Plinio Perilli: HOLLYWOOD ODIOSAMATA (10) – Maccartismo e dintorni

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10 – Maccartismo e dintorni

   Anche in America ci furono lunghi anni di caccia alle streghe, maccartismo et similia… Ne parlava perfino uno scrittore noto e oggi d’intrattenimento come Irwin Shaw, in un suo forte, risentito invece romanzo del 1951, La guerra di Archer

   Molti scrittori “comunisti” furono interrogati davanti alla temibile commissione d’inchiesta e impediti nel lavoro… Dalton Trumbo, tra questi, si vide censurato e vietato il suo romanzo del ’38 E Johnny prese il fucile… (che poi ridusse egli stesso per lo schermo nel ’71, esordendo come regista a 65 anni). E subì allora l’incredibile onta della prigione.

   Ci furono accuse, spiate: clima terribile, che Arthur Miller rievocò nel suo dramma Il crogiuolo (1953, messo da noi in scena da Visconti, così come Morte di un commesso viaggiatore e Uno sguardo dal ponte). Il parallelo non solo storico ma molto più morale era tra l’intollerante, esagitata crociata anticomunista sguinzagliata dal senatore McCarthy nella sospettosa, asfissiante America del dopoguerra, e l’egualmente atroce caccia alle streghe, i fanatici autodafè e processi sommari realmente perpetrati nella Salem del 1692… “Il crogiulo è un’opera ‘dura’.” – confessa Miller nella prefazione al suo Teatro completo – “La critica che farei oggi ad essa è che non è dura abbastanza. Dico questo non soltanto in rapporto ai verbali di quel processo, ma in base a una concezione teatrale. Siamo così preoccupati di fare dei personaggi simpatici che le conseguenze del male vengono oscurate dal sentimentalismo, sotto forma d’un’equilibrata valutazione delle cause. La tranquillità dell’uomo cattivo riposa non soltanto nel cuore della filosofia morale ma anche della drammaturgia. (…) Tutto ciò che cercai di fare, qui, fu di andare al di là non soltanto della coscienza della colpa ma anche della disperata vittimizzazione dell’eroe.” (Di recente, nel ’96, da The Crucible è stato tratto un film, per la regia di Nicholas Hytner, con Daniel Day-Lewis e Winona Ryder, che insegue anche una lettura psicanalitica dei fatti, in fondo equiparando l’isteria della storia a quella altrettanto inconsciamente individuale, magari come abisso d’inappagata passione sessuale).

   Perfino l’impavido, progressista Elia Kazan fu accusato d’essere un delatore, un, diciamo con linguaggio odierno, “collaboratore di giustizia”. Per anni i risentimenti lo perseguitarono, mai s’è saputo se e quanto giustamente. E l’Oscar alla carriera del 1999 è stato accolto tra i fischi, certo immeritevoli, nei confronti di chi aveva pur girato film memorabili e impegnati, per capire, dipanare i conflitti dell’individuo e la violenza, l’intolleranza, i mille dissidi nella società (ricordiamo almeno Un tram che si chiama desiderio, Fronte del porto, Splendore nell’erba…). “Gli sforzi che compiamo per affermarci, per misurarci con i nostri simili e, se possibile, per sorpassarli,” – avrebbe commentato il Cioran di Esercizi di ammirazione – “hanno ragioni vili, inconfessabili, dunque potenti. Invece le decisioni nobili, emanate da una volontà di cancellazione, mancano inevitabilmente di vigore e noi le abbandoniamo presto, con o senza rimpianto. Tutto ciò grazie a cui eccelliamo deriva da una fonte torbida e sospetta, dal nostro profondo in realtà.”

