Antonella Foderaro: Custodi dell’invisibile

Marta Czok

“Sei diverso dagli altri” – mi disse bisbigliando una vocina – “non sei di pezza tu, sei forte”.
Aveva grandi occhi scuri, profondi ma scostanti ed un tocco attento e lieve, come di chi cerca una risposta, la verità su di un segreto.
Io, che piccolo non ero e neppure ingenuo, piuttosto scontroso in vero, fingendo di dormire rimasi inerte e decisi che certo sarebbe stato più prudente non dire niente e tutt’al più starla a sentire.
Non ero adatto a lei, me ne accorsi appena mi scelse tra bambole e pupazzi.
Loro tutti colorati e soffici, vestiti come si deve, io grigio e freddo, un’accozzaglia di fascette metalliche, fili e grosse viti, rigido e freddo come la pancia di una tartaruga. Capii subito quale fosse il suo vero intento: smontarmi per puro passatempo!
Mi strinse forte al petto, poi udii che diceva ad un commesso: “Scelgo questo!” mi mise in un sacchetto ed una volta a casa mi nascose in fretta sotto il cuscino. Ritornò solo quando fu sera, senza accendere la luce s’infilò sotto le coperte e bisbigliò: “buongiorno, adesso tocca a me dormire, tu farai la guardia al mio giardino!”
Che curiosa creatura! Mi tratteneva una gamba, quasi avesse timore che mancassi al mio impegno, poi pian pianino la presa si allentava ed il suo respiro si abbandonava al sonno quand’ecco un rapido palpitare di ciglia, un broncio di chiaro disappunto e subito mi voleva abbracciare … un tipo duro come me … l’avrei potuta svegliare … o peggio, farle male …
Cercai di riprogrammare la distanza, ma appena si creava un vuoto tra noi, avevo freddo.
Non dormii per tutta la notte … se la mia corazza era impermeabile cos’era quella strana sensazione? Quando di buon mattino lei si alzò e mi disse buonanotte e con un bacio mi ripose sotto il cuscino, esausto mi convinsi di essermi appisolato e di aver anch’io sognato, il freddo ed anche il giardino.
Passarono mesi e stagioni, finché smisi pure di contarle: lei mi stringeva tutta la notte dopo avermi augurato il buongiorno e mi baciava al mattino dandomi la buonanotte, non la vedevo mai se non in sogno.
Accadde d’un tratto e proprio al risveglio che un pensiero triste visitò la bambina e quel giorno, giunto il momento di custodirmi sotto il cuscino, per distrazione lasciò la mia testa far capolino … e la rividi finalmente alla luce dorata del mattino.
Si muoveva lenta nella stanza spoglia, nessun quadro, né specchi alle pareti. Nessun libro sulla scrivania, né giocattolo per terra, nessun fiore, né erba, solo tappeti di mille colori e cuscini agli angoli della stanza e tutt’intorno al letto. La vidi indossare una tutina rossa e andare via strisciando il muro come un gessetto.
Io non le avevo mai parlato, lei non mi aveva mai visto. Quella notte quando mi strinse in sogno mi accorsi che qualcosa aveva fatto cortocircuito nella mia testa e la mia armatura non era più la stessa, un vuoto della grandezza di un soldo faceva entrare il caldo ed uscire il freddo, quel freddo dentro che provavo ogni volta che – ostinato – tentavo di allontanarla da me.
[Avevo già sentito dire da qualcuno che la privazione di un senso acuisse gli altri ed anche che vi fossero organi più importanti della ragione, ma che un bacio al mattino potesse fare un foro così profondo e che da lì potesse entrare ed uscire qualcosa, nessuno me lo aveva mai detto, né io lo avrei mai creduto, così decisi che ne avrei fatto una storia e l’avrei raccontata solo a chi – al buio – sa augurare il buongiorno e scavare buchi invisibili nelle corazze invulnerabili … come la mia …]

23 Comments on "Antonella Foderaro: Custodi dell’invisibile"

  1. Dopo “Il secchio e la sorgente”
    http://filosofipercaso.splinder.com/post/22085072/Il+secchio+e+la+sorgente
    un’altra conferma della vena narrativa di Antonella, un’altra fiaba che illumina.
    Abele

  2. Delizioso!
    brava Antonella!

  3. Grazie a te, caro Abele, per l’affetto … quello sì che scalda ed illumina…

  4. “… se la mia corazza era impermeabile cos’era quella strana sensazione?”

    Complimenti, Antonella!

    Stefania

  5. che bello!
    grazie Antonella mi ha emozionato!

  6. non conoscevo Antonella narratrice, la trovo deliziosa!
    grazie Abele di averla proposta.
    Grazie Antonella!

