Abele Longo: Settime

Stephanie Cox

Successioni di accordi
di dissonanze, flutti
che s’infrangono contro
come nidi di corde
e sassi nelle tasche.
Un tempo pedalava
l’organo alle funzioni.

Solo quel tempo quiete
dalle tasche bucate
provoca la scintilla,
martelletti di fuoco
di note che improvviso
divampa sulla coda
nera del pianoforte.

a Salvatore Bonafede

http://www.salvatorebonafede.com/

20 Comments on "Abele Longo: Settime"

  1. Un post stupendo Abele, una fusione magica di poesia musica e pittura che lascia senza parole … o forse con una sola: grazie!

  2. A te Antonella, e di cuore.

  3. stupendo…

  4. gracias por esta hermosa melodia, me transporta en estos momentos de dolor y temores, para mi y mi pais,me tranquiliza ya que no quiero que llegue nuevamente la noche , tengo miedo y la musica me calma, muy lindos acordes, gracias de verdad

  5. Grazie Pancrazio.

    lo siento mucho por lo que estas pasando, Patricia. Un abrazo, Abele.

  6. Un insieme raffinato che ho davvero condiviso con gioia. Grazie Abele

  7. è un periodo di imbarchi…a quanto pare ,questo! Ciao abele,grazie delle tue acque e delle onde,,,,, di suoni ,,,,di vento.ferni

  8. Grazie a voi Federica e Ferni, un abbraccio. abele

  9. ottima iterazione tra testo, suggestivo, musica e colori, il mio essere che mi piace ritrovare in Autori sensibili come s. bonafede… grazie abel..e

  10. Con immenso piacere mi sono perso in questo paesaggio musicale, complimenti Abele, i suoni rincorrono i suoni in un panorama da perder la voce

    Un tempo pedalava
    l’organo alle funzioni.

    già solo questi versi aprono come uno squarcio sul tempo trascorso.
    Grazie.

  11. tra quelle cose, che non si possono dimenticare. Almeno, io non dimentico – per quanto si siano fatte una casa, dentro.
    Grazie, Abele

  12. Bel connubio, Abele! suoni e colori che s’intrecciano in nodo.

  13. Ecco.
    letto, ascoltato visto!
    una potente sinergìa di emozioni.
    grazie Abele.

  14. Una delle tue migliori. La musica e i colori del quadro ne evidenziano il senso.

  15. margherita ealla | febbraio 28, 2010 at 20:06 | Rispondi

    ma che bella Abele! soprattutto nella parte centrale, quei martelletti di fuoco, quel “pedalare l’organo alle funzioni”
    e talmente bene hai scelto l’immagine (con quelle linee nere tastiera sulle colline tasti, o croci di resti) integrandola con questa tua poesia vivida, così come avviene per il video

    che il post è capace di riprodurre quella che potrebbe essere un’alba e anche un tramonto,
    nel senso che le immagini iniziali della poesia mi fanno pensare ad un ragazzo che va per nidi o tira i sassi nei torrenti,
    la parte finale proprio il colpo di coda dell’esistenza, quasi una bara nera

    cioè la parte di mezzo, quella di cui ho detto all’inizio, funziona da organetto.

    ciao Abele e tutti.

  16. pasquale vitagliano | marzo 1, 2010 at 17:12 | Rispondi

    Sulla coda nera del pianoforte… Storie, note, pitture: quante dietro questa immagine.
    Ciao Abele.
    PVita

  17. è una successione di emozioni, inframezzate di note ed accordi poetici, che guida chi, anche per una prima volta, accede ai tuoi lidi….
    per l’ennesima volta: applausi….

  18. Un grazie con tutto il cuore e l’invito ad ascoltare la musica di Salvatore, pianista e compositore raffinato con una sua cifra stilistica molto originale.
    Abele

  19. Giancarlo locarno | marzo 4, 2010 at 09:42 | Rispondi

    La musica e la poesia mi sembrano esprimere il difficile lavoro di conquista della classicità. La formazione di un ragazzino sensibile ai nidi
    e coi sassi nelle tasche e anche chierichetto organista.
    Una volta raggiunta, questa sicurezza classica, lascia però trasparire l’inquietudine dei “martelletti di fuoco” segno di ulteriori percorsi, anche nella musica ad un certo punto si sentono questi accordi inquieti che il bel quadro sintetizza.

    Giancarlo

  20. bella. me la ricordavo (possibile?).
    sai cosa? i “sassi nelle tasche” mi si legano – nella strofa successiva – a “tasche bucate”. e allora immagino che cadano in acqua emettendo sonori *plinf-plònf*, da cui divampano flutti concentrici. insomma, si potrebbe sviluppare ulteriormente il legame zampilla-scintilla.

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