Visioni: Roberto Matarazzo

1 “POSSIBILE SENSO DEL DOPPIO DA INTERVISTA IN BLEU_GIALLO_ROSSO. ABELE LONGO_ROBERTO MATARAZZO”.

In che modo ti sei avvicinato alla pittura?
Complicato, direi, il cercare di ricordare il come io mi sia trovato a sfiorare il mondo della pittura atteso che, da ragazzino, non mi piaceva più di tanto né disegnare, né cimentarmi con “attrezzi pittorici” e/o grafici, semmai un approccio più intellettuale, istintivo verso le figure e i libri illustrati; in altri termini ero affascinato dalle illustrazioni e dalle correlazioni che si potevano più o meno intuire tra testo e imago; poi un tema in classe di disegno (credo II°/III° media) assegnato da un docente, poi divenuto pittore abbastanza celebre, sul Natale (ero a scuola dai Salesiani e la tematica religiosa era preponderante) e mi lasciai andare a mille suggestioni rendendo il foglio particolarmente articolato tanto che presi un encomio contro i punteggi scarsi precedenti! Insomma mi ero distaccato da regole, imposizioni e quanto altro per liberamente darmi al comporre! Con la maturità ho poi compreso il valore della disciplina ma è discorso altro.

Hai degli artisti di riferimento?
 Sì certo: la Scuola della Bauhaus in quella partizione che viene definita ala discendente da Johan Wolfgang Goethe nei Maestri quali Paul Klee, Wasilij Kandinskij, Johannes Itten. 

2 “PARTICULA BLEU IN CAMPO GIALLO_ROSSO”

Quali tecniche usi?
 Tecniche liquide: chine, écoline, tempere e smalti a base di acqua, acqua, ma non disdegno penna, lapis e pastelli utilizzando carte quale supporto, la carta è magia pura per me!

Quali colori preferisci?
 Adoro i tre colori primari puri: Rosso/Bleu/Giallo tutti derivanti dal Nero e dal Bianco, con tutte le loro infinite sfumature.

3 “PARTICULA GIALLA IN CAMPO BLEU_ROSSO”

Com’è il tuo studio?
Un paio di librerie stracolme di libri e strumenti da disegno e pittura, un tavolaccio ingombro di ogni cosa e il PC, un tavolo da disegno che stento sempre a tenere libero: regnando sovrano il disordine cronico questo spazîo diviene, quindi, una sorta di laboratorio alchemico delle idee in divenire fogli, fogli colorati.

Emozioni, stati d’animo, concetti, fantasie, desideri, paure, richiami… Cosa ti porta di solito a dipingere?
 La suggestione emozionale che una cosa (cosa nella accezione Latina di res) qualsiasi, nel prendermi, mi induce al fare: Klee la definiva Preistoria del visibile, Kandinskij parlava di Obbedienza alla Voce Interiore, personalmente parlerei di Utero Ideativo che ciascuna Persona possiede oltre al mero sesso di appartenenza e sarebbe un lungo discorso; poi è lo stabilire il possibile senso di sympatheia (greca) che lega il mio io a ciò che percepisco con sinestesia con le Persone, con la Poesia, la Letteratura, le articolazioni delle espressività umane nel loro complesso, insomma i labirinti che menano al partorire idee partendo da idee, gioco infinito, gioco che lega Omero agli Omeri, che lo hanno preceduto, a James Joyce e cito questi ultimi perchè, partendo dal Loro Ulisse, ne diedi due versioni in trasposizione timbrica, completamente autonome come autonomo è l’Ulisse di Joyce rispetto alla Odissea di Omero e come, ma non parlo da esperto, suppongo sia stata autonoma la stessa Odissea rispetto alle precedenti stesure orali di epoca arcaica e proto arcaica di cui ho letto interessanti considerazioni, insomma il gioco Vichiano della Storia, nella Storia.

