Leonardo Selvaggi: Con Rosaria Di Donato…

Con Rosaria Di Donato

 

POESIA DAPPERTUTTO

I

     La poesia di Rosaria Di Donato tutta improntata al senso di purezza sentimentale, in espressività ritmica, con naturalezza di impeti, si fa inno elevato di preghiera, di ispirazione a vedere un avvenire di giustizia e di pace in un mondo in evoluzione, coinvolto in guerre di potere, con costumi dominati da egoismi, da contrapposizioni sociali. Una poesia che vuole spazi liberi, con tutti i pensieri e le immagini che fermentano dentro, senza abbellimenti, con sostanze genuine. Spontaneità intuitiva che non conosce artifici, arriva erompente come getto d’acqua cristallina dall’alto delle rocce per entro la salubrità dell’aria. Tenuità di forma e nel contempo densità e pienezza di contenuti: abile fattura delle parole che passano con il lavorio della lima, squadrate e collocate come epitaffi con significazioni risonanti che prendono l’animo e tutta la persona. Con dignitosa fermezza i versi dicono quello che si pensa, hanno compostezza, parlano chiaro. Entrano nel cielo e sono pieni di fatti terreni, di amarezze, sempre fede e speranza con i tormenti interiori che vengono dalle catene delle contraddizioni. La poesia di Rosaria Di Donato è cresciuta all’aperto, non si afferra entro i limiti. Vive di libertà e di interezza. Si è tornati alle forme dell’innocenza, dell’immediatezza dei momenti. Un esilio è la vita di città. Nel cemento armato fra pilastri si avverte sempre più breve lo spazio. I versi tendono verso le altezze, fuggono le frammentazioni. Il volume “Lustrante D’Acqua” ha una poesia attenta alla realtà di oggi, piena di malevolenze, ingannevole, sempre più priva di certezze: ci si muove entro terreni infidi, impantanati, “delitti impuniti/delitti perpetrati contro la vita/nulla vale l’essere umano”. Si va come automi, “consumiamo  il non-pensiero/la folla ci opprime”. La razionalità richiama principi morali, debella l’egoismo che fa andare con l’ingordigia l’uno contro l’altro, la poesia si ribella, con furore proietta se stessa con addosso sentimenti ed essenzialità. Andrebbe nel fuoco, si butta a scavezzacollo, senza paura  di lacerazione, per rimanere con la voce forte che si sente lontano. Impetuosa e dominatrice con il cuore che si porta dentro. Si ha “il desiderio di rifugiarsi/nella città di dio/celeste  gerusalemme/di diaspro e lapislazzuli/fatta d’amore e sogno”. La poesia ha moto purificatore,mette in risalto i peccati e stimola ad essere consapevoli che ognuno di noi non ha mai fatto tanto per sé né per gli altri. Tanta incomprensione ha obnubilato le coscienze, non ci siamo capiti, non abbiamo voluto riconoscerci simili, creando isolamenti: come fantasmi siamo andati, non tessendo quei necessari rapporti che consentono vicendevoli scambi di energie, la solidarietà che rende la vita prolifica, costruttiva, pronta ad avviare progetti di civile progresso. Nullità si sono messe in campo, vanità che non hanno quei momenti che sono utili per ampliarci come spirito, per risanare quelle abulie che non fanno essere audaci e vigili in ogni circostanza.

 

II

     I pensieri poetici di Rosaria Di Donato vanno all’umanità che si vuole rinnovata, restaurata, risollevata dall’aspre, selvagge lande in cui ci si muove oggi per tramare insidie. La realtà umana se non segue i giusti dettami si sgretola, instabile la vita si perde nei dirupi, ogni equilibrio si rompe, si ricorre alle guerre, alle atrocità: “niente sopravviverà/solo il cielo resterà/immobile a fissare/le macerie”. La raccolta “Lustrante D’Acqua” di Rosaria Di Donato è stata pubblicata da Genesi Editrice nel 2008 con un’ampia prefazione di Sandro Gros-Pietro, critico fra i più noti per ricchezza di pensiero e fine intuizione nell’interpretare i vari momenti della letteratura contemporanea. Molto illustrativa una nota sintetica di Domenico Defelice della condizione dell’essere umano eternamente preso tra ansia di fede ed una realtà che si vive da sempre tormentatrice e immutabile.

