Doris Emilia Bragagnini: Gelido di tocco

bonni reid

Non

Come mani senza dita
le mie parole prensili
addette alla banchina della vita
e occhi per guardare quanto passa o resta
farne ricordo, di quanto non è stato

Se mai avessi avuto pioggia sulla pelle e
indumenti asciutti alla valigia sotto il letto
sarebbe stato sbarazzarsi di una facoltà ingombrante
quella di riparare al nulla i polpastrelli

che non fiatano – domestici –

 *

Assoluzione sinfonica

Assoluzione sinfonica
contrattempo – di un banale schianto

luci imperterrite, a ritroso propagate
scia di passi storti in branchie asciutte
e quel parlare ovvio, mattoncini -lego-
infilati in bocca

Saprei cadere non ci fosse gravità
(il mio volo è approssimato)
devio volantini all’ingresso di un cinema all’aperto

posso precipitare all’infinito…

*

Così è

Sei l’inappetenza che ho dell’ordinario
un -rigo verticale- sulla bocca
la nota che incupisce gli angoli
se alla chiave del tuo orgoglio giungo in punta
tra il taciuto e l’evidente, l’increspatura a pelle
l’oscillazione all’antro del permettermi un refrain

Così è l’eterno al gioco
sbattere su gradi di caviglie, la mano a spingere sul collo
mentre è -dentro- che mi piego mio malgrado e
i colpi sono densi, provocazioni a vivere
che flettono in salita giusto all’attimo di contenere il grido

nell’assesto più profondo

*

In fondo al cerchio
Voglio essere quell’attimo
in cui dico –sono il rosso
in fondo al cerchio

È scarlatto che mi sale addosso

— un istinto che precede
lo stupendo, inesplicato
uragano dentro agli occhi che

si specchiano a ritroso

mentre mordo questo labbro
a permettere il progetto
che –gattona– per la stanza

bonni reid

Mutante


Così, stolidamente assumo
la forma del mutante e
mi assoggetto al rombo
che mi sgretola le ossa
scricchiolando con più foga

Voglio disarcionare il mostro
che mi penetra d’angoscia
-senza smuovere piacere-
come gomma che si squaglia
aderire circostanza
per ridurre l’imperfetto
nonconfine che più muova

nel -murare- questa rabbia

*

L’attigua

Mi rimane a volte libera – l’attigua –
per sola clemenza, indulgenza o sorpasso
che scorre, come suono di latta
bidone/rimbombo, percossa
da quanto nemmeno fraintendo

insaputo

Non ho memoria di me
galleggia nella mente una figura orizzontale
vedo i suoi capelli, morti

M’inabisso a testa emersa

*

issando il gesto

issando il gesto
a saperlo tenere in punta di ciglia
scivolato, non di -piena- trasparente
rimanendo assorta, liquida
la goccia a zampillare come dal centro il latte
ché nutrire il ricordo rende gravide le mani
strette a coppa (forte), per l’offerta

e tu sia l’artiglio
o la tigre del cerchio – il fuoco

la mia -lingua- come di madre al cucciolo
non ti sarà confine, impasto di carne e storia
l’areola scoperta, le pieghe lambite
sterpaglia lasciata all’alcova dei venti
quando immobili e stanchi, indivisi
lasceremo le armi

*

gelido di tocco

a morire in un vento rosso di follia
sorprendermi di lama intransigente
biascicare – interludi – dedicati sfioramenti
sentilamialinguacometaglia e il soffiosibilo
che ti starà come un segreto
steso all’inguine – gelido di tocco

____________________________
_________scenderescenderescendere
un’inumana chiocciola – vertigine asciugata

nella foresta della mia amazzonia ruspo un cratere infido
dal di dentro frantumo la mia casa e
questa mia mostruosità raccolta – parole ticchettio

lei aveva occhi grandi e
spazi angusti dove mescere le tarme”…

un colpo, un tonfo, forse un ringhio, smorto
spento, come un lenzuolo, avvolto

23 Comments on "Doris Emilia Bragagnini: Gelido di tocco"

  1. Il corpo, mappa e universo, sfiorato da una panoramica di dettagli e primissimi piani. Centro che si stacca dalla sua gravità. Più che il vagheggiamento di una fuga, un contrappunto che si libera nell’anima.
    Abele

  2. roberto matarazzo | luglio 8, 2010 at 06:15 | Rispondi

    doris ha una capacità unica di rendere in poesia il proprio “io” fecondo, da Donna dotata e sofisticata, autentico talento nel novero del fare contemporaneo…

  3. Una poesia tattile, sensibile, con una capacità di rallentare il tempo e concentrare la mente sul singolo gesto, il singolo tocco e tutto il ramificarsi d’ogni conseguenza. Complimenti.

