Annamaria Ferramosca: Other Signs, Other Circles

 

Roma, 26 novembre, ore 18, via V. E. Orlando, 86
Feltrinelli International presenta
Other Signs, Other Circles
di ANNAMARIA FERRAMOSCA
Poesie edite e inedite 1990-2009 in versione bilingue
Chelsea Editions, N.Y.
Guida alla lettura di Marcello Carlino e Anna Maria Robustelli
Cerchio a tre voci di Almerica Schiavo, Alessandra Grego, Annamaria Ferramosca

 

CirclesANNAMARIA

 

UN INFINITESIMO BIANCO

(Dal tg RAI del 26 dicembre 2008:
Prende fuoco una baracca nella pineta di Castelfusano.
Nell’incendio muoiono una donna romena di 33 anni col suo bambino
.)

un infinitesimo bianco
un assestamento del pensiero – brevissimo –
sulla rovente prossimità del volo
sull’ultima tessera a comporsi

– ha tre anni mio figlio
e un respiro di resina nel sonno
ecco che allatta alla mia cenere
sul palmo delle mani abbiamo un marchio
a fuoco, di pinoli e bacche d’agrifoglio
ieri ne raccoglievamo ridendo
in lite con i merli –

A SPLIT SECOND OF LIGHT

(From RAI News, 26 December 2008:
A fire has broken out in a hut in the Castelfusano pine forest.
A 33 year old Rumanian woman and her child have died in the blaze
.)

a split second of light
a thought settles – ever so briefly –
over the burning proximity of flight
over the last piece of the mosaic to be laid

– he’s three years old, my son
and breathes resin in his sleep
now he’s suckling on my ashes
on the palms of our hands we have the flaming
mark of pine nuts and holly berries
yesterday we were collecting them, laughing
fighting off the blackbirds –

MEDITERRANEO

Marina Serra. Assalto
di un’alba nitida, capace
di spingere i monti d’Albania
fin qui, sotto il balcone
Posso toccarli quasi
fianchi verdi e radici
intrecciate alle mie
Da costa a costa
scintillano di senso le correnti
lu rusciu de lu mare
canta in mediterraneo

Potevo essere nata su quei monti
e mia madre avermi lavata nel canale d’Otranto
nutrita con zuppa d’alghe e filastrocche di Lushnje
potevo trovarmi in quella barca
così traboccante di speranza
che i fianchi non reggevano al rimorso

Mi trovo in quella barca, sono
albanese, pure
messapicagrecaegizialibica
il mio sangue è incontro d’onde
paziente e antico
( continua a mescolare
questo inascoltato mare )

MEDITERRANEAN

Marina Serra. The assault
of a bright dawn, capable
of pushing the mountains of Albania
to here, under the balcony
I can almost touch them
green slopes and roots
intertwined with mine
From coast to coast
tides gleam with meaning
the rush of the sea
sings in Mediterranean

I could have been born on those mountains
bathed by my mother in the Otranto canal
reared on algae soup and rhymes from Lushnje
I could have found myself on that boat
overflowing with so much hope
its sides couldn’t handle the remorse

I am on that boat, I am
Albanian
greekmessapicegyptianlybian too
my blood is the patient, age-old
confluence of waves
(constantly churning
this unheeded sea)

TI HO DISEGNATO UN SEGGIO

Ti ho disegnato un seggio
e l‘ho dipinto ironico
trono di girasoli a-capo-chino
Ti ho immaginato sguardo-nel-fogliame
paralisi stupita delle labbra
domanda fusa al tocco delle dita

E non posso risponderti
ma devo
insolentirti col muso della volpe
intimidirti per l’occhio dilatato
nella consolazione di una sillaba

E giustamente tu ora mostri i denti
alla volpe braccata nel sentiero
delle Parole, fino alla sua gabbia
Impossibile snidarla, impossibile
anestetizzarla
Le ridono intorno sbarre orizzontali
lievi come linee d’orizzonte
(orizzontale e lieve è la scrittura )
Non ti resta
che lanciarle grida d’amore come sassi
nel centro esatto dei suoi cerchi d’aria

Dal cuore spicco i semi al girasole
e lego il trono al polso e salgo i cerchi
E rido se ruzzoli dal trono
sparpagliando tutte le mie carte
anche tu in midriasi pupillare
parola ti dilata in canti e stelle

