Pasquale Vitagliano: Poesie civili

Non c’è HEIMAT
perché non c’è mai stata
una terra, invano invocata
da una poesia civile
inascoltata perché estranea,
isolata perché solitaria,
irreale perché non si incarnò
in un bisogno barbarico di terra.
Ma finì per volteggiare nell’aria
di un luogo che fu e non è più,
di un ninnolo che si ereditò
da un tempo che fu di altri
sulla stessa terra di oggi.
Non i campanili, non le Sezioni,
non gli ipermercati ci appartengono;
il nostro luogo geografico è Scenario.
Apparteniamo tutti a noi stessi
e perciò tutti a nessuno
o al proprio Impresario.
Eppure una terra deve esserci
se esistono paesi a cui qualcuno
dette un nome così sacro:
DELLA DELIZIA.
Dove sempre plumbea
una pietra riaccolse
madre e figlio che a quella terra
appartennero. Ma il figlio non morì lì,
alla ricerca di un luogo che non c’era più,
se c’era mai stato.
Così lo ricorda un posto d’altri:
squallido, ostile, alieno e triste
come una sala d’attesa,
un parlatorio, una sagrestia,
una spiaggia di periferia,
dove andarono a morire
orfani o prodighi
i figli di questo paese senza terra,
neppure per quelli nuovi,
unicamente orfani
che ne vanno cercando una.

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Reverend McKendree Robbins Long

Europa I

Mi hanno chiesto
di cantare l’Europa.
……………………………………
(Ho conosciuto una bambina,
che fu chiamata Europa,
quando nacque nel ’92.)
…………………………………..
Ho sentito parlare di Europa
da una faccia televisiva
di tanti anni fa.
Vendeva Creme Dimagranti.
…………………………………..
Ma forse non si trattava
di Europa…
Si trattava dell’America.
………………………………….
No, neppure
dell’America.
Si trattava
di una civiltà successiva.
…………………………………
Non ne ricordo più il nome.
Ricordo solo
lo spirito che ne rimase.
………………………………..
Il grido orrendo e ingiusto
di quella impronunciabile
Crema Dimagrante.

Europa II

Non c’è più il Jazz !
Tornano le velette e i redingote,
Infilzate sulle baionette:
Vecchie arie decadenti
Di operette belle époque
Strozzate
(Ormai non più)
Dalle marce militari.
E’ tornata la Serbia !
Luogo del passato,
Parola da Bignami,
Eco di walzer.
…………………………………………….

Film-cutting :
Stregoneria moderna
Che riempie
Il silenzio,
Che colora
Il bianco.
Lontani da ieri.
Lontani da lì.
Ancora su lama tagliente
Si dividono
Le Grazie
Dalle cocottés.
……………………………………………

Olive, vodka e…
Perché no,
Caviale.

Bon Appètit.

Europa – Epilogo

Cos’è l’Europa
Dalla Murgia?
E’ un sorso d’acqua,
Il luogo della distanza,
Il lavoro
E una lingua bastarda.
O è vagheggiare
Il passato
In simulacri
D’Avanspettacolo :
Caffè e lungofiume.
Mi ricordo del ’92.
E’ passato
Sotto il ponte di Mostar.
Noi lo aspettavamo a Parigi,
Poi ognuno
Se ne è andato da solo.
Cos’è l’Europa
Dalla Murgia ?
Non è l’armonia
Di uno spartito.
Forse è la casbah
Delle lingue;
La Porta d’Oro
Ai semafori;
Gli acidi approdi
Della fame.
Certo non è
Il grasso accento
Dei barbari.
Cos’è l’Europa
Dalla Murgia?
E’ la tristezza
Dell’Avvento;
La quiete verde
che inumidisce
l’essere.
E’ il vicolo
che si spopola;
E’ anche la fabbrica
Che si svuota.
E’ il viaggio di nozze.
Non è il peraspro
O la ferula rotta.
Non è la croce d’ulivo.
Cos’è l’Europa
Dalla Murgia?
Non è l’aridità
Del calvario;
Il cranio arso
Dei colli.
Non è liberazione.
Dalla murgia
Non si vede ancora
L’Europa.
Dalla Murgia si sono visti
Gli spari in Jugoslavia.
Dalla Murgia
Si vede
La terra
Delle aquile uccise.
E si vedono
Le cupole delle chiese
Che sembrano
Minareti
O seni.
E per questo,
Di giorno
Sono soli
E di notte
Sono lune.

E se fosse vero
che Pulcinella
non uccise il Re?
Se fosse vero
che lo servì ridendo
e che tradì gli amici
per farsi bello?
E se fosse vero
che anche lui
si divise
fra due padroni
e non c’era il Popolo?
E se fosse vero
che puzzava
perché era sporco
e che bestemmiava
perché era un porco?
E se fosse vero
che rubava
perché era un ladro
e che truffava
perché era falso?
E se fosse vero
che Pulcinella
era brutto
perché era cattivo?

Se fosse tutto vero?

10 Comments on "Pasquale Vitagliano: Poesie civili"

  1. Di ‘Non c’è Heimat’ mi piace il modo originale con cui viene fatto proprio lo stile di Pasolini. La trilogia di ‘Europa’ ricorda la nave dei folli, la cara vecchia Europa ormai naufraga sulle sue stesse terre. Il ritmo è quello di un’orchestrina jazz che ben simboleggia la nostra “deriva” e ci permette se non altro di “cantargliele” (anche al Pulcinella che è in noi).
    Grazie!

  2. Uno specchio impietoso, e sofferto; la poesia di Pasquale è sempre “petrosa”, e sempre persino in “se fosse vero”, risorgente: come se l’aspro del mondo fosse da vomitare e risuonare cupo, metallico, ma apotropiaco in una percussione che sotto il jazz nasconde, ancestrali, i tamburi africani, Viola

  3. scusate il refuso: apotropaico, ovviamente, un abbrccio a Pasquale e Abel

  4. Un meraviglioso scambio tra il video ed i versi: il primo sembra quasi “abitarli” ed a quelle pareti spoglie e vigneti solitari (che gridano l’assenza) i secondi restituiscono il canto appassionato della terra e della patria che fu di Pasolini, la poesia abita quei luoghi e torna a dare loro la voce che li fa essere non più un luogo, ma un simbolo.
    Un effetto “fenice” che semina speranza di rinascita.
    Molto bello e molto vero.
    Saluti

  5. anche qui devo ritornare con calma e non ad una lettura sola (anche se attenta)

    per ora il tuo commento acuto Abele nel quale mi ritrovo in pieno

    ma, oltre il tema, è la struttura in particolare che mi attira come fosse una lunghissima coda, che gira gira e catapulta mai finita quella “nave dei folli” di cui così bene hai detto.

    ciao

  6. che bella questa nave dei folli poetica
    grida resistenza
    essere civile
    proprietà dell’uomo
    e se fosse vero che la poesia è salvezza?

    ciao pasquale
    c.

  7. pasquale vitagliano | ottobre 27, 2009 at 21:36 | Rispondi

    Grazie a tutti voi. Il video mi ha commosso. Un saluto a Viola e Carmine.
    Ad Abele la promessa di incontrarlo.
    PVita

  8. “e se fosse tutto vero, Pasquale?”

    felice di sentirmi al tuo fianco con Carmine e la forza delle parole.
    un abbraccio, scusa il ritardo.
    n.

  9. Sono molto colpita dalla forza di questi versi. Molto belli, colmi di verità.
    Un caro saluto
    stefania

  10. “Eppure una terra deve esserci”: forse dobbiamo riscoprirne il senso ancore prima dello spazio. Molto significativi questi versi.

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