Quanto incide sulla tua arte l’ambiente in cui vivi?
Da buon lettore del Vico_Joyce (sembra un gioco linguistico alla F. T. Marinetti!) richiamerei il vivere della Storia nella Storia, quindi molto, è indispensabile; che poi la definizione di ambiente resti ambiguo è fuori ogni dubbio.

4 “PARTICULA ROSSA IN CAMPO BLEU_GIALLO”

Il tuo rapporto con le altre arti.
Complicato e pregnante: pur non facendo, sono esempi, il Poeta e/o il Letterato, il Critico o il Cineasta mi piace cercare di addentrarmi nei meandri oscuri dei Saperi e della genesi delle espressività umane e trarne linfa, per me, vitale, pertanto leggo e vedo di tutto, non ho cesure e censure trovando nel Cosmopolitismo delle Idee tracce di rapporti armonici e, al contempo, conflittuali tra l’insieme delle arti, arti o idee?? mi, ti, vi chiedo??

Quanto segui e cosa ne pensi dell’arte contemporanea?
Non la seguo proprio moltissimo nel senso che sto lavorando, da tempo, sul concetto di Arcaico Contemporaneo un po’ fuori dal dibattito artistico internazionale, per scelta e per ambiente e per senso di noia verso operazioni che mi sembrano più legate al mercato e alla provocazione che non a serio impegno intellettuale. Ma veramente si può pensare che una pseudo provocazione pornografica possa superare il Tempo nei Tempi? No, francamente mi annoiano le pseudo provocazioni preferendo cercare collegamenti ideali (im)possibili tra Sappho e Marinetti, mi diverte di più e mi stuzzica di più!

Una tua definizione di Arte.
Arte, definizione di Arte; (in)definibile perché ci vivo dentro, per approssimazione progressiva potrei sostenere che potrebbe essere il prodotto ciclico delle idee trasmutate in atti formali compiuti da cui far nascere la (le) res di cui parlavo prima, ma forse è il percorso mentale che mi (ci) induce al fare? Oppure è un concetto primitivo simile agli stessi (concetti primitivi) di cui teorizzano i grandi matematico_algebrici? Non voglio sfuggire alla domanda andandomene per la tangente ma davvero non credo sia possibile darne una definizione precisa. Forse non esiste.

***

Roberto Matarazzo

Roberto Matarazzo, nato nel ’53, laureatosi in Architettura presso la Università di Napoli, svolge attività di ricerca nei dintorni del Cosmopolitismo delle Idee, intuendo un possibile raccordo ideale tra l’arcaico e il contemporaneo nella Storia, nel Tempo.

  Di formazione proto_vichiana, nel trasporre in fogli colorati l’universo delle emozioni/sensazioni, tende a pervenire a letture sinestetiche e sinergiche della complessità dei prodotti dell’ingegno umano, tra scienza e umanesimo, oltre i linguaggi espressivi cercandone chiavi feconde verso il fare.

  Restio al mostrarsi e al dilungarsi verso il proprio operare, sebbene abbia in corso di scrittura un suo testo teorico inerente le motivazioni ideative che lo spingono a delineare, lascia alla visione percettiva delle sue ideazioni possibili interessi e/o considerazioni.

51 Comments on "Visioni: Roberto Matarazzo"

  1. Quando ho chiesto a Roberto quattro lavori per questa nuova serie di Neobar, intendevo e mi aspettavo una scelta tra le decine delle sue “imago”. Ho ricevuto invece delle opere originali, inclusa una dedicata a questa nostra intervista. Un’ulteriore conferma della sua generosità e della grande vena creativa. Ho avuto l’opportunità di sfogliare tutta una raccolta di suoi lavori, di ex libris che accompagnano volumi rari o importanti per la formazione di tanti di noi, e mi ha colpito come forme e colori corrispondono a una cifra stilistica inconfondibile che interpreta e coglie l’essenza dei libri e dei testi a cui sono dedicati, pur rimanendo rigorosamente fedele a se stessa, come una “matrice” unica, una fonte da cui sgorga incessantemente la vita e il mito, l’alternarsi delle stagioni, la luce violenta del giorno e il mistero della notte.
    Abele

  2. Ma che bel regalo che ci fai Abele. Sono felice di leggere questa intervista a Roberto. E’ un artista unico nel suo genere. Grazie a entrambi. Un saluto caro

    Federica

  3. senza parole…a dopo..
    r.m.