© Plinio Perilli, casa editrice Mancosu (Roma), 2009
® Vietata ogni riproduzione e/o uso del testo se non previa autorizzazione dell’autore.

puntate precedenti:

1 – L’inseguimento degli indiani alla diligenza

2 – Frank Capra: duro spaccato sociale e commedia rosa

3 – Topolino, il più grande attore di film sonoro…

4 – Hollywood Città Proibita

5 – “Più stelle che in cielo…”

6 – Il “Codice della Moralità” di William Hays

 
 
 

8 Comments on "Plinio Perilli: HOLLYWOOD ODIOSAMATA (10) – Maccartismo e dintorni"

  1. Un’altra pagina importante del cinema di Hollywood, tratta dal libro di Plinio. Non ho trovato video convincenti del film con Daniel Day-Lewis (La seduzione del male) ma mi sono imbattutto in questa intervista a Miller in cui il drammaturgo sottolinea la componente quasi “mistica” della caccia alle streghe di McCarthy e parla di come la macchina propagandistica stravolse l’immagine dei Russi, visti fino al 1942 come dei salvatori.
    Abele

  2. Gran pezzo.Salvato per ridistribuirlo anche a scuola. Grazie Abele.f

  3. Grazie a te, Ferni, Plinio ne sarà molto contento.
    (Sarebbe ottimo come libro di testo…)
    abele

  4. “Siamo così preoccupati di fare dei personaggi simpatici che le conseguenze del male vengono oscurate dal sentimentalismo, sotto forma d’un’equilibrata valutazione delle cause. La tranquillità dell’uomo cattivo riposa non soltanto nel cuore della filosofia morale ma anche della drammaturgia. (…) Tutto ciò che cercai di fare, qui, fu di andare al di là non soltanto della coscienza della colpa ma anche della disperata vittimizzazione dell’eroe”. Parole illuminnati di Arthur Miller sia in questo contesto che in altri molto più ampi.

    Compliementi a Plinio per questo suo scritto sul Maccartismo, uno dei momenti più bui della storia americana del dopoguerra, che ancora oggi dilania ferocemente l’ambiente artistico made in USA, in tutte le sue forme. Mi vengono in mente alcune canzoni di stampo poltico dei REM che criticano aspramente quel periodo politico. Ve ne posto due, spero vi piacciano:

    “Exhuming McCarthy”

    “Monty got a Raw Deal”

    Quest’ultima si riferisce a Montgomery Clift, un altro attore vittima del Maccartismo.

    Ciao 🙂

    Fernando

  5. Grazie Fernando!
    Riporto il testo della seconda da youtube:

    Monty this seems strange to me
    The movies had that movie thing,
    But nonsense has a welcome ring
    And heroes don’t come easy

    Now nonsense isn’t new to me
    I know my head, I know my feet,
    But mischief knocked me in the knees
    Said, Just let go, just let go

    I saw the ocean meet the man
    I saw you buried in the sand
    A friend was there to hold your hand,
    Said, Walk on by

    So, I went walking through the street
    I saw you strung up in a tree
    A woman knelt there said to me,
    Said, Hold your tongue, ma, hold your tongue

    You don’t owe me anything
    You don’t want this sympathy (waste your breath)
    Don’t you waste your breath (waste your breath)
    For the silver screen

    That nonsense doesn’t mean a thing,
    They tried to bust you in a sting,
    But virtue isn’t everything
    So, don’t waste time

    Now, here’s a rhyme that you can steal
    Put this on your reel to reel
    Mischief threw a rotten deal
    Monty’s laying low, man
    He is laying low
    Just let go, y’all
    Just let go

    You don’t owe me anything
    You don’t want this sympathy (waste your breath)
    Don’t you waste your breath (waste your breath)
    Monty this seems strange to me

  6. Grazie Abele, ecco una pagina con una buona traduzione:

    http://www.musicaememoria.com/REM-Automatic.htm

    con tanto di note esplicatrici. 🙂

  7. monica martinelli | luglio 29, 2011 at 16:15 | Rispondi

    Ringrazio Plinio che è sempre illuminante nei suoi scritti. Concordo sul fatto che questo articolo, come molti altri capitoli del libro, potrebbero essere estratti per creare un versione più sintetica e divulgativa rispetto a quella originale, utilizzabile sia nelle scuole che nelle università e buona per tutti…non solo per gli appassionati di cinema.
    Grazie a Abele e a Fernando per questa dritta sui REM!
    un saluto

  8. D’accordissimo, Monica. Del resto il libro ha anche il vantaggio di offrire delle monagrafie, di permettere di studiare a fondo molti dei più grandi registi.
    a presto
    abele

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