(Calling Orson) Mezza Notte

 

*

HAPPY BIRTHDAY

Due gattini rossi
e uno strano alfabeto di gesti.
Poche parole per capirci,
da sempre.
Oggi.
Sì, è oggi.
Ti vedo il sole in una mano
e dentro un fiore la tua voce di ragazza
che canticchia tra nuovi petali nascenti.
Se potessi disegnare
il fascino di una rosa,
riporterei certo qui qualche tuo verso
sempre sfumato e potentemente obliquo
come il respiro racchiuso
dal tuo nome color magenta.

10 Comments on "(Calling Orson) Mezza Notte"

  1. Bello questo fiore-voce, rosa di versi (come gli scintillii rosati, a iride, dell’immagine). E’ molto dolce, di quella tenerezza che trasmette forza nitida.

    un caro saluto!

  2. rosaria di donato | febbraio 6, 2012 at 08:25 | Rispondi

    Versi-colori.

    Rosaria

  3. L’importanza di ogni singolo oggi. ” Oggi. si, è oggi. ” bellissima.

  4. Giancarlo Locarno | febbraio 7, 2012 at 07:41 | Rispondi

    E’ una bella poesia che sembra scritta in quella lingua muta dei gatti, solo immagini,
    anche la voce da scansione di tempo diventa immagine sparsa su una superficie,
    e anche il respiro diventa un colore vitale sanguigno e primario.

  5. Concordo con chi mi ha preceduto: è perfetta così, delineata dal calore e dal colore in ogni immagine e con quel tocco di rosso finale che non poteva mancare. Bellissima anche per me.

  6. E’ fatta di chiarezza ed essenziale semplicità, questa poesia. Leggera, imponderabile nei versi che trovano una calda similitudine con quel magenta finale: una chiusa molto bella.
    Margherita dice che evoca dolcezza. Credo proprio sia la dolcezza uno degli elementi importanti del testo. Versi melodici che entrano in intimità col lettore. Versi di luce soffusa, quasi quasi sussurrata più che emanata…
    Davvero bella, cara Mezza Notte:-)))

    Un abbraccio tutto per te. Un altro per gli amici ed autori presenti.
    Grazie di cuore,

    Nina

  7. Rimango muta davanti alle vostre bellissime parole ed anche alla vostra empatia per quel colore che mi è balenato netto pensando al suo nome. Colore che in questa accezione assume la sua forza e valenza di colore primario caldo come un sole e dell’ inscalfibile bellezza di un fiore. Grazie infinite a voi tutti, fermamente convinta che le vostre personali visioni vadano ad arricchire immensamente il mio pensiero. Bianca

  8. Chissà se Mork e Orson non erano dei gatti, rossi.
    Grazie Bianca.
    Abele

  9. Per il loro essere teneri, possono proprio essere gattini rossi. Grazie a te Abele per l’ospitalità e per le belle letture offerte in questi spazi. C’è davvero del buono. Un abbraccio, Bianca

  10. Mork e Orson erano sicuramente in ascolto ma devono aver preferito fare finta di nulla, leccandosi i baffi… dice Giancarlo “scritta in quella lingua muta dei gatti”… un messaggio e dei versi dolcemente luminosi, bello rileggerli
    D.

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