     La poesia di Rosaria Di Donato si muove in ambito socio-politico, si raffina in moti spirituali, quando oppressi  le sofferenze portano sconforto e disgregazione. Il mondo vacuo si sostiene con le ipocrite apparenze, gli orgogli che rendono il nostro pianeta in gran parte un deserto in cui langue gente inerme, diseredata. “Scuote l’anima” ogni nefandezza. Abbiamo una poesia corale che richiama volontà e riflessione sulle distruzioni dei campi di sterminio che rinnovano senso di orrore pensando a “innocenti riversi/lividi come pietre tumefatte al fuoco e arse e fuse”. Orribile “…ricordo che/non si scolora anzi si fa memento ad ogni istante”. La ferocia come serpe in agguato è sempre pronta a venir fuori, l’istinto belluino alligna nel profondo dell’uomo.

      Cadono negli abissi del mare i clandestini che vogliono vita e libertà, “gente condannata a non esistere”. Il nostro tempo vorace non ha spiritualità, ma realtà perverse, un materialismo invadente, avido, famelico, alimentato dalla violenza, tutto rozzo e volgare, tutto intinto di lussuria. La vita fatta a pezzi, si assalgono condizioni contrapposte che ci corrodono, rendendoci esseri inani. Impera nell’epoca tecnologica squallida e confusa “la contraddizione/che uniti vede gli aggettivi/global e diseredato/che opposti vede i sostantivi/libertà e perduto.

III

     Nella poesia di Rosaria Di Donato vive l’umanità con gli aspetti più veri che si fa eterna storia, stimolatrice di processi che vanno in sviluppo sentimentale e civile. Il volume “Lustrante D’Acqua” esprime concetti e principi che troviamo in precedenti raccolte:”Immagini” (1991), “Sensazioni Cosmiche” (1993), “Frequenze D’Arcobaleno” (1999). Versi che sono incisi come su lastre di marmo, escono animati, con icasticità si imprimono nella mente di chi legge. Religiosità con accenti di indignazione, “caina attende/i folli traditori/caina è qui/non-luogo poetico”. Uno scontro con la poesia denudata che vive per le strade, panteistica, si apre con la faccia ampia dell’amore: le lacrime dalle strette lancinanti in una esaltazione, vibranti per le parti più profonde. Indifferenza, realtà fatte di pietre, voci che paiono interrate, che non hanno parole, ambienti amorfi. L’espressione lacerante ed altisonante di Anna Magnani che presa dai sentimenti più forti corre verso la libertà ritornata. La luce nell’arte di Gassman che dalle scene si illumina con i grandi significati della vita e delle verità umane. Il nostro tempo anonimo e informe; sordità, acredine di questo mondo. Avversate le buone inclinazioni degli animi inquieti, arrovellati mani e pensieri. Rifulge sopra questa realtà angustiata e contorta la poesia della raccolta “Lustrante D’Acqua”. Si piange la fine della coerenza, sulle ipocrisie che stravolgono i visi che non riconosci. Ardore e resistenza, realtà e psicologia in intrecci si trapassano e vengono fuori speranza e meditazioni fermentate di vita. Bontà e modi semplici scomposti nel nostro tempo. Non si conosce il vero che è dentro le profondità. Non andiamo oltre i comuni modi di essere involgariti e logori. Siamo lontani  dagli slanci dell’arte di Rosaria Di Donato che in estasi sogna le dolcezze della vita in un mondo di fratellanza. Sempre vane ombre le nostre attese, le brame divoratrici sono come fiamme che scoppiettano tra gli aridi sterpi delle superfici. I versi spesso diffusi con suoni sommessi in pause di silenzio: l’animo in sommovimento anela momenti di benessere per gli umili. La poetessa fa sue le sofferenze degli altri, vorrebbe spartire le ferite, compenetrandosi in un tutto insieme. Le testimonianze dei grandi personaggi sono energie combattive che non temono le violenze più inaudite. La figura di Giovanni Paolo II giganteggia, avvolta da celestiale aureola, la sua vita è una storia di dedizione, di perdono, di generosi afflati, di perseveranti azioni per il bene dell’essere umano,”va tenuta in pugno/guidata illuminata/…/consegnata agli uomini /di buona volontà”.

