Burkina Faso: “La mia Africa” di Leda e i Lions (Francesco Greco)

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di Francesco Greco

 

Burkina Faso: “La mia Africa” di Leda e i Lions

 

CASARANO (LE) – La mia Africa. Quella “scoperta” da una dottoressa di Casarano una decina di anni fa, quando si recava in Kenya col marito William Ingrosso, anche lui medico volontario. Per breve tempo fu il sindaco della città: un progressista molto amato dalla gente, che stava imprimendo un passo di rinnovamento alla politica e di sviluppo al paese. Ma fu sfortunato: se ne andò all’improvviso, appena all’inizio della parabola umana, professionale, politica (resterà nella memoria del Salento: gli hanno anche intitolato la villa comunale: Giardini William).

   L’Africa di Leda Schirinzi (origini nordiche, cuore mediterraneo, laurea in Medicina, specializzazione in Igiene e Sanità pubblica, è dirigente dell’Ufficio Pubblico del Dipartimento Prevenzione dell’Asl di Casarano) non è molto diversa da quella di Karen Blixen nell’altro secolo. Le è parso naturale continuare, sulle orme del giovane sindaco e marito, sulla strada dell’impegno militante, senza risparmio di energie, senza se e senza ma, coinvolgendo i Lions di Casarano, che hanno risposto alla grande.

   Così è entrata a far parte del pool di medici (pediatri, ginecologi, dentisti, oculisti, ecc.) che in Burkina Faso (Africa sub sahariana, fra Nigeria e Mali, zone calde e di continui conflitti tribali in cui dittatori e aspiranti tali armano di mitra e drogano i bambini che giocano alla guerra) porta avanti alcuni progetti firmati appunto Lions International con cui costruiscono pozzi (sinora una quarantina a placare la sete millenaria di quelle povere popolazioni), fanno screeneng e visite mediche di massa, aprono reparti negli ospedali, pianificano campagne di vaccinazioni collettive contro malattie infettive che in Europa sono state debellate ma in Africa sono purtroppo diffuse e mortali.    

   “In Africa una semplice diarrea può condurre alla morte un bambino – spiega la bionda dottoressa – morbillo, meningite, malaria sono diffusi e i soggetti più esposti sono proprio i bambini”. Col suo gruppo tornerà con l’inizio della stagione secca, il 10 marzo prossimo, per dieci giorni al Centro delle Suore dell’Immacolata Concezione. Per un’altra campagna di vaccinazioni, visite mediche specialistiche, pap-test. A parte la capitale Ouagadougou (una delle città più inquinate al mondo: ha la più alta concentrazione di motorini) sinora i medici europei sono intervenuti nei villaggi intorno: all’ospedale di Boussè, dove è stato inaugurato un reparto pediatrico, a Ziniarè un orfline (orfanatrofio), a Saboù (aperto un pozzo), a Nanorò, ecc.

   “Non ci occupiamo solo di bambini – aggiunge Leda – ma anche delle donne: abbiamo appena realizzato una campagna di prevenzione con cui abbiamo testizzato, nel villaggio di Zonuarè, oltre 500 donne sottoposte a pap-test. Mentre all’ospedale di Brussè abbiamo aperto un reparto. Il nostro è un intervento sanitario a tutto campo, che prevede l’educazione alla salute, la terapia e la cura di patologie assai diffuse, ecc.”.

   Oltre alle campagne di prevenzione “a tutto campo”, i medici di Casarano portano materiale sanitario, in Africa sempre carente. Partirà dunque a breve una nuova campagna di vaccinazioni, visite mediche specialistiche, pap-test per le giovani donne (il solo avamposto che lo fa del tutto gratuitamente in tutta l’Africa). Del gruppo di 5 professionisti, tutti Lions (unico in Italia per questo tipo di impegno che dura ormai da così tanto tempo), oltre alla dottoressa Schirinzi fanno parte il ginecologo Roberto Lupo, Donatello Schirinzi per l’allestimento e come interprete (il Burkina Faso è francofono), e poi Ezio Leucci e Massimo Giliberti.  

   I Lions di Casarano e la dottoressa sono dunque in trincea per generosità e solidarietà: portano aiuto e conforto nelle zone più bisognose della Terra con la loro professionalità, donano il loro tempo, regalano la speranza in cambio di un sorriso di riconoscenza di un bimbo, una madre, un’anziana del villaggio, una suora. Sono belle storie di cui si viene a parte incidentalmente. Perché chi ne è protagonista spesso le vive in silenzio, pudicamente, ne parla con ritrosia. Viaggiano carsicamente nell’affabulazione popolare. La dottoressa Leda è molto popolare in città per il suo impegno politico attivo (è presidente della Commissione comunale per le Pari Opportunità) e molto amata in Africa per la vicinanza militante ai più deboli. Lo sguardo si colma di luce quando parla del penultimo presidente del Burkina Faso che molto fece per migliorare al condizione delle donne. Fu assassinato. In Africa è un refrain ricorrente. Stiamo lasciando il suo studio al distretto socio-sanitario di Via Spagna, quando ci mostra la foto di una bella ragazza di colore che ha adottato: “E’ mia figlia!”, sorride con intensa emozione.

   E aggiunge: “Se ho accettato di parlare della nostra mission è solo per sensibilizzare, attraverso i media, l’opinione pubblica a cui chiediamo di aiutarci per continuare a soccorrere gli ultimi della Terra, chi non ha niente. Sostiene infatti un detto di quelle parti: Le grandi cose si costruiscono insieme”.

 

3 Comments on "Burkina Faso: “La mia Africa” di Leda e i Lions (Francesco Greco)"

  1. Esprimo tutta la mia commozione e gratitudine dopo la lettura di quest’articolo. Ho letto la storia di persone che non purtroppo non conoscevo e ringrazio Neobar anche per questa pervicace volontà di mettere in luce un Salento che sa essere progressista, sovranazionale (qual è la sua millenaria vocazione) e generoso, grazie soprattutto a persone che concretamente impegnano se stesse.

  2. Chiedo scusa: ovviamente “…che purtroppo non conoscevo…”

  3. Grazie, Antonio. E grazie anche a Francesco, che da sempre, nella sua attivita’ di giornalista e scrittore, da’ voce e si impegna per un Salento nella sua vocazione di terra generosa e dell’incontro.

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