Malos Mannaja: il PUROMANZO (1)

Malos Mannaja

(frammenzonieri frammenti di vita)

Quando riprende i sensi, dopo che gli erano svenute le mestruazioni, Carla è in casa, sono le sette e mezza di mattina e c’è una famiglia. La sua.
Ma prima che la donna riesca a mettere a fuoco la natura inevitabilmente menzognera della rappresentazione scenica, ecco in agguato il colpo di cena.
*Driiiiin*
*Diiiiiiiiiiiiin*
*Driiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiin*

Carla si precipita a rispondere al telefono: la segretaria dello sginecologo la informa che la visita è stata anticipata per motivi organizzativi alle nove.
Oddio…  Carla deglutisce l’ultimo sboccone e con piglio temerario risponde picchiettando “o.k.” in codice morse sulla cornetta del telefono.

Il marito la bacia buongiorno e buonasera e con calma serafica s’avvia al lavoro lasciando sbrodolini di caffelatte e tazza sul tavolo. La donna lo studia brevemente, senza però riuscire a decifrarne il volto da comparsa.
Un attimo dopo viene presa dal panico: non ha un minuto da perdere. Come tutte le donne – si scopre a pensare – tengo all’igiene intima, specie se devo andare dallo sginecologo!
Epperò stavolta i tempi sono strettissimi: farà appena in tempo a portare Luigi all’asilo e Martina a scuola. Così non s’attarda a domandarsi come possa già avere due figli intenti a sguardare uno scartone di Sbraccio di Ferro, risale le scale correndo, si fa un bidet e prende il primo asciugamano che sta sullo sgabello. Tampona ben bene passandolo con cura su tutte le parti intime, quindi lo butta nel cesto della biancheria sporca.
Vola per le scale, abbranca i figli e, mentre Popeye si sbraccia in saluti benauguranti, sta già saltando in macchina.
Allora riscende, torna indietro e spegne la tivù.
E via!
Via!
Via….

(a sgambe aperte)

Arriva in sala d’attesa con sei minuti di ritardo:  la chiamano subito. Si siede sul lettino e apre le sgambe mentre per rilassarsi immagina di galleggiare sul mare limpido di un satollo polinesiano, saziando la sua fame d’aria.
Rimane sorpresa quando il medico, appena iniziata la visita, le fa l’occhiolino.

– Ollallà, signora, stamattina abbiamo fatto uno sforzo extra per essere carine!

Carla si offende, che il complimento suona invero un po’ volgare, ma, essendo muta, non può obiettare nulla.
Qualche minuto dopo, mentre si riveste, chiede lumi con lo sguardo sul responso.
Lo sginecologo sorride e, con fare gioviale, le passa una mano sull’interno coscia.  Carla vorrebbe tagliare la scorda al più presto, ma se ne dimentica subito. Comunque lo sdottore la rassicura.

– Stia tranquilla, signora, la sua sfiga ci vede benissimo. Eh, D’altro canto è la fortuna che è cieca, no?

Eh… vorrebbe tanto avere la stessa prontezza di spirito del sginecologo, ma purtroppo è analfabeta.

Pomeriggio: i figli giocano di sopra e Carla sta stirando mentre ripassa mentalmente i passi d’un nuovo sballo latino-americano. La spolvere è di prima qualità, anche se fa le pieghe e deve inamidarla accuratamente sul colletto.
La figlia le si fa incontro chiedendole dell’asciugamano che stava sopra lo sgabello. Carla indica il cesto della roba sporca, mimando il gesto naturale di prenderne un altro.

– Ma mamma, io voglio quello che stava sullo sgabello. Ieri ci avevo messo sopra i brillantini della Sbarbie!