Così mi segui. Il sogno è un Librocielo
Noi sotto un planetario di manoscritti

I SKETCHED A SEAT FOR YOU

I sketched a seat for you
and painted it as an ironic
throne of sunflowers bowing their heads
I imagined you as a glance-among-the-leaves
as lips in stunned paralysis
a question melting at the touch of fingers

And I cannot answer you
though I must
insult you with a vixen’s muzzle
intimidate you with my dilated eye
while I am consoled by a syllable

And in fact you now show your teeth
to the vixen stalked along the path
of Words, right up to her cage
It is impossible to flush her out, impossible
to anaesthetize her
Horizontal bars laugh all around her
light as lines on the horizon
(writing is horizontal and light)
The only thing for you to do
is to throw her cries of love like stones
at the very centre of her rings of air

I pick the sunflower seeds from its heart
and tie the throne to my wrist and climb the rings
And laugh if you roll off the throne
scattering all my cards
even you with mydriasis of the pupil
while the word dilates you into songs and stars

That’s how you follow me. The dream is a Sky-book
We, under a planetarium of manuscripts

traduzione di Anamaría Crowe Serrano

Other Signs Other Circles
Poesie edite e inedite 1990-2009 in versione bilingue
Introduzione e traduzione a cura di Anamaría Crowe Serrano
Collana Contemporary Italian Poets in Translation
Chelsea Editions, N.Y. p.225 $20 ISBN 978-o-9823849-2-3

Si ringrazia la casa editrice Chelsea Editions per aver concesso la pubblicazione dei testi.

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Igor Avramenko

(dal retrocopertina)
“Brani da ascoltare con amore e stupefazione. Una poesia ricchissima: sia di concrete presenze scientifiche sia di lontane suggestioni elleniche e bibliche.” –Letizia Lanza

“Questa scrittura ha qualcosa di ancestrale e di cosmico per cui si espande fino a comprendere ogni manifestazione della vita ordinaria, anzi ne diventa l’intima giustificazione, la tessitura che lega “le tracce e i fuochi”.
“Ecco, questa sublimazione della prassi del vivere è il fulcro di questa poesia.” –Donato Valli
“ Proprio questa mitopoiesi, come attraversamento e confronto con le culture e con la tradizione, è un tratto distintivo della poesia di Annamaria Ferramosca.” –Marcello Carlino

il libro
Ultimo di una serie che propone in versione bilingue poeti italiani contemporanei ai lettori americani – e non solo-, questo libro mostra le vie “dei segni” esplorate da Annamaria Ferramosca lungo un ventennio di scrittura poetica. Qui scorrono, come stazioni dense di stupore e interrogazione, testi tratti dalle sue precedenti raccolte (Il Versante Vero -quello dell’autenticità nella scrittura-, Porte/Doors -i molteplici varchi dello sguardo-, Curve di Livello, -le possibili vie umane dell’incontro), inclusi altri più recenti testi inediti dalle inaspettate visioni.
I segni raccolti dall’autrice si sgranano alla lettura incidendo in profondità, invitando a scambiarsi le parole del vero sentire, come suggeriscono in copertina gli alfabeti del mondo incisi sulla parete della nuova Biblioteca di Alessandria. E’ così possibile seguire l’evoluzione di immaginario e stile di un’autrice che avverte la scrittura poetica come destino, e insieme essere investiti da quel misterioso senso di straniamento della poesia, che nasce dall’urto fertile con la vita e si offre all’ascolto del nostro malessere e all’ininterrotta domanda di senso. Pagine, queste, che additano le parole come gli anelli necessari alla tenuta “dei cerchi”, quelli desiderati e irraggiunti della mutua comprensione e del dialogo solidale. E necessaria appare anche l’accuratissima versione inglese di Anamaría Crowe Serrano, cui pure si deve l’esauriente e appassionata introduzione.

