musicazzotto nell’orecchio: maggio

(italian translation at the bottom of the page)

Noise Addict was a band formed by Ben Lee in 1993. The original line-up consisted of Ben Lee on lead vocals and guitar, Doron Kalinko on bass guitar and Josh Zoldan on drums. As certified by their pre-puberty voices, when they recorded their first demo in Lee’s bedroom, their average age was *fourteen*: they all were school mates at the college in Sydney’s eastern suburbs. But unlike thousands of other college-bands in the world (including mine), at that very young age they already mastered the art of lo-fi music. Their songs, deep-hearted and straight-talking, were genius inflection points between melody and dissonance. Take, as for example, the Evan Dando (Lemonhead’s frontman) worshipping satire “I Wish I Was Him”.

Unfortunately, however, genius is magical, not material, and for some inexplicable reason puberty took it away, along with low-fi charm and youthful exuberance. Hence, in 1995, soon after the release of their debut album “Meet The Real You”, Noise Addict disbanded with Lee moving on to a solo career full of pathetic, untalented and utterly worthless music (thought blessed by commercial/mainstream success and awards). But here is the reason why we should not despair: the entire sordid adolescent tale of Noise Addict is now covered in incredible detail by the 25 tracks of the double album “10,000 Kids With Guitars” (2017), with choice cuts from their EPs and LP, released between 1993 and 1995.

And we have to admit, summing up the large number of great songs in this retrospective album, that Noise Addict are one of the best bands ever in rock history. (5 stars out of 5)

*

The second pick of the month is “Guppy” (2017), the debut album by Charly Bliss. Put succinctly, Charly Bliss makes guitar pop-rock of the fuzzed-out kind, which somehow sounds like Pixies, Weezer, Nirvana, Strokes or Breeders, sung by Alvin Superstar. Yes, it’s true: at the risk of sounding disparaging, I confess that the high pitched voice of Eva Hendricks (vocals and guitar) reminds me the famous anthropomorphic chipmunk of the movie… Anyway, that’s not enough to scare Musicazzotto Nellorecchio, in fact the four-piece band from Brooklyn has crafted an engaging record, a joyous outburst of brash and irascible energy, rising up with a wellspring of passion and a howl of 4/4 intensity that never forgets to be hummable. For an example, let’s listen to the song “Glitter”.

Charly Bliss sound simple without being base, and familiar without becoming derivative: it’s no small thing. Moreover, bubble-gum melodies create a captivating contrast with introspective lyrics where we can find personal experiences with depression or mental illness (“Ruby”, “Glitter”, “DQ”), heartbreak (“Julia”), life philosophy (“I love metaphors / Swimming in your pool, I am pregnant with meaning”) and body fluids (“I bounced so high, I peed the trampoline/ I’m too sad to be mean”).

So, in conclusion, “Guppy” is an album full of radical, naked emotion and it pushes the threshold of comfort (like good art should do) by tainting ultra-catchy songs with grungy walls of guitar and heavy lyrics. (4 stars out of 5)

*

Lastly, Musicazzotto Nellorecchio wants to pay a proper tribute to the leader of the Soundgarden, Chris Cornell, who died by suicide on May 17 at the age of 52. “Ultramega Ok” (1988), and “Superunknown” (1994) are unforgettable pearls of grunge rock, without which recent rock history wouldn’t be the same. From the former album, it’s worth mentioning “Mood For Trouble”.

“Black old sun” was the single taken from the latter album, and below you can listen to a very intense acoustic version of the famous song.

Goodbye Chris, we’ll miss you.

**********

(versione italiana)

I Noise Addict erano la band formata da Ben Lee nel 1993. La line-up originale era composta da Ben Lee (voce e chitarra), Doron Kalinko (basso) e Josh Zoldan (batteria). Come dimostrano le loro voci pre-pubere, quando registrarono il primo demo nelle cameretta di Lee, la loro età media era di *quattordici* anni: erano tutti compagni di scuola al college, nei sobborghi est di Sydney. Tuttavia a differenza di migliaia di altre college-band sparse per il mondo (inclusa la mia), in tale tenera età già padroneggiavano compiutamente l’arte della musica in bassa fedeltà. Le loro canzoni, profonde e dirette, erano punti di flesso geniali tra la melodia e la dissonanza. Si prenda, ad esempio, l’ironico omaggio a Evan Dando, frontman dei Lemonheads, “I Wish I Was Him”.

