11 Comments on "autoritratto su LucaniArt Magazine"

  1. La semiotica degli affetti. I segni più, i segni meno, i tratti blu, i tratti rossi. E la bambina con i segni più, di approvazione, al suo girovita. Questo autoritratto che riempie la pagina di un quadernino, di sensazioni, di punti non realizzatisi appieno, che aspettano la nostra riflessione, che si manifesta in segni, sguardi, cenni del capo…

    “Anche l’anima si può riparare”.

    Si cresce apportando le correzioni suggerite dagli appunti degli altri, anche dolorasamente. Si conoscono le nostre emozioni, ci si conosce – tra un concerto e l’altro – vivendo.

    Questa è la mia lettura. Bellissimo autoritratto Abele. 🙂

    Fernando

  2. Grazie di cuore, Fernando.
    abele

  3. se è un tuo “autoritratto” dopo vado a farlo mio :), sia chiaro non me ne approprio 🙂

    Ciao Abele!
    complimenti per il nuovo template (anche l’altro era bello, questo forse “respira” di più)

    • uno dei “miei” tanti… ma forse si’ quel “mio” e’ di troppo. vado a toglierlo :-). Piace molto anche a me questo template…
      un abbraccio
      abele

  4. pasquale vitagliano | novembre 15, 2010 at 20:55 | Rispondi

    Scrivere un autoritratto con una scrittura autografa avvicina la poesia alla pittura. Nei segni di Abele si può cogliere l’orma delle anime, quelle perdute e quelle ricomposte, quelle rotte e quelle riparate. Se l’anima è “ciò che resta”. L’autografia di un uomo esprime la sua anima.

  5. Giancarlo Locarno | novembre 16, 2010 at 12:12 | Rispondi

    Forse i segni sartoriali o del maestro tracciano le cose che persistono, svolgono la funzione dei sepolcri del Foscolo.
    Anche mia nonna, molti anni prima, aveva messo da parte il vestito da indossare per l’eternità.
    Un segno, il discrimine tra le nostre cose che vanno e quelle che restano.

  6. I segni del tuo vissuto diventano poesia e la tua poesia è segno.
    NADIA
    P.S. Conosco molto bene il “riparatore”, o “rapinatore”, d’anime.

  7. … una ‘semiotica’ che mi piace!
    Ciao Abele*

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