     Cristo, rigeneratore dell’umanità con i miracoli e con il martirio, si irradia per ogni luogo, come “centro del mondo”, intorno “terra fiorente/irrorata” di bene, il suo insegnamento ci rende “forti contro il male/immuni dalla tentazione”…,in purezza di spirito, slanciati per le altezze del cielo. La terra diventa con Cristo redentore paradiso, raggio di sole, amore che tutto vince e trasforma, distrugge le solitudini. Sempre nelle battaglie avvertiamo addosso la presenza di Cristo, come avvolti dal calore del suo amplesso, dal senso del divino. Per Rosaria Di Donato Cristo è vita, bellezza del mondo, trionfo della fede: ci soccorre nei momenti infausti, sbarra vie nuove, e noi andiamo a dissetarci ai suoi messaggi “come un gregge smarrito/nell’attesa che il sole/trionfi”.

IV

     Con senso di infinito e di saggezza Rosaria Di Donato vede possibile un’apertura spirituale che spazza via dal malcostume intolleranza e fanatismo, instaurando rapporti   di reciproca vicinanza. Intercomunicabilità e immediatezza di colloquio, idee comuni che passano dall’uno all’altro, pervengono a mete di solidarietà, “…le parole potranno/accendere il giorno/adescare la vita”. Azione e sentimenti abbattono tenebre ed incomprensioni. Un processo di lustrazione di tutto ciò che è terreno, fuori da ogni stasi ed inettitudine vive nella poesia di Rosaria Di Donato, fa sentire tutti come rinati “in corpo e spirito”.

      Personalità non appariscente nell’opera “lustrante D’Acqua”, fonte di vita, stimolatrice di lotta, visione di un mondo rinnovellato. Poesia magnificata in libertà, densa e fluente, nata da un operare continuo, assillato, da cammini estenuanti, da pensieri selezionati, da affinamenti: “costa fatica la poesia/fatica d’essere/fatica d’esistere ogni giorno…”. Nelle accidentalità hanno sorretto le virtù ed il senso del sacrificio per anni interi e lunghi. Con i sogni e le illusioni una poesia che è luce nei momenti di inquietudine, quando smarriti sembriamo di non essere più noi. Per un futuro migliore, per avere un mondo giusto una continua lotta ci deve portare avanti nelle realizzazioni. Non un’ascesa metafisica della fede in assoluto, ma una fede operativa in un rapporto di concretezza con la realtà. Nella lotta di ogni momento occorre trovare un equilibrio fra gli opposti, accettando il divenire, il coraggio di guardare anche l’abisso, senza fuggire verso l’alto con l’illusione di raggiungere il cielo. I modi saggi vanno usati davanti alle barbarie, l’arroganza potrebbe cadere nello scetticismo e avere un comportamento diverso con il debole. Non si deve andare da un’irrazionalità ad un’altra, dalle aberrazioni della violenza alla fede pura che sarebbe un allontanarsi dall’esistenza, desistendo dal necessario confronto con quanto ci sta contro: Importante è rimanere nell’ “…impatto quotidiano/con la vita”.  La poesia di Rosaria Di Donato che apre la strada della consapevolezza, della razionalità, materia e spirito sono in una circolarità, l’una alimenta l’altro. Si vuole la naturalezza del vivere, una vicinanza fra la realtà che subisce cambiamenti e ciò che è resistente nel nostro essere, conquista, azione, intelligenza. Correlazione fra potenzialità e atto per avere una convivenza più umana, svincolata da differenziazioni, da classismi, uguale dignità e diritto alla vita per tutti.

V

          La poesia di Rosaria Di Donato è esistenzialistica, dinamica, di movimento, diretta verso dimensioni che sanno di qualità: vanno frantumati i malesseri degli umili per avere più forte il senso della Divina Provvidenza, che è amore-protezione per ogni essere. Vicinanza alle leggi della Natura, fonte di alimentazione, parallelismo e simmetria come spontaneità, organicità di aspetti, corrispondenza di forme. Di qua e di là non mancano espressioni ermetiche, si penetra nelle parti oscure, negli anditi aggrovigliati del reale con la magia dei pensieri che porta a scoprire significati inavvertibili. Allora ci ritroviamo con la poetessa Rosaria Di Donato nelle pause meditative, osserviamo il presente mutato, scrostato dal tetro e dall’amorfo, ci sentiamo illuminati dal senso del mistero che ci è addosso; sprofondati in noi capiamo meglio il prossimo, siamo meno egocentrici, meno malvagi, meno corrotti. Stressati, come soffocati, sempre ostacolati dalla realtà con le sue solitudini e precarietà. Stretti in una prigione, “il muro ci separa”, l’azzurro lontano “non invade l’anima”. Le fatiche della poetessa nella ricerca delle verità mirano ai grandi esempi che sono faro per la nostra vita.