  4. maria pia monicelli | gennaio 13, 2011 at 09:05 | Rispondi

    Grazie e complimenti!

  5. silvia calzolari | gennaio 13, 2011 at 09:05 | Rispondi

    La professionalità artistica e la raffinatezza di Roberto sono calamitanti. A queste doti base non comuni si sono poi susseguite emozioni scaturite dai suoi colori empatici….in ascolto….in dono… Sensi e fascino esplodono dalle sue opere che trascinano in analisi intime profonde. Ho avuto l’onore e il privilegio di condividere visioni….e mi sento fortunata nel poter ammirare ogni sua produzione. Grazie a Roberto, grazie Abele! Silvia Calzolari

  6. splendide queste immagini di Roberto! Mi sembra che si stia ulteriormente evolvendo sul suo percorso.
    Non ho che da complimentarmi e soprattutto godere della ipnotica stregante bellezza che mi suggerisce….
    lucetta
    che ringrazia anche Neobar-Abele Longo

  7. Fabiana Grasso | gennaio 13, 2011 at 10:44 | Rispondi

    Mi piace molto…Roberto è una scoperta dell’ultima ora contenta di conoscerlo anche attraverso questa bella intervista…poi si può approfondire ha un vago sapor di Futurismo intellettuale e questo mi convince ancor di più.
    Complimenti ad Abele e Roberto sinergia perfetta!

  8. marilena floris | gennaio 13, 2011 at 11:09 | Rispondi

    grazie Roberto per questo piacevole dono che mi permette di conoscerti meglio, ho sempre apprezzato molto le tue *imago* , con quel magico sapore di poesia e di incanto, con una personale ed unica impronta di interpretazione sinergica dei testi con i quali si identificano in un connubio perfetto…

  9. Maria Grazia Galatà | gennaio 13, 2011 at 11:59 | Rispondi

    Ma che bella intervista !
    E concordo anche sulla definizione di Arte di Roberto.
    Complimenti sinceri .

    Maria Grazia

  10. una proposta che amplia le pareti di casa, davvero interessante questa intervista
    grazie
    Elina

  11. gabriella gianfelici | gennaio 13, 2011 at 13:18 | Rispondi

    Trovo Roberto uomo e artista sensibile, colto, estremamente schivo e fin troppo nascosto. Da qualche anno seguo i suoi lavori e amo molto quel suo modo molto morbido di farci apprezzare il colore e la fantasia. Cari saluti a tutti e un abbraccio a te, maestro!
    Gabriella Gianfelici

  12. Ti ringrazio molto caro Roberto , tutto questo mi aiuta a capire le differenze che ogni uno di noi ha percorso per giungere a piccoli, o grandi, risultati. Una bella intesrvista , sincera. Grazie ancora un abbraccio Massimo

  13. francescomarotta | gennaio 13, 2011 at 14:09 | Rispondi

    Bello tutto quanto, un “post/intervista” ricco di suggestioni e di continui richiami. L’utero ideativo e le ricerche sull’arcaico contemporaneo mi affascinano, a prescindere. Così come mi affascina la pittura di Roberto, fin da quando ho avuto modo di vedere i suoi primi lavori in rete.

    Un saluto a tutti.

    fm

  14. ‎”Ma veramente si può pensare che una pseudo provocazione pornografica possa superare il Tempo nei Tempi? No, francamente mi annoiano le pseudo provocazioni preferendo cercare collegamenti ideali (im)possibili tra Sappho e Marinetti, mi diverte di più e mi stuzzica di più”!

