti
i dizionari di Babele
Rotella che strappa la pubblicità.

Io che lacero la vita.

3 Comments on "Francesco Dell’Apa: “Parole scartate” di Fausta Genziana Le Piane"

  1. Già questa sola poesia mi attrae, ne avrei voluta leggere qualcun altra perché sono rimasta incuriosita anche dai versi citati nella presentazione.
    Ci faccio volentieri un pensiero.
    Grazie!
    Angela

  2. Grazie. Per ora i libri li ho finiti ma se mi lasci il tuo indirizzo all’indirizzo e-mail, ti invio una copia.
    Grazie ancora

    fausta

  3. Ti ringrazio molto, sei gentile, ma non so come fare…
    Angela

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