(An Apple a Day) Giancarlo Locarno: Kucing di Sutardji Calzoum Bachri

Topy

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Kucing

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Ngiau ! kucing dalam darah dia menderas lewat dia mengalir ngilu ngiau

dia bergegas lewat dalam aortaku dalam rimba darahku dia besar dia

bukan harimau  bukan singa bukan hiena bukan leopar dia macam kucing

bukan kucing tapi kucing ngiau dia lapar dia merambah rimba afrikaku

dengan cakarnya dengan amuknya dia meraung dia mengerang jangan beri

daging dia tak mau daging Jesus jangan beri roti dia tak mau roti

ngiau kucing meronta dalam darahku meraung merambah barah darahku dia

lapar O alangkah lapar ngiau berapa juta hari dia tak makan berapa

ribu waktu dia tak kenyang  berapa juta lapar lapar kucingku berapa

abad dia mencari mencakar menunggu tuhan menciptakan kucingku tanpa

mauku dan sekarang dia meraung mencari-Mu dia lapar jangan beri daging

jangan beri nasi tuhan menciptanya tanpa setahuku dan kini dia minta

tuhan sejemput saja untuk tenang sehari untuk kenyang sewaktu untuk

tenang di bumi ngiau ! dia meraung dia mengerang hei berapa tuhan yang

kalian punya beri aku satu sekadar pemuas kucingku hari ini ngiau huss

puss diamlah aku pasang perangkap di di afrika aku pasang perangkap di

amazon aku pasang perangkap diriau aku pasang perangkap di kota-kota

siapa tahu nanti ada satu tuhan yang kena lumayan kita bisa berbagi

sekerat untuk kau sekerat untuk aku ngiau huss puss diamlah.

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Gatto

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Gnaò ! Kucing –gatto il tuo miagolio fluisce nel sangue versato nello scorrere del dolore gnaò!

cade a precipizio nella jungla della mia aorta e in tanto sangue ramificato

non sei una tigre non sei una iena non sei il tipo di gatto che chiamano leopardo

non sei nemmeno un gatto ma gnaò! il grido doloroso del kucing-gatto affamato che penetra nella

jungla della mia africa con i suoi artigli furiosi e il ruggito senza il gemito tra i rami

di carne che non ha Gesù e non vuole la carne e non vuole spargere il pane e non avrà il pane tra i rami

gnaò! kucing-gatto il rombo della lotta dentro il mio sangue ribolle nelle vene affamato

ha! quello che uno gnaò affamato da chissà quanti milioni di giorni non riusciva a mangiare affamato

mille volte affamato di chissà quanti milioni di insoddisfazioni di gatto affamato dai secoli

che cercavano il mio kucing-gatto dentro che graffia senza aspettare Dio non voglio cercare la tua

fame non dare carne non dare riso Dio l’ha creato a mia insaputa e ora lui chiede a Dio un giorno solo

di sazietà mentre cerca un po’ di Dio solo per calmarsi dentro un suo giorno nella sazietà

un solo giorno di pace sulla terra gnaò!

quando ruggì gemette come un Dio

e voi qui gente qui siete qui solo per soddisfare il mio kucing-gatto ora oggi

tu gatto zitto

ho sistemato le mie trappole nella jungla della mia africa ho messo la trappola nella mia amazzonia

ho posizionato il ruggito trappola nelle vie capillari della città

chissà se c’è un Dio che possiamo acchiappare e condividere

un pezzo per me una fetta per te

adesso sciò gatto

via abbiamo chiuso

silenzio

diamlaaaaahhhhhh.

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Il testo senza segni di interpunzione e suddivisioni grammaticali sembra consentire e invitare al gioco della libera lettura e della libera interpretazione, così come libera è la mia traduzione, che non è filologica, quindi parola per parola, ma pur essendo corretta segue la mia interpretazione e il mio gusto della frase, e il lavoro è stato un puro piacere.

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e qui Kucing nella performance Video di Sutardji Calzoum Bachri: http://www.youtube.com/watch?v=DsYJWubtEbU

 

5 Comments on "(An Apple a Day) Giancarlo Locarno: Kucing di Sutardji Calzoum Bachri"

  1. non è forse così che inanella i pensieri, la mente?…
    si può scrivere di tutta la vita in un giorno, come il grande irlandese, e si può farlo anche nel tempo, ore o minuti, di una poesia…

    cb

  2. Giancarlo carissimo,
    ma è splendido il tuo Gatto… E ti dirò di più: affascinante, ritmico, giocoso – e con significati profondi. Sai, ho un racconto – niente mai è “casuale” – dal titolo “Le Chat Rouge”. E’ completamente diverso dal tuo, ma il protagonista sembra suo cugino! Inoltre si lega, come tematiche [ seppur proveniente da aree religiose diverse] a quelle che è l’antica dottrina buddhista.
    Lo posterò senz’altro: questi gnaolanti andranno perfettamente d’accordo:-)))
    Un doppio scritto, insomma…

    Dovremo aspettare qualche tempo. Ho ricevuto notizia dai miei fratelli che mia madre è stata ricoverata d’urgenza a Firenze, ed io – in partenza – avrò poco tempo e testa per connettermi su web.
    Sono a pezzi… Comunque, ti abbraccio forte e gnaò!
    Da gatto a gatto, tua
    Ninette***

    UN ABBRACCIO E UN BACIO A TUTTA LA BAND!
    PORTERO’ DON TONINO A FIRENZE, E SPERO DI TROVARE IL TEMPO PER PORTARLO IN QUALCHE LIBRERIA CHE LO ESPONGA.
    OGNI BENE,
    AriNinette*

  3. un gran bel dono, Giancarlo (e grazie a Margherita per averlo proposto). Molto bello anche il video, il ruggito/invocazione contagia non solo nel provarne la lettura di entrambi i testi (mi piace, Giancarlo, l’aver conservato termini dell’originale)ma anche come possibile pratica giornaliera, ovvero insieme alla mela facciamoci anche uno gnaò :))
    un abbraccio a Ninette e a tutti
    abele

  4. Ringrazio qui espressamente Giancarlo per avere dato polpa a questa mela gnaolante.
    Anch’io, come Abele, trovo particolarmente riuscito avere conservato termine dall’originale, così come ottimamente è stato conservato il ritmo…

    Un abbraccio forte a Nina (cari auguri anche per tua madre)
    un abbraccio a tutti, gnaò o gron gron

  5. giancarlo locarno | ottobre 2, 2011 at 20:30 | Rispondi

    Vi ringrazio tutti per l’attenzione, un abbraccio a Nina
    e uno gnaò particolare a Margherita che ha scovato il filmato e il testo originale.

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