Jan Švankmajer: Cibo

“Mangiare assume una dimensione fortemente erotica, ma può anche diventare un atto cannibalistico attraverso cui tutta la misantropia accumulata viene espulsa. Si tratta in ogni caso di un’attività ludica, e in quanto tale va oltre l’esigenza di riempire lo stomaco.”

Jan Švankmajer

Il “cannibalismo” di cui parla Švankmajer caratterizza Jídlo (Cibo), cortometraggio del 1992 realizzato vent’anni dopo la sua ideazione, in tempi quindi lontani dall’invasione del fast food a cui il film, nella prima parte, sembra fare riferimento. Jídlo consiste in una progressione (montaggio veloce, continuo alternarsi di primi piani) di appetiti che culminano appunto con il cannibalismo. Si divide in tre parti: colazione, pranzo e cena. Nella prima parte lo stesso menu di base (salsicce, pane e mostarda), oltre alle posate di plastica, passano da un “uomo/macchina erogatrice di cibo” all’altro. Nella seconda, in un ristorante con qualche pretesa, due uomini, costantemente ignorati dal cameriere, finiscono per mangiare qualsiasi cosa, a partire dai fiori sul tavolo (chiaro il richiamo al Chaplin della Febbre dell’oro, con la differenza che Charlot/pollo riesce a farla franca, qui invece uno dei due si avvicina minacciosamente all’altro con coltello e forchetta). Nella terza parte, un ristorante di lusso questa volta, chi mangia fa largo uso di spezie e salsine… ma per condire cosa?

Possibili morali:
Fino a quando gli esseri umani permettono di essere trattati come bestie, non deve sorprendere se poi di fatto diventano bestie.
Gli esseri umani non hanno mai cessato di essere bestie.
La fame può diventare una patologia incurabile, come succede con il potere.

7 Comments on "Jan Švankmajer: Cibo"

  1. Fino a quando gli esseri umani permettono di essere trattati come bestie, non deve sorprendere se poi di fatto diventano bestie.
    Gli esseri umani non hanno mai cessato di essere bestie.
    La fame può diventare una patologia incurabile, come succede con il potere.

    FAME DI POTERE e poter avere fame sono due cose che non si escludono a vicenda. Il fatto è che il potere della fame è di non trovare mai soddisfazione e cibarsi è solo un espediente per avere fame ancora.
    La morte, mettendo fine allo stimolo ne crea un’altro in chi di morti si nutre e dunque innescando un carosello senza fine.
    Quanto al cannibalismo ormai ne abbiamo visto di praticato in diretta così spesso che non serve andare nei paesi non civilazzati:hanno molta più dignità e determinatezza nelle scelte praticate da poterli più civili di noi.f

  2. Marlene Carboni | giugno 4, 2010 at 19:20 | Rispondi

    non riesco ad aggiungere una sola parola dopo aver letto Fernirosso’ comment.
    Niente di più congruo!
    Grazie ad Abele ed a Fernirosso.
    Marlene

  3. roberto matarazzo | giugno 5, 2010 at 08:22 | Rispondi

    genialità immaginifica di autore che trovo importante sotto il profilo delle idee…

  4. E’ chiaro che questo non è mangiare, ma FAGOCITARE! Il cibo dei due filmati è un crescendo di DISGUSTO! I commensali più che bestie sembrano AUTOMI…c’è qualcosa di PATOLOGICO in tutto ciò.
    Lascio l’ analisi ha chi ha più competenze di me.

    Rosaria

  5. sono incredibili Abele! la visione di fernirosso mette in evidenza anche il nesso con il potere
    e in effetti, nel primo ci sono le tre monete che innescano il rituale (oltre al meccanicismo del tutto, c’è quel cibo che ritorna in su per il prossimo,quel wurstel insomma, che disgusta e inquieta, ma è anche molto realistico nel riciclo)
    nel secondo, oltre alla tua ottima osservazione, c’è comunque una differenza di ceto che si avverte fra i due, e comunque l’homo homini lupus è alla fine proprio quello che inizialmente sembra il più raffinato,
    nel terzo, la sovrabbondanza di leccornie, direi di sovrastrutture, di contorno, anche raffinate, non copre, anzi esalta il fatto che il piatto sotto sia ottenuto per cannibalismo.

    Che proposta!
    grazie

  6. Molto inquietante!

  7. malos mannaja | giugno 7, 2010 at 06:53 | Rispondi

    possibili morali: io posso, tu posso, egli, posso. noi possiamo, voi possiamo, essi possiamo.
    coniugazione di potere e di invisibili morali.
    morali che potranno essere alti o bassi a seconda di (chi spezia chi).
    🙂
    🙁

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