Sfortunatamente, tuttavia, la genialità ha in sé qualcosa di magico e immateriale, e per qualche inspiegabile ragione la pubertà se la portò via, assieme all’incanto low-fi e all’esuberanza giovanile. Pertanto, nel 1995, subito dopo la pubblicazione del loro album d’esordio “Meet The Real You”, i Noise Addict si sciolsero e Lee intraprese una carriera solista piena di musica patetica, conformista e insignificante (peraltro, ovviamente, baciata dal successo commerciale/mainstream e da vari premi). Tuttavia non è il caso di disperare: l’intera oscura produzione adolescenziale dei Noise Addict è adesso rispolverata e fruibile in ogni dettaglio nei 25 brani del doppio album “10,000 Kids With Guitars” (2017), una selezione dei pezzi migliori contenuti negli EP e nell’LP pubblicati tra il 1993 and 1995.

E dobbiamo ammettere, mettendo insieme il gran numero di splendide canzoni contenute a stento in questo album retrospettivo/commemorativo che i Noise Addict sono stati una delle band più talentuose, sghembe ed incredibili della storia del rock. (5 stelle su 5)

*

La seconda scelta del mese è “Guppy” (2017), l’album di debutto dei Charly Bliss. Per dirla in breve, I Charly Bliss suonano un guitar pop-rock ricco di fuzz, che a tratti suona come Pixies, Weezer, Nirvana, Strokes o Breeders, cantati da Alvin Superstar. Ebbene sì, proprio così: a rischio di apparire irrispettoso, confesso che la voce acuta e effettata di Eva Hendricks (voce e chitarra) mi ricorda quella del famoso chipmunk antropomorfo e canterino del film… In ogni caso, ciò non è certo abbastanza per spaventare il Musicazzotto Nellorecchio, e infatti il quartetto di Brooklyn ha confezionato un disco accattivante, un’esplosione ruvida e gioiosa di energia, che scaturisce e gorgheggia intensamente in 4/4 senza mai dimenticare di diventare orecchiabile. Si ascolti, come esempio, la canzone “Glitter”.

I Charly Bliss suonano diretti senza essere banali e familiari senza diventare derivativi: non è cosa da poco. Inoltre, le loro melodie appiccicose creano un chiaroscuro intrigante con i testi dove troviamo raccontate vicende personali che hanno a che fare con depressione o malattia mentale (“Ruby”, “Glitter”, “DQ”), cuori spezzati (“Julia”), filosofie di vita (“amo le metafore / Nuotare nella tua piscina, sono gravida di significati”) and di liquidi corporei (“sono rimbalzata così in alto, che ho pisciato sul trampolino/ sono troppo triste per essere meschina”).

Quindi, in conclusione, “Guppy” è un album pieno di emozioni forti e genuine che spesso ti spinge oltre la soglia del disagio (cosa che l’arte vera dovrebbe fare) farcendo linee melodiche invitanti con piccanti muri di chitarre e liriche indigeste (4 stelle su 5)

*

In chiusura, il Musicazzotto Nellorecchio vuole dedicare un piccolo tributo al leader dei Soundgarden, Chris Cornell, morto suicida il 17 maggio all’età di 52 anni. “Ultramega Ok” (1988), e “Superunknown” (1994) sono indimenticabili perle di grunge rock, senza le quali la recente storia del rock non sarebbe più la stessa. Dal primo album, vale la pena di menzionare “Mood For Trouble”.

“Black old sun” era il singolo estratto da Superunknown e qui sotto potete ascoltare una versione acustica molto intense di quello che è probabilmente il brano più famoso della band.

Goodbye Chris, ci mancherai.

2 Comments on "musicazzotto nell’orecchio: maggio"

  1. Evviva la freschezza dei Noise Addict e del tempo che fu… l’adolescenza si riassume così: I wish I was him
    Un bel musicazzotto i Charly Bliss, contagiosi gli strilli di Eva Hendricks
    RIP Chris Cornell, ricordo Black Hole Sun, fa un certo effetto riascoltarla

    • “Black Hole Sun”, peraltro, aveva un bellissimo video “ufficiale” con volti distorti/deformati, una bimba rigurgitante gelato, la Barbie allo spiedo e altre amenità. qui ho preferito una versione più intima, da vecchi amici. sui Noise Addict, beh, non saranno mai annoverati tra i grandi del rock, eppure questo doppio mi ha steso: davvero inarrivabili, a loro modo.

Leave a comment

Your email address will not be published.


*