LE STANZE DEL VENTO di Elina Miticocchio

Opera in copertina: "Come un albero" dell'artista Anna Redaelli

 

Dalla prefazione di Angela De Leo:

Elina Miticocchio rivela, in questo suo percorso letterario, poetico e umano, una creatività che rispecchia molto da vicino il mondo fiabesco dei bambini ma con una pregnanza della parola sicuramente adulta, perché incisiva, intensa, forte, metaforica e polisemica insieme, che sorprende, affascina, cattura.Il tutto con una lievità e trasparenza che fanno diquesta poesia la poesia di Elina e basta. Ha, dunque,una cifra stilistica decisamente personale. Non ha ascendenze. La poetessa non si rifà a questo o a quell’autore, non risente di correnti letterarie all’avanguardia o meno. Elina è già nel titolo delle sue raccolte. Nei suoi versi. Nelle sue parole. Le uniche ascendenze sono quelle del cuore, a cui sempre si riporta per quel “filo” a doppia trama che la lega a sua nonna, esperta di cucito e di ricamo, e a sua madre, “albero azzurro”di ogni miracolo e di ogni mistero che vibra di fiabe e poesia, e di bambini in ascolto.”

“C’è una musicalità speciale in ogni verso e ciò è la misura della fiducia di Elina Miticocchio nella vita, che s’incarna nel cuore della parola in tutta la sua nudità e autenticità. E ogni bambino è curioso di penetrare proprio in quel cuore che pulsa di fiaba e “la fiaba è l’’atterraggio morbido’ dell’infanzia nell’età adulta”. Così era solita scrivere nei suoi saggi la grande Rita D’Amelio, docente di Letteratura dell’Infanzia presso l’Università di Bari. Elina sembra ricalcare pienamente questo assunto, che nasce dal rispetto della sacralità della vita, la cui aurora è la luce di candore e di curiosità animistica negli occhi immensi di un bambino. Non bisogna sciupare neppure un petalo di quel fiore meraviglioso che esplode d’infanzia. Ogni bambino dovrebbe nascere e crescere per amore e con amore. Come è capitato a lei. Solo allora potrà affrontare, con serenità e un pizzico di tenerezza per tutto quanto “è bello e sa di buono”, le spine inevitabili di una realtà spesso deludente, amara, violenta e crudele.”

“E, così, la poetessa, con la sua “casa intrecciata” tra le dita, compie il miracolo quotidiano, per ogni “passo piccolo” che la segue, di reinventarsi ad ogni alba un nuovo pezzo di cielo, minuscolo e infinito, ma colmo di tutto l’azzurro possibile, con bagliori infuocati e sognanti fiocchi di neve. Perché, ora e sempre, il mattino possa accarezzare il mare d’erba della speranza e “intenerire di stupore il giorno”. È questo il messaggio che, in punta di dita, si legge tra i versi luminosi e sapientemente “cuciti” d’amore e di “tenerezza antica” di Elina Miticocchio, straordinaria incantata scrittrice/acquerellista di Poesia.”

LE STANZE DEL VENTO, secop edizioni 2016

La leggerezza del volo

Il passero sa
la leggerezza del volo
La radice sta nella pancia
della terra
L’aria sa
l’attesa della luce

È facile guardare
un fiore mentre si apre
Ti tinge il dito se lo tocchi

***

Io sono qui

Sotto di me vedo passare uomini solitari
Nessuno incrocia il mio sguardo
Il mio sguardo è una preghiera per il mondo
e per il prato
Sul prato un giorno vorrò stendermi
a braccia piccole e aperte
chiamerò il cielo
senza parole, senza domande
Non avrò stanze di solitudine
Solo nel viaggio il saluto
e un segreto al posto del buio
Sarà compimento

***

Sono nata sull’acqua

Sono nata sull’acqua
protetta, odorosa di fiori innocenti
quasi dipinta nel semicerchio di un arcobaleno

la mia prima stanza è stata mia madre
la sua paura che non vedessi la luce

avevo sete di terra e di foglie
– non ho avuto figlie
trasparenze che ho acceso
come passaggi lunari

ora cammino e invento
piccole lanterne e preghiere
per rischiarare il buio della casa

***

I segni dell’acqua

I segni dell’acqua disegnano cerchi
che mai si chiudono
Se porgi l’orecchio alla terra
le sue vene brune fanno gomitolo
di cieli, di notti, di stanze

Tutto sfiora il fragile ramo
che tu con le mani
tocchi
Al centro ricorda
vi è una stella

***

Sto seduta su una foglia

Sto seduta su una foglia in cima all’albero dei sogni.
Non ho freddo e neppure caldo posso ascoltare
piccoli suoni. Tutto si allontana. Mi sospendo. Sto in
ascolto. Mi sento leggera.
La vita in me ricuce un pieno di luce in cui vago.
Vado.
La memoria ha i colori del legno e vola come ape
bambina. A volte cerca riparo tra i battiti del cuore.
Ormeggia in abiti di silenzio.
Poi una parola cade dal ramo.
È di nuovo cielo.
Forse un nuovo pane di accoglienza.

