Rosaria Di Donato: La poesia di Peter Russell

William Turner

 Ad apertura di libro la poesia di Peter Russell si propone immediatamente come sinfonia, come poema del quale i singoli componimenti  costituiscono le arie ed i motivi ricorrenti, intercalanti, ma mai, definitivamente, conclusi:  che sempre si aprono a ventaglio in un susseguirsi di immagini, di rimandi, di suoni che spaziano dall’antichità al futuro riconfluendo, poi, palpitanti, lapidari, ironici nella contemporaneità.  Elementi che fondano il presente esistenziale e storico, individuale  e collettivo nella Mnemosyne di stampo heideggerriano:

Il cieco Omero

Il cieco Omero, schernito dalla truppa ignorante

Sorretto tra i muli, inventò l’ Olimpo,

E l’ Ellade esplose in fiamme d’ oro, e l’ Europa

Lenta lenta crebbe dai suoi lunghi esametri[1]

 Tutto nasce dalla poesia: Essa è metro e verso, misura e suono del mondo. La realtà, riplasmata sulla pagina dal respiro del poeta, diviene mito, scrittura immortale:

Nietzsche a Venezia

Fermati sul ponte dove Nietzsche forse si è fermato,

Assorto in contentezza mentre osservi,

Appoggiato sulla ringhiera di ferro o sulla pietra,

il sole invernale che indora la Salute.

Rifletti, qui ha pianto un uomo che conosceva

La spietata tortura della Bellezza, ed ha gioito…

E tu puoi piangere

Mentre dormono questi ignari milioni,

 E lasciare che passi l’ ora del tramonto

Senza qualche terribile urlo

Che svegli i morti o faccia sospirare i vivi?[2]

          …Il mistero che noi sentiamo, la rinascita, la possibilità di comprendere, il desiderio d’ immortalità fanno del canto di Russell un Filo e catena e uncino e anello

La catena d’oro

 

… Vedrai sorgere le cime dei monti

Vedrai la terra trasformarsi in pesci –

Il profondo lago sembrare una coppa di cristallo

Ove sognerai il desiderio che ti assilla.

I pesci salteranno come uccelli d’argento

Fuori dalla sfera di cristallo; li vedrai

Mettere i piedi, ballare ed emettere parole –

Parole che saranno la tua anima.

Prendi tutte le parole e scrivile

Sulle foglie dell’ albero che cresce;

E lascia che luce stellare come una corona

Illumini la calligrafia delle foglie.

Leggi, e rileggi ancora

Le parole che le verdi foglie pronunciano!

Saranno la catena d’argento

E la catena d’oro.[3]

Insomma, come dice l’autore stesso, la sua poesia è Un alfabeto di forme nascoste/Con miriadi di cifre, codici e piani; …potremmo paragonarla ad un disegno dalle metamorfosi infinite di Escher?

Rosaria Di Donato

(da “Peter Russell: Un poeta inglese in Toscana”, Pomezia-Notizie, settembre 2000, Roma).

William Turner

BLIND HOMER

Blind Homer, sniggered at by the ignorant soldiery
Invented Olympus, propped among the mules;
And Greece exploded into golden flames, and Europe
Slowly grew out of his long hexameters.

                                         Berlin,
                                         9 August 1964

NIETZSCHE IN VENICE

Pause on the bridge where Nietzsche paused perhaps,
Rapt in delight as you behold,
Leaning on iron rails or stone,
The winter sun gilding the Salute.

Reflect, here wept a man who knew
Beauty’s merciless torture, and rejoiced…

And can you weep
While all these ignorant millions sleep,
And let the sunset hour go by
Without some terrible cry
To wake the dead or make the living sigh?

                                        Venice,
                                        31st January 1966

THE GOLDEN CHAIN


“You’ll see the mountain-tops rise up;
   You’ll see the earth turn into fish _
The deep lake seem a crystal cup
  In which you’ll dream your chafing wish.

The fish will jump like silver birds
  Out of the crystal bowl;
Sprout legs and dance, and utter words _
  Words that will be your soul.

“Take all the words and write them down
    On the leaves of the growing tree;
And let the starlight like a crown
  Light up the leaves’ calligraphy.

And read again, and read again
  The words the green leaves spell!
And they will be the silver chain
  And the golden chain as well.”

