musicazzotto nell’orecchio: aprile

(italian translation at the bottom of the page)

As the sage said: “open the ears of your brain: the eargasm could be a revelation of your deepest being, unfolding the truth of who you are in ecstatic communion with your acoustic pathways”. So let’s stop wasting time: here are the two picks this month.

The first one is “Swear I’m Good At This” the debut album of a pop-punk duo from New York, the Diet Cig. The subtle and delicate voice of Alex Luciano interweaved with her scratchy guitar portrays a scenario full of awkward moments and breaking hearts on the verge of a breakthrough. In fact, sardonic modern-love lyrics where humour is catharsis and catharsis is humour, hug the listener like a long-lost friend, conveying a sense of fellowship: we all share the same cognitive and emotive failures, doubts and fears, so that growing up is frankly terrifying in a world of epidemic loneliness.

Anyway, Alex Luciano and Noah Bowman seem to have the right answer, which mainly involves either an admission of loneliness or giving the middle finger to the psychopathology of everyday living. Hence, the maelstrom of fuzzy guitars and crashing cymbals spun by Diet Cig appears to be salvific, embodying a physical mandate for equality and for a ‘radical softness’ approach to feminism and life. And don’t be scared if melodies get sometimes noisy and sometimes sugary: life is beautiful because it is varied, but most of all “it’s hard to be punk while wearing a skirt.” In spite of everything, “Swear I’m Good At This”, will provide you with a smiling face, some catchy tunes in your head, and a renewed sense of togetherness. (4 stars out of 5)

 

The second pick is “Flamingo” by The Peacocks. While the previous pick of the month was a debut album, “Flamingo” is the eighth full length album of the hardy veteran Swiss band and we must say straight out that it’s the best rock/rockabilly album we’ve listened to in recent years. Does anyone remember the Fleshtones (“Roman Gods”, one of the best rock-in strict-sense album of the eighties) or the Rocket from the Cript (“Circa Now”, one of the best rock-in strict-sense album of the nineties)? Well, “Flamingo” can stand up with its most famous counterparts.

Probably, like other Peacocks albums, “Flamingo” will be largely underrated by critics, because their rock sound isn’t *very innovative*. This issue is largely laughable, since it postulates that nowadays it’s possible to create new genres of music, whereas in 2017 you won’t be able to come up with something which is sufficiently recognisable as “music” and has literally nothing in common with any existing style. Moreover, all the combinations among different genres have been extensively experimented! So let’s face the sad truth: despite plenty of people, especially in electronic music forms, will decide to tag their music with a new name (scouse house breakbeat , dub electro punk, squeaky shoe core, drone clown hop, tecno brega trance…), changing the label of a jar of plum jam will not turn it into a jar of pickles. So, we suggest leaving the electronic music geniuses to their mental masturbation, and to enjoy The Peacocks, a band that plays music with great personality and contagious energy. (4 stars out of 5)

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(versione italiana)

Dice il saggio: “apri le orecchie del cervello: l’eargasmo potrebbe tonificare il tuo intervallo di seconda maggiore ed evocare nelle tue vie nervose acustiche una profonda comunione estatica tra semitono diatonico e semitono cromatico.” Quindi basta cianciare a vuoto: ecco le due scelte di questo mese.

La prima è “Swear I’m Good At This” l’album di debutto di un duo pop-punk di New York, i Diet Cig. La voce sottile e delicata di Alex Luciano s’intreccia col gracchiare della sua chitarra per tratteggiare uno scenario instabile pieno di cuori infranti sull’orlo di un futuro diverso. Infatti, i bei testi che dissertano con una certa ironia di “amori moderni” (tanto che, potremmo chiosare, l’umorismo diventa catarsi e la catarsi umorismo) non lasceranno indifferente neanche l’ascoltatore più navigato. In qualche modo, l’effetto finale è quello di un vago senso di familiarità e di empatia emotiva poiché tutti condividiamo gli stessi fallimenti, dubbi e paure, specie quando si tratta di crescere in una realtà dove la solitudine è ormai un’epidemia globale.

