Domenica Luise – Poeti per don Tonino Bello: Abele Longo

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Abele Longo ha avuto don Tonino come insegnante al liceo e ne ha ricevuto l’orma indimenticabile. È sua l’idea di questa raccolta poetica in memoria del maestro di vita. Quando ho avuto il nostro libretto fra le mani subito mi è venuto il pensiero che adesso si ripete: chissà se un giorno, tra i miei ex allievi, ci sarà qualcuno che si ricorderà anche di me. Reputo tragica e un po’ infantile questa voglia di essere ricordati eppure non posso sottrarmi.

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4 Comments on "Domenica Luise – Poeti per don Tonino Bello: Abele Longo"

  1. rosaria di donato | gennaio 24, 2012 at 19:03 | Rispondi

    Molto elegante “Ai tempi delle botteghe”, ha la struttura di un sonetto, è un sonetto. Il testo coniuga in sè la raffinatezza stilistica con il sapore di un tempo altro in cui, nelle relazioni uomo/donna i ruoli erano ben definiti, fissi. Il lavoro era manuale, artigianale e i luoghi, la bottega, la città, la bettola, la casa avevano una funzione specifica: ogni cosa avveniva nel posto giusto. L’attività, la cura domestica, la vita familiare, lo “svezzamento” maschile, il divertimento all’osteria rispondevano ad uno schema preciso, “antropologico” che donava consapevolezza a ciascuno. “Malafede naturale” la definisce Abele nell’ultima terzina che chiude la poesia come un adagio.
    “Volpi” è un testo più complesso, sperimentale, composito nel linguaggio e nell’ intreccio dei riferimenti testuali. E’ costruito su più piani, su più “confini”. Trae ispirazione da un macabro fatto di cronaca ed ha un ritmo duro, spezzato che narra più storie. Sembra sentirlo il rumore dei denti dell’animale che ringhia mentre addenta i resti del cadavere di un bimbo povero, figlio di una periferia urbana, sepolto nella bara di cartone e non di ulivo: “hear them eating me/their growling teeth/their ghostly breath”.

    Grazie Abele per “La Versione di Giuseppe”, grazie per la tua poesia!
    Un saluto a Domenica Luise,

    Rosaria

  2. lì un mio commento…

  3. “ascoltare” la poesia è come sentirla farsi altro ancora, diventare carne.

    da qui, purtroppo in corsa, un ringraziamento a domenica luise per la lettura approfondita che compie e che rende possibile un ulteriore aprrsi dei testi della raccolta.

    ciao, un abbraccio.iole

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