Malos Mannaja e Lapo Orage: DRAMMAIALE

 

Heidi SS: – Belli abbronzati, diventano progressivamente extra-comunitari. Poi o lavorano in nero o vengono espulsi. Così che la riforma della costituzione possa ratificare che “l’Italia è una repubblica privatizzata, fondata sul lavoro nero e sul consumo”. E’ chiaro che, fino al raggiungimento della maggiore età, il giovane stato nascente dovrà essere posto sotto tutela della mafia.

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Drammaiale

15 Comments on "Malos Mannaja e Lapo Orage: DRAMMAIALE"

  1. Tutto ci viene rovesciato addosso nella sua perversità ed ignoranza dimostrando quanto chi muove i fili si senta al sicuro. All’arte e alla letteratura spetta il compito di resistere, e la satira in particolare diventa strumento più di altri efficace a smuovere, a disvelare, quanto, nel nostro caso, è comunque fin troppo apparente. Tutto precipita, soprattutto per chi ha creduto che bastasse andare a scuola di realtà, imparare a chiudere gli occhi e a turarsi il naso. Il rimedio alla disperazione lo offre la televisione, i media in generale, che insegnano ad essere altro, “spensierati nella botte”…
    Ci sono però ancora spiriti puri e audaci. Conoscevamo già Malos (su neobar estratti del suo Puromanzo), trova ora un complice in Lapo Orage, e visto che si tratta di un dramma l’augurio che dalla carta passi sul palco e come un sassolino (ho in mente i bei versi di Ferni) disegni tanti centri concentrici.
    Buon viaggio Drammaiale
    Abele

  2. Abele ha detto tutto. grazie perché posso condividere quanto, anche il commento.

  3. Grazie Cristina!

    Non so Lapo, ma Malos non conosce (dice di non conoscere) Facebook… :), e visto che c’e’ chi legge neobar su FB, ho pensato di riportare qui il commento di Simonetta Bumbi (grazie simy):

    caro abele, ho letto oggi, ma solo ora trovo il tempo giusto, primo per complimentarmi con te, per ciò che di interessante sempre proponi, e poi con i due mitici “vivisezionari del visto”, ché scrivono trasportando ciò che hanno aperto con i loro occhi. il malos è futurista già in tempi insospettabili (lo leggo da un bel po’), il suo socio mi ricorda qualcuno, ma non so se sia lui, cmq entrambi fantastici. una bella fusione. complimenti, davvero. a voi.
    ciao, abele, e notte serena.
    simy

  4. roberto matarazzo | aprile 29, 2010 at 11:37 | Rispondi

    dico solo: una telefonista call center (si scrive così?) mi chiama ed io infastidito rispondo male alla petulanza ecc… poi lei mi dice che è il suo lavoro (noioso) e parlando, mi dice che è milanese, convive con il suo compagno, insieme guadagnano quattro soldi, non possono crearsi una “vera famiglia” e che prende pillola contraccettiva, ha la spirale, lui usa il profilattico perchè mai ipotesi di restare incinta e abortire, e scoppia a piangere.. non credo sia necessario altro, episodio di vita vissuta, la sua voce potrò mai dimenticarla?

  5. come dice malos, la realtà supera la finzione 🙂
    mi viene in mente, Roberto, una scena di Short Cuts (America oggi) di Altman, in cui una donna “intrattiene” al telefono un suo cliente mentre cambia i pannolini al bambino…

  6. Ho iniziato a leggere…e mi sembra che quanto scrivono Malos e Lapo sia a dir poco “tragicomico” e molto amaro, ma vero, realistico! Ben venga la satira politica, ma servirà a cambiare lo stato di cose?! Secondo me siamo precipitati in un baratro senza possibilità di ritorno: ci vorrebbe una vera e propria palingenesi.
    Nell’ attesa auspico ed auguro agli autori che “DRAMMAIALE” vada in scena.
    In fondo anche il poeta Federico Garsìa Lorca credeva nella forza educativa del teatro e nelle sue possibilità rigeneratrici del genere umano.