Vorrebbe gridare. Vorrebbe morire.
Ma per fortuna, ha ancora un po’ di roba da stirare.

da
Il PUROMANZO ( tre etti di )
sottotitolo esplicativo:
Dio soffre di prostata e s’è pisciato sulle scarpe
pagg. 186-188

by Malos Mannaja

31 Comments on "Malos Mannaja: il PUROMANZO (1)"

  1. Grazie infinite a Malos Mannaja per questo dono (ne proporrò altre tre parti). Un libro, il PUROMANZO, che non ho letto tutto di un fiato, paura che finisse; ma che quando sono poi arrivato a pagina 431 ho capito, sì non ci arrivo subito, che potevo benissimo prenderlo a tranci, scegliendo a caso come qualcuno fa con la Bibbia o l’Ulisse o affidandomi scrupolosamente all’indice. Malos non ha grande stima degli editori e il libro se l’è confezionato da solo, spero tuttavia che trovi un modo per farlo “girare” questo fermaporta come lo definisce lui. Non starò a dire che il libro è un capolavoro e che Malos è un grande scrittore sennò il Malos mi toglie il saluto, dico solo che mi è molto caro. Per il resto se cercate una storia non vi porterà da nessuna parte. E’ un libro che comincia sempre e il protagonista (? Carlo? Carla? Chiarla?)… beh basta così… il seguito alla prossima.
    Abele

  2. fantastico questo brano… sul serio

  3. Appena ho visto che c’era qui Malos, ho cliccato subito e ho letto avidamente.
    Che meraviglia… come si fa per avere questo libro?

  4. Grazie Gianni e Patricia,
    Per quanto riguarda la tua domanda, Patricia, aspettiamo una risposta dal Nostro. E’ un libro che va letto e diffuso, in cui la realtà, come dicono le note che accompagnano il libro, “supera di gran lunga la fantasia.”

  5. io dovrei ordinarlo nuovo perché l’ho quasi s-fasciato a furia di portarmelo in giro, in poltrona, a letto (ihih che un puromanzo, insomma, già te l’ho detto).

    Questo assaggio di sfiletto che Abele ha ben preparato è davvero sopraffino a partire da quel “Il marito la bacia buongiorno e buonasera”
    (mi verrebbe da chiosare il buongiorno della sfiga di vede dal mattino :))

    per continuare con
    “- Stia tranquilla, signora, la sua sfiga ci vede benissimo. Eh, D’altro canto è la fortuna che è cieca, no?”

    e per finire il passo bellissimo sui movimenti dello stiro:
    “La spolvere è di prima qualità, anche se fa le pieghe e deve inamidarla accuratamente sul colletto.”
    per consegnarci come dici tu (tu Abele):
    “(? Carlo? Carla? Chiarla?)” davvero ecco l’umano (Puromanzo).

    ps.
    Ma se aprissimo il fan club (vabbè fan caz :)) “meno malos che il puromanzo c’è” su facebook (vabbè occhei non questo titolo :)) , dici che malos non ci tiene più ferma la porta per accoglierci, anzi ce la sbatte in faccia?

    Grazie Abele.
    ciao!

  6. Cara Margherita, la tua idea del “meno malos che il puromanzo c’è” non e’ male! Devo confessare che Facebook non fa poi male alla salute (che poi il puromanzo se la prende soprattutto con il mondo virtuale ormai nostra unica realta’…) Il Malos ha l’orticaria per queste cose ma chissà se non riusciamo a convincerlo.
    Piacciono molto anche a me le parti che hai evidenziato insieme al finale di ‘a sgambe aperte’:
    “Vorrebbe gridare. Vorrebbe morire
    Ma per fortuna, ha ancora un po’ di roba da stirare.”
    Grande la trovata dei brillantini della Sbarbie.

    ciao!

  7. il solito inchino al solito Malos
    attendiamo le altre tre parti per ri-scomporre il tutto

  8. era un po’ una provocazione per farlo saltare fuori. il malos 🙂
    in effetti uso pochissimo facebook (su facebook sono proprio un cane :)), però per lui..
    (captatio benevolentiae)

    Sai Abele che anch’io pensavo al finale di questo ‘a sgambe aperte’ come ad un altro momento ottimo (poi non l’ho messo nel commento, ma insomma sono proprio in sintonia, anche con questa bellissima idea di pubblicare estratti a farci il brodo che, come dici tu, allunga la fantasia)
    ciao

  9. Margherita, vengo da Facebook (un po’ come i personaggi del Puromanzo sballottati nel virtuale): simpatico Gigi. Riporto due commenti da FB:
    Angelo Tozzi: Letto e lo consiglio caldamente. Grande Malos.
    Annamaria Ferramosca: Davvero una sorpresa intrigantissima. vorrei averlo e regalarlo, come fare?
    ….

