LA SESTA VOCALE (Iolanda La Carrubba, Nina Maroccolo, Amedeo Morrone, Plinio Perilli) alla Berlinale!

Gustav Klimt

*

LA SESTA VOCALE

(La maiuscola A dell’Amore)

(Sei donne, sei quadri celebri all’alba dell’arte moderna:

sei volte in cerca del sentimento o colore “primario”:

KLIMT, MUNCH, MATISSE, MODIGLIANI, CHAGALL, PICASSO

fra muse, tavolozze e alchimie del Verbo…)

 

      Riprendere da dove le grandi avanguardie europee s’erano fermate – da quegli stessi fotogrammi implosi tra Storia e Bellezza, arte fiorita e annichilita, all’inizio del ’900. Quante Beatrici effimere o riottose, per guidarci al vero e maiuscolo Amore…

Chi era, cosa pensava? la compunta signora Adele Bloch-Bauer, ritratta da Klimt, con quel piglio alto-borghese da salotto buono, la veste dorata ma tormentata di malessere… Per non parlare della sventurata protagonista di Munch, il cui risveglio, “Il giorno dopo”, avviene tra i fumi dell’alcool e la maledizione dell’assenzio… E la Laurette di Matisse, perché in piena guerra (1917) s’allungava, s’illanguidiva sdraiata sul pavimento del salotto come una ninfa povera, libera e sedotta da una semplice tazzina di caffè?…

Modigliani no, lui è imprigionato in se stesso – e le sue donne, nel loro amore (qui “La giovane Louise” lampeggia occhi ardenti e cupi d’intensità). Chagall, beh, lui vola sempre, e fa volare! Mette in favola anche i colori, tutti i baci d’amore, “Il circo azzurro” del suo vivere trasfigurato… Picasso, è qui onorato con un’opera onirica (“Il sogno”, 1932), com’è forse sognato dalla sua compagna o modella, o meglio come lui la sogna – Amore che sogna Psiche…

   Ecco che un secolo dopo, si può costruire, incarnare una tavolozza ideale fatta di gesti, sguardi, movenze, tableaux vivants finalmente avverati… Colori per sentimenti, “primari” anch’essi… Se Rimbaud aveva dato il nome alle vocali – ora non ci resta che coglierne, inventarne il sesto senso e comun denominatore di trasparenza – la SESTA VOCALE che è la maiuscola A di Amore… Dopo e prima della Storia, dell’Avanguardia, del Linguaggio che è segno, del Tempo che è Spazio… L’Amore come vocale fulcro, l’unico sentimento/colore in cui lo specchio s’accorda col vero…

Iolanda La Carrubba, Nina Maroccolo, Amedeo Morrone, Plinio Perilli

 Testi e didascalie_LA SESTA VOCALE

La sesta vocale – saggio di Plinio Perilli

5 Comments on "LA SESTA VOCALE (Iolanda La Carrubba, Nina Maroccolo, Amedeo Morrone, Plinio Perilli) alla Berlinale!"

  1. Con grande gioia vi comunico che il cortometraggio ‘La sesta vocale’, di Iolanda, La Carrubba, Nina Maroccolo, Amedeo Morrone e Plinio Perilli, e’ finalista al Festival del Cinema di Berlino (in programma per l’11 febbraio 2013, ore 20.30). Tanti, tanti auguri! Contentissimo per il mio piccolo contributo nella traduzione dei testi in inglese.
    Abele

  2. sul concetto di “MUSA”, cui il lavoro di questi Autori, in un certo senso rimanda, resta concetto di grande interesse non solo per me che ci travaglio da una vita, ma, credo, per l’intero movimento sociale che affonda radici antiche che sanno di arcaico-contemporaneo.. con stima
    r.m.

  3. Giancarlo Locarno | febbraio 4, 2013 at 13:38 | Rispondi

    Molto bello l’argomento, e il moltiplicarsi dei rimandi tra arte poesia e teoria.
    Interessante anche il concetto di camera stylo, anche se non ho capito bene se è una tecnica operativa di movimento della camera, che lascia il suo segno, o una calligrafia tutta mentale. Tanti cari auguri.

  4. Testo, creatività fantastica e voce innamorata sono protagonisti, attraggono e pongono interrogativi profondi. L’interpretare e l’analisi in bilico tra teoria ed affabulazione colgono nel segno, inventano un genere nuovo che veicola informazioni empaticamente. La forza degli sguardi e quella della scrittura coincidono in un punto lontano in maniera dinamica. Partecipiamo della recitazione, godiamo tutta la forza suasiva della parola e ci lasciamo conquistare dalla perfetta e precisa divagazione teorica volta a definire quel punto d’incontro ideale, fra studio e creazione d’arte, di cui ho appena detto. Che dire poi delle tele vivide e ammalianti! C’è un linguaggio olistico privo di puntigliosi steccati che si proietta nel futuro e ricorda lo slancio e l’entusiasmo delle avanguardie, mai esaurito e fuori moda… Bella iniziativa, Complimenti a tutti! Marzia Alunni

  5. Senza parole. Grande cultura, grande scenario. Una voce nuova. Una parola (vocale) nuova. Questa bellezza ci ha salvato.

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