    Dicevi, nel corso dell’intervista, che non riesci quasi a dare una definizione di Arte. Ebbene l’hai appena fatto!

    La definizione lenta e paziente, oltre che creativa (sei architetto oltre che pittore), di un ponte che solchi non già la mera e vuota onda delle mode contemporanee fatte più di torbida acqua che ondulazioni moderate e limpide; il cesellare, con un creativo atto della mente, nuove unità della realtà sensibile che riportino alla monade originaria i vari e dispersi semitermini da cui siamo confusamente attraversati. Credo sia questo il senso della tua illuminata risposta di cui sopra e che condivido…

    “Lex est quod populus iubet atque constituit; plebiscitum est quod plebs iubet atque constituit»

  15. Francesco De Girolamo | gennaio 13, 2011 at 14:22 | Rispondi

    Davvero un’occasione preziosa per addentrarsi nella visione artistica “genetliaca”, personalissima, di questo formidabile “Uomo di Cultura” totale, a tutto campo, “Arcaico Contemporaneo”, e, aggiungerei, di una prodigiosa energia creativa e di una capacità espressiva geniale.
    Un carissimo saluto.
    Francesco

  16. è un artista bravissimo!
    ho anch’io una sua bella copertina a un mio libro.
    la sua capacità di strasmutare parole in colori è straordinaria.
    bella intervista.
    grazie a entrambi

  17. Un’intervista piacevole a leggersi e, direi, di una certa originalità delle risposte. Bello, grazie:)

  18. Federica Carella | gennaio 13, 2011 at 15:27 | Rispondi

    “…regnando sovrano il disordine cronico questo spazîo diviene….” Mi piace quest’idea del Caos che si tramuta in colore liquido..Straordinario!
    un abbraccio,
    Federica Carella

  19. simonetta bumbi | gennaio 13, 2011 at 16:43 | Rispondi

    non conosco, personalmente, erremme (mi piace, chiamarlo così), ma lo sento nel profondo, come fossimo abitanti dello stesso corpo. ed avverto, in tutto ciò che tocca a colori, un senso di incompletezza. avverto le sue mancanze, le privazioni, e quegli spazi temporali in cui si isola per farli sopravvivere. è come se l’estro gli arrivasse dagli stessi. e guai a colmarli, ché la mano perderebbe l’eccitazione che prova, nel mentre si dona all’alba d’un foglio.
    non so. so solo che è emozione pura. perdonatemi.
    grazie, di.
    simonetta

  20. michela zanarella | gennaio 13, 2011 at 17:06 | Rispondi

    Un’intervista serve a conoscere in modo più approfondito l’artista, Roberto Matarazzo ha il pregio di saper “fare arte” , ho avuto la fortuna di apprezzare le capacità artistiche di Roberto e non posso far altro che augurargli ancora innumerevoli soddisfazioni.

  21. aggiungo i miei complimenti a questa intervista e alla bellezza delle immagini. In particolare dell’una mi colpisce quella definizione di ” formazione proto_vichiana” (uau) e delle opere il quadro
    3 “PARTICULA GIALLA IN CAMPO BLEU_ROSSO”. Ma davvero tutte meritevoli.

    Grazie
    ciao!

  22. Mi piace quest’artista “armato” solo di carta e di colori e di formazione proto_vichiana: spesso dimentichiamo la bellissima teoria enunciata in “Principi di scienza nuova” sul linguaggio che è frutto della fantasia applicata alla realtà; del primo” fare” umano che è poetico, artistico… Roberto Matarazzo ce lo ricorda con le sue “Visioni” fluide e vivaci in cui il colore è entità spitituale prima che materica.
    Grazie Roberto!
    Rosaria

  23. Felice di leggerti in un’intervista Roberto e di scoprire tra le righe, quei “luoghi” dell’anima che danno magia e vita-lità pura ai tuoi fogli colorati… Mapi