l’autrice
Annamaria Ferramosca è di origine salentina e vive e lavora a Roma. Ha pubblicato in poesia:
Il versante vero, Fermenti, 1999, Premio Opera Prima A.Contini-Bonacossi 2000 Porte di terra dormo, Dialogo Libri, 2001Porte / Doors , 2002, Edizioni del Leone, trad.ne di Anamaría Crowe Serrano e Riccardo Duranti , Premio Internazionale Forum, Premio Carver, finalista DeltaPOesia Paso doble, Empiria, 2006, coautrice Anamaría Crowe Serrano, trad.ne inglese di Riccardo Duranti Curve di livello, Marsilio, 2006, Premio Astrolabio, Città di Castrovillari-Pollino,Violetta di Soragna. Finalista ai Premi Camaiore, Lerici Pea, Pascoli, San Fele, Montano
Testi ed interventi critici sulla sua scrittura sono apparsi su numerose riviste e antologie, tra cui Poesia,Hebenon, La Mosca di Milano, La Clessidra, L’immaginazione, Le voci della Luna, “L’altro Novecento”, 1999, “Appunti critici”, 2002, “Poeti italiani verso il nuovo millennio”, 2002, “Inverse”, 2006, “ Tradizione e ricerca nella poesia contemporanea”, 2008.
Collabora con testi e note critiche a varie riviste, anche on line. Fa parte della redazione di clepsydraedizioni.com che seleziona in rete nuovi poeti italiani contemporanei.

Suoi testi e note critiche appaiono on line su:
http://annamaria.ferramosca.literary.it; http://rebstein.wordpress.com/2008/03/14/
http://oboesommerso.splinder.com/tag/progetto+lettura+55+aferramosca (con audio)

www.chiaradeluca.com/Annamaria Ferramosca.htm; www.poiein.it; www.vicoacitillo.net
http://english.chass.ncsu.edu/freeverse/Archives/Spring_2008/poems/A_Serrano.html

disponibile presso
–Feltrinelli International, via E.Orlando,86 Roma 06 4827878
–Libreria EQuiLibri, via Farneti, 11 20129 Milano 02 29404100

online su
www.amazon.com
www.ChelseaEditionsBooks.org

14 Comments on "Annamaria Ferramosca: Other Signs, Other Circles"

  1. Il traduttore è un mediatore, dice Eco, che pur avendo avuto esperienza come traduttore sembra preoccuparsi soprattutto della fedeltà al testo originale. Il traduttore è uno scrittore, dice Lawerence Venuti, che si preoccupa soprattutto che il suo lavoro come traduttore venga riconosciuto. Ci sono però dei casi felici, come Other Signs, Other Circles, che vanno al di là delle definizioni. Il lavoro di Annamaria Ferramosca e Anamaría Crowe Serrano è frutto di una grande intesa professionale e personale. Hanno dato vita, nel 2005, a un lavoro a quattro mani, Paso doble, che rappresenta un’esperienza unica per chi scrive, quella di dialogare in versi, ognuno nella propria lingua traducendosi allo stesso tempo a vicenda. Non sorprende quindi che Annamaria abbia affidato la sua prima antologia (è già per questa ragione il libro assume un suo valore) ad Anamaría, come a un doppio che ha però un suo “accento”, una sorella che la interpeta nei modi della propria poesia. Fedeltà e creatività insieme.

    Auguroni!
    Abele

  2. annamaria ferramosca | novembre 17, 2009 at 20:54 | Rispondi

    grazie, Abele, per aver inserito in toto la mia locandina invito, nonchè per il tuo focus sull’ intesa amicale e professionale tra Anamarìa e me, davvero fertile di risultati molto gratificanti. Anamarìa è anche scrittrice e poeta abbastanza nota a Dublino. Le farò avere il link.
    Alle asserzioni di Eco e Venuti aggiungerei quella di Walter Benjamin, che invita i poeti “a farsi traduttori, per essere più poeti”. Verissimo.
    il mio abbraccio

  3. Trovo che quest’ idea di pubblicare le poesie e la traduzione simultaneamente sia importante per la diffusione. Personalmente soffro un pò quando non posso accedere ai testi in lingua originale sia essa il francese, il tedesco, l’arabo oppure il dialetto ma, mi rendo anche conto che è impossibile conoscere tutte le lingue. Sono ancora della vecchia idea che il testo tradotto sia un altro testo, un testo nuovo o, comunque, diverso dall’originale.
    Personalmente apprezzo molto “Un infinitesimo bianco” perché rende conto di come la cronaca possa, a buon diritto, entrare nella poesia. Non commento la resa stilistica che trovo perfetta.

