Neobar(occhi) – Roberto Roversi (1923-2012)

V.

La miseria d’Italia numero cinque una nuvola

molto bianca una nuvola bianca

calando all’improvviso molto bianca – bianca

ha divorato il gatto steso grigio in un sole autunnale

guardava la gente passare e la gente

nella sottostante strada dentro il traffico domenicale.

Via la nuvola il gatto l’ha stretta fra i denti ciabattando

furtiva

come la scia di una nave che si addentra cauta nel

porto lasciando le onde grandi del mare

io vedo come accadono le cose fiorite o sfiorite

sono lacrime di una piccola suora diseredata

ma so che cavalco sulla lama della spada

tagliente e la luce sanguina.

Anche la foglia nell’aria non ha più speranza di vita.

Mi domando dove trovare il tempo sapere negli anni che

durano un giorno

per continuare lo scavo dentro la terra di sassi e toccare

la buona radice del pioppo sovrano

tutto è livellato oramai piallato appiattito.

Sovrana la solitudine della grande campagna conduce

la danza

l’uccello nero cala gridando sul solco

per il terrore della navicella spaziale che fulmina

l’aria tracciando ferite di giallo.

Milioni di chilometri e Giotto il pittore divino

si muove fra le pecore dello spazio

tocca gli astri non si brucia le mani

potrà dipingere ancora il mondo

ricordare il buio di dio

riconoscere l’occhio dell’uomo da quello della serpe.

Invadere col fuoco l’infinito così lieto e vicino

senza bruciarlo.

http://www.poesia.it/servizi/ROVERSI.pdf

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1 Comment on "Neobar(occhi) – Roberto Roversi (1923-2012)"

  1. un vero grande della poesia civile..

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