  24. Fabio Barcellandi | gennaio 13, 2011 at 19:47 | Rispondi

    “la carta è magia pura per me!”
    [pure per me] … siamo diretti *verso* la stessa dimensione… nessuno stupore il tuo rapporto, Roberto, con le altre arti! Arti, non idee, l’idea precede l’arte, che è la sua messa in opera.
    Che poi l’opera/arte possa anche generare nuove idee, che a sua volta genereranno altre arti/opere, non deve confondere: l’arte è diretta conseguenza di un’idea, mentre l’idea non è necessariamente e non solo diretta da un’opera/arte. E con questo non intendo sminuire l’arte, tutt’altro. Chi può avere un’idea? Chi può conseguirne un’opera, d’arte?

  25. pasquale vitagliano | gennaio 13, 2011 at 20:06 | Rispondi

    Ho provato personalmente la generosità artistica e umana di Roberto (come di Abele). Non sono un esperto di pittura (anche se l'”adoro”), posso dire che la sua è un’arte “morfologica”, dotata di un ricchezza cromatica vitalissima. Le sue sono forme “archetipe” che ti attraggono con un invisibile cordone ancestrale. In un mondo “post-atomico” come il nostro, le sue forme e le sue immagini portano l’eco arcaica eppure attualissima del ri-conoscimento. L’intervista si fa leggere con piacere (abile Abele)e conferma lo spessore culturale di Roberto.
    Ma quello che più conta per me – senza cultura, ma nella pura vita – è sapere che lo sguardo di Roberto ha visto quello di Pasolini. E se lo porta dietro, fuori e oltre ogni rappresentazione.
    Grazie.
    PVita

  26. maria gisella catuogno | gennaio 13, 2011 at 20:17 | Rispondi

    Grazie, Roberto! Ti ho sempre ammirato come persona e come artista.
    Buon 2011 sereno e proficuo.
    Un abbraccio
    Gisella

  27. Complimenti Roberto, una bella intervista, particolarmente interessanti le tue risposte sull’arte : definizione e rapporto con le le altre arti. Bello anche il primo commento, quello di Abele, che rende omaggio alla tua generosità artistica e disponibilità sinergica divenendo quasi un’ introduzione “dislocata” all’intervista.
    un caro saluto

  28. Mi ha regalato due ex libris del libro che ho pubblicato, nonostante non ci siamo mai incontrati di persona. Trovo Roberto una persona unica ed un artista raffinato e delicato…

  29. Doris Emilia Bragagnini | gennaio 13, 2011 at 22:15 | Rispondi

    Roberto è un uomo e un artista di straordinaria sensibilità e lo dimostra continuamente, con la sua produzione e con la partecipazione costante, schiva e felpata, testimone del percorso di molte figure capaci con lui di condividere la creazione di quell’immaginario capace di portarlo in un altrove ideativo che si regala e che ha regalato davvero poi anche con i suoi ex-libris o le belle singole immagini in sinergia con svariate poesie…

    “…personalmente parlerei di Utero Ideativo che ciascuna Persona possiede oltre al mero sesso di appartenenza e sarebbe un lungo discorso; poi è lo stabilire il possibile senso di sympatheia (greca) che lega il mio io a ciò che percepisco con sinestesia con le Persone, con la Poesia, la Letteratura, le articolazioni delle espressività umane nel loro complesso, insomma i labirinti che menano al partorire idee partendo da idee, gioco infinito”…

    Amo i suoi colori, specialmente quelli più cupi, le sue forme imbevute, simboliche e immerse, che parlano a un mio modo di percepire sospeso tra l’infanzia e la maturità, che sembrano viaggiare in un flusso vitale di atomi in perenne movimento; amo di Roberto la grande presenza che si fa delicata con tutti, tangibile e preziosa nel suo porsi.

