Cristina Bove: Quisquilie

Cristina Bove

 

 

 

 

 

 

OCEANICA

Sapeva fare nodi alla marinara
cazzare rande e ripassare bugne
non sapendo di nuvole
quel tanto da imparare le tempeste
errava di bolina
per scontare miracoli
così da poter essere acclamata
santa dei giorni dispari.

Resse il fasciame ma la velatura
fu divelta coll’albero maestro
e le sirene
ebbero gambe a dipartire il mare

i pesci quando piangono
hanno lacrime d’aria

le polene si arrendono agli abissi
non sanno camminare.

KARMA

Scompongo liste nerofumo
su neve calpestata
le impronte dei calcagni
fanno attente le vie
– e dopo la cunetta viene il dosso –

mi appoggio alle radici del baniano
una fusciacca viola sulla fronte
il merlo indiano gracula sull’asse
frasi di piume

e mi sconnette il cuore un soliloquio

rinascerò da codici convessi
eliche e barre
a proda d’universi sconosciuti

e tu sarai fremente d’arabeschi
nel rovescio di_stanze della terra
il piacere d’un attimo scomposto
avrà braccia di cielo a contenermi
e luce finalmente
a farmi amore

MOEBIUS STRIP

Farsi carezza
abbrivio e commissura
ritorno senza andata

i matti fanno festa
con ciclamini sparsi nottetempo
sulle curve dei santi

procedere a singhiozzi
per quanto ci si sforzi d’allineare
rende gobbe le strade

attraversare non sarà mai facile
non basterà un boy scout
né un semaforo verde

l’amoerro del cielo a rifinire
orlo fra terra e mare
sul convesso

essere poi nel concavo del tempo
sapienti per metà
duplici e trini

Cristina Bove

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NEOLOGICA RIASSUNTIVA

Appalizzarsi – si può dire?-
come appuntirsi o
prendersi il cimurro
o similmente sdiruparsi
riflessivi suicidi
complementarietà sinottiche
non tavole
da surf
fotografai l’ondata
era dicembre sulla costiera atlantica.

Qui regolo amnesie
per dispersione

arrendevolMENTE

Smette gramaglie e veste ambrosia
il palpito che tenta la battuta
codificata a pentagrammi.
Come l’ortica nata nelle crepe
– colore di lucertola – affamata
di terra e pioggia.

Ho in viso il marchio della luna
calante
in corpo intolleranze elementali
graffiti sulla scorza dei minuti
e mi si chiede l’ora

È un quadrante che liquefa ricordi
su nude cifre d’albero
dove preparo il nido al suo respiro
senza sapere mai se se ne accorge
dei miei silenzi fatti di parole

mi cerca non so come
tantomeno perché
ma se mi giunge un grido
– agli altri sembrerebbe un pigolare –
dall’anima sua stanca
non so dire di no
perché più del mio piangere nascosto
temo la sua mancanza.

DIVERSAMENTE STABILE

C’è l’idiosincrasia
– quanto le piace questo lemma –
per la parola cuore
le dovesse scappare non sia mai
spalmata su parole altisonanti
prosodia
rea sconfessa

un ragazzo che viene dal passato
occhi di broncio
– di sensi all’erta le concede l’uomo
in minutaglie sparse
e il suo andare di fretta –

lui di bevute solitarie
nel palmo della mano in senso lato

lei che si gioca l’ultimo bicchiere
col piede nella staffa.

Cristina Bove

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

OCCASIONE SPECIALE

A vestirlo d’amore
ho detto amore
non distorcete il caso
è una parola inutile si sa
non blasfemia
a ben pensarci si può tralasciare
dire che il gioco vale la candela
oppure
convincersi che il buio sia meno nero

amore, dicevamo
di quelli senza marchi di fabbrica
non baci perugina – per intenderci –
di quelli nati come nelle guerre
per non sentire fame e freddo
amore ricavato da millesimi
di vita
incartato di blu che faccia alcova
qualche sillaba muta

E mai far trasparire l’elemento
portante
mai nominare l’attimo struggente
nel sottoscala di una vita

niente che possa renderne il valore
oltre il ludico gesto

Amore da tenere nell’armadio
appeso tra i vestiti
da poter indossare, chissà
per una sera

QUISQUILIE

Sradicherò quest’ordine di cose
a mani nude a graffi sulla pietra
distruggerò gli altari
dei benpensanti
denuderò i miei occhi di brina
i miei pensieri aperti
e taglierò i contatti. Presuppongo
giudizi da infilzare colombe
stagionate.