    Ciao Enzo!

  10. amici, cheddire?
    vi ringrazio per lo spazio-tempo dedicato, in tutte e undici le dimensioni del multiverso.

    purtroppo (o fortunatamente:))) il puromanzo non è “acquistabile” in quanto né il mio pensiero né le mie parole “fuori di testa” sono in vendita.

    il fermaporta in oggetto si *poteva* ricevere in regalo (facendone semplice richiesta a malosmannaja@libero.it) fino ad esaurimento delle 40 copie di tiratura.
    visto però che il numero dei miei parenti e degli altri malati di mente presi nella rete s’è rivelato superiore alle più catastrofiche aspettative, al momento bisognerà attendere la prima ristampa.
    :)))))

    chi fosse *davvero* determinato a dotarsi di un fermaporta in puromanzo omaggio, avrà pertanto qualche mese di tempo
    per cambiare idea.

    un abbraccio a tutti
    🙂
    malos

    ps: uot’s feisbuc?

  11. carmine vitale | novembre 7, 2009 at 16:21 | Rispondi

    belloooooo
    c.

  12. TU SEI UN GENIO!!!!!!
    Un Genio, Genio … come quelle lampade da strofinare.

    Devo dirtelo, assolutamente, che il pensiero che lo abbia scritto tu – UN UOMO – con questo punto di vista e con tutto il peso delle cose invisibili che una donna VEDE, ogni giorno … mi commuove. E per questa sensazione ti ringrazio di cuore, Malos Mannaja adorato.

    Sei la Speranza, Genio che non sei altro.

    P.s. Stia tranquilla, signora, la sua sfiga ci vede benissimo – ewowowowowow

  13. simonetta bumbi | novembre 8, 2009 at 11:05 | Rispondi

    il malos, che bello! ringrazio la padrona di casa, di questo regalo.
    un saluto, con sorriso, a voi.
    simonetta

  14. surreale e affettuoso…con uno sberleffo alla Charlot,..mi fido, di questo trailer di Abele, ordino la ristampa..-); un abbraccio, V.

  15. un caro saluto e un abbraccio a Simonetta (sono un maschietto:) e a Viola.
    Abele

  16. grande!
    Mi terrete aggiornata sulla ristampa?

    un saluto,
    Anna

  17. Nina Maroccolo | novembre 8, 2009 at 20:18 | Rispondi

    L’avevo individuato come un ottimo critico letterario, quando mi ha stroncato un racconto. Dal suo punto di vista aveva ragione: abbiamo due stili completamente diversi… Però l’ho subito amato, perché lo fece con grande eleganza e ironia, portando alla luce molti “difetti” che io stessa ho poi riconosciuto.
    Ma devo dire che come prosatore, Malos è altrettanto bravo quanto il sapere stroncare con eleganza ed una certo fare magnanimo-compassionevole:-)))

    Bellissima questa prima parte pubblicata dal caro Abele, Malos! Sei originale, atipico, fai scrittura “alta”, elaborata: di chi sa il fatto suo.
    Ma cosa dire sulla tua intransigenza?
    Chi possiede un dono è sdelittuoso renderlo collettivo!
    SCHERZO!!!
    E’ delittuoso non dare la possibilità, a chi ti apprezza, di leggerti.
    E noi tutti, qui, con intensità ed entusiasmo stiamo cercando una via, che non vuole essere quella del convincimento (chi ti convince a te, uè?!) – per dirti di non lasciarci “snudati”, ché poi prendiamo freddo…
    Insomma, coprici le nude membra con i vestiti-ristampe, cercando di comprendere che l’editoria, soprattutto quella piccola e di qualità, esiste.
    Almeno sprovaci a spiacimento o con sgioia.
    Fa’ qualcosa: pensaci, di tanto in tanto…