    Doris

  30. abiti un luogo difficile da definire, è come se stessi su un orlo, che ti salva e tiene su
    -il colore arriverebbe a “fumettizzare” tutto e la forma s’infilerebbe nel fantasy-
    invece crei uno spazio, un delirio lucido chissà, non dimenticabile
    e poi quella tua firma, un capolavoro
    con grande rispetto, Roberto

  31. Intervista passionale che trovo intrisa d’idee senza assoggettamenti e sottomissioni verso il contemporaneo di moda e servile. Come nella scrittura musicale che pian piano sta abbandonando schemi rigidi appartenenti a scuole di riferimento. L’arte non ha etichette ma bisogna lasciare il campo libero nel vero senso della parola. Liberi di creare in quell’Utero Ideativo che mi piace moltissimo. Bello, molto bello. Vorrei incontrarti su questo terreno e creare insieme. Io porto la musica e la mia parola dialettale.
    grazie roberto
    v

  32. Giancarlo locarno | gennaio 14, 2011 at 08:42 | Rispondi

    Sembrano immagini che sorgono da una cosmogonia iniziale, quando il liquido ed il solido erano ancora mescolati sulla terra. Il mondo del Qoelet, con le albe mescolate ai tramonti e la domanda della vanitas. Mi ha colpito in particolare il primo disegno, quello con le lettere, vado al di la della loro interpretazione come iniziali, li considero graffi di segni arcaici e potrebbero essere cuneiformi
    o in lineare b, come un difficile farsi strada verso la concettualità, e quindi verso la storia, al limine tra Vico e il prima, che valgono anche come risposta alla domanda sul senso.
    Questo mi richiama alla mente la ricerca di Gastone Novelli, non tanto per l’esito delle opere, molto diverso, ma per la comune ricerca del tratto arcaico e per il solido e concreto impianto di derivazione dalla Bauhaus.
    La presenza nello stesso spazio dei colori caldi e freddi esprime nello stesso tempo la gioia di vivere
    e il presentimento del temporale.

  33. Raffinatezza artistica e colori sfumati delicati sono la cifra di questo artista fuorri dal comune, non ascrivibile ad alcuna corrente. e’ arte spontanea che sorge dal sè….

  34. Patrizia De Vincentis | gennaio 14, 2011 at 11:54 | Rispondi

    Conoscere un po’ del tuo mondo interiore non fa altro che confermare la stima che ho per te e le tue opere

  35. Conosco la tua pittura Roberto da molti anni, l’ho sempre apprezzata e capita. Grazie ancora di farmela vedere e poterti dire che amo la tua pitura molto originale e bellissima.
    Ti abbraccio.
    Maria

  36. maria grazia casagrande | gennaio 14, 2011 at 20:00 | Rispondi

    Sono onoratissima di esser parte della sfera di vita di Roberto, artista purissimo che ha impreziosito le mie poesie con la sua Arte delicata. Lo considero un vero privilegio, e ringrazio per la lettura di questa intervista davvero rappresentativa del suo essere!
    Maria Grazia Casagrande

  37. Grazie Abe, per l’affiancamento delle arti scrittorie a quelle figurative.
    Roberto.
    Encomiabile la tua autenticità stilistica che s’esprime in questi tuoi gouache adottando uno strumento pittorico che evidenzia le tenui velature coloristiche fortemente cerebrali. Rispettabile peraltro la tua ricerca d’approfondimento volto ad una teorizzazione in merito al linguaggio artistico. (Auguri)
    Elegante e rappresentativa la firma che presumo eseguita a china. Personalmente, manterrei il medesimo segno ricorrendo al sussurrato materico del frottage. Bravo!
    Con stima e simpatia
    g

  38. con Roberto c’è stato e c’è ancora uno scambio di reciproche visioni di cui lo ringrazio con grande affetto e simpatia. Condivido con lui anche la formazione e dunque, in parte, davvero ampia a dire il vero, la visualizzazione del paesaggio dell’arte. Grazie per questo affaccio ancora più esauriente. ferni

  39. marco scalabrino | gennaio 16, 2011 at 08:55 | Rispondi

    Meritatissimo questo post. Da tempo apprezzo l’autenticità di uomo e di artista di Roberto Matarazzo; a lui peraltro devo la bella immagine di quarta di copertina della mia recente silloge LA CASA VIOLA. A Roberto dunque, al quale con l’occasione rinnovo i miei sentiti ringraziamenti nonché i sentimenti di stima e di affetto, ad Abele e a tutti un cordiale saluto, Marco Scalabrino.

