Domenica Luise – Poeti per don Tonino Bello: Cristina Bove

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Quando si legge la poesia di un autore bisogna guardarsi da alcune apparenze: per esempio una semplicità espressiva, che invece è condensazione di vita oppure dall’uso di parole poco abituali, antiquate o rare, che invece sono ansia espressiva.

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3 Comments on "Domenica Luise – Poeti per don Tonino Bello: Cristina Bove"

  1. Tutta la mia ammirazione a Mimma per come riesce a cogliere il senso più profondo di un testo poetico.
    Questo è particolarmente “semplice”, alquanto lontano dal mio poetare solito, ma forse è quanto occorreva perché affiorassero precisi ricordi di un vissuto sofferto, una infanzia di privazioni che però mi ha permesso di comprendere che non c’è poi tanta differenza tra allora e oggi: la povertà esiste perché da sempre la ricchezza è dei pochi che sfruttano i molti.
    Credo che questo fosse anche l’intento di Don Tonino Bello.
    Io l’ho recepito così.
    Grazie dunque, cara Mimma.
    e grazie ancora ad Abele.

    cri

  2. rosaria di donato | novembre 5, 2011 at 15:38 | Rispondi

    E’ attuale la poesia di Cristina Bove che parte da un vissuto personale, dai ricordi di un’infanzia genuina e colma di cose semplici, essenziali per giungere a denunciare il nostro vivere colmo di beni materiali, anche se non per tutti! Il nostro tempo ingiusto e vuoto che ignora i bisogni e i diritti dei poveri, degli esclusi, degli ultimi.
    Magistrale l’interpretazione di Ippolito Chiarello…anche con i rumori di sottofondo.

    Un saluto grande,

    Rosaria

  3. L’interpretazione di Ippolito è eccezionale, dobbiamo ringraziarlo insieme per quanto ci ha donato, naturalmente anche la fisarmonica ha fatto la sua parte, c’è un’atmosfera speciale su quel palco, mi emoziona. Le poesie, nella dinamica del libro, sono sorprendentemente diverse e contemporaneamente coese. Si vede subito che ogni autore cammina a briglia sciolta, libero. La comunità d’intenti non ha reso tutti livellati e questo regalo è dovuto all’intelligenza di chi guida, che non subordina a nulla la poesia. La poesia di Cristina è deliziosamente materna, offre il pane ai lettori, ed io l’ho amata ed ho assaggiato.

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