      L’illustrazione in prima di copertina che spiega i significati del titolo della raccolta poetica sintetizza tutto il pensiero di Rosaria Di Donato, i suoi aneliti che portano a vedere in luce di primavera il mondo come ricomposto dopo le tempeste. Una purificazione dalle laidezze di ogni forma che ci sono intorno, si vogliono più ravvicinati anima e corpo, terra e cielo. La spiritualità che si trae dall’esistenza combattuta con spinte eroiche trova il  suo trionfo nei momenti di canto altisonante della poesia di Rosaria Di Donato. Sangue versato e grida di vittoria dei sentimenti più prorompenti, inestinguibili della natura umana. La poesia che è inno di amore in tutte le sue manifestazioni ci rinnova, “la vita rifiorisce alle radici”, come un terreno ubertoso fa tutto germogliare sopra. Quando da torturati stati esce fuori dilaniata, trova se stessa in tutta la sua pienezza: è un fiume in piena che tutte le fosse ricopre, rinverdisce tutti i luoghi, appiana discontinuità, allevia ferite. Le poesie del volume “Lustrante D’Acqua” vengono incontro, le vediamo “sepolte nel cuore/fedeli compagne di una vita”, sempre pronte a rinvigorire i nostri giorni nella loro continuità per gli orizzonti più ampi sperati.

Torino, 15 settembre 2010

Da LUSTRANTE D’ACQUA:

 

 

lager

se penso agli ebrei che nei campi di sterminio

salmodiavano un fremito m’attraversa e un grido

scuote l’anima perforata come la croce al ricordo

del massacro compiuto in nome di follia omicida

.

la loro preghiera è la nostra è lo stesso verbo fatto

carne mentre migliaia morivano innocenti riversi

lividi come pietre tumefatte al fuoco e arse e fuse

e dissolte fino a divenire solo triste vicenda e fatto

.

di memoria collettiva tetro e fondo come il centro

del mondo ma forte e vivo come un ricordo che

non si scolora anzi si fa memento ad ogni istante

e dice bada uomo che non succeda ancora

.

con altre vite altri fatti altre cose che non sai

.

rivivere l’infamia

inimmaginabile nefandezza

saetta che fulminea piombasse

a incenerire il mondo a rabbuiarne la sorte

*

altro ci vuole

seppure avessi le parole non direi

canterei piuttosto la speranza

disegnando su una tela l’infinito

componendo suoni e pause col silenzio

raccontando a gesti la mia vita

che raccolgo in fonde ceste di dolore

canto sonoro muto il divenire

la cronaca non aiuta a vivere

altro ci vuole

*

virgo de guadalupe

virgo de guadalupe

nei tuoi occhi si specchia

lo spazio celeste

nel tuo grembo

fiorisce la speranza

.

ai tuoi piedi accorriamo

come un gregge smarrito

nell’attesa che il sole

trionfi

.

tu

porta del cielo

.

tu

primo fiore dell’inverno

*

confini

il tempo non cancella i ricordi li acuisce

sottende un filo che può anche soffocare

se l’alacre inventiva non si fa operosa

e pia seguace del flusso inarrestabile dei passi

giunti al bivio di un fatale compromesso

sospesi tra l’essere ed il morire

.

amletica questione si può dire

se non fosse che il cranio è andato infranto

in un pulviscolo sottile

che la vendetta non paga il dubbio esistenziale

consunto nelle viscere contratto al tatto

ma a pieno reso nel respiro

sospinto ogni momento nell’impatto quotidiano

con la vita e col silenzio

.

l’accendersi dei giorni e delle ore

come appoggiate sopra una ringhiera

balaustra senza fiori né uccellini

che corre lungo il bordo dei confini

muri-recinti e inesplorati varchi

di un orizzonte incerto e poco chiaro

.

