Carmine Vitale: Szymborskiana

Roberto Matarazzo

Da un po’ di tempo ho compreso finalmente il motivo che mi ha spinto incessantemente a cercare d’incontrare almeno una volta nella vita quella che reputo la più grande poetessa di sempre: Wislawa Szymborska 

 
Tralasciando i cenni biografici e le note caratteristiche della sua vita mi soffermo ancor di più oggi sul senso e la direzione che la poetica e la scrittura di questo genio del secolo ha impresso alle parole in senso puro
Non vi è argomento che in maniera incantevole e sorprendente la Szymborska riesca a tramutare in sogni
voli attese speranze senza mai perdere la lucidità la presa delle lettere
Cerca la parola fin dalla sua composizione apparsa in anni segnati dalla guerra e si trascina in questa ricerca disperata ossessiva senza mai sentenziare sul come e dove cercando i frammenti di una realtà umana e al contempo profondamente nascosti
In un albero fiore casa pelle sogno domanda burrone
ogni parola, ogni spazio. Tutto sta, dove deve.
Così
 
 
La fine e l’inizio 
 
Dopo ogni guerra
c’e’ chi deve ripulire.
In fondo un po’ d’ordine
da solo non si fa.
C’e’ chi deve spingere le macerie
ai bordi delle strade
per far passare
i carri pieni di cadaveri.
C’e’ chi deve sprofondare
nella melma e nella cenere,
tra le molle dei divani letto,
le schegge di vetro
e gli stracci insanguinati.
C’e’ chi deve trascinare una trave
per puntellare il muro,
c’e’ chi deve mettere i vetri alla finestra
e montare la porta sui cardini.
Non e’ fotogenico
e ci vogliono anni.
Tutte le telecamere sono gia’ partite
per un’altra guerra.
Bisogna ricostruire i ponti
e anche le stazioni.
Le maniche saranno a brandelli
a forza di rimboccarle.
C’e’ chi con la scopa in mano
ricorda ancora com’era.
C’e’ chi ascolta
annuendo con la testa non mozzata.
Ma presto
gli gireranno intorno altri
che ne saranno annoiati.
C’e’ chi talvolta
dissotterrera’ da sotto un cespuglio
argomenti corrosi dalla ruggine
e li trasportera’ sul mucchio dei rifiuti.
Chi sapeva
di che si trattava,
deve far posto a quelli
che ne sanno poco.
E meno di poco.
E infine assolutamente nulla.
Sull’erba che ha ricoperto
le cause e gli effetti,
c’e’ chi deve starsene disteso
con la spiga tra i denti,
perso a fissare le nuvole
 
da Vista con granello di sabbia, Adelphi, traduzione di Pietro Marchesani.
Nei gesti quotidiani durante e dopo una guerra all’inizio di una nuova primavera al passaggio di un uccello oltre un immaginario confine ovunque si posa l’alone della perfezione dello stupore
Come nell’osservazione di un cielo da ovunque lo si guardi
 
 
 

Jozef Marian Chelmonski

  
Il cielo
Da qui bisogna cominciare: il cielo.
Finestra senza davanzale, telaio, vetri.
Un’apertura e nulla più,
ma spalancata.
Non devo attendere una notte serena,
né alzare la testa,
per osservare il cielo.
L’ho dietro a me, sottomano e sulle palpebre.
Il cielo mi avvolge ermeticamente
e mi solleva da sotto.
Persino le montagne più alte
non sono più vicine al cielo
delle valli più profonde.
In nessun luogo ce n’è più
che in un altro.
La nuvola è schiacciata dal cielo
inesorabilmente come la tomba.
La talpa è al settimo cielo
come il gufo che scuote le ali.
La cosa che cade in un abisso
cade da cielo a cielo.
Friabili, fluenti, rocciose,
infuocate ed eteree,
distese di cielo, briciole di cielo,
folate e cataste di cielo.
Il cielo è onnipresente
Perfino nel buio sotto la pelle.

 

Mangio il cielo, evacuo il cielo.
Sono una trappola in una trappola,
un abitante abitato,
un abbraccio abbracciato,
una domanda in risposta ad una domanda. 