In ogni caso, Alex Luciano e Noah Bowman sembrano avere la risposta giusta, che comprende tanto l’accettazione della solitudine quando uno scanzonato “fanculo” alle psicopatologie della vita quotidiana. Quindi, il maelstrom di chitarre gracchianti e il fruscio dei piatti dei Diet Cig sembrano essere più che altro salvifici e propositivi, cimentandosi in un’ipotesi di pace tra gli sconfitti, nonché in un approccio “radical-soft” al femminismo e alla vita. E non abbiate paura se le melodie si fanno a volte rumorose e a volte zuccherine: la vita è bella perché è varia, ma soprattutto, tenete conto che “è difficile essere punk mentre si indossa una gonna”. Insomma, nonostante tutto, “Swear I’m Good” A This “, vi lascerà un sorriso stampato sulle labbra, alcuni brani orecchiabili nella testa e un rinnovato senso di fratellanza universale. (4 stelle su 5)

 

Il secondo album scelto è “Flamingo” dei The Peacocks. Mentre il precedente album del mese è un debutto, “Flamingo” è addirittura l’ottavo album nella storia dei veterani The Peacocks. E aggiungiamo subito che l’ottava fatica dell’ottima band svizzera è il miglior album rock/rockabilly doc che abbiamo ascoltato negli ultimi anni. Qualcuno ricorda i Fleshtones (“The Roman Gods”, è uno dei migliori album rock in senso stretto degli anni ottanta) o i Rocket from the Cript (“Circa Now”, è uno dei migliori album rock in senso stretto degli anni novanta)? Ebbene, “Flamingo” non teme il confronto con le controparti più famose.

Probabilmente, come gli altri album dei The Peacocks, “Flamingo” verrà snobbato dalla critica, che non mancherà di etichettare il loro rock-sound come *poco innovativo*. Questa accusa è fin troppo ridicola, visto che postula che oggi sia possibile inventare nuovi generi musicali, mentre nel 2017 qualunque produzione musicale è necessariamente derivativa rispetto a opere già esistenti. Non bastasse, tutte le combinazioni possibili tra diversi generi sono già state ampiamente sperimentate! Quindi, affrontiamo la triste verità: nonostante molti critici e musicisti, soprattutto nell’ambito della musica elettronica, si arroghino il diritto etichettare ambiti musicali con un nuovo nome (scouse house breakbeat , dub electro punk, squeaky shoe core, drone clown hop, tecno brega trance…), cambiare l’etichetta di un barattolo di marmellata di prugne non lo trasformerà in un barattolo di sottaceti. Ergo, suggeriamo di lasciare i geniali araldi della musica elettronica alle loro masturbazioni mentali, e di godere dei The Peacocks, una band che suona rock verace, con grande personalità e energia contagiosa. (4 stelle su 5)

 

4 Comments on "musicazzotto nell’orecchio: aprile"

  1. Doris Emilia Bragagnini | aprile 28, 2017 at 07:55 | Rispondi

    Grazie Malos!
    scouse house breakbeat, dub electro punk, squeaky shoe core, drone clown hop, tecno brega trance, ora me li cerco e scopro e studio, di sottofondo mi sono messa gli Stray Cats 🙂

    D.

    • buona scelta. in particolare il primo omonimo del 1981 degli Stray Cats è un album *rock* meritevole. epperò, da “rock therapy” in poi (1985, mi pare), eviterei…
      : )

  2. Thanks! Mi piace la leggerezza salvifica dei Diet Cig, nome che, stando a quanto ho letto in rete, non significa niente. Ho anche letto che Alex Luciano ha cominciato a suonare la chitarra e a comporre allo stesso tempo, che con i primi accordi che le ha passato Noah e’ nata “Harvard”:https://www.youtube.com/watch?v=VR-3Rdao0Js

    • molto lieto che tu gradisca. confesso che mi ero immaginato che “Diet Cig” avesse a che fare con una fantomatica “sigaretta che fa dimagrire” e non ho indagato oltre : )))
      “Harvard” è il pezzo che chiude “Over Easy Cassette”, un ottimo EP che ha preceduto di qualche anno l’album “full lenghth” di debutto, qui recensito. Da “Over Easy Cassette” è tratta anche la canzone del primo video che ho *embeddato* “Scene Sick”.

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