  4. Sono letteralmente affascinata e dalle poesie -in primis- ma anche dalle immagini a corredo.

    Cordialmente
    F.G.Donati

  5. grazie. Abele, di aver proposto Doris, una poetessa che amo e che trovo davvero originale ede espressivamente unica.
    belle le immagini che accompagnano le poesie.
    Un caro saluto a entrambi.
    cri

  6. Pane per l’anima, grazie Abele ed un grande in bocca al lupo a Doris!

  7. confessiogoliae | luglio 8, 2010 at 20:44 | Rispondi

    quasi in osservazione da altra dimensione, Doris annota, con cristallino talento, lo scorrere. E’ uno scorrere non uniforme: denso di impennate carnali, ascende. Inesorabile, ascende e accende sensazioni.
    Bella proposta.
    Applausi all’autrice ed al padrone di casa…

  8. Doris,
    da anni ci leggiamo e commentiamo reciprocamente, in piena onestà intellettuale e per amor di Poesia.

    La tua è Poesia allo stato puro:
    “canto d’emergenza dei pensieri
    nato da un sentimento
    … spinoso,

    vaga un piccolo morire
    (Celan)

    Esprimono l’angoscia di un Es, a volte imploso e spacca dentro a sangue,
    altre (gelido di tocco) che esplode
    in tutta la sua umana “brutalità”.

    Mi colpisce, nelle tue,
    (a livello emozionale, non di certo intellettuale che di questo poco ci importa in Poesia) quel freddo psichico
    strisciante che cerca un foro d’uscita
    per la sua “espulsione”.

    Sei Poeta, autentica, essenziale, pregnante,
    ed è un Vero piacere leggerti.

    Molti “poeti” si ancorano al passato pensando di poter fare Kultura aggrappati alle stampelle del già stato, e restano “veline”, parole morte prive di vibrazione, “non suonano” o suonano come monete false.
    La Poesia è urgenza.

    La tua Poetica vibra, è vita, è Vera.
    Tecnicamete hai acquisito grandi capacità date da un ritmo tuo,
    interno e
    – interiore – ( è questo che Parla ed esprime) che al lettore arriva tutto, empaticamente a cerchio
    (che stringe dentro).

    B r a v i s s i m a,

    Ezia

  9. come ezia anche io ritengo che la tua sia la poesia più pura che io abbia mai letto. pua nel senso luminoso del termine, come un diamante.
    mi sorprende ogni volta la tua capacità di taglio, di lama.
    bravissima si. e vorrei saperti dire quanto

  10. Giancarlo locarno | luglio 9, 2010 at 12:42 | Rispondi

    Corpo che diventa altro, l’assemblaggio di mattoncini lego che compongono oggetti interiori, regolati dalla legge di gravità di un mondo che è espansione diretta del corporale.
    Nel suo fondo custodisce una forza ora benigna, ora ‘mostruosa’ e il suo colore è il rosso.
    Un mare primordiale solcato da ‘dettagli e primissimi piani’ (come dice abele) che compongono i ‘frammenti di un discorso amoroso’ e la poesia è come un intreccio sequenza di questi frammenti.

  11. Doris Emilia Bragagnini | luglio 9, 2010 at 16:07 | Rispondi

    È difficile entrare in questa pagina per salutarvi e ringraziare, mentre ne avverto forte l’esigenza.
    Tendo a rimandarne il momento e ho cancellato parecchi messaggi.
    In ciò che scrivo -sfugge- quanto di più vicino all’essere me riesca a sapere; una volta separatami dal testo, nell’osservarlo, io mi sento così esposta…

    Caro Abele, grazie per aver accolto i miei versi, vederli qui, dove scorrono le “parole“ di tanti autori che stimo moltissimo, rende l’evento una cosa speciale, che m’infonde fiducia e di cui ti sono veramente grata (bellissima la tua presentazione).

    * Roberto, sei persona così cara e di finissima sensibilità, ciò che dici mi onora e mi rende felice. Grazie, un abbraccio.

    * Antonio, grazie per l’attenzione e per l’analisi davvero gradita.

    * Fiorella, sono lieta che le siano piaciute ed è vero, ottima la scelta delle immagini che completano la pubblicazione, anche questo è stato un regalo.

    * Piermaria, grazie per avermi letto e lasciato un messaggio.

