Scritte sugli angoli: Gianluca Polastri – Il volo di Ganimedia

Chiudi gli occhi e seguimi, ti porterò

dove il vento spettina i deserti e

dove le balene si vestono d’aurora.

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Gianluca Polastri – IL VOLO DI GANIMEDIA

da Scritte sugli angoli – un’antologia di poesie di autori gay a cura di Vincenzo Errico

4 Comments on "Scritte sugli angoli: Gianluca Polastri – Il volo di Ganimedia"

  1. Sesto appuntamento di Scritte sugli angoli con Gianluca Polastri.
    Ho conosciuto Gianluca nell’occasione di un’altra antologia “Cuori smascherati”, da lui stesso curata, con la casa editrice Ananke e la Fondazione Sandro Penna, nel 2006. Quell’antologia ha un po’ indicato la strada a questa di “Scritte sugli angoli” e Gianluca ha fatto, in quell’occasione, uno splendido lavoro di ricognizione di poeti emergenti gay e lesbiche, nel centenario della nascita del poeta umbro.

    Il volo di Ganimedia è un passare sulle cose della vita con la distanza che mette bene a fuoco quello che si vede. Gianluca usa un linguaggio lieve e curato eppure dice con la forza di un Pasolini e l’immaginazione rivoluzionaria di Penna, a voler cercare riferimenti non richiesti.

    “L’attesa si fa gioco e FANTASIA nel ricercare tra gli abiti il tuo corpo”

    “In terre d’esseni ricordi non trovo la casa che cerco
    e vivo già oltre il confine”

    “… poi chiuse di fuori le stelle un congedo fra fresche lenzuola.”

    “Deponete scudi e armi, crociati della fede oh demagoghi;
    siano spenti i vostri roghi, ancora insanguinati di vergogna.
    C’è una folla che ora sogna, salita su dall’ombra dei rifugi:
    sono i martiri venuti da secoli di pianto e di galere.
    (…)
    non sono vostri feudi i nostri cuori.
    (…)
    Riscoprite il vostro Cristo, che non ha consacrato l’ignoranza;
    Non ha mai tirato pietre su chi dal sesso ha tratto il suo piacere;
    lui più sterile di prole che di parole semplici e preghiere.
    Ha vissuto in mezzo agli altri, con quella sua famiglia un po’ speciale:
    fatta solo d’amicizia di sentimenti veri e amor leale.
    Forse il primo traditore non è quel Giuda, spesso querelato,
    ma chi il verbo ha trasformato in uso gravemente sciagurato.”

    “Senti nell’aria che sfiora le foglie il desiderio di un giovane amante che fra le labbra il tuo bacio raccoglie.”

    “ma l’ipocrita pia danza, degli uomini che stringono il potere, finirà col far vedere il balletto degli affari più meschini, che fra abbracci e fondi inchini, chiuderà questa stagione d’arroganza.”

    Grazie a Gianluca.
    Vincenzo

  2. grazie a Vincenzo di averlo presentato con i versi che ne fanno risaltare la grande sensibilità umana e poetica.
    anche nell’invettiva c’è una pacatezza accusatrice verso i distruttori di un verbo che avrebbe dovuto liberare gli uomini da ogni pregiudizio, unirli in nome di quell’amore universale del quale hanno distorto ogni senso.
    cb

  3. Poesia di una bellezza classica e scultorea, tesa a valicare i confini dell’oikos: le certezze grette di una società chiusa in se stessa. Un abbattere le mura nel segno esortativo del rinnovamento.
    Grazie a Vincenzo e a Gianluca Polastri.
    Abele

  4. Chi di voi potrà affermare
    di avere ricevuto
    il suo mandato,

    dalle mani di un creatore,
    misogino, scostante
    e un po’ sbadato?

    questo mi pare, assieme alla eleganza notata da Abele. al suo “”Un abbattere le mura nel segno” e al volo così bene identificato da V.Errico: “Il volo di Ganimedia è un passare sulle cose della vita con la distanza che mette bene a fuoco quello che si vede”
    il sotteso umano di questa poesia.

    Un saluto a tutti

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