Alessandro Salvi: Piovono formiche carnivore

 

http://sociology.rutgers.edu/IMAGES/water-mellon.jpg

 

CADERE

cadere
rincorrendo
il basso
sfracellarsi
in fondo
precipitare
come un’anguria
nella folle
sua corsa
e la fine
sua quando
mostra matura
la rossa sua
polpa e i semi

NERI

come pensieri
di potenziale
suicida


ARS (IM)POETICA

Se fossi un pastore tedesco
desidererei essere una chiave inglese:
un attrezzo o arnese atto a riparare
guasti e storture provocati da mani
poco attente, o inesperte. Non un
cane di razza, una qualsiasi razza di cane
fedele al proprio padrone, no
non mi va proprio.
Meglio riparare strutture che abbaiare
a delle persone senza conoscerle neppure.
Meglio un freddo attrezzo che un cane fedele
a una qualsiasi testa di cazzo.

QUANDO NIENTE HA SENSO

Non c’è niente da dire…né tantomeno da aggiungere…
Ci fosse almeno un minimo di buonsenso che mi dica
un qualcosa oltre a tutto quello che è già stato detto…
(Grigio e immobile come un sacco di cemento
dentro una carriola arrugginita.
Ecco come mi sento.)
Non c’è più fiducia in niente e in nessuno
e anche la poesia è diventata in fin dei conti
poco più di una sega mentale.
E allora prendimi per mano,
troveremo di sicuro un accordo
ne sono più che certo;
una sequenza giusta di note e tessuti,
un posto insomma… dove poter stare al sicuro.
E soli.
Trasmettimi il morbo della felicità
ma fallo con affetto e che l’effetto
non tardi a venire,
purché non debba più tardi avvertire
il dovere di amarti.

HAIKU

da dentro il pozzo
una rana gracida
sogna l’oceano

***

s’è fatto giorno
della notte brandelli
bruciano al sole

***

chi grida aiuto
affoga più in fretta di
chi sa tacere

***

stupisce sempre
l’ebbrezza d’ogni attesa
…a cosa fatta.

***

la luna pesa
stasera piena come
i miei coglioni

***

mare di seta
sgualcito dalla brezza
riposi pago

da Alessandro Salvi, Piovono formiche carnivore e altre inezie, Aletti Editore, 2008.

 

Alessandro Salvi (1976), vive da sempre a Rovigno, in Croazia. Sue poesie sono apparse su «La Battana», «Farapoesia», «Niederngasse», «The Muse Apprentice Guild»… Segnalato da Maurizio Cucchi su “Specchio” e “Tuttolibri”. Una sua silloge, “Ladro di tamerici”, ha vinto il primo premio al concorso d’arte e cultura “Istria nobilissima” del 2008.

11 Comments on "Alessandro Salvi: Piovono formiche carnivore"

  1. Molto carine queste poesie nella loro ironia.

  2. Grazie, Abele, di aver proposto le poesie di Alessandro Salvi.
    Confesso che non lo conoscevo, e mi sarei persa una voce davvero significativa.
    Mi piace davvero molto,
    trovo la sua poesia forte, incisiva, ne condivido contenuti e dislocazioni.
    Un Poeta.

  3. mi piacciono molto e colgo ironia e profondità, la rana che nel pozzo sogna l’oceano è visione grandiosa.. se l’Autore vuole è invitato a ex libris.. abele mi piace molto come segnali Autrici e Autori dotati di forza e impegno.. con stima
    roberto

  4. Cari Donatella, Cristina e Roberto. Alessandro e’ stato uno dei primi poeti che ho scoperto sulla rete grazie a un suo commento a delle poesie di Salvatore Toma (proposte anche su Neobar). Con Toma l’ho sempre associato per lo spirito icastico, l’immediatezza, il disincanto: la sfrontatezza e la consapevolezza del suo essere poeta.
    Grazie ad Alessandro e a voi, Abele.

  5. ENZO CAVARICCI | aprile 22, 2010 at 08:01 | Rispondi

    Davvero niente male! Congratulation!

  6. muchas gracias dei commenti, a dir poco incoraggianti. soprattutto a te Abele, per l’attenzione 😉

  7. Mi sembra Salvi un autore del “disincanto poetico”. Non ci sono più illusioni in cui perdersi: è meglio ri-dimensionarsi e adottare parole come “formiche carnivore”!

    Un saluto,
    Rosaria Di Donato

  8. Vincenzo Mancuso | aprile 22, 2010 at 20:40 | Rispondi

    Mi piace.Una voce fuori dal coro, ironica,coraggiosa.Bella proposta.Saluti Abele;)

  9. Grazie Rosaria e Vincenzo. Concordo con le vostre osservazioni, spero di ricevere presto dei nuovi testi da Alessandro.

  10. ricordo (forse le avevi postate su splinder).
    in ogni caso, direi ottime e abbondanti (ho sempre pensato che soprattutto l’impoetica ci salvi dal cadere, nell’atto dello slancio retorico-lirico)
    amen.

  11. ehi ma che belle! leggere e profonde allo stesso tempo, ironiche, capaci di cogliere la disillusione del reale, ma anche di non piangersi addosso

    mi piacciono in particolare ars (im)poetica

    e questi versi della successiva:

    “Trasmettimi il morbo della felicità
    ma fallo con affetto e che l’effetto
    non tardi a venire,
    purché non debba più tardi avvertire
    il dovere di amarti.”

    ciao!

Leave a comment

Your email address will not be published.


*