  40. ringrazio il nostro padrone di casa, autentico grande vecchio di una possibile agorà dell’arcaico_contemporaneo,per aver reso possibile questa intervista, e ringrazio molto le Donne e gli Uomini che hanno illuminato questa discussione che, credo, affronti e nei limiti di una breve ma densa scrittura, problematiche inerenti l’universo dello ideativo.. solo una nota: non riesco a capire chi sia l’estensore del commento, decisamente interessante, a firma “g”.. in ogni caso un grazie sentito e nn posso , per ora, dire di più..
    r.m.

  41. Caro Roberto, di nuovo grazie, per gli stimoli che sai offrire, per le tue visioni e per la tua amicizia. Tanta stima e affetto hanno accompagnato questo post, “Donne e Uomini”, riprendendo il tuo stile,che hanno voluto lasciare una loro testimonianza e che ringrazio, di cuore, anch’io. Il Signor G, è Giorgio Brunelli, artista eclettico (scrittore, pittore, scultore, e sospetto altro ancora) a me altrettanto caro, che sarà presto ospite con le sue Visioni.
    un caro saluto a tutti.
    abele

    “Ed Omero stesso narra ciechi i poeti che cantano nelle cene de’ grandi, come cieco colui che canta in quella che dà Alcinoo ad Ulisse, e pur cieco l’altro che canta nella cena de’ proci.”
    La scienza nuova

  42. Ho conosciuto Roberto tre anni fa a Viadellebelledonne, blog e rivista, che raccoglieva contributi di vario tipo, dalla poesia alla saggistica fino alle arti figurative e da allora gli invio regolarmente le copie dei miei romanzi per i suoi ex libris perché apprezzo la capacità di interpretare e reinventare attraverso il colore storie e personaggi, perciò, ho trovato molto interessante questa intervista, in cui Roberto spiega come lavora e quali sono i suoi progetti e i suoi punti di riferimento artistici.

  43. berardo tretola | gennaio 17, 2011 at 10:44 | Rispondi

    …l’opera di Roberto è come un volo…emozionale…complimenti e Grazie Roby.

  44. davvero una personalitè complessa e variegata, quella di Roberto!

  45. Stupendo, magico, bellissimo arrangiamento di colori…complimenti!

  46. Colori seducenti, affascinata dalla sensualità nei tratti in cui le tinte si mischiano tra loro e si trasformano non perdendo la loro essenza..
    Elevata capacità percettiva, sensibilità non comune.
    Complimenti!

  47. Sono una nuova arrivata su questo bellissimo blog e ti ringrazio, Roberto, per il commento alle mie poesie. I tuoi quadri hanno, per me, due dimensioni, una piccola da microscopio e l’altra da immensità dell’universo: la cellula diventa corpo celeste e lo sfondo sembra un cielo a colori che si agitano intersecandosi.

  48. caro roberto, spero tutto bene, ma la tua mancanza io la sento.
    e torno, a vedere.
    ma tu, fatti sentire,..
    ciao
    simonetta

  49. E’ sempre emozionante il foglio colorato di Roberto. Fuori dalle mode e dalle classificazione ogni sua opera è piacere e inquieta domanda, fascino e riservatezza. Ogni foglio è un respiro, vale a dire vita.
    Vera

  50. grazie davvero a vera d’atri e a tutte tutti..

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