  7. “Sei diverso dagli altri”
    succede così, c’è poco da fare o da riprogrammarsi :), programmare.
    E nella scansione (molto bella) di buongiorno-buonanotte, senza mai “vedersi” (stile ladyhawke), se non per un attimo fuggente eppure indelebile (il tutto di un pezzo, il corazzato si accorge di essere stato completamente penetrato)
    tutto sembra scorrere sospeso eppure così “necessario” ormai l’uno all’altro.

    qua e là con piccoli tocchi di rima, a creare il ritmo giusto al tema.

    Proprio, questa sera, (ma anche la prossima :)), ci voleva!

    Grazie
    ciao!

  8. Davvero brava Antonella ! Sento un’arteria che pulsa fiotti di vita e parole, un battito che segue il respiro, lo stesso che ho trattenuto, per l’emozione, fino all’ultima parola. Quando cadono le corazze si sente sempre un cuore di donna.

  9. Sogno, vuoto, freddo che si capovolgono nella realtà, nella pienezza e nel calore.
    Belle le tue favole Antonella, perle avvolte su un panno che, girato, si scopre cambiare colore… Brava!

  10. brava,davvero
    una sorpresa lieta come questa fiaba leggera semplice felice in una qualche missteriosa maniera
    un caro saluto
    c,

  11. tra leggerezza e malinconia stemperata da ironia intelligente: antonella sei davvero brava nel tuo essere sottile e grazie per l’accoglienza a te riservata da abele..

  12. E’ bello iniziare il giorno con la lettura di un brano così positivo e benaugurante! Brava Antonella! mi piacciono lo stile ed contenuti di questo racconto lieve ed intenso come un battito d’ali.

    Un saluto,

    Rosaria

  13. complimenti, una favola amara forse, che fa riflettere e commuovere

  14. buongiorno!

  15. Come ringraziarvi tutti a dovere? Siete stati tanto cari a prendervi la briga di leggere e commentare questo piccolo scritto. Alle volte è difficile trovare le parole per esprimere i sentimenti più veri … penso però che se questo “delirio notturno” si trova qui da Abele e se proprio voi lo avete letto, non è un caso visto che:

    … l’avrei raccontata solo a chi – al buio – sa augurare il buongiorno e scavare buchi invisibili nelle corazze invulnerabili …

    Grazie ancora e di cuore … ed ovviamente “quel” bacio 🙂

  16. Una bella fiaba,
    per i bambini,
    un bel racconto,
    per gli adulti.
    La dolcezza, comunque, appartiene ad entrambi:grandi e piccoli.
    Così come la dignità, che qui, trapela da tutte le concatenzioni di parole e idee.
    Un bellissimo racconto.

    Pancrazio

  17. Bella e profonda

  18. Doris Emilia Bragagnini | marzo 18, 2010 at 21:31 | Rispondi

    Molto bello questo racconto, con un finale particolarissimo e denso… ti scopro ora come narratrice Antonella, davvero brava, complimenti.

    Ciao, Doris

  19. Pancrazio, Abele e Doris, ancora grazie per il vostro affetto e le belle parole. Un abbraccio a tutti! Antonella

  20. davvero intenso.
    direi che la narrazione fa perno su “smontarmi”, lemma il cui duplice ambito (letterale e figurato) calza perfettamente al senso (si può smontare fisicamente un macchinario, ma, in senso lato, pure una convinzione, anche qualora essa sembri una corazza invulnerabile).
    qui, la convinzione che viene smontata è quella di essere *diverso*.
    e l’atto d’amore che s’arma di trapano è un movimento in tre atti
    – recupero dell’autostima (non sei di pezza tu, sei forte) che valorizza l’unicità della persona
    – subordinazione del piano visivo a quello tattile (buio/sotto il cuscino; “adesso *tocca* a me”; il freddo “appena si creava un vuoto tra noi”; la termodinamica nello scambio caldo/freddo; il bacio)
    – perseveranza senza invadenza (“passarono i mesi e le stagioni”; “lei mi stringeva” ma il contatto è sempre l’estremità di un arto, la gamba; gli universi tangenti giorno/notte).
    ecco: potrebbe essere un’ottima fiaba educativa per una coppia di fronte all’adozione di un bambino traumatizzato. sì sì.
    compliments.

  21. Malos, incredibile quante cose belle e significative tu sia riuscito a cavar fuori da quel “vuoto della grandezza di un soldo” … Sono stupita e grata e veramente a corto di parole! GRAZIE 🙂

  22. Non ho parole
    Mai letto delle fiabe così suggestive.
    La cosa più importante, l’emozione che provo leggendo.

    Grazie, ancora grazie

  23. silvia forzani | luglio 24, 2010 at 21:00 | Rispondi

    carissima Antonella,
    hai saputo narrare con rara eleganza una perla del cuore
    grazie

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