Conoscere le tregue di una vita
avere in mano una licenza d’anni
non uno spolvero a carbone
né soffio di cimosa
a renderla più donna
anzi madonna dalle braccia aperte
e farne niente.

Testa-coda fatale.
E niente coccodrilli a lacrimare
le defunte virtù
io fui poeta a ridere
che perfino nel piangere delusi
chi si aspettava tracimare d’arte
non ne vissi che i margini

ad averne timore quanto un osso
d’allodola. Il peso fu di sale
rovescio d’acqua immane
non lo ressi.

DONO di uNA TALE

Ti regalo un momento
che troverai forse banale
senza un incarto, senza
infiocchettature
una cornice di penombra
una musica appena percettibile
e un dolore lasciato sulla soglia

perdonami se scrivo sul biglietto
con inchiostro simpatico
se un giorno vorrai leggerlo
dovrai tenerlo approssimato al petto
per renderlo visibile

io foglia
ormai presa nel volo del mio inverno
t’impacchetto il silenzio
a colonna insonora d’un amore.

33 Comments on "Cristina Bove: Quisquilie"

  1. Come una tela/partitura di versi che sciolgono e annodano in un crescendo di luce. Un’eleganza che e’ sintonia con la realtà circostante e le voci più lontane e misteriose del nostro io. Umori e sensazioni che si fondono tra di loro secondo una visione soggettiva e disincantata allo stesso tempo in una scrittura che non ha bisogno di urlare, ferma e puntuale nei suoi bisbigli, nei silenzi, negli spazi tra le parole.
    Abele

  2. caro Abele!
    sono senza parole…
    è un onore essere qui da te.
    Grazie!

  3. Grazie!! molto belle anche le tue tele e le tue sculture.
    Abele

  4. mio “piccolo temp(i)o della consapevolezza”, così a dieci giorni dalla prima lettura di “attraversamenti verticali” definii quel piccolo libro.
    Cristina è espressione poetica in perfetta sincronia di tela e carta, tratto e parola.

    Bellissima la selezione fatta da Abele – che con l’occazione saluto – alta la voce sussurrata di Cristina.

    (Namaskar)

  5. occaSione … ça va sans dire

  6. un caro saluto anche a te, Natàlia. Concordo con quanto dici e sottolinerei anche la musicalità.
    Abele

  7. mammamia! sono commossa…
    Nat,
    Abele,
    grazie.

  8. se è possibile aggiungerei anche la mia voce al coro delle ovazioni!!!!

  9. Piacevole l’ironia elegantemente calibrata nella densità di un singolare pentagramma poetico…
    Graditissimo invito. Saluti a tutti
    meteosès

  10. le mie amiche “corifere” (è mia invenzione linguistica il CORFERA_CORIFERE e mi piace!) vorrebbero cantare le squisitezze di cristina bove accompagnate da musiche oniriche.. cristina sa già che un mio congiunto, dal suo stesso cognome, è un “grande vecchio”, rigorosissimo professore e studioso del latin_greco, e che ha saputo apprezzare molto il suo libro, che fa parte del progetto ex libris, un po’ meno apprezza le invenzioni linguistiche anche se, poi, le ama, sotto sotto!

  11. Le liriche di Cristina sono sublimazione della sua anima. Chi legge, lo percepisce e ne resta catturato.
    Ottima selezione.
    annamaria

  12. Enzo, ti ringrazio tanto!.

    meteosès, ho gradito molto il commento. grazie.

    Roberto, a me le invenzioni linguistiche piacciono, quando sono calibrate ad hoc. chissà una lontana parentela con il tuo congiunto non esista davvero…
    ti ringrazio ancora per l’ex libris.

