Album selvatico. Poesie di Stefano Lorefice

lof

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(Metadone blues part.1)

Gonfio di vita

aveva dalla sua tutte

le droghe provate, tutti gli

eccessi: un quasi-prodigio

di sopravvivenza. Ora, sorride

appena, mentre guarda

dove il fiume dirige ad ovest,

acque tranquille adesso; un tempo

rapide e gorghi di siringhe

e miserie umane.

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Ignorare il disastro

servirà a un bel

nulla: ammesso che il nulla

basti all’ignoranza…

Sarà comunque marciare di

pecore umane, in fila

ottusa: finestre aperte

per cambiare aria

dove aria non c’è. 

(Da “Album Selvatico” nella sezione “La Creazione del Buio”)

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Dopo una certa quota la vegetazione dirada, finiscono boschi e si compongono limiti fra territori sferzati dal vento e piste per tagliare incendi. A volte si scorgono piccole comunità umane che salgono in silenzio, con fatica e rispetto. File indiane lungo crinali, che le bestie del luogo osservano con sommesso bisbigliare; si spiega ai cuccioli che a valle ce n’è una marea infinita di quei bipedi farlocchi.

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Dopo due giorni di neve era riapparso, lo davano ormai per spacciato, in realtà l’hanno ritrovato vispo, infreddolito, ma vispo. Parlava di bivacchi, forre e ghiaccio. In pochi notarono tutto l’attaccamento a cose semplici passare veloce nello sguardo. Fece il gesto di scaldarsi le mani con un soffio caldo d’aria dai polmoni rimasti.

(Dalla sezione “Istruzioni naturali per paesaggio”)

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 Tu che portavi la spesa

da posti sconosciuti,

io che non sapevo cosa fare

di tutta quella benedizione di cibo;

poi si finiva all’amore

senza mangiare, aspettando

la fame e l’apri/chiudi

del frigorifero alle tre del mattino.

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Sono lo scontro quotidiano,

la pace cercata, che spingono

a continuare. Si tratta

di una tazza di caffè,

un tavolo imbandito con pezzi

di pane e mattine chiare, friabili.

 

Un sorriso che tace,

pieno risplende di sé,

racconta tutto

e tutto accende.

(Dalla sezione “Utili conversazioni notturne”)

 ****

Arriverà il momento in cui

le cose torneranno al loro posto:

un contagocce di piccole pianure

e scorci di vallate prenderà a formarsi,

sommando elementi del paesaggio

a persone, sentieri conosciuti

e scorciatoie da selvatici.

In pochi metri sarà il sottinteso

di questa presenza

e cosi sia.

(Dalla sezione “Ipotesi sul ritorno”)

Stefano Lorefice (Morbegno – Settembre 1977) attualmente è tornato a vivere dove è nato, dopo essersi trasferito a Roma, poi in Francia per diverso tempo. Ha pubblicato le raccolte poetiche Frontenotte (Transeuropa Edizioni, 2011), L’esperienza della pioggia (Campanotto Editore, 2006), Prossima fermata Nostalgiaplatz (Clinamen, 2002) e Budapest Swing Lovers (Edizioni Clandestine, 2004). Nel 2010 è uscito il suo primo romanzo Il giorno della Iena (Eumeswil Edizioni), dopo la raccolta di racconti Cosmo Blues Hotel (Edizioni Clandestine, 2004).

Sito web: www.stefanolorefice.wordpress.com

5 Comments on "Album selvatico. Poesie di Stefano Lorefice"

  1. Queste poesie le ho sentite nella mia carne, così tanto ci assomigliamo!
    Grazie

  2. Piccole e grandi sopravvivenze quotidiane, di “uomini e mondi”, creature anima_li e spazi, relativi a ognuno…

    …Si tratta

    di una tazza di caffè,

    un tavolo imbandito con pezzi

    di pane e mattine chiare, friabili.

    Poesie limpide, di una naturalità che disarma, ci si sente partecipi.

  3. Acuta visione delle cose della vita, bel raccontare.

  4. vero, concordo con vincenzo errico, un bel narrare..

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