Luciano Nota: Inediti da “Io dopo l’abisso”

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Tutto dice:
“l’eritema che reca alla montagna”.
Se continui così
prima o poi ti daranno un serto
una tagliola per ghermire il teorema.
Continua
e prepara l’ironia sufficiente
il caldo efficiente
per le punte che sosteranno crude.

*

Le cose viste dalle crepe
sono enormemente più belle.
Le scorgo diverse, libere da impegni.
Non hanno peso, ma riposo.
Stanno sopra il capomastro.
Mai voltarsi, mai centrarle.
Sono stive
e per questo assai più vive.

*

Annuncio che sei agro e subbuglio
un frenetico olimpo di semi.
Precipita sotto la faccia
se stilli e boccheggi
se solo ti esalti di essere foglia.
Il gambo conosci
il fusto più o meno vorace.
E’ culto nuotare
in quel mare di farro.

*
Ti assicuri gli Elisi
studiando corpi vivi.
Apri la porta
curvando la bocca
calzi in fretta gli occhiali.
Sul letto d’ottone
una gamma di visi
una varietà di vite
spartite per stagioni.
Il ventenne
il trentenne
il quarantenne:
io e le mie anime
legati con le penne.

*
Per farmi sentire
per farmi guarire
ho venduto tutto di me.
Perdo dunque ore d’ansia
il permesso d’essere me stesso:
un chiodo, una fuga
la solitudine riuscita perfettamente.


(Inediti da “Io dopo l’abisso”)

3 Comments on "Luciano Nota: Inediti da “Io dopo l’abisso”"

  1. Grazie a Luciano per questo dono, per questi inediti di grande vitalità e tensione, che giungono come un lucido e rigoroso manifesto esistenziale e di intenti poetici.
    Abele

    • Grazie, Abele! Avrò modo di parlare (brevemente) di questa mia raccolta il 12 e il 13.

      Luciano

      P.S. saluto gli amici. a presto

  2. Ci penso sempre a cercare, a cercarmi, non mi lascio cadere..

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