Bruno Clocchiatti: PANOPTICON

 

 

 

“Mamma esce con un tale dalla testa enorme. La testa ha l’aspetto di una boa con occhi e bocca, ondeggia e vacilla in continuazione: pare che una risacca immaginaria la sollevi, per poi farla inabissare tra i flutti nell’incavo del collo taurino.”

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PANOPTICON Bruno Clocchiatti

8 Comments on "Bruno Clocchiatti: PANOPTICON"

  1. “Panopticon”, che fa vedere tutto: dove comincia Casimir e dove finisce Toni? C’è un prima o un poi, o tutto si è fermato, congelato nella memoria, come i branzini dalle grandi fauci nel freezer?
    Mi piacerebbe sapere da Bruno se ha letto “La costanza della ragione” di Pratolini, certe atmosfere e situazioni, oltre che un certo modo di tratteggiare i personaggi, me lo ricordano. Una cosa che invece gli ho già chiesto e se ha un romanzo in cantiere, le sue storie chiedono infatti di continuare…
    Abele

  2. vero e concordo con abele, un romanzo o, qwuanto meno, un racconto lungo.. complimenti a questo Autore molto raffinato..

  3. È splendida la tua sintesi Abele: “Panopticon”, che fa vedere tutto: dove comincia Casimir e dove finisce Toni? C’è un prima o un poi, o tutto si è fermato, congelato nella memoria, come i branzini dalle grandi fauci nel frizer?

    Bruno Clocchiatti è… presente al Luna Park i percorsi mobili che oscillano continuamente avanti e indietro finendo per lasciarti allo stesso punto -fermo-, anche se tenti di progredire, ecco lui ferma il pensiero su una domanda che lascia di responsabilità del lettore, attorno a questa domanda (quale domanda?) ruota tutta la sua serie di personaggi fortemente caratterizzati da pochi ma specifici dettagli, il malessere dato dall’oscillazione continua è quello che spesso si prova nella vita, senso di estraneità alla scena, sensazione di raccapriccio e sospensione di giudizio: cristallo mobile di qualcosa (cosa?)… sì, a Bruno si è portati a chiedere di averne ancora, ricordo bene di averlo fatto già quando lo leggevo le prime volte, e ancora non smetto… lo trovo straordinario!

    Doris

  4. ebbravo Bruno, e sottoscrivo il bel commento di Doris, unito alla nota critica acuta di Abele.
    ciao!

  5. Una lettura coinvolgente. Piacevole nello stile, ironica e vera nel dire. Dove comincia Casimir e dove finisce Toni?

    prima? poi?
    poi? prima?

    Ciò che mi piace di più in questo scritto è la sorpresa in ogni riga!

    Ciao

    Fernando

  6. Giancarlo locarno | dicembre 13, 2010 at 10:24 | Rispondi

    Ci si aspetta solitamente dalla prosa che sia fissata la personalità del protagonista, e magari le categorie aristoteliche del tempo e dello spazio; l’originalità qui sta invece nel fatto che sono fisse alcune cose di dettaglio, come il freezer, le cipolle e il branzino, e brandelli di personalità mescolati a spezzoni di spazio e tempo vi ruotano attorno trasportando un particolare distacco e una particolare ironia.

  7. interessante davvero…chissà se oltre a Pratolini l’autore ha letto anche Foucault, ci starebbe.
    un saluto a Abele, che è un pò che non incrocio.

  8. Attendo, impaziente, il romanzo dell’autore di questo breve frammento 🙂
    Grazie Abele.
    mario schiavone

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