17 Comments on "Rosaria Di Donato – "Esilio di voce" di Francesco Marotta"

  1. Grazie Rosaria per questa tua lettura, che trovo molto acuta ed al tempo stesso rispettosa del lavoro di un grandissimo come Marotta (umanamente e poeticamente).

    Francesco t.

  2. Intensa lettura questa di Rosaria che ci consegna, e prendo a prestito la sua ottima immagine a proposito del dolore.., come una foglia piena di nervature la scrittura di Francesco Marotta, come scrittura “che si fa icona del limite, del confine tra possibile e impossibile racchiuso nel suono muto del testo poetico.”
    Così. scrive sempre Rosaria,
    “E’ come se l’ultimo respiro, l’ultimo gesto, l’ultima possibilità di esistere fosse racchiusa nel vocabolo” osservando che “Non c’è sconfitta ne resa, solo consapevolezza del poco che noi siamo”

    Grazie!
    un saluto e un abbraccio esteso anche a Francesco Marotta e Abele, nonché auguri al lavoro di “Ulteriora mirari”

  3. rosaria di donato | febbraio 9, 2012 at 17:42 | Rispondi

    Grazie a te Francesco! mi permetto di segnalare qui l’indirizzo del blog su cui oggi è uscita la tua recensione su “Esilio di voce”:

    http://www.alleo.it/content/francesco-marotta-esilio-di-voce-smasher

    Trovo molto puntuale il passaggio in cui dici che la poesia di Francesco Marotta è aria, sì aria rarefatta che dischiude suoni e immagini in un gioco di riflessi e rifrazioni. E’ poesia pura che propaga bellezza e pensiero.

    A presto risentirci,

    Rosaria

  4. Vero, ha ragione Rosaria (ancora una volta eheh) sulla recensione di Francesco T. che grazie a lei ho letto.

    Veramente bello questo tenersi e trattenersi di voci intorno alla voce e a Francesco Marotta.

    un caro saluto

  5. rosaria di donato | febbraio 9, 2012 at 18:35 | Rispondi

    Cara Margherita, il tuo passaggio è sempre rassicurante e incisivo. Ti ringrazio. E’ bello che i cultori della poesia si leggano e si confrontino tra loro dando vita a una comunità in cui ci si possa scambiare le idee e in cui si possa crescere. L’amicizia poi è il dono più bello!

    Ti abbraccio forte insieme ad Abele e Francesco M. a cui sono molto grata per il loro disinteressato lavoro di diffusione della poesia,

    Rosaria

  6. ….Francesco Marotta, racconta il suo viaggio poetico in piccoli testi, piccoli quadri che scandiscono i giorni. C’è un margine invalicabile alla parola stessa: il dolore. Non allontanato, non rimosso, ma accolto come foglia tra le mani, come una ferita insanabile che ci contraddistingue, che ci dice umani.

    Molte bella questa lettura, Rosaria. Francesco ha lasciato un vuoto incredibile nella “rete poetica” con la decisione di sospendere, speriamo temporaneamente, le pubblicazioni su La Dimora, ma lo stesso vuoto lo sta colmando la sua grande poesia che rimbalza di blog in blog uscendo dai monitor, scivolando nelle persone.

    un caro saluto

  7. Francesco Marotta è per me un Maestro.
    Spero che la sua decisione di chiudere la Dimora sia soltanto temporanea.
    Ho per lui gratitudine immensa.
    Grazie a Rosaria e a chiunque dà risalto alla sua poesia.
    cb

  8. “ci accomuna la conta differita dei morti…” _basterebbe solo questo.
    (grazie per le vostre voci)

  9. rosaria di donato | febbraio 10, 2012 at 12:36 | Rispondi

    Sono d’accordo con Maurizio Manzo e Cristina Bove nel riconoscere il grande vuoto che l’assenza della Dimora suscita nei suoi frequentatori…mi auguro che riapra presto!

    Un saluto,
    Rosaria

  10. rosaria di donato | febbraio 10, 2012 at 15:41 | Rispondi

    E’ vero Mapi, quella di “Esilio di voce” è poesia che riflette sull’umano esistere, su ciò che rimane di noi: è estrema, ma la voce che non tace…dice, sfida il silenzio e le stelle… con grande compostezza. Per questo ho voluto dedicare a F. Marotta i versi di Rilke.

    Rosaria

  11. “… come adornare sbrinati specchi col battito salino di una pupilla naufragata”
    siamo riflessi all’interno di una superficie che diventa sempre più sottile, più la guardi più si ritira, ma dove siamo veramente, lo percepisce solo il poeta. Lo percepisce, senza saperlo… che gioco!

  12. monica martinelli | febbraio 11, 2012 at 17:06 | Rispondi

    Molto belli e intensi questi testi di Francesco Marotta che ho letto con grande interesse. Sono bozzetti di vita e percezioni di stati d’animo che si schiudono su immagini suggestive in un significativo intarsio tra parola e suono.
    L’acuta nota critica di Rosaria Di Donato arricchisce i versi presentati, è poesia su poesia, la sua chiarezza e sensibilità sono davvero illuminanti e generose.
    Grazie a Rosaria e ad Abele.
    un saluto
    Monica

  13. Loredana Savelli | febbraio 11, 2012 at 17:17 | Rispondi

    Intanto colpisce il titolo, un rinvio immediato, una scorciatoia verso la poesia.
    Nella recensione si coglie un passaggio molto suggestivo:
    “le labbra pronunciano parole sorde, emettono suoni che sfidano il rumore di fondo, ma che, inesorabilmente, tornano a noi come un boomerang, come un ritmo che ci cattura e ci lega a sé stregandoci, colmandoci di senso, ma che non ci inganna, non ci illude”.
    I versi dei Marotta riportati sembrano confermare questo disincanto di fondo, forgiato da un dolore cosmico e umano.
    Eppure, come afferma Rosaria di Donato, dalla parola si parte e si torna in questa proposta poetica: non c’è invito migliore alla lettura!

  14. rosaria di donato | febbraio 11, 2012 at 19:23 | Rispondi

    Carissimi Lorenzo, Monica e Loredana le vostre riflessioni arricchiscono lo sguardo con cui ho cercato di “leggere” la poesia di Francesco Marotta e lo completano. Vi ringrazio.

    Rosaria

  15. Giancarlo Locarno | febbraio 11, 2012 at 21:29 | Rispondi

    Le poesie sembrano tracce lasciate dalla puntasecca sulla lastra, ogni parola è un’incisione, un’abrasione.
    L’insieme dei segni delimita il poco che siamo dentro lo spazio e la voce infiniti, nello stesso tempo questo poco si staglia nella sua dignità di canna pensante, o meglio, in questo caso di canna parlante .

  16. rosaria di donato | febbraio 12, 2012 at 18:56 | Rispondi

    Sono d’accordo con Giancarlo Locarno nel dire che la voce poetica di Francesco Marotta riduce lo spazio del Nulla riempiendolo di un’eco umana che testimonia presenza e pensiero. Vigile la parola, seppure fragile e ferita, canta un mondo, un modo di essere.

    Un saluto,

    Rosaria Di Donato

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