mancanza d’essere diresti

eppure anche il vuoto è vano

Rosaria Di Donato

 
ISBN: 978-88-7414-125-8

Rosaria Di Donato 
Lustrante d’acqua
anno: 2008
pagine: 64
prefazione: Sandro Gros-Pietro

http://neobar.wordpress.com/2009/11/12/leonardo-selvaggi-il-mio-esilio-rosaria-di-donato/

21 Comments on "Leonardo Selvaggi: Con Rosaria Di Donato…"

  1. Sono passati venti anni dall’uscita di “Immagini”, il primo libro di Rosaria, pubblicato nel settembre 1991. “Venti anni di AMORE ININTERROTTO, di PASSIONE per la poesia” dice Rosaria, che noi siamo felicissimi di festeggiare con lei. Della poesia di Rosaria ribadisco la limpidezza; della persona, che ho avuto modo di incontrare, la squisitezza.
    Auguroni, Rosaria.
    Abele

  2. Grazie Abele, è una sorpresa bellissima.! …e poi…è bello vedere semi del passato e incontri di ieri e di oggi germogliare…Sono davvero felice per l’esistenza di tante persone operose che credono, che scrivono il loro mondo e che hanno il coraggio di condividerlo ignorando le mode! Penso che investire sulla parola e sul pensiero sia un grande segno di civiltà!

    Un caro saluto,

    Rosaria

  3. Un caro saluto, e grazie di questo brano che non solo fornisce una chiave di lettura interessantissima, ma richiama anche i primi lavori di Rosaria, cosa molto utile per chi come me la conosce relativamente da poco.
    Grazie.
    Francesco t.

  4. è una poesia che attraversa la mente poi prende la strada per il cuore.
    grazie Rosaria di averle scritte.
    grazie di avermi dato modo di leggerle, Abele.

    cb

  5. Loredana Savelli | settembre 28, 2011 at 14:10 | Rispondi

    Bellissimi versi, mi ha colpito soprattutto “confini”, ma tutti vibrano anche attraverso la purezza della forma, l’efficacia del lessico misurato e preciso. Sembrano voler affermare la vita, sempre e comunque, con ostinazione anche quando non ci sarebbero le condizioni per coltivare la speranza (vedi “lager”). Credo di intuire che una forte tensione religiosa sorregga lo sguardo di Rosaria, intendo con questo uno sguardo di serenità e di amabilità che sa andare oltre la piccolezza, lo squallore e la “gratuità” del male. Questo colgo dal suo canto sommesso eppure penetrante.
    Complimenti e un saluto a Rosaria.

  6. tu

    porta del cielo

    tu

    primo fiore dell’inverno

    *
    Loredana ha ragione. Sento anch’io le radici della speranza, malgrado il passato ci abbia portato “orrore orrore orrore” e il presente – pure. Trovo una sorta di apparentamento tematico legato a LAGER. Mi spinge, ora, il desiderio di farti leggere la mia Annelies (Anne Frank), un libro in cui la ritroviamo “donna” – la donna che non è mai stata.
    Ci ho pensato io a farlo:-) Idealmente ho continuato il suo “Diario” – proseguo del precedente – totalmente diverso dai vari “diari” trovati, censurati, poi stampati integralmente… (Scusa se mi sono permessa di entrare nell’argomento, portando alla luce un discorso che mi premeva farti… ).
    *
    E’ l’amore che percorri in questi brani: l’amore che nasce già salvazione. E trovo che l’elemento Acqua trasporti te e le tue parole con “libertà”. Mi fai venire in mente alcune foto surrealiste di Jerry Uelsmann… descrivono meglio ciò che voglio dire.

    La penso come te. Ovvero: che “… investire sulla parola e sul pensiero sia un grande segno di civiltà… “. Mentre Politica e Arte dovrebbero stare ben lontani…

    Un abbraccio forte,
    Ninette***

  7. PS: Sciascia e Levi sono sempre stati presi di mira dalla critica “opinionista” (e non), solo perché non scendevano nelle piazze – ma “scrivevano” e “denunciavano” con le loro opere “comodamente seduti nelle loro poltrone” (Erri De Luca… articolo/intervista, Corriere della Sera, 2005… Ancora lo conservo per l’indignazione!).