                                     Venice,
                                     11th April 1965

                       Peter Russell 

William Turner

Peter Russell, cugino del filosofo Bertrand Russell, nasce Bristol (Inghilterra), il 16 settembre 1921. Durante la seconda guerra mondiale combatte per l’Esercito Britannico in Europa e, in seguito, per l’esercito indiano in Birmania ed in Malesia. Gli anni che vanno dal 1948 al 1956 lo vedono a Londra, gestore di una libreria ed editore dell’importante rivista letteraria Nine. Nel 1950 pubblica An examination of Ezra Pound, la prima antologia di saggi sul grande poeta statunitense. Nel 1964 si trasferisce a Venezia. Negli anni settanta è poet-in-residence presso la Purdue University, West Lafayette, Indiana e presso l’University of Vìctoria, British Columbia. (Canada). Dal 1977 al 1979 insegna presso l’Accademia Imperiale di Filosofia a Teheran. Allo scoppio della rivoluzione islamica, torna a Venezia e vi rimane fino al 1983, anno in cui decide di trasferirsi nel piccolo paese di Pian di Scò, in provincia di Arezzo. Nel 1990 un furioso incendio brucia buona parte dei suoi libri e della sua corrispondenza; egli rimane comunque nella stessa casa e continua a comporre opere di grande rilievo ed a curare Marginalia, la rivista divulgata tra amici (in italiano ed inglese a numeri alterni) e stampata in maniera artigianale. Vive con il figlio Peter George che traduce le sue poesie. Nell’aprile 1998 il Provveditore agli Studi di Arezzo, Prof. Alfonso Caruso lo ha invitato a tenere una serie di conferenze e letture di poesie agli studenti delle Scuole Superiori di Arezzo e del Valdarno. Numerosissime sono non soltanto le sue opere ma anche i riconoscimenti alla sua arte e gli studi fatti sulla sua poesia. Sarebbe troppo lungo elencare le opere che il Poeta ha scritto e i saggi a lui dedicati, per cui ci limitiamo ad indicare alcune tra le più importanti opere in inglese e in italiano ed a fare un riferimento alle più interessanti critiche elaborate intorno alla sua poetica.

A partire dalla fine degli anni ’90 le condizioni di salute divengono progressivamente sempre più precarie. Dopo un breve soggiorno in Sicilia, ospite del comune di S. Caterina Villarmosa (Caltanissetta), nella primavera del 2001 un crollo fisico provoca la perdita dell’autonomia corporea e costringe il poeta a vivere nella Residenza Sanitaria Assistenziale di Castelfranco di Sopra (AR). La perdita quasi totale della vista ed una penosa serie di malanni fisici (in primis i gravi e poi letali problemi respiratori e polmonari) non gli impediscono di dedicarsi alla poesia e pubblicare le ultime raccolte, Living death – Vivere la morte e Long evening shodows-Le lunghe ombre della sera, che testimoniano una lucidità ed una vitalità indomabili. La forza strenuamente “agonistica” ed “ossimorica” della sua personalità lo porteranno a combattere il degrado senile e la malattia fino all’estremo limite della resistenza fisica.
Peter Russell si spegne nella notte del 22 Gennaio 2003 nell’ospedale di San Giovanni Valdarno.

Opere in inglese: Three Elegies of Quíntilius, Tunbridge Wells, Kent, Pound Press, 1954 The spírit and the Body: An Orphic Poem, Londra, Keepsake Press, 1956 Images of Desire, Londra, Gallery Bookshop, 1962 Complaints to Círce, pubblicato in forma privata, 1963 Paysages Lègendaires, Londra, Enitharmon Press, 1971 The Elegies of Quíntilíus, Londra, Anvil Press Poetry, 1975 Theories, Teheran, Crescent Moon Press, 1978 Elemental Díscourses, Salzburg 1981.Malice, Salzburg 1981. Africa: A Dream (bilingue), Salzburg 1981. The vitalist Reader: A Selection of the Poetry of Antony Johnson, Willíam Oxley and Peter Russell, a cura di James Hogg, Salisburgo, Università di Salisburgo, 1982 Towards an Unknown Lífe. LI Sonnets, Seattle, Washington 1996 Venice Poems 1965, Saìzburg 1996. The Apocalypse of Quintílius (1983-1998) Salzburg 1998 Paysages Lègendaires, Poema, 2° edizione, Salzburg 1998.


