Francesco Vico, “Spoiler: Alla fine muoiono tutti” – di Paola Puzzo Sagrado

Spoiler: Alla fine muoiono tutti di Francesco Vico è “una raccolta eclettica e scanzonata, un libro per riflettere su un tema – quello della morte, della fine connaturata in ogni cosa esistente – che da sempre affascina e spaventa” come dichiara lo stesso autore.
Ispirato dalla “poesia intellettuale” di Jorge Luis Borges e dal gusto per l’assurdo e per la critica sociale di Vonnegut, Francesco Vico traccia i suoi versi istantanei con un linguaggio poetico volutamente semplice e diretto, che proprio nella sua immediatezza trova i suoi più efficaci tratti umoristici.
Si tratta di uno stile in cui i paradossi costituiscono il pretesto per osservare l’umanità da angolazioni insolite, allo scopo di rompere gli schemi, aggirare i pregiudizi e ritornare all’essenza delle cose, attraverso una chiarezza che nel contempo si fa sarcasmo e satira.
Se “La vita che ci attende dopo la morte è infinitamente più noiosa di questa”, come scriveva Vonnegut, allora effettivamente vale la pena osservarla attraverso una lente umoristica, anche come reazione fisiologica al senso di inadeguatezza e alla paura.
L’amore, le ansie più comuni, le supposte verità dei media, le mode dei social, il senso di alienazione dell’uomo moderno e persino le peggiori catastrofi che potrebbero investire il pianeta, tutto è infatti riletto in una chiave pop grottesca e “leggera” dall’autore, il quale resta fiducioso che “l’umanità troverà una soluzione/dovesse essere anche l’estinzione”.  (di Paola Puzzo Sagrado)

 

Francesco Vico nasce nell’entroterra di Savona nel 1982, dopo il diploma tecnico in elettronica e te lecomunicazioni passa a studi di filosofia prima a Genova e poi a Bologna, senza portarli a termine.
Organizzatore di eventi culturali e spettacoli, autore (il romanzo “Le avventure di Luchi & Striche” nel 2012, la raccolta di racconti “Perle di saggezza di uno scarabeo stercorario” nel 2013, la silloge “Disturbi del sonno” nel 2015, oltre a numerose partecipazioni in antologie di racconti e poesie e una manciata di prefazioni a libri di altri), fondatore e presidente di Matisklo Edizioni dal 2013 alla chiusura nel 2017, fondatore di Associazione Culturale Librido.
Tra gli ideatori delle Raindogs Poetry Night ospitate a cadenza bimestrale dal 2007 nel circolo Raindogs di Savona, sue sono le installazioni/performance “Aria di Festa” (Erli 2010), “Fontanella Imbottigliata” (Mallare 2011) e “Generatore automatico-ecologico di realtà” (Erli, 2012).

2 Comments on "Francesco Vico, “Spoiler: Alla fine muoiono tutti” – di Paola Puzzo Sagrado"

  1. beh, se mi citi zio Jorge Luìs e papà Kurt tutti e due insieme nella stessa recensione, hai la mia totale attenzione a priori qualunque cosa tu scriva poi.
    : ))))
    quindi, lette le prime cinque righe, passo subito a scaricare il pdf…

  2. ordunque, “Poesia ciclica” muove da un’intuizione geniale (il verso non prende corpo, ma a questo punto è ininfluente…) che forse poteva calzare meglio ad un binomio Alzheimer/memoria, visto che come amava dire Borges “non c’è scampo dalla memoria”). la successiva, invece “Poesia esistenziale” è da incorniciare (bisognerebbe obbligare i Poeti a recitarla almeno tre volte al giorno, dopo i pasti principali, eheheh). a ruota, “l’importanza della prevenzione” sfonda una porta aperta: d’altra parte sono o non sono un medico?? : ))) ergo, la mia naturale fiducia verso la scienza medica mi fa sperare, con empatico sarcasmo, che tra… diciamo cinque miliardi di anni saremo certamente riusciti a trovare un vaccino contro l’estinzione umana : )) a ruota, la ninna nanna per non dormire 2 (la vendetta), esplicita lo scarto tra i tempi cosmici e quelli comici (di cui l’autore mostra di avere un’ottima padronanza). in conclusione un Tanka, il cugino dell’Haiku di “inverno nucleare” citato poco prima, che incarna tutto il disagio della tecnologia (social network compresi) nelle sue classiche cinque righe.
    nel complesso, sicuramente una lettura stimolante. complimenti a Francesco Vico, una bella testa… cercherò altre sue cose per toccarne il fondo.

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