    Un abbraccio a te e a tutti gli amici cari…
    Nina

  18. Doris Emilia Bragagnini | novembre 8, 2009 at 20:52 | Rispondi

    beh, anch’io recalcitrante all’inizio con ‘sto feisbuc, eppure senza questo mezzo non avrei potuto scorgere delle luci alle quali avvicinarmi per osservarne il fulgore, nel caso di Malos lo avevo incrociato da Ealla e poi… io lo prendo sul serio questo indirizzo malosmannaja@libero.it, passo alla richiesta di copie :-)) un’ironia che graffia, in modo davvero unico, brillantissimo (appunto), complimenti.
    Doris

  19. Grazie Nina, non conosco bene la situazione in Italia ma mi riesce difficile immaginare che siano tutti poi cosi’ ciechi e “sfigati” di fronte a un libro del genere.

    Grazie anche ad Anna e Doris e un caro saluto a tutti.
    Abele

  20. per me siete tutti pronti per un ricovero in regime di TSO (trattamento sanitario obbligatorio, n.d.n.). allerterò sindaco e carabinieri.
    comunque grazie.

  21. Beh, allora adesso scrivo a quell’indirizzo e mi prenoto.

    Nel frattempo mi accontenterò degli estratti di Abele.

  22. E’ stupendamente s-brillante

  23. “Per poter effettuare una stima provvisoria del valore dei prodotti dell’ingegno di uno scrittore, non è propriamente necessario sapere su che cosa o che cosa egli abbia pensato; a questo fine sarebbe necessario aver letto tutte le sue opere; – invece, in un primo momento, è sufficiente sapere come egli ha pensato. Di questo come del pensare, di questo suo carattere essenziale e della sua qualità in generale, lo stile è l’esatta riproduzione. Lo stile rivela, appunto, il carattere formale di tutti i pensieri di un uomo, e questo carattere rimane necessariamente sempre uguale a se stesso, non importa che cosa o su che cosa egli possa pensare. Lo stile rappresenta in un certo senso la pasta con la quale egli forma tutte le sue figure, per diverse che siano. Perciò, come Eulenspiengel, a chi gli aveva chiesto quanto mancasse fino al prossimo paese, diede la risposta apparentemente assurda: ‘Cammina!’, con l’intenzione di calcolare prima, in base al suo passo, quanta strada avrebbe fatto in un dato tempo; parimenti anch’io leggo un paio di pagine di un autore e quindi so pressapoco fin dove possa giovarmi”.

    A. Schopenhauer, Sul mestiere dello scrittore e sullo stile, in Ibidem, Parerga e paralipomena, tomo secondo, Adelphi Edizioni, Milano 2007, p. 684.

    Mi pare si possano applicare queste parole allo scrittore Malos Mannaja, il cui stile appare qui presto intuibile e apprezzabile dai lettori.

  24. anche se non sono uno scrittore, ma uno scribacchino, ringrazio ancora, soprattutto per la citazione di zio arturo, filosofo che amo e con cui assai spesso in gioventù m’accompagnai per un cappuccio al bar zelletta.
    🙂

  25. il malos s-barbatello :))
    un caro saluto anche ad Angela e Donatella

  26. Malos è veramente uno spirito puro [ così mi arriva al cuore ungarettiano: “Fa dolce” ], nella vita come nella scrittura. Non ha ambizioni, né vanità; porta il lettore dentro le sue pagine con quella ruvidezza asprigna legata all’ironia.
    Eppure non ne abusa mai. Ha un suo modo istintivo-animale, connotazione assolutamente positiva per me, attraverso il quale riesce ad alternare sapientemente quest’impareggiabile mordacità – al dramma.
    Umanissimamente umano il suo rivelarsi splendore ipnotico.
    Oh, come la dice lunga… Riesce a rendere veritiere realtà che viviamo: è quel NOI che tanto cerco!
    Insomma, dietro Malos c’è un mondo. E ci ruzza che è un piacere…