La divisione in cielo e terra
non è il modo appropriato
di pensare a questa totalità.
Permette solo di sopravvivere
a un indirizzo più esatto,
più facile da trovare,
se dovessero cercarmi.
Miei segni particolari:
incanto e disperazione. 

 
da Vista con granello di sabbia, Adelphi, traduzione di Pietro Marchesani
 
 
Domande in risposta ad altre domande abbracci del cuore il buio penetra la pelle stordisce rigenera crea vive
 
Da qui dovevo cominciare per descrivere un’attesa durata venti anni
Da come è cambiata la visione della vita dopo aver incontrato le sue parole per la prima volta
Vent’anni fa
 
c.
 
 
 

 

21 Comments on "Carmine Vitale: Szymborskiana"

  1. Grazie a Carmine per questo omaggio a una grande poetessa. Ciò che più mi colpisce della Szymborska è il modo, malinconico e lirico, con cui rivela tutta la sua amarezza nei confronti del genere umano, “incanto e disperazione”:
    La divisione in cielo e terra
    non è il modo appropriato
    di pensare a questa totalità.
    Permette solo di sopravvivere
    a un indirizzo più esatto,
    più facile da trovare,
    se dovessero cercarmi.
    Miei segni particolari:
    incanto e disperazione.

  2. Una Poetessa che leggo sempre volentieri 🙂
    Grazie!
    Rina Accardo

  3. Grazie a te, Rina :))
    abele

  4. io non so se lei sia o meno la “più grande di tutti i tempi” (sappho giusto per?) ma so che mi cattura moltissimo e a lei dedicai un pezzo della serie “poesia”… abele lo posto sulla tua pagina di fb che vorrei condividere con l’Autore del post..
    erremme

  5. Grazie Roberto, cosi’ bella e in sintonia con questi versi la tua immagine che ho pensato di pubblicarla anche qui.
    un caro saluto
    Abele

  6. Sull’erba che ha ricoperto
    le cause e gli effetti,
    c’e’ chi deve starsene disteso
    con la spiga tra i denti,
    perso a fissare le nuvole

    Questi versi, a mio avviso, traducono la poetica di questi due testi: attenzione impietosa alla realtà e ali aperte per prendere in volo, “con la spiga tra i denti”, ovvero aggrappati stretti alla vita.

  7. C’è molto chiarore in questi versi come se l’ occhio della poetessa illuminasse con il suo sguardo attento e lucido i recessi più nascosti della storia e portasse in primo piano i reperti oramai ridotti in frammenti, ma non, per questo, muti. E’ il quotidiano vivere ed il rinnovato stupore per la vita che accende i suoi versi e conduce la vista sull’ infinito mistero che noi siamo: percorsi e attraversati dal nulla, ma anche… dal cielo. Siamo una domanda in risposta ad un’ altra domanda, meraviglia che esalta e dolore che annichilisce. L’ incanto della poesia riconduce ad un ordine superiore, ad una visione più ampia in cui non perdiamo il senso dell’esistere, ma lo ritroviamo come gratuità ed immensità-

    Grazie per aver proposto Wislawa Szymborska,

    Rosaria Di Donato

  8. bisognerebbe che lo imparassero questi ominidi dell’era berluscosa,che incendiano i media di set, di falsi test e danno a bere talk show,rigirano frittate di uova protosauresche tanto è vecchia la storia della tirannia! Ma il cielo, il cielo mamma mia non hanno ancora pensato ad abbassarlo all’altezza dei de-re-tan(t)i che mostrano.
    Wislawa Szymborska: un’autrice di grande attenzione.Grazie.f

  9. annamaria ferramosca | febbraio 16, 2010 at 00:09 | Rispondi

    una spallata al lirismo, una parola chiara densa di pensiero, l’ironia dentro la realtà. queste sono tre qualità che amo della poesia di Wislawa
    Szymborska.
    verrebbe voglia di riprendere in mano le sue raccolte, ahi quanta voglia di leggererileggere stimolano sempre questi blog-assaggi!
    qui anche lo stupore del contatto con l’incredibile creatività di Roberto.

    grazie, Abele, un caro saluto

  10. “Domande in risposta ad altre domande abbracci del cuore il buio penetra la pelle stordisce rigenera crea vive”

    Belle queste parole e l’intera lettura nata da un animo profonda-mente poetico come quello di Carmine. Complimenti, carissimo.
    Complimenti anche a Roberto per l’immagine e ad Abele per la disposizione ti testi e immagini come sempre felice.