    Annamaria
    sei molto gentile, apprezzo ogni tua parola.

    Grazie ancora ad Abele.

  13. Ci sono doni che si riconoscono solo stringendoli al cuore, allora smettono di essere di “uNA TALE” e le parole sono “tracce” che conducono alla fisionomia del volto, ad un nome e cognome.
    Grazie dunque alla poesia di Cristina Bove ed alla sensibilità di Abele che ha saputo scegliere di questa artista dalle profondità “oceaniche” alcuni dei tratti più belli che affiorano.
    Un caro saluto
    Anto

  14. Trovo stimolante la scrittura “alla marinara” di Cristina Bove: senz’altro fluida e ricca di immagini. Positiva come chi navigando nel mare della vita getti l’ancora in prossimità di ogni isola, felice per avere trovato terra.

    Un saluto,

    Rosaria Di Donato

  15. E mai far trasparire l’elemento
    portante
    mai nominare l’attimo struggente
    nel sottoscala di una vita

    Bellissima proposta… versi che arrivano come una danza.
    Complimenti sinceri a Cristina Bove e un caro saluto ad Abele

    Stefania

  16. grazie ad Antonella, in quelle profondità oceaniche ci si incontra sempre, onde e delfini…

    Rosaria
    “scrivevamo alla marinara” si potrebbe parafrasare Agnelli, ma scrivevamo anche di cielo e di terra ferma. un caro saluto.

  17. ehi ma che bella selezione! Davvero rende pienamente la voce di Cristina e anche la possibiltà di lettura.
    Impossibilitata per via degli occhi, molto affaticati in questi giorni, a fare un commento più articolato, ringrazio Abele e l’autrice.
    ciao!

  18. Sono ancora qui per ringraziare Stefania
    e Margherita
    e salutare caramente Abele e i suoi ospiti.

  19. ospite abituale della casa poetica di Cristina, ritrovo, con immenso piacere, le sue rime…sempre da gustare con voluttà.

  20. Effettivamente la scelta delle poesie di Cristina è eccellente e rende bene l’idea dell’autrice: polena arresa agli abissi, frasi di piume del merlo indiano, festa di matti che procedono a singhiozzi, smettono gramaglie, vestono ambrosia e si giocano l’ultimo bicchiere. È il ritratto di Cristina fatto con le sue stesse parole che ho spigolato dalle poesie pubblicate. Una donna doloramorosa, che gioca benissimo con le parole.

  21. m’ha colpito in particolare il rovèscio rovescìo io-tu di Karma, chiamato a scomporsi domande e a contenersi per mano nel contempo.
    leggendo, ho immaginato il dna “codice a barre” dell’amore (sia in senso romantico che carnale).
    ma anche le altre quisquilie lasciano un segno godibilmente instabile (o forse, diversamente stabile)

  22. Stefano, piacere di vederti anche qui.

    malos, esattamente, ti sono grata di averlo notato, ci tenevo molto a quel dna semioccultato.

  23. Nina Maroccolo | gennaio 23, 2010 at 20:09 | Rispondi

    Potente la scrittura di Cristina.
    Estremizza, con sublime raffinatezza, concetti complessi, temi ostici, partiture senza dettati oziosi. Il ritmo è calibratissimo; mai una sbavatura; molta fermezza, anche razionale, nel comporre.
    E mi chiedo dove possa trovare tutta questa forza espressiva [non espressionista – ma nemmeno volatile o ariosa.
    Cristina liricizza un’interiorità umorale che non sa di stantio; cavalca profondità oceaniche e quisquilie di vario genere come fossero cosette qualsiasi…
    Amo chi osa. Cristina lo fa, a partire dai neologismi e dal lessico ricercato.
    Che sia eccessivamente perfetta questa creatura?

    nel concavo del tempo
    sapienti per metà
    duplici e trini

  24. Ringrazio Domenica, cara amica poeta, per le sottili valutazioni.

    Nina, la parola perfetta non mi si addice, te lo assicuro.
    Sono consapevole di non sapere abbastanza, di non essere saggia ma forse nemmeno lo vorrei.
    Mi conosci da tempo e sai quanto mi gratifica l’attenzione che hai verso le mie cose.
    Ed è sempre un piacere immenso leggere i tuoi commenti.
    Grazie!