    Un caro saluto,

    Rosaria Di Donato

  7. ringrazio abele per l’ospitalità più che generosa (ricambierò con un posto d’onore “omaggio” in prima fila per il debutto del drammaiale alla scala).
    🙂
    e un abbraccio a tutti gli aficionados di neobar (qui cristina bove, simy, roberto matarazzo e rosaria di donato) che hanno voluto condividere un loro pensiero.
    (ps: credo di far cosa gradita a lapo-paolo ringraziando tutti anche a suo nome)

  8. ho letto,quella banda di eroici pazzi! Dissacra-tori dell’ultima generazione,fanno razioni e gavettoni a tutti senza risparmiare nè uomini né cose. Sul palco salterebbero le assi…e tutti gli assi, della manica. Grazie alla vostra spudorata e piena di grazia intelligenza, che non butta niente. ferni

  9. Anch’io sto leggendo pian piano e trovo che gli autori abbiano fatto autenticamente teatro, alcune scene mi hanno ricordato lo stile di Scimone e Sframeli (per citare dei contemporanei).
    Il poter vedere un’opera simile (senza censure) in scena (a teatro)sarebbe sicuro segno di una “ripresa”, ma i tempi sono tali da renderci quotidianamente non solo spettatori, quanto attori paganti di un dramma che non suscita in noi alcun panico: “La situazione è sotto controllo” e seppure ci scappasse il morto, sapremo come interpretare la “vergogna” e dove rifornirci di “casse” a buon mercato, perchè alla fine, ogni morto cede il proprio “posto” ad un altro morto, che però crede di godere di ottima salute.
    Tutta la mia ammirazione a Malos (del quale già in passato ho avuto modo di leggere ed apprezzare la scrittura e lo stile) e Lapo!
    Un saluto ad Abele ed ai lettori di Neobar 🙂
    Anto

  10. giancarlo locarno | aprile 30, 2010 at 12:36 | Rispondi

    Questa è la seconda quadrumania che leggo (la prima è habitat naturali e antro pc con margherita), e immagino (o forse no) cosa mi aspetta (mutatis mutandis).

  11. se margherita e malos acconsentono passiamo poi alle loro quadrumanie,
    ce n’e’ anche un’altra di malos e stefano ricci…
    immagini bene 😉
    ciao!

  12. L’ho salvato e lo leggerò nel tempo libero. Stimo molto la scrittura di Malos.

  13. ringraziamento speciale a fernirosso e a antonella (fin troppo generose) e a giancarlo e a D.Q. (in bocca al lupo da lapo e malos)
    🙂
    poi, come al solito esistono una manciata di copie cartacee (copy-left e no-profit) che posso inviare gratuitamente a chi ne faccia richiesta, così da appendere il drammaiale sulla libreria a stagionare (basta comunicare dove spedirlo a malosmannaja@libero.it).

  14. Rossano Segalerba | maggio 8, 2010 at 19:21 | Rispondi

    Ciao Malos,
    un saluto da un tuo vecchio amico!

  15. “[…] e dopo maiale, Majakowskij […]”

    F. de Andrè

    Il poeta è un operaio

    Gridano al poeta:
    “Davanti a un tornio ti vorremmo vedere!
    Cosa sono i versi? Parole inutili!
    Certo che per lavorare fai il sordo”.
    A noi, forse, il lavoro
    più d’ogni altra occupazione sta a cuore.
    Sono anch’io una fabbrica.
    E se mi mancano le ciminiere,
    forse, senza di esse,
    ci vuole ancor più coraggio.
    Lo so: voi non amate le frasi oziose.
    Quando tagliate del legno, è per farne dei ciocchi.
    E noi, non siamo forse degli ebanisti?
    Il legno delle teste dure noi intagliamo.
    Certo, la pesca è cosa rispettabile.
    Tirare le reti, e nelle reti storioni, forse!
    Ma il lavoro del poeta non è da meno:
    è pesca d’uomini, non di pesci.
    Fatica enorme è bruciare agli altiforni,
    temprare i metalli sibilanti.
    Ma chi oserà chiamarci pigri?
    Noi limiamo i cervelli
    con la nostra lingua affilata.
    Chi è superiore: il poeta o il tecnico
    che porta gli uomini a vantaggi pratici?
    Sono uguali. I cuori sono anche motori.
    L’anima è un’abile forza motrice.
    Siamo uguali. Compagni d’una massa operaia.
    Proletari di corpo e di spirito.
    Soltanto uniti abbelliremo l’universo,
    l’avvieremo a tempo di marcia.
    Contro la marea di parole innalziamo una diga.
    All’opera! Al lavoro nuovo e vivo!
    E gli oziosi oratori, al mulino!Ai mugnai!
    Che l’acqua dei loro discorsi
    faccia girare le macine.

    W. Majakowskij

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