    Come si fa ad accusare Levi di essere stato un borghese piccolo piccolo?
    Come è facile demolire Sciascia perché politico, magari anche colluso, ed anche lui rappresentante di certa borghesia altolocata?
    Lo sa la famiglia di Sciascia quello che insieme hanno dovuto passare… Poi, un giorno, arriva Erri “il mistico”, e dice cose orribili su queste due grandi figure della letteratura italiana, come fossero peggio di delinquenti comuni, come avessero la loro parte di “responsabilità” in un’Italia che non funzionava.
    Funzionava alla grande l’Italia di De Luca, come no? Con bombe e attentati, come no?
    E poi … i grandi Ideologi …

    Mi fermo qui, perché divampa Neobar!!!

    Torno alle mele…
    🙂

  8. Ringrazio sentitamente Francesco, Cristina, Loredana e Nina per aver voluto commentare le parole di Leonardo Selvaggi e i miei testi i quali, a dire il vero, almeno per quanto riguarda “lager” e “virgo de guadalupe” sono scanditi in strofe e non scritti di seguito -senza spaziature- . Ma non importa perchè il significato rimane comunque evidente.
    Vi sono grata per i vostri interventi così motivati, ma ancor di più a Selvaggi il quale ha voluto soffermarsi così intensamente e in modo ampio sul mio lavoro di anni. Ripercorre infatti le mie quattro raccolte con grande profondità di lettura. Penso che lo chiamerò al telefono per informarlo di questo post.

    Grazie a tutti voi!

    Rosaria

  9. Sono davvero felice di rileggerti in questa sede Rosaria, e ben più felice della recensione di Selvaggi, dei commenti degli amici e dell’intervento di Nina. Lo meriti proprio amica mia, solare e appassionata. “Poesia fatta persone” hai quel giorno a piazza dell’Alberone, quando assieme a Lucianna Argentino si è parlato tanto di poesia, e la vedevo negli occhi scintillanti, nei gesti, ovunque cosparsa attorno a noi. Che bella giornata!
    Grazie Rosaria, grazie di tutto!

  10. Cara Rosaria,
    credo di aver esagerato nella seconda parte del commento, e me ne dispiace.
    Ho portato in luce un argomento poco, ma davvero poco, adatto al post.
    Ti prego di scusarmi.

    Un bacio,
    Nina*

    *
    Sebastiano:-)))

  11. Lucianna Argentino | settembre 29, 2011 at 07:45 | Rispondi

    Davvero intenso e profondo il saggio di Leonardo Selvaggi che tocca i punti fondamentali della poesia di Rosaria evidenziandone le tematiche e restituendocela nella pienezza della sua forza espressiva. E allora aggiungo tanti tanti cari auguri a Rosaria per questi 20 anni di poesia che con lei condivido in quanto anche il mio primo libro “Gli argini del tempo” è del 1991! E un saluto al caro Sebastiano che spero di rivedere presto!
    Complimenti dunque a Rosaria e un abbraccio. Lucianna Argentino

  12. Grazie Lucianna! ricambio di cuore gli auguri e spero che il nostro cammino di poesia sia ancora lungo e fecondo! Un abbraccio a Sebastiano, Nina e…a tutti i compagni di viaggio,
    Rosaria

  13. Fino a quando dovremo riempire queste ceste di dolore, cara Rosaria, non è dato sapere, busseremo senza tregua alle porte del cielo, scaveremo nella terra dove fioriscono le parole, piangeremo gli oceani e divoreremo ogni nuvola

  14. Lorenzo, le tua parole al con-fine tra prosa e poesia, dicono chi è il poeta.

    Un pensiero immenso,

    Rosaria

  15. una disamina molto interessante che, e riprendo il commento di Francesco T., consente di seguire da vicino (e da lontano…negli anni intendo) la poesia di Rosaria, che trovo, anche in questi testi, chiara a dire del limite (anche doloroso acuto frastagliato) di questa realtà che ci appartiene, ma anche della tensione (nn grave, semmai aerea – trama o “tela di infinito – e di speranza) al suo superamento: “seppure avessi le parole non direi /canterei piuttosto la speranza/disegnando su una tela l’infinito non solo della realtà”

    perché, e lo sintetizza benissimo in questo distico: “mancanza d’essere diresti /eppure anche il vuoto è vano”

    un caro saluto, un grazie, un abbraccio.