    * Cristina, è bello saperti qui, il mio percorso poetico lo conosci fin dall’inizio, tu ed io siamo entrate subito in sintonia proprio e grazie alla lettura dei nostri testi e, oltre che una cara amica, sei stata punto di riferimento indispensabile per me che muovevo i -primi tasti- in web e in questo mondo … grazie per l’apprezzamento, non è affatto scontato e mi onora.

    * Sabrina… grazie per avermi espresso la tua impressione, molto gradita… e grazie per l’augurio, che poi io adoro i lupi!

    * A Stefano Giorgio Ricci… il tuo entusiasmo e la descrizione di quanto trovi tra le mie righe è qualcosa che mi fa dire g r a z i e con un sorriso grandissimo!

    * Ezia… è vero, ci leggiamo e commentiamo da anni in onestà intellettuale e per amore di Poesia.
    In tutto questo tempo ho sempre ammirato e osservato di te la grandissima coerenza di pensiero nell’esprimere con sincerità quello che -sentivi – verso i testi d’innumerevoli autori, conosciuti, sconosciuti, amici o non… spesso ti sei trovata in posizioni scomode ma per te la Poesia rimane un ideale e la tua ferma lealtà ti impedisce di tradirlo. La tua stessa produzione, qualcosa di unico, che investe con forza, lascia il segno. Conosco il tuo amore per la letteratura, la tua preparazione e la passione, che non si manifesta verso cose in cui non credi. Tutto questo rende il tuo commento una delle cose più preziose mi siano mai arrivate e sono veramente molto commossa. Lo ricordo come un gran giorno quello che, con alcune tue osservazioni, mi ha aperto nuove possibilità percettive nello scrivere, tali da riuscire a riconoscere quella specie di bavaglio che piano piano sto andando a togliere dalla voce del -mio scavo nel profondo-… “Mutante” la devo a te, ha segnato l’inizio di un nuovo processo, che spero non mi abbandoni, la Poesia rimane la possibilità di sovvertire l’insovvertibile, la possibilità di abbracciarmi, di esserci. Grazie di tutto.

    * An. Tu che scrivi delle cose da cui mi sono sentita pervadere fin negli ultimi recessi… siamo arrivate a -intuirci- in maniera fortissima, spesso tra me e te il linguaggio non è stato barriera anzi, superfluo;
    grazie per avermi lasciato la tua approvazione, ho massima stima del tuo -senso- poetico e anche della tua correttezza ad esprimerlo, e laddove la mia consapevolezza manca, la tua parola a riscontro è importante sempre.

    * Giancarlo, ben ritrovato, anche tu sei una delle figure che hanno segnato una tappa indimenticabile nelle mie scorribande alla ricerca di un dire singolare, capace di scoccare quella freccia che, magari non capisci ma che non può fare a meno di colpirti e lasciare il segno. È stupenda la tua analisi e ti sono immensamente grata per avermela
    -regalata-.

    Spero d’essere riuscita a salutarvi tutti e a non risultare pesante nel farlo, a ritrovarci, nel leggerci…

    Doris

  12. Alcune mi è capitato di leggerle sparse per dove le lasci, singole e momenti.
    In questo preciso e intelligente incolonnamento hanno un aria nuova e prendono quel carattere che avevano già, ma non così evidente di, inevitabile, di strenua lotta e poi una resa.
    poesie dell’ io, intrinseco e onesto, che proprio perchè ” vestito ” sembra lasciato a nudo, in quella trasparenza che ti costringe a guardare, dove viceversa avresti bisogno di uno sguardo solo.
    E per vestito intendo il tuo modo ” tecnico ” di scrivere, di scegliere un titolo, di fermare una parola.
    Un gelido tocco, proprio a metà tra un piacere e una sofferenza.
    bravissima Doris, e impeccabile contesto.

  13. lascio veloce (per intanto, sono in partenza per qualche giorno) il mio riscontro sempre molto emozionato per la tua poesia (sì, anche per Doris tutta :))
    che trovo elegante, capace di seguire pulsando il ritmo interiore e di restituirlo avvolgente.
    Il lettore si sente preso da un vortice a volte bruciante, a volte tagliente (ma il taglio brucia si sa, se la parola è affilata)
    femminile nel senso più alto del termine.
    Per il resto mi accodo ai bei commenti soprastanti, che non voglio fare quella dell’ultima parola 🙂 (scherzo naturalmente)

    un abbraccio

    un ciao grande a te e ad Abele, agli amici tutti che qui ho trovato

  14. Serenella Tozzi | luglio 10, 2010 at 14:19 | Rispondi

    Trovo le tue poesie lanciate verso un’espressività più che contemporanea, avveniristica direi.
    Con un linguaggio aspro, inclemente, esprimi una lacerazione che brucia nell’animo e che riesce a trasmettersi in chi legge.
    Hai raggiunto un aspetto tutto tuo nell’esprimerti, riconoscibilissimo, personale.
    Sono felice di avere questa occasione per farti i miei complimenti.