    Ad alcuni piace la poesia

    Ad alcuni –
    cioè non a tutti.
    E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza.
    Senza contare le scuole, dove è un obbligo,
    e i poeti stessi,
    ce ne saranno forse due su mille.

    Piace –
    ma piace anche la pasta in brodo,
    piacciono i complimenti e il colore azzurro,
    piace una vecchia sciarpa,
    piace averla vinta,
    piace accarezzare un cane.

    La poesia –
    ma cos’è mai la poesia?
    Più d’una risposta incerta
    è stata già data in proposito.
    Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
    Come alla salvezza di un corrimano.

    W. S.

  11. con notevole ritardo arrivo per ringraziare tutti voi
    per me la Szymborska rappresenta il culmine di una poetica semplice ma tremendamente pulita lineare magistralmente guidata
    attraverso le forme le parole il senso la musicalità
    è sicuramente la persona che mi ha più insegnato guidato attraverso la difficle arte di sentire le lettere
    insegnamento fondamentale e unico
    per questo la considero la più grande e poi dopo averla inseguita per circa vent’anni nel duemilanove sono riuscito ad incontrarla e salutarla
    un momento magico
    come questo di adesso che sono appena diventato papà per la prima volta
    due emozioni poetiche universali splendide
    un caro saluto
    c.

  12. Grazie Carmine
    Auguroni!
    (bellissimi e stancanti i primi momenti 🙂

  13. pasquale vitagliano | febbraio 16, 2010 at 17:41 | Rispondi

    Grazie Carmine per la tua forte proposta. E’ stata una sorpresa.
    PVita

  14. Auguri! Auguri! Auguri!
    Rosaria

  15. Grazie Carmine e Abele.! Volevo farlo ieri sera, ma poi mi salta e spesso la connessione. Fra le mie preferite della Szymborska. belle tutte le osservazioni.

    davvero cotta per dire altro

    ciao

  16. Un omaggio che comunica con forza la passione e l’amore per questa poetessa, forza e grazia assieme. Grazie Carmine

  17. grazie ancora a tutti voi
    belli i vostri commenti e la vostra passione
    segno che la vera poesia fa sempre sentire l’amore
    un caro saluto
    c.

  18. Grazie Carmine per le pochissime e precise parole con cui apri e lasci guardare a noi cosa è passato su questa terra, così differente da questa terra.
    Il non dibattersi fra le parole che le hanno regalato la comprensione di un pensiero universale. ( per fortuna, riconosciuto )
    un caro saluto
    r.r.

  19. ……..
    C’e’ chi deve spingere le macerie
    ai bordi delle strade
    per far passare
    i carri pieni di cadaveri.
    C’e’ chi deve sprofondare
    nella melma e nella cenere,
    tra le molle dei divani letto,
    le schegge di vetro
    e gli stracci insanguinati.
    ………………
    Non frequentavo ancora la rete “poetica” ai tempi di questo bellissimo
    e “lineare” e “riverente” post…
    oggi a Fahrenheit credo leggesse questa poesia…(credo perchè ho sentito di sfuggita la traduzione…)

    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-608a06d2-8982-4114-ab2a-3cab35b21c97-popup.html?p=0

    Un saluto e complimenti a Carmine Vitale

  20. Parlava della vita in modo ironico, aveva uno stile inconfondibile… Io l’ho solo leggiucchiata sul web e poi nel recente volume pubblicato dal Corriere della Sera ma ai veri esperti e ai veri poeti manca e mancherà molto…

  21. e vi rubo quel “cielo” dentro cui vivo, da tempo, che da tempo mi anima e che in tempo mi metterà in disarmo. Grazie a W.S. per tutto quanto ci ha dato a piene mani. f

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