    Buona domenica, Abele.
    E ai tuoi ospiti.

  25. vedo che hai scelto nell’immensità dei particolari di Bosch…
    è dal Trittico?

  26. Le Tentazioni di Sant’Antonio (passata una intera giornata tanti anni fa al museo di arte antica di Lisbona, come guida avevo Requiem di Tabucchi 🙂
    buona domenica!
    ab
    p.s. appena letta un’altra tua su FB, brava e prolifica :))

  27. Nina Maroccolo | gennaio 24, 2010 at 19:50 | Rispondi

    Cris, forse non mi sono espressa bene… La perfezione non esiste, forse possiamo aspirare al perfettibile.
    Non facciamo altro che seguire un tracciato senza meta, quando noi stessi ci percorriamo – e nell’andare contiamo errori e consapevolezze lentamente acquisiti.
    La domanda, al termine del mio commento, era un po’ ironica… Tutto nella tua poesia funziona, fermo restando che l’evoluzione sia, in essa, costantemente in atto. Ansia e attitudine che entrambe ti appartengono.

    Un caro abbraccio:-)
    Ciao Abele***

  28. telemaco (giancarlo) | gennaio 24, 2010 at 22:46 | Rispondi

    Ho già avuto occasione di leggere qualche poesia di Cristina Bove, e questa piccola silloge conferma il giudizio che mi ero fatto di primo acchito. La caratteristica principale mi sembra quella di essere una poesia la cui caratteristica principale è il nitore e la limpidezza dei versi, è come se disegnassero una forma con una linea continua, senza soluzione di continuità. Nello stesso tempo utilizza tutte le possibilità offerte dalla lingua e un lessico molto ricco e variegato. E’ un piacere leggere questi versi che sono il sinolo di forma musicale e di contenuto cristallino, non utilizza espedienti di nebulosità, è una poesia con il dono della classicità.

  29. Nina
    ma certo che avevo colto l’ironia! Lo credo bene!
    Ho solo inteso esprimere quel che penso di me.
    Tu sei delicata e attenta, riesci a leggere anche tra gli spazi muti.
    ti ringrazio ancora e ti abbraccio :-)*

    Giancarlo
    grazie di avermi dedicato tempo attenzione. Sono contenta che la mia poesia ti piaccia, e anche delle qualità che le attibuisci.
    Mi ha anche incuriosito il tuo intervento, mi piacerebbe conoscerti.
    ti saluto caramente.

    Buona settimana a tutti

    Abele:-)

  30. Io mi chiedo che ci faccio qui, tra tante persone erudite e in grado di definire la poetica di Cristina Bove, l’unica risposta è che lei è il poeta contemporeaneo femminile che amo di più. Non riesco a definire le sue poesie. Per me quando si è finito di definire tocca ricominciare, il percorso su cui muove i suoi versi è sempre in continua ascesa e cambia direzione, tema, spessore, ma c’è una cosa che posso fare: riconoscere i suoi versi
    anche senza il suo nome.
    Grazie per l’ospitalità.

  31. Bello leggere queste poesie e rimanere intrappolati nella fantasia, nel senso, a braccetto a una sottile ironia che sussurra il suo tormento. Molto belle anche le immagini che ritraggono altre tue opere, la voglia di esprimere l’arte sembra non essere mai sazia, e per fortuna !
    Bravissima Cristina

  32. Bellissima selezione di versi e quadri. Amo Cristina e il suo Genio che si manifesta in ogni forma (non solo di Arte).
    Fortunata anche io ad averla come amica. Rita.

  33. Che bella conoscenza ho fatto: Cristina! Mi piace la sua scrittura, il suo padroneggiare il lessico in maniera originale e lo scavo dell’emozione, rappresentato con ironia. Ancora una volta devo dire grazie ad Abele e complimenti alla Cristina.

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