Lysistrata, Amman 29 marzo

lenia gadaleta Dice:
marzo 30, 2010 alle 6:57 am

martedi 30 Lysistrata è passata ad Amman, nonostante i problemi tecnici ha portato il riso in una etereogenea platea un pò araba un pò italiana. Ascoltare il diverso riso e riconoscerlo, esperienza per certi versi inebriante. Un riso che a volte non trovava lo spazio per esplodere, questo mi fa riflettere che abbiamo ancora molto da lavorare sul lasciare respirare i corpi che vengona a noi e creare delle dilatazioni possibili senza rompere il ritmo.

Resta la sensazione piacevole di un cuore più aperto e disponibile agli altri e questo vale la pena di tutto

6 Comments on "Lysistrata, Amman 29 marzo"

  1. Si ride tanto, ed e’ questo un valore aggiunto per una compagnia che concepisce il teatro come ricerca, sperimentazione, forma di resistenza. Il comico che viene dalle viscere, il sesso sgonfiato dalla sua “pompa magna”. E si pensa. Perche’ la guerra arriva nuda, nei suoi sporchi interessi. Il potere vivisezionato in tanti pezzi di… (con riferimenti non affatto casuali). Testo che decostruisce impietosamente la commedia di Aristofane con trovate esilaranti. Attrici e attori dalla grande presenza scenica.
    … e tanto altro ancora di cui scrivero’ presto,
    Grazie Astragali
    Abele

  2. Penso che tu stia vivendo un’ esperienza unica, soprattutto sotto il profilo umano e la cosa bella è che, insieme alle persone che sono intervenute su Neobar e che la condividono con te, stai cercando di trasmetterla, in diretta , anche a noi. Grazie perché ci rendi partecipi di qualcosa di vero e di intenso, al di là di tutte le informazioni tecniche che potrebbero darci i media.
    Ci giunge la sensazione di cui scrivi “di un cuore più aperto e disponibile agli altri” e questo ci ricorda perché valga la pena di vivere!

    Un saluto,

    Rosaria

  3. omar suleiman | marzo 31, 2010 at 09:21 | Rispondi

    Amman ,29 marzo 2010 ,sono le 23 ,ce moltissimo vino ,bella musica e una atmosfera di festa al settimo piano del ristorante palmera di amman ..vorrei opoterlo fare ma non riesco a stare nella atmosfera ,sono molto teso.
    domani mattina devo partire per la palestina prima dei miei amici degli astragali per gli ultimi ritocchi all’organizzazione del lavoro a sabastya.
    ogni volta e’ come un gioco alla lotteria ma questa volta ho delle strane sensazioni…dormo pochissimo e la mattina presto prendo un taxi per andare al confine…dopo l’infenita attesa ed il mare di domande,sempre le stesse,da soldaini/e diversi…finalmente ho il visto per entrare nel mio paese e andare a casa mia (sic…)…
    La palestina e’ bellisima in questo periodo..nonostante tutto…
    un esplusione incredibile della natura..verde fiore
    in giornata arrivano i miei amici ,saremo ospitati nella cittadina di sabastya,un centro archeologoci ,molto bello .e dopo domani si inizia a lavorare..

  4. Caro Omar, appena arrivato a casa. Spero tutto bene e che gli Astragali siano arrivati in Palestina senza problemi.
    Un abbraccio a voi tutti e’ stata un’esperienza unica e preziosissima per me e per Edgar, al di là del fatto artistico.
    Un abbraccio a voi tutti, a Rosaria e a chi vi sta seguendo attraverso il blog.
    Abele

  5. serena stifani | aprile 2, 2010 at 04:25 | Rispondi

    lasciamo amman.
    iniziamo il viaggio per la palestina. controlli continui.
    transiti disperati. tante volte negati
    alla frontiera ripetizione continua delle procedure: si ripetono le domande (sempre piu` strane) si ripetono le file in attesa di superare il controllo. mostriamo il passaporto 6 volte (alcuni di noi molte di piu`) e questo fa impressione perche` alla fine rimaniamo sempre nello stesso luogo, controllati da ragazzine in uniforme israeliana che scherzano tra di loro, ma che hanno un atteggiamente arrogante e violento con tutte le persone che chiedono un visto per la palestina. sono queste ragazzine e ragazzini di non piu` di sedici anni che fanno gli interrogatori, che decidono di lasciarti passare, che ti urlano in faccia.
    passaporti che girano di mano in mano, persone che passano da ufficio a ufficio.
    un uomo con un bambino che doveva andare a ramallah a trovare suo padre in fin di vita viene mandato via all`ultimo controllo.

    siamo passati. saliamo su un altro autobus. ancora controllo del passaporto. gerico.
    Appare un`umanita` possibile. la terra. le montagne si dispiegano. bambini che giocano,
    Arriviamo a Sebastya SETTORE C, vuol dire settore a controllo israeliano
    mi domando come sia possibile parlare di perdono.
    uil lavoro che ci aspetta sara` molto duro

  6. omar zaghloul | aprile 9, 2010 at 20:26 | Rispondi

    Grazie a tutti
    Grazie per aver preso le probabilità per raggiungerci, vi ringrazio per ogni punto che avete fatto la gara
    Le parole non possono esprimere.

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