13 Comments on "Augusto Benemeglio: Bodini, cent’anni di solitudine"

  1. Sono molto grato ad Augusto per quest’omaggio a Vittorio Bodini. Che non sia stato ‘propheta in patria’ non sorprende, purtroppo. Lecce, per natura pigra, ha spesso mostrato indifferenza, se non fastidio, nei confronti dei suoi figli migliori (Carmelo Bene ne è un grande esempio). Li ha riconosciuti suoi quando ormai non poteva farne a meno. Ma tant’ è che dopo la morte di questi figli illustri poco o niente ha fatto. Le cose non sono, infatti, migliorate da quando AugustoDonChisciotte si aggirava armato di teatro nella penisola salentina tra gatti “feroci” e bambine che saltano alla corda “arancio limone mandarino”.

    Sempre su Bodini:

    http://poetarumsilva.com/2012/08/12/in-apulien-4-la-luna-dei-borboni/

  2. Devo ad Augusto la conoscenza di molti poeti, dall’approfondimento critico che riesce ad avvincere e spingere ad ulteriore ricerca della grande Poesia.
    Grazie infinite!

  3. Chiunque scriva in versi e sia Salentino per origine o per elezione deve fare i conti con la poesia di Vittorio Bodini, studiarla ed interiorizzarla; e con lui andrebbero letti e riletti Ercole Ugo D’Andrea, Antonio Leonardo Verri, Salvatore Toma, Vittorio Pagano, Girolamo Comi (non cito poeti viventi per non far torto a nessuno). Il Salento non è, infatti, soltanto taranta, sole, mare e vento.

    • Caro Antonio, hai sfondato cinque porte già aperte. Anzi te ne aggiungo almeno altrettante: il gallipolino ( di nascita) Vittore Fiore, il tarantino Pierri, medico e poeta, la leccese Claudia Ruggeri , la salentina d’adozione e di elezione Maria Corti e il lucchese ( mio grande amico) Florio Santini che dopo aver girovagato mezzo mondo approdò a Otranto , riconoscendosi nella figurina dell’Asino arpista del mosaico di Pantaleone nella Cattedrale d’Otranto. Di tutti questi mi sono già occupato, e anche diffusamente. Sarà un piacere riproporli tutti i all’attenzione di questo blog , diretto magistralmente da quello stupendo salentino di Depressa (sic!) dal cuore di “diamante” che è Abele, carissimo amico, che sopporterà l’onere.
      Un abbraccio
      Augusto .

      • Caro Augusto, sono felice di quanto scrivi e leggerò con piacere, soprattutto di Florio Santini che, confesso, purtroppo non conosco: un poeta che si riconosce nell’Asino arpista è sicuramente degno di essere letto ed amato.
        Ricambio l’abbraccio
        Antonio

  4. complimenti vivissimi!

  5. Grazie Augusto per questa bella storia che racconti, di una vita vissuta dentro e fuori i confini di un mondo che respinge e che pur si ama e un altro che ospita e tiene sospesi.
    Una cara amica mi parlò di Bodini e mi fece conoscere le sue poesie negli anni novanta: fu per me una scoperta fantastica perché per la prima volta leggevo di fatti, luoghi e volti antichi, ma a me vicini, in una scrittura grande e lucente, come un Cervantes d’altri tempi e altri luoghi.

  6. Caro Augusto, sara’, come sempre, un grande piacere e motivo per imparare. Ammetto che anch’io, come Antonio a cui do il benvenuto, non conosco Florio Santini. Molto poco so, inoltre, di Ercole Ugo D’andrea, che se non sbaglio e’ stato insegnante di Vincenzo. Aspetto quindi fiducioso 🙂
    un abbraccio
    Abele

  7. Caro Abele, dato che non lo conosci neppure tu, partirò proprio dalll’insegnante di Vicenzo (alla salentina), originario di Galatone,grande amico di Mario Luzi ( hanno scritto un libro insieme), autore
    di Lecce la morta. Qualche anno fa , (mi ero già trasferito a Roma , ma qualcuno aveva letto il mio articolo pubblicato su “Espresso Sud”) venni invitato a parlarne nell’aula Consiliare del Municipio di Galatone, ma poi non se ne fece nulla perchè – pare – “non avevano i soldi per pagarmi il viaggio e il soggiorno”, parole del mio “Direttore”, mentre a Vecchioni il Comune di Gallipoli aveva dato l’anno prima la bazzecola di 350 mila euro per cantare qualche canzone)
    A presto.
    Augusto .

  8. Caro Augusto, tocchi una piaga aperta. Te ne parlerò, magari in privato, di altri casi come il tuo. Aspetto quindi il ritratto di Ugo Ercole D’Andrea, di cui non sono riuscito a trovare nessuna raccolta nelle librerie online.
    Un abbraccio e a presto

  9. Maria Grazia Trivigno | maggio 28, 2013 at 13:30 | Rispondi

    Anche se non sono salentina, questa lettura mi ha emozionata, m’è venuta voglia di leggere ogni singola sua poesia.

  10. Quanti tesori lasciamo insepolti! Per fortuna qualche cercatore avvertito li trova e li espone così che tutti possiamo vederli. Conoscevo qualcosa di Bodini, dopo aver letto questo saggio ne so certamente di più con la volglia di approfondire. Conosco il Salento per turismo, sono romagnola , ma mi trovo in sintonia con questo linguaggio asprigno e sorvegliato, con una poesia che pai si fa ombelicale o pecca di piaggeria. Agli occhi di un settentrionale, ( la Romagna appartiene al sud del nord) gli intellettuali del sud, noti o meno appaioni “gentiluonimi”: ironici, parchi, affabili e ritrosi. Li considero gli ultimi greci classici ( fantasia?). Leggendoli ho sempre avvertiyto un’andaturta diversa, signorile , non superba , centrata al cuore del problema.
    Grazie, Augusto.

  11. Cara Fattorina, capita a tutte le latitudini che non si conoscano i poeti di “casa”. Nel Salento pochissimi conoscono un grande come Bodini, ma anche nella vostra Romagna magari pochi conoscono un Govoni, che per certi versi è assimilabile a Bodini, anche lui autore di un personale surrealismo , pur con la sua vena impressionistica e idilliaca , sensuale e immaginativa. Te lo dico perchè qualche tempo fa capitò che un suo compaesano di Tamara mi chiese se avevo notizie di una poesia che aveva scritto in memoria del figlio Aladino, morto nella strage delle “fosse ardeatine”, sulla cui bara m’ero soffermato a pregare, al pari delle altre trecento e passa bare del ricordo troppo doloroso del tormento troppo tormento del futuro senza futuro a cui talvolta ci ha abituato la stupida ferocia umana. Gliela mandai quella straziante poesia e lui , il tuo corregionale, me ne è ancora grato. Un abbraccio
    Augusto

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