Poesie scelte: Le elegíe di Quintilius 1948-1974. Seconda edizione Anvil Press, Londra 1997. Roma 1996) Vol.I All for the Wolves (1946-1974), Londra Anvil 1984 . Vol II. More for the Wolves (1974-1989), Salizburg 1998. Vol.III My Wild Heart (1989-1995) Salzburg 1998 Vol. IV. Bewíldered Heart, Salzburg 1998


[1] P. Russell, “La Catena D’Oro”, Trad. it. Di P. F. Donovan, P. G. Russel, PAIDEIA Ed. , 1998, pag. 43.

[2] Ibidem, pag. 81.

[3] Ibidem, pag. 59.

12 Comments on "Rosaria Di Donato: La poesia di Peter Russell"

  1. Grazie, Rosaria, per questa tua proposta. Un poeta, Peter Russel, “puro” come nello spirito della cultura in cui era cresciuto; che come il cugino Bertrand non si poneva limiti, vivere era un andare oltre, le convenzioni, gli obblighi, etc.. fino alla povertà, alle prove più estreme. Sono i versi di un visionario che conosce il mondo, epici, che ci fanno sentire la nostra finitezza ma anche l’essere parte di un tutt’uno.
    Abele

  2. bellissimo lavoro questo proposto dalla dott.ssa di donato su poeta che cattura e prende, stupenda la prima su omero e complimenti per turner.. se lei vuole la inviterei a ex libris..

  3. Un autore molto apprezzato.Grazie per averlo proposto.

  4. Lucianna Argentino | dicembre 19, 2009 at 18:22 | Rispondi

    Grazie Rosaria. Era un po’ che non leggevo di Peter Russell un poeta che mi affascina molto per la ricchezza delle immagini. Un caro saluto, Lucianna

  5. marco scalabrino | dicembre 19, 2009 at 20:06 | Rispondi

    Un plauso a Rosaria Di Donato e a NEOBAR per questa pregevole proposta. Ho conosciuto Peter Russell nel corso del suo breve soggiorno in Sicilia, siamo quindi stati in contatto epistolare fino alla sua scomparsa, ne ho tradotto in Siciliano alcuni testi, che egli ha apprezzato. Ne serbo una grande considerazione e un tenero ricordo. A tutti cordiali saluti e AUGURI 2009/2010, Marco Scalabrino.

  6. Anch’io ho conosciuto personalmene Peter Russel e sono stata in corrispondenza con lui. Ne ho un caro ricordo: soprattutto del suo sguardo vivo e lucente. Lo leggo con emozione perché i suoi versi scandiscono un profondo senso di libertà sotteso alla creatività poetica del Nostro in senso spirituale, umano ed artistico.
    Ringrazio Marco, Lucianna, Federica, Roberto e Abele per le loro considerazioni. Una volta di più Abele perché è lui che ha scelto le immagini di Turner.
    A Roberto Matarazzo vorrei dire che…sì, mi farebbe piacere partecipare ad ex libris.
    Grazie!

    Rosaria Di Donato

  7. Il fatto, Rosaria, che tu abbia conosciuto Peter Russell, e’ un valore aggiunto a questo post. E che Marco lo abbia tradotto mi fa pensare che questo sia solo il primo di una serie da dedicare a un poeta che lascia il segno. Il mio grazie a tutti voi, e di nuovo a Rosaria per queste sue proposte sempre molto interessanti.
    Abele

  8. Gentile signora, sono uno dei membri del Direttivo dell’Ass.ne P. Russell nata a Piandiscò nel 2001. Mi fa piacere apprendere che Lei ha conosciuto personalmente Peter e la ringrazio per aver dedicato a Lui queste pagine. Se vuole conoscere meglio la nostra associazione visiti il sito (lo stiamo ristrutturando e dunque mancano molte cose) http://www.pwtwrrussell.info.
    Se ci manda il suo indirizzo cartaceo le faremo avere copia dell’ultimo numero della rivista Nuova Marginalia, appena uscito.
    Distintamente

  9. Grazie! mando senz’ altro il mio indirizzo. Sono felice che resti vivo l’ interesse per Peter Russel: è un grande poeta, da Nobel.

    Cordiali saluti,

    Rosaria Di Donato

  10. re bloggo.
    Grazie per queste perle.

  11. Reblogged this on Le maschere rosse and commented:
    Sulle tracce di Peter Russell.

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