Gabriella Garofalo: Camera in blu

Sylvia Plath

04/12/’10
a B.

Ingiurie, imprecazioni, si prega,
si accumula luce, si scommette-
anima, non puoi costringere
tutte le comete in una stanza,
delirano soffocando, per fortuna
parola corre all’aria aperta,
ce la farai a seguirla tra gli alberi
e luce disinibita che acceca?
Grazie al Cielo, pensi,
tutta presa a tramenare di mattina
figurati se la sera scende in strada-
la sua, vedi, è l’urgenza
del giocatore d’azzardo, lei ricorda:
troppo verdi, così splendide le piante
ghermivano lo sguardo,
svagati amanti non intesero
dialogo, amore, offerte, più semplice
bazzicare i rettili perché dicono
la resa e stortano lo sguardo-
al contrario delle tue piante,
Padre.

*

06/12/’10
a M.

Ricordalo, prossima volta che smisti le anime:
schivano luce correndo
come fosse proiettile imprevisto,
guardali, Padre, sordi al suo battito-
ma tu le sganci un falso passaporto-
è un reato, attenta-
lei comincia a sentirsi diversa,
stranita dal rave di attimi
racconta l’impossibile coinvolge
i senza fissa dimora,
luna cielo anima e grembo,
insomma ti diventa poesia
perde bastarde voci accanto-
una vera fortuna, visto che
non sfiora neanche per sbaglio
tua casa in blu questa città
dove ogni giorno rischiano espulsione
le due clandestine che nascondi-
anima e luna.

*

Amelia Rosselli

26/12/’10
a S. E.

Infine un po’ di vera poesia,
quel giallo sul divano tra le dita
solo ricordo corre quando sventrano
le nubi il cielo riportano alla luce
mura fossili tracciati,
uomini che a morsi imprevedibili
nutrono i tuoi animali-
fame si avventa, va bene anche la roccia,
ma ricade seriamente contusa
ora che casa si rivela
di blu sprizzato in rosso:
le due sorelle, una riarsa,
nell’altra vivono ustioni
se discutono l’eterno, dislocano
pietra nuda come vita,
a mani nude afferrano il blu
ti rendono i dispersi mentre muove
nascita ad ansimi a stertori
e l’anima inoltra in luce eretica.

10 Comments on "Gabriella Garofalo: Camera in blu"

  1. L’11 febbraio del 1963 si suicidava Sylvia Plath, l’11 febbraio del 1996 moriva invece Amelia Rosselli, anche lei suicida e probabilmente non a caso quel giorno visto quanto la Rosselli aveva amato l’opera della Plath di cui ne era stata anche traduttrice. Due “numi tutelari” per Gabriella che ha tra l’altro conosciuto la Rosselli. Un omaggio nel suo stile inconfondibile che ricorda per la musicalità del dettato e l’ampio respiro entrambe le poetesse, coerenti fino all’ultimo con il loro “coraggio” di vivere senza nascondersi.
    Abele

  2. una prova densa di umanesimo da parte di Donna_Poeta nei riguardi delle ombre ideative di suicide immaginifiche, c’è da meditare molto nei dintorni di questo triangolo…

  3. Gabriella Garofalo sa usare una parola che io non saprei mai:
    “anime-anima” (epperciò mi colpisce) ,
    la sa immergere in un verso molto fluido, una immersione nel blu principalmente, ma anche negli altri colori fondamentali (giallo e rosso della terza poesia per es.), l’immersione in un alveo che contiene anche il quotidiano e da alveo femminile si rivolge al “Padre”.

  4. Fa pensare la concomitanza di date per due donne accomunate dalla poesia e dal suicidio.
    L’incontro è anche mistero d’oltre, e nei versi di queste poesie si avverte l’intuito che trascende il significato delle parole.
    Il colore lo percepisco come ulteriore segnale di quel legame alla sfera dell’inconoscibile.
    Il linguaggio poetico se ne fa portavoce.

  5. Poesia che tocca tematiche attuali e l’ essenza stessa del dire poetico: cos’ è ritmo, cos’ è linguaggio, cos’ è sensibilità? Cos’ è poesia vissuta al femminile? cos’ è poesia coniugata alla morte? E’ vita vissuta intensamente!

    non puoi costringere
    tutte le comete in una stanza,

    luna cielo anima e grembo,
    insomma ti diventa poesia

    a mani nude afferrano il blu

    Belli questi versi che non narrano, ma vibrano di assoluto!

    Un saluto,
    Rosaria

  6. anima, non puoi costringere
    tutte le comete in una stanza,

    eppure è questo il punto, il centro proprio che proietta quello improprio, finito e in/finito, sullo stesso piano, non in un volume!
    Ho salvato i testi, li legerò ancora perché la parola ha un peso ponderabile. ferni

  7. La ‘creatività’, a volte, emerge in tutta la sua forza proprio dalla sofferenza..e questo mi pare accomuni entrambe…per non parlare di altri che han percoso, a loro modo la stessa traiettoria, penso a Pavese e a Pasolini in particolare….

  8. prossima volta che smisti le anime

  9. Scusatemi tutti per la anime, sono stata disattenta ed ho chiesto ad Abele di sostituire l’inadatta vocale.

  10. Fatto Gabriella, mi scuso anch’io e grazie a Silvia.

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