10 Comments on "Rosaria Di Donato: Sandro Angelucci, di Rescigno il racconto infinito"

  1. rosaria di donato | febbraio 25, 2014 at 13:51 | Rispondi

    Ringrazio Abele per aver pubblicato questo post e Sandro Angelucci per avermi donato questo suo saggio su una delle voci più autentiche della poesia italiana contemporanea: Gianni Rescigno. E’ uno scritto riflessivo e fecondo che offre più di uno spunto per meditare sul significato della poesia e sul ruolo della scrittura poetica nel destino umano. Si incontrano, leggendolo, sentieri di luce che conducono al centro delle tematiche di Rescigno e nel vivo di una poesia che è insieme carne e spirito, cammino nel tempo e speranza.

    Un caro saluto,

    Rosaria

  2. Giancarlo locarno | febbraio 27, 2014 at 07:33 | Rispondi

    La poesia di Rescigno nell’interpretazione di Angelucci mi sembra fondersi nell’eternità parmenidea dell’essere, risovendo (in questa poesia) la doppia faccia del tempo, paterna e amica, ma anche dalle scansioni inesorabili che disperdono i figli che lo abitano.

    • Sandro Angelucci | marzo 1, 2014 at 18:21 | Rispondi

      Gentile Giancarlo Locarno,
      le sono grato per il suo intervento, che coglie nel segno quando mette in luce la doppia faccia del tempo: tema preponderante in Rescigno. Debbo, tuttavia, confidarle che, nella poesia del poeta campano, non ho riscontrato attinenze con il concetto dell’essere parmenideo: voglio dire che l’eternità rescignana “nasce” proprio dall’apparente scarto, che salto non è, tra essere e non essere. I vivi e i morti convivono, si chiamano, si sfiorano spessissimo in questi versi.
      Grazie ancora, sinceramente,

      Sandro Angelucci

  3. rosaria di donato | febbraio 28, 2014 at 16:17 | Rispondi

    Grazie Giancarlo per il tuo passaggio! però penso che più che la relazione con l’essere parmenideo, S. Angelucci ponga in risalto il senso cristiano dell’esistere nella poesia di G. Rescigno. E cioè la vita come passaggio e come prova, come flusso di energia che non si ripiega in se stessa nel tempo, che non si conclude con la morte, ma che si fa luce, che è già luce quando si apre all’amore. L’essere parmenideo è eterno, continuo, ingenerato, … non accoglie le mille sfumature dell’esistenza che è nascita, poesia e fecondo logos. Insomma, qualcosa che va oltre la mera razionalità!

    Un cordiale saluto,

    Rosaria

  4. andrea mariotti | febbraio 28, 2014 at 21:35 | Rispondi

    Ho molto apprezzato il contributo di Rosaria Di Donato in merito al saggio di Sandro Angelucci: un saggio capace di illuminare davvero la capillarità dei versi del grande poeta Gianni Rescigno.

    Andrea Mariotti

  5. rosaria di donato | marzo 2, 2014 at 07:27 | Rispondi

    Saluto A. Mariotti che ha voluto condividere sul suo blog questo post http://www.andreamariotti.it/w
    e i bloggers che hanno apprezzato.

    A presto,

    Rosaria

  6. Franco Campegiani | marzo 2, 2014 at 16:28 | Rispondi

    Conosco il modo di operare di Sandro Angelucci e posso garantire che, per scrivere, egli ha assolutamente bisogno di sentirsi ispirato. Questo saggio è veramente l’incontro di due anime poetiche trascinate nell’onda di un sentire comune. E’ la testimonianza di quella che dicesi un'”affinità elettiva”, ed ha ragione Rosaria Di Donato nell’evidenziare la rara particolarità dello scritto, consistente nella “condivisione di un orizzonte comune”. Sono ottanta pagine in cui, dalla prima all’ultima riga, ci si trova immersi in una corrente di ampia ed elevata potenza emotiva. Senza che ciò tolga nulla alle valenze del testo sul piano strettamente critico.
    Franco Campegiani

    • rosaria di donato | marzo 3, 2014 at 16:15 | Rispondi

      Sono grata a F. Campegiani per il suo giudizio benevolo e puntuale e colgo l’occasione per riproporre il link del blog che ha voluto condividere questa mia nota al saggio di S. Angelucci:

      http://www.andreamariotti.it

      Un cordiale saluto,

      Rosaria Di Donato

  7. intrigante segnalazione, sarebbe da ex libris…

  8. rosaria di donato | marzo 12, 2014 at 15:11 | Rispondi

    Grazie Roberto, passo/parola all’autore!

    A presto,

    Rosaria

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