“Amorosi sensi”, la Resistenza raccontata da Leandro Lucchetti (Abele Longo)

Leandro Lucchetti, Amorosi sensi
Fuorilinea scandagli, Monterotondo (RM)
http://lnx.fuorilinea.it/prodotto/amorosi-sensi/

“Celeste è questa corrispondenza d’amorosi sensi”, scrive Foscolo nei Sepolcri, riferendosi a quella corrispondenza tra la vita e la morte che permette agli esseri umani l’immortalità attraverso il  ricordo dei propri simili, all’interno di un sistema di valori e di ideali da contrapporre al nulla eterno. Amorosi sensi, romanzo di esordio di Leandro Lucchetti, apprezzato regista cinematografico (Caged le prede umane, Bloody Psycho, La vendetta ) e televisivo (Per conoscere Pasolini, Sulla via di Damasco), richiama il poema foscoliano in una lettura amara e ironica di tale corrispondenza, sottolineando semmai come i valori e gli ideali siano soggetti ai tempi e come la loro validità si trovi ad essere negata.

Le vicende narrate vedono Luca di Cantro, figlio del marchese di Venusso in Guado – paese legato a episodi sanguinosi durante la Resistenza – diventare partigiano garibaldino con il nome di Griso, insieme a tre ex compagni di liceo. Seguiamo Luca negli anni dell’immediato dopoguerra, quando a causa dei suoi trascorsi di partigiano finisce in esilio a Praga, e infine nel suo ritorno, ventiquattro anni dopo, a Venusso per trovare quello che è ormai un tranquillo luogo di villeggiatura in un Paese in pieno boom economico.

Amorosi sensi è anche la “corrispondenza” di una forte passione, tra il protagonista e una giovane donna, Irene, che Luca incontra al suo ritorno e che aveva creduto sua figlia negli anni della Guerra, prima di scoprire che la moglie Ida lo aveva tradito con il podestà del paese. Un sentimento forte e distruttivo anima Luca e Irene. Luca, che si trova a fare i conti con il suo passato di partigiano (l’assassinio, di cui si era reso complice, del padre fascista, comandante della Brigata Nera, e l’assassinio di uno dei suoi compagni partigiani, Sallustro, causata dalla delazione di un uomo benestante e ormai vecchio di Venusso). Irene, invece, giovane ricca e in apparenza spensierata, coinvolta in una relazione con uno degli amici ex partigiani di Luca, Matteo, diventato nel frattempo un avvocato ricco e spregiudicato.

Una trama fitta di eventi, ricca di colpi di scena che rivela il cineasta Lucchetti. Si tratta infatti di un romanzo dal taglio cinematografico, di un cinema epico, dal grande respiro. Significativo, in questo senso, è l’inizio del romanzo. Luca partigiano in una notte tempestosa torna a casa, trova l’uscio aperto, entra e sente nell’oscurità delle grandi stanze il pianto di quella che crede sua figlia, Irene, a cui seguono, subito dopo aver preso in braccio la piccola, le urla di piacere della moglie Ida a letto con il podestà. Il tutto seguendo i ritmi della suspence, con “inquadrature” che culminano con la scena di sesso, evento che cambierà per sempre la vita del protagonista e di cui non anticipiamo i risvolti e le conseguenze per non sottrarli al piacere della lettura.

Un libro “utile” allo stesso tempo perché offre uno spaccato di Storia recente ma  a molti sconosciuta, la Resistenza e  gli anni dell’immediato dopoguerra, di un Paese che per molti aspetti, come si evince dalle pagine del libro, non ha cessato di essere fascista. Eroi controversi, capaci di orrendi misfatti, raccontati senza retorica e con l’intento soprattutto di capire il contesto in cui è maturata la loro esperienza di vita. Lucchetti si sofferma sui conflitti generazionali, la ribellione contro la figura paterna. Elemento importante della vicenda di Luca è infatti l’assasinio del padre. Un tema caro alla nostra letteratura, ma che ritroviamo proprio nel cinema, in film che sembrano aver ispirato Lucchetti, e mi riferisco a Novecento e Il Conformista di Bernardo Bertolucci.

Di Novecento, grande affresco sulle vite dei giovani di allora con i loro miti e le loro contraddizioni, Amorosi sensi riprende l’euforia e l’esaltazione per la libertà ritrovata e il conseguente clima di processi sommari e bisogno di cucirsi addosso una propria verità. Per quanto riguarda invece Il Conformista, ritroviamo anche qui uno scavo analitico nella sessualità del protagonista. Luca che soffre di eiaculazione precoce e viene apostrofato dal padre, fino all’ultimo momento, come “cornuto”, trova nella lotta partigiana una sua rivalsa personale, così come Marcello, vittima di un abuso sessuale da bambino, la trova nel Conformista nella sua adesione al fascismo. In Lucchetti come in Bertolucci emerge una profonda lettura della natura umana, di chi non rientrando nel convenzionale, in ciò che non è considerato normale, finisce per non essere accettato e sentirsi in sintonia con gli altri e soprattutto con se stesso.

Un esordio davvero convincente. Un libro, some si diceva, ricco di eventi e colpi di scena, frutto di accurate ricerche storiche che guardano anche alla ex Jugloslavia negli anni di Tito e alla realtà degli esiliati italiani a Praga. Tra i tanti che si intrecciano nelle vicende del protagonista, colpiscono alcuni personaggi femminili, donne negli anni di Luca a Praga, segnate profondamente dalla Guerra e la cui disperazione e attaccamento alla vita riservano pagine di grande intensità.

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