***

L’illimite

Ancora non conosco l’arroganza
verso il tempo creatore
un tempo una giostrina mi faceva
stringere la dolcezza in un momento
ora accarezzo lo spazio che mi separa
dai tuoi occhi vestiti da occhiali da sole
e lo specchio d’acqua si allarga
avremo ancora cose da raccontarci domani

io e mio padre siamo due grandi chiacchieroni

***

Sogno di scrivere

Sogno di scrivere
Infine scrivo il mio sogno

Viaggiando di strada in strada
sono ovali le scritture
e polvere di nuvole poco distanti

***

Canto nel viaggio

Quando il vento è
aria leggera sui rami
affiora il silenzio
ed è polvere
il suo splendore intatto.
Sento canti di uccelli
volarmi piano, intorno.
Restano le parole a fare il viaggio
suggeriscono i passi del giorno.
– Con le parole in testa non sarò mai sola.

*

Elina Miticocchio nasce a Foggia nel 1967. Autrice di poesie e racconti, appassionata di arte pittorica, scrive su un blog personale  “Imma(r)gine” nel quale raccoglie, oltre a suoi testi, voci di altri autori e illustrazioni. Nel 2014 è selezionata per far parte di una plaquette dal titolo “Le trincee del grembo” – Dodici prove d’autore al femminile – dell’Associazione Culturale LucaniArt. Nel mese di maggio 2014 pubblica, per la casa editrice Terra d’Ulivi, la raccolta poetica dal titolo “Per filo e per segno” e nel giugno 2015 la plaquette dal titolo “Semi di parole” per i tipi dell’Associazione Culturale Exosphere PoesiArtEventi, nella Collana Exosphere Plaquettes. E’ presente nell’antologia di poesia italiana contemporanea per ragazzi dal titolo “Cieli bambini”, edita dalla Secop Edizioni nel 2015 e curata dal Prof. Livio Sossi. Fa parte dell’antologia Sotto il cielo più largo del mondo. Trenta poeti dauni, edita dalla casa editrice Besa nel 2016.Sue poesie sono state pubblicate su diversi blog letterari ed antologie edite da LietoColle Edizioni. Attualmente vive e lavora a Foggia.

7 Comments on "LE STANZE DEL VENTO di Elina Miticocchio"

  1. Rosaria Di Donato | febbraio 5, 2017 at 20:11 | Rispondi

    Seguo da tanto tempo Elina Miticocchio e Le Stanze Del Vento sono, a mio parere, una sintesi eccellente della sua poetica. Versi lievi, sussurrati e cantati con un filo di voce che si perde nel sogno, rievoca affetti, s’intreccia con la bellezza della natura.
    Complimenti!
    Rosaria Di Donato

  2. Doris Emilia Bragagnini | febbraio 5, 2017 at 21:08 | Rispondi

    Un viaggio trascendente fatto di passi e passi piccolissimi (come un ricamo), in punta di piedi attraverso un percorso privo di riferimenti direzionali ma che li sfiora tutti, guadando gli elementi naturali (terra, fuoco, aria, acqua) e la disponibilità degli eventi attinti alla fonte dei ricordi personali. Colpisce l’umiltà della disposizione all’ascolto, alla raccolta della messe di “segni” che sanno rendersi disponibili come embrioni sensoriali e di pensiero. Elina Miticocchio non detta, non suggerisce, non chiama in prima persona, si fa piuttosto mediatrice di qualcosa che è dentro e attorno, suo e di tutto/tutti… (DEB per il giardinodeipoeti)

  3. grazie Doris della cura, dell’attenzione e grazie Rosaria per seguirmi da tempo

  4. non conoscevo questa brava autrice, versi ariosi, cesellati, ne consegue la bellezza cui tanti di noi aspirano. Complimenti

  5. Eppure una lieve carezza di solitudine e di nostalgia permane nell’opera di Elina. L’incantamento di cui ci fa dono rammenta il volo degli uccelli prima della pioggia: un volo basso, rasente quel sentimento terrestre che pur non sfiorano.

    Sembra un ossimoro. Il volo di lassù non è poi tanto diverso dal volo di quaggiù: la differenza è che noi siamo angeli con un’ala soltanto, e sbagliamo come esseri umani, mirando a una perfezione appartenente a molteplici dimensioni – nell’abbraccio.

    E i versi di Elina ci sospingono nel canto dell’Angelus mattutino, fra le tinte acquarellate e dolcissime dei paesaggi.
    Tutto accade. Come nell’universalità di Emily Dickinson.
    Se c’è stata una donna che ci ha illuminato di fermezza, con la sua potente, sommessa indimenticabile voce; la parola sussurrata in un respiro, o in caduta libera; creatura di cielo e di terra: questa donna e poeta è Emily.
    Elina si avvicina molto a quel sentire. Anche nel dolore privato, alla sua gnosi.
    Ed è Bellezza. E’ preghiera inestinguibile…

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