Malos Mannaja: il PUROMANZO (3)

by malos mannaja

 

(prese il panico e rese grazie, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli e…)

Nel marasma generale, l’uomo pelato estrae dal borsellone nero una rivoltella enorme. Pare un cannone.

– Ecco come devono essere accolti i Brigghedòvigi!!

Carla si rannicchia in posizione fetale, ormai preda del terrore più nudo.
La donna obesa sibila.

– Mioddio: che questa giovane non sia già stata infettata tramite qualche puntura d’insetto o sulla metropolitana o in qualche circolo vizioso Anpi-Arci-Acli-Dadaumpa? Gli ha preso al cervello direttamente. O che non abbia bevuto acqua da una fontanella collegata all’acquedotto…
– Potrebbe avere avuto rapporti finanziari non potretti con i fratelli Lehman.
– Probabilmente è una quinta colonna che aprirà un varco agli altri. Deve essere dell’Arci-Gay: è una donna ma sembra un uomo, o viceversa, non so dire… guardatela bene, così nuda… Vaffanculo ai senzadio, non perdiamo tempo: io gli sparo, io mi difendo!!

Un vecchio pensionato si porta il fazzoletto alla bocca.

– E stare attenti a respirare, ché il contagio è anche per via aerea!
– Noooo!! Non sparare! Stramazzando al suolo potrebbe generare un’onda anomala che ci sommergerebbe tutti!
– Ci schizzerebbe di sangue infetto!!
– Giusto! Buttiamola semplicemente fuori dalla finestra…
– Io non la tocco.
– Io neanche.

Da-clack.
La porta dell’ambulatorio si apre.
Silenzio.
S’affaccia il medico, piccolo e pallido, con aria rassegnata e un elmetto da minatore giallo.

– A chi tocca?

E’ un attimo: trentasei coppie di indici convergono su Carla, spaurita in pallore agonico, scortati dall’urlo belluino liberatorio.

– A lei!!!!!
– Sì. Sììì, a lei!!!
– A LEI !!!!

Senza essere persa di mira nemmanco per una frazione di secondo dall’uomo pelato, Carla striscia frignando nello studio.

(certificati)

Appena la porta dello studio medico si richiude alle spalle della donna, la sala d’aspetto tutta, tira un sonoro sospiro di sollievo.
La donna obesa estrae dalla borsetta una confezione di mascherine da chirurgo e, mossa da un ecumenico sentimento di comunione e liberazione per lo scampato pericolo, le distribuisce a mo’ di ostie ai compagni di sventura. Alcune anziane signore si fanno il segno della croce.

– Mi sento un pochino più tranquilla, ora, ché questa giovane non mi piaceva tanto. Troppo sulle sue per non nascondere qualcosa…
– Secondo me non parlava per non tradirsi con l’accento: dall’aspetto poteva essere islandese o peruviana… forse una zairese albina.

Nell’ambulatorio Carla si fa rilasciare nell’ordine: il famoso certificato di “idoneità percussiva non agonistica”, il rinnovo per il “porto d’allarmismi”, un certificato di “vaccinazione contro la facinorosolia”, nonché un attestato di “conformità allo sgomento volitivo”.
Non contento, il dottore decide di strafare.

– Se capisce qualcosa di calcio le inoltro pure una richiesta di affiliazione alla Fifa Blu.

Carla annuisce, mima l’incrocio dei pali e scaglia un tiro improvviso nel bubusette! Quindi sviene dalla paura.


(per strada)

Quando Carla riprende i sensi e lascia l’ambulatorio, la sala d’aspetto è completamente vuota.
In terra una scarpa, una sciarpa, fazzolettini di carta, mascherine, scatolette di medicinali, garze, cerotti, profilattici, supposte antinfiammatorie, un guantone da boxe: apparentemente una fuga precipitosa.

In strada la donna si sofferma davanti alla vetrina di un negozio di elettrodomestici: c’è un telegiornale.