    Auguri!

    Rosaria

  4. un faccia a faccia tra due lingue che restituisce il senso della comunicazione di un messaggio universale, quello della poesia di Annamaria Ferramosca.
    un grande lavoro.
    le poesie qui proposte sono tutte belle, ma la prima è tremendamente sconvolgente, scuote con la delicatezza di un’immagine che si è spenta, per sempre, e di questo ti ringrazio.
    n.

  5. annamaria ferramosca | novembre 18, 2009 at 14:27 | Rispondi

    @ rosaria. hai perfettamente ragione. trovo che i testi tradotti da Anamaría siano non una semplice trasposizione parallela, ma vere “ricreazioni poetiche”. e questo succede perchè (cosa emersa anche dalle lunghe notturne chiacchierate con Anamaría) se il traduttore è disponibile a percepire “l’indecifrabile” caratteristico della poesia, e ne subisce come un invito a ricreare questa emozione, accade qualcosa che fa pensare che esista una “prelingua comune” che trasporta di lingua in lingua luci capaci di riaccendersi sul terreno di arrivo.
    spero che questo si avverta anche qui.
    il mio grazie per il tuo apprezzare

  6. annamaria ferramosca | novembre 18, 2009 at 14:33 | Rispondi

    @natalia. Sai, dopo il tuo commento decido di inserire “un infinitesimo bianco “nella lettura che terremo durante la presentazione del libro il 26.
    vorrei avere lettori/lettrici con la tua sensibilità, sono io a dirti grazie

  7. io trovo estremamente affascinante non solo il risultato, ma anche e proprio iil metodo quello che tu Abele hai chiamato “dialogo in versi” (dialogo bellissimo)
    Forse è quello che avviene spesso anche nelle traduzioni canoniche però qui si avverte e questo rende ottimo il risultato, direi anche tanto intimamente “”necessario” il metodo e coeso da diventare esso stesso “risultato”

    ciao

  8. C’è molta umanità in questi versi.

  9. annamaria ferramosca | novembre 20, 2009 at 00:55 | Rispondi

    margherita e D. Q.(ma per esteso chi sei?), grazie del benevolo passaggio,
    annamaria

  10. leggevo questo post..e mano mano che leggevo mi sentivo sollevato…bell’effetto

    complimenti e in bocca al lupo per il 26

    gianni

  11. Mi chiamo Donatella Quattrone.
    Tanti auguri per la tua carriera nella scrittura.

  12. urticante lo scarto olfattivo tra il “respiro di resina” (perché non “breathes of resin”?) e il “risucchio di cenere”: la messa a fuoco d’un infinitesimo di pensiero sullo sfondo del nulla, con la sineddoche di (foglio) bianco a bruciare ulteriormente il sonno.
    mediterraneo è un po’ meno incisiva (e l’anteposizione dell’aggettivo in chiusa schiuma), mentre di nuovo m’ha colpito al cuore del cervello il seggio, dove le righe scritte orizzontali sono nel contempo gabbia e protezione per le “allegorie” della volpe. particolare pure la traiettoria delle grida (levarsi in verticale), per scavalcare il foglio e quindi inabissarsi in aria. bellissimo il chiudersi del cerchio/orbita nel pubblicarsi in sogno del verso finale (visto la coppia libro-manoscritto), dove però avrei omesso il “di”, prima di manoscritti. es: “noi sotto planetari manoscritti”).

  13. annamaria ferramosca | novembre 21, 2009 at 20:20 | Rispondi

    passo ad Anamaría il tuo rilievo sull’ of, ma credo che il tradurre “respira resina” non tolga nulla all’originale. sorrido alla schiuma, l’accetto come tua sensibilità, così come accolgo l’empatico soffermarti (e librarti) nei dintorni della gabbia. ti osservo da dietro le sbarre, continuando ad invitarti ad entrare. ci sto da dea, sotto un planetario di manoscritti.

  14. annamaria ferramosca | novembre 21, 2009 at 20:25 | Rispondi

    a gianni e donatella un posto insieme a me sotto il planetario, grazie.

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