    Niente di più distante tra me e lui, come ho accennato, il fattore “stile”. Neobarocca io – così dicono -, quanto semplice, diretto, comunicativo [con quella sapienza animale di cui parlavo sopra] – lui.
    Sono d’accordo con D.Q, nella citazione da lui riportata:

    “Per poter effettuare una stima provvisoria del valore dei prodotti dell’ingegno di uno scrittore, non è propriamente necessario sapere su che cosa o che cosa egli abbia pensato; a questo fine sarebbe necessario aver letto tutte le sue opere; – invece, in un primo momento, è sufficiente sapere come egli ha pensato. Di questo come del pensare, di questo suo carattere essenziale e della sua qualità in generale, lo stile è l’esatta riproduzione. Lo stile rivela, appunto, il carattere formale di tutti i pensieri di un uomo, e questo carattere rimane necessariamente sempre uguale a se stesso, non importa che cosa o su che cosa egli possa pensare. Lo stile rappresenta in un certo senso la pasta con la quale egli forma tutte le sue figure, per diverse che siano […]”.

    Sacrosante parole portatrici di sollievo.
    Il periplo dello stile è indubbiamente importante. Basta che non diventi un corsetto femminile che a forza di stringhe sadicamente allacciate strette, a mo’ di tortura – tolga il respiro.
    Personalmente credo, spero nell’equilibrio tra contenuto e forma, pensiero e sua estrinsecazione: … sicuramente ho qualche difficoltà nel rapportarmi con il corsetto in questione:-)

    Nella scrittura bisogna essere se stessi.
    Malos lo è. Ed io, intanto, imparo…
    Grazie amico mio!

    Un abbraccio caro,
    Ninì

  27. Cara Nina, molto belli e acuti i tuoi commenti sulla scrittura del Malos. Spirito puro perche’ non scende a compromessi ed ha un approccio fortemente ludico con la scrittura tipico di chi scrive soprattutto per la gioia (dolore) di farlo. Piu’ che “istintivo animale” (accezione molto positiva anche per me) lo definirei “bambino”, e’ come se in lui quell’affabulazione tipica dei bambini (che gli anni spesso rubano e che e si ritrova solo a costo di grande fatica), non sembra essere mai andata via. Naturalmente niente di piu’ caustico della scrittura del Malos che non risparmia tabu’ e demolisce i cosiddetti buoni sentimenti, ma niente, allo stesso tempo, di piu’ puro ed autentico. Per quanto riguarda il termine neobarocco (scusami ma visto che il blog si chiama neobar devo pur dire qualcosa 🙂 , il barocco era anche gioco linguistico e in questo il Malos e’ maestro. Per sua fortuna non va a discapito del contenuto anche se a volte gli riesce difficile controllarsi, se vede una bella parola per strada non ci pensa due volte a s-montarla :))
    Un abbraccio! tenetevi pronti per la seconda parte!!
    Abele

  28. Malos bambino… Infatti “ruzza”, ed ho usato questo termine in modo consapevole: ruzzare, ruzzolare, giocare… Ecco l’aspetto ludico.

    NeoBarocco: confermo che l’equilibrio forma-contenuto, Malos lo ha trovato. Forse non mi ero spiegata bene.
    Alla fine, l’abuso vero, è stare a questionare troppo su questo argomento.

    Un abbraccio, e grazie:-)
    Nina

  29. in realtà il mio equilibrio è spesso molto instabile (almeno da un punto di svista mentale)
    🙂
    di nuovo, non posso che ringraziare nina maroccolo e abele per il tempo e le parole dedicate.

  30. leggendo la prima risposta che hai dato, oltre le squinternate righe che hanno,bontà o follia , (l)oro pubblicato sotto l’insegna del neobar,e trasmigrate dal tuo pugno al foglio, non sei niente…malos. Mannaggia! ferni

  31. :)) Grande Ferni.

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