Alfredo Bini (1926-2010)

Alfredo Bini (1926-2010)

“Quanto al mio rapporto col Vangelo, esso è abbastanza curioso: tu forse sai che, come scrittore nato idealmente dalla Resistenza, come marxista ecc., per tutti gli Anni Cinquanta il mio lavoro ideologico è stato verso la razionalità, in polemica coll’irrazionalismo della letteratura decadente (su cui mi ero formato e che tanto amavo). L’idea di fare un film sul Vangelo, e la sua intuizione tecnica, è invece, devo confessarlo, frutto di una furiosa ondata irrazionalisticaVoglio fare pura opera di poesia, rischiando magari i pericoli dell’esteticità (Bach e in arte Mozart, come commento musicale; Piero della Francesca e in parte Duccio per l’ispirazione figurativa; la realtà, in fondo preistorica ed esotica del mondo arabo, come fondo e ambiente). Tutto questo mette pericolosamente in ballo tutta la mia carriera di scrittore, lo so. Ma sarebbe bello che, amando così svisceratamente il Cristo di Matteo, temessi poi di rimettere in ballo qualcosa”
Da una lettera di Pasolini ad Alfredo Bini

“Banche, ministero, distributori mi dicevano che ero matto a voler fare un film commerciale tratto dal Vangelo, e per di più diretto da Pasolini, appena condannato a quattro mesi per vilipendio alla religione. Ora tutti dicono che sei religioso. Strano. Quando hai fatto La ricotta e Il Vangelo non se n’era accorto nessuno. Nemmeno quando organizzai la proiezione del film per i padri conciliari: avevamo avuto il permesso per avere l’Auditorium di via della Conciliazione, ma la mattina alle 10 tutti quei cardinali, bianchi, gialli, neri, con i loro berrettini e i mantelli rossi si accalcavano davanti alla porta sbarrata su cui c’era scritto “lavori in corso”. Una bella idea dettata dalla paura notturna. Ma la proiezione l’abbiamo fatta lo stesso. Mille cardinali portati con trenta taxi che facevano la spola tra S. Pietro e piazza Cavour, al cinema Ariston. Venti minuti esatti di applausi hanno fatto, quando è apparsa la dedica a Giovanni XXIII. A Parigi, la proiezione dentro la cattedrale di Notre Dame, andata ancora meglio: niente lavori improvvisi.”
Alfredo Bini (da “l’Europeo”, 28 novembre 1975)

6 Comments on "Alfredo Bini (1926-2010)"

  1. Pasolini “religioso” non mi sorprende. Mi ha stupita, invece, scoprire Pasolini paesaggista e ritrattista: i suoi disegni sono acuti, penetranti…ricordo il volto della Callas e quello di Zanzotto per es.
    Bellissimi i video proposti: nel primo ci sono nomi indimenticabili: Bini, Modugno, Donati…

    Grazie Abele!

    Rosaria

  2. poi su pasolini ti manderò delle cose semi-inedite! qui una bella intensa notazione e mi associo a ciò che ne scrive l’Amica rosaria di donato… a margine: abele in settimana prossima invio il pacco!

  3. ciao Rosaria e
    Roberto (non vedo l’ora 😉
    abele

  4. pasquale vitagliano | ottobre 21, 2010 at 20:41 | Rispondi

    La lettera di Pasolini a Bini “dice tutto”.
    Grazie.
    @ Erremme: sono geloso, lo ammetto!
    Siete grandi.
    PVita

  5. …e come si fa a non ringraziare?
    Grazie.

    clelia

  6. Ogni volta che vedo un film di Pasolini, provo sempre la stessa sensazione. È come essere ammessa a un segreto, inquietante, famelico, capace di aspirarmi nonostante il senso di gravità oppressiva promettente gelido ruggito a ogni spigolo di luce raggiunto, penetrante ombra. Le luci e le ombre, le scabre movenze, tutto è misterico, sacrale e blasfemo al contempo; ne deriva una sensazione fisica di turbamento, orrenda e bella quanto il peccato. Splendido.

    p.s.“ Mille cardinali portati con trenta taxi che facevano la spola tra S. Pietro e piazza Cavour, al cinema Ariston. Venti minuti esatti di applausi hanno fatto, quando è apparsa la dedica a Giovanni XXIII. A Parigi, la proiezione dentro la cattedrale di Notre Dame, andata ancora meglio: niente lavori improvvisi.”
    Alfredo Bini (da “l’Europeo”, 28 novembre 1975)

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