  16. Cara Margherita, grazie per il passaggio e per la tua lettura così penetrante.

    A presto,

    Rosaria

  17. monica martinelli | ottobre 3, 2011 at 12:16 | Rispondi

    Questo saggio di Leonardo Selvaggi ha attentamente evidenziato gli aspetti più significativi della suggestiva poesia di Rosaria Di Donato e ne offre una chiave di lettura esplicativa e stimolante. Conosco Rosaria e la apprezzo per la sua coerenza, sincerità e gentilezza, elementi che caratterizzano anche le sue liriche giacché sente e vive la poesia con tutta sé stessa. La sua è una poesia lieve ma vibrante, esplorativa, di forte istanza religiosa e di spiritualità umanissima e generosa, poesia diretta e profonda che induce alla riflessione, e pare quasi che rifletta gli eventi del cielo sulla terra e li traduca in versi. La poetessa è consapevole – e ci ricorda – che la poesia soccorre, sorregge e infonde coraggio, alla ricerca continua e dinamica della verità. Molto belle e intense le poesie presentate, in “lager” c’è tutta la forza dell’indignazione contro “il ricordo del massacro compiuto in nome di follia omicida” che diventa monito e invocazione. Come ha osservato Selvaggi, la poetessa fa sua la sofferenza (sia quella d.’animo che quella fisica) degli altri, è il modo per “varcare la solitudine”: “…raccontando a gesti la mia vita/che raccolgo in fondo ceste di dolore..”, si chiede se le parole, i suoni abbiano un senso: “..la cronaca non aiuta a vivere/altro ci vuole” (da “altro ci vuole”); se la vita stessa abbia un senso, quanto meno per serbarne la speranza: “..giunti al bivio di un fatale compromesso/sospesi tra l’essere e il morire…mancanza d’essere diresti/eppure anche il vuoto è vano” (da “confini”). Voglio qui ricordare i versi della poesia conclusiva della sua bella silloge “Frequenze d’arcobaleno”, un vero messaggio di speranza: “noi qui/a stento contare/le sillabe/nel ramo fiorito/cercando primavere” (Epilogo).
    Un caro saluto
    monica

  18. Grazie Monica per la tua sensibilità e generosità nel giudizio. Anch’io stimo la tua trasparenza, il tuo impegno.

    Un caro saluto,

    Rosaria

  19. La poesia di Rosaria è davvero un sorso d’acqua di sorgente che lascia un senso di pulizia morale e spirituale in chi la legge nonché la forza di un impegno sociale che lei ci racconta in ogni lirica
    Gisella

  20. La delicata vena di approfondimento e di esplorazione dell’essere, propria della poesia di Rosaria, qui si fa voce corale, grida in tutta la sua indignata e forte dolcezza. Questo è il pensiero che mi sovviene leggendo i suoi versi e l’ottimo studio di Selvaggi. Tra le poesie, colpisce la nuda e indifesa bellezza di “altro ci vuole”. Prevale un pudore espressivo nel testo, misurato eppure radicale. “In quelle ‘ceste di dolore’ – mi viene fatto di pensare – forse non si trova solo la vita dell’autrice…!” C’è un’umanità che vibra delle stesse ferite interiori, partecipa ed abbraccia il mistero di tanta bellezza connessa al dolore e alla responsabilità spesso tradita. Il ‘canto di speranza’ non stempera poi in una comoda quiescenza la valutazione etica. Resta sicuro e coerente il giudizio di valore che versi opportunamente strutturati, dal punto di vista formale, contribuiscono a mantenere vivo. Marzia Alunni

  21. Carissime Gisy e Marzia, avete colto aspetti importanti della mia poesia con grande acutezza. Vi ringrazio! Non penso che l’esercizio della scrittura sia fine a se stesso: se le parole non comunicano, non condividono, non trasmettono, se non sono universalizzabili a cosa serve lasciarne traccia sulla carta?…è vero, cerco di curare anche la forma nonostante i miei versi siano un “canto libero”.
    Felice di avere così tanti lettori e del vostro calibro,
    Vi abbraccio tutti!

    Buona Poesia,

    Rosaria

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