Come ormai saprete, l’irreparabile è avvenuto. La notizia è dell’ultim’ora: schiere di Brigghedòvigi sono sbarcati sulle coste del meridione. L’esercito sta setacciando palmo a palmo le campagne, mentre una task force di scienziati cerca di individuare il cratere dell’impatto. Onde anomale di virus letali alte come palazzi di cinque piani sono già state avvistate a pochi chilometri dalle cosche mafiose venusiane. La Caritas sta approntando campeggi di prima accoglienza e spera di rendere la digestione difficoltosa agli embrioni carnivori sfamandoli con tonnellate di pasta arricchita di metalli pesanti. Il colesterolo ha raggiunto livelli mai visti e il ministro della Sanità ha intimato il coprifuoco, approntando una commissione parlamentare per la messa al bando del burro oltre che per la vaccinazione di massa contro i comunisti islamici. Per reperire i fondi necessari, il Consiglio dei Ministri ha annunciato la privatizzazione dell’aria viziata e dei peli superflui, che saranno rasi al suolo per realizzare nuovi colossi alberghieri. Secondo un’ansa appena giunta in redazione pare che i Brigghedòvigi siano sensibili ai sulfamidici, oltre che alle sventagliate di kalashnikov esplose dagli alpini dislocati sui passi dolomitici e sulle frontiere dal Ministro della Difesa. Barlume di speranza subito spento dalla scoperta che il virus muta velocissimamente, circa otto milioni di volte al secondo, creando extracomunitari dalla fisionomia sempre nuova, capaci di perfetto mimetismo. Il Commissario della Protezione Civile ha assicurato che le trincee contro l’ictus sono già state scavate, come pure sono stati rinforzati gli argini con sacchi di sabbia per tamponare l’imminente inondazione geneticamente modificata. Continuate a tremare: vi terremo aggiornati col prossimo notiziario in edizione straordinaria, *in onda* tra cinque minuti.

Il cielo plumbeo fa temere pioggia imminente.
Carla piange.

da
Il PUROMANZO ( tre etti di )
sottotitolo esplicativo:
Dio soffre di prostata e s’è pisciato sulle scarpe
pagg. 202-206

by Malos Mannaja
PUROMANZO PART ONE
PUROMANZO PART TWO

5 Comments on "Malos Mannaja: il PUROMANZO (3)"

  1. Nella quarta di copertina del Puromanzo si dice che la realta’ supera di gran lunga la fantasia. Ma e’ anche vero che siamo ormai nella fantascienza…. non so voi ma da un po’ di tempo vedo tanti marziani in giro e non sono affatto i Brigghedòvigi (borogoves?)…
    Grazie Malos per il terzo estratto, l’ultimo sara’ piu’ lirico 🙂
    Abele

  2. “- A chi tocca?”
    questo è l’asse (per me) di questo estratto eccellente,
    l’asse degli steccati per chiudervi i diversi, gli “alieni” (di volta in volta, a seconda del panico funzionale, la categoria si feconda, si alimenta, si amplia), steccati magarii per metterci sopra dei bei fili spinati, accendervii camini e fuochi…roghi zanf
    che già:
    “io non la tocco”(troppo rischio riconoscerla uguale nel contatto)
    “io gli sparo, io mi difendo!!!” (io la ronda, io la ranzo)

    perché a chi tocca ora, a chi toccherà -amen
    (magari se l’è pure cercata, stava zitta, alla fin fine)
    il panico controllore ha bisogno di sviare da e nello stesso tempo indirizzare a, coalizzando tante belle energie che altrimenti…, dunque cosa meglio di un”al lupo al lupo” verso un “brutto sporco cattivo”, senza patria, nè Dio
    (quest’ultima cosa poi, a fagiolo, consente di evitare il rischio di trasformarlo in un martire o in un agnello che toglie i peccata mundi e dunque.

    dunque questo pezzo è ottimo sia per la lucidità che per la nettezza profonda, direi (ma di te lo dico sempre…)altamente etica, (oltre che naturalmente epica), esente da retorica (parlano, come deve essere in questi casi, i fatti e non l’autore).
    se poi se tale profondità la uniamo ad una scrittura viva e coinvolgente (niente barbe, anzi)

    se poi (e solo malos!!) si ha un titolo paragrafo così intimamente connesso allo svolgimento quale “prese il panico e rese grazie, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli e…)”

    che dire!!!

    ma il puromanzo è ancora e altro.
    Grande autore punto
    (nn è definitiva questa asserzione :), devo migliorarla)

    Grazie tantissime ad Abele.
    ciao

  3. sorry, mi sa che la sintassi lasci alquanto a desiderare.
    è che continua a saltarmi la connessione (vabbè è una scusa, anche se accade)

  4. Impressionante come la fantasia assomigli al non detto e al non voluto guardare… L’ironia è qui amara com’è amaro un indice puntato…

  5. troppo buoni, come sempre (abele e margherita, ormai siete i miei santi protettori:). e grazie anche a d.q. (il sorriso, dolce o amaro che sia, aiuta a sopravvivere).

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