  15. Doris Emilia Bragagnini | luglio 10, 2010 at 21:22 | Rispondi

    * Romeo, ci conosciamo da poco e solo attraverso in nostri testi ma fin dall’inizio sei stato così generoso con me nell’esprimere il tuo pensiero attento e profondo… grazie!!

    * Marg Ealla 🙂 cosa sei tu… che unisci un’incredibile capacità sezionante di -entrare- nei testi a quella di saperlo scolpire in modo poeticamente illuminato attraverso i commenti in cui, ovunque possibile, ho amato leggerti… senza parlare poi della tua poetica: unica e straordinaria, che ha saputo aprirmi a un mondo nuovo, un varco dentro.
    Grazie per esserci, sempre, in ciò che tu globalmente sei, e sei per me. Un abbraccio!!

    * Serenella, è bello ritrovarti qui… vincendo la tua riservatezza hai lasciato un pensiero che mi rende particolarmente contenta, conosci “dall’inizio” il mio viaggio e questo ti rende osservatrice doc… anche a te, grazie!

  16. Grazie, Abele. Due sorprese (prima Stefano, adesso Doris) in questo mio primo affacciarmi al tuo blog.
    Una poesia, quella di Doris, senza sconti per nulla e nessuno e soprattutto senza perdono per sè.
    S’addensa e cola lento il sangue che troppo spesso si dimentica in circolo.
    “Così è” come lei stessa così bene sa mostrare.
    Grazie ancora, Abele e grazie e complimenti a te, Doris.

    clelia

  17. Grazie a Doris, a tutti voi, e il mio benvenuto a chi ha commentato per la prima volta su Neobar.
    Abele

  18. Doris Emilia Bragagnini | luglio 30, 2010 at 20:49 | Rispondi

    Clelia, in ritardo ma ci tengo a ringraziarti… avverto tra noi un modo “simultaneo” di percepire i nostri versi…

  19. Qui, è ben chiara la storia delle rotte, percorrenze di navigazione che cambiano, e portano non tanto in porto da qualche parte, ma mantengono in navigazione, convinto il capitano, che sia il movimento delle onde solo un moto apparente e la misura del profondo un gesto da provare nelle proprie interne acque, finchè scolmano o scollinano,diventando terrestri rive e rime nuove, su queste rocce affacciate all’oceano di poesia. Grazie per questa presentazione,ferni

  20. Paola Puzzo Sagrado | febbraio 20, 2011 at 12:28 | Rispondi

    La poesia di Doris Emilia Bragagnini prescinde, a mio parere, da qualsiasi commento. E’ poesia che, a un certo punto, accade. Come un mancamento d’aria, un’onda di passione, il serrarsi di un pugno, un graffio, uno scatto, un attimo di nervosismo. O di nostalgia.

    E’ puro istinto e, come tale, travolge. Per questo ho sempre “sentito” e considerato la voce di D.E.B. sin dalla sua “Presagi di lupi”, come una tra le più originali, espressive, interessanti ed intense nel panorama poetico femminile contemporaneo.

    Grazie per i tuoi versi, Doris. Sono in debito con te di parecchia emozione! 🙂

    (Questo commento prescinde dall’amicizia e dalla stima personale, che sono nate successivamente, ed è posto qui semplicemente ad onor del vero e del bello)

  21. Paola la tua presenza nella mia vita è, da quando sei arrivata, qualcosa che mi fa fare pace con tante cose, l’amicizia è forse per me l’ideale maggiore e altre all’affetto nutro per te una grande stima, mi conosci e sai che oltre al mio semplice grazie per le tue parole, c’è molto di più… tutti i discorsi fatti sulla nostra grande passione e necessità comune: la Poesia. Grazie per essere passata di qui e la tua “testimonianza” perché per te, per me, scrivere non è forse -fede-?

  22. ribadisco tutta la mia stima alla poesia di Doris
    l’amicizia è pari all’ammirazione per la sua originalità, leggo i primi versi e so subito che è sua.
    sono contenta di questa nuova opportunità di leggere e approfondire i suoi bellissimi testi.
    cb

Leave a comment

Your email address will not be published.


*