Billy Collins: Litany

Arcimboldo_Autumn1573AD[1]

Litania

Tu sei il pane e il coltello, 
il calice di cristallo e il vino...
—Jacques Crickillon
 
Tu sei il pane e il coltello, 
il calice di cristallo e il vino.
Tu sei la rugiada sull’erba del mattino, 
la ruota di fuoco del sole. 
Tu sei il grembiule del fornaio 
e gli uccelli delle paludi subito in volo.
 
Non sei tuttavia il vento nell’orto,
le prugne alla cassa,
o il castello di carte.
E di sicuro neanche il profumo di pino nell’aria.
Non c’è verso tu sia il profumo di pino nell’aria.
 
E’ possibile invece tu sia il pesce sotto al ponte,
finanche il piccione sul capo del generale,
ma non sei per niente vicino ad essere
il campo di fiordalisi all’imbrunire.
 
 E un’occhiata rapida allo specchio ti dirà
che non sei neanche gli stivali in quell’angolo 
né  la barca che dorme nella rimessa.
 
Ti interesserà forse sapere,
a proposito della ricchezza del linguaggio figurato, 
che io sono il suono della pioggia sui tetti. 
 
Sono, per caso, anche una stella cadente,
il giornale della sera portato dal vento in una stradina 
e la cesta di castagne sul tavolo della cucina. 
 
Sono anche la luna tra gli alberi 
e la tazza di tè di una donna cieca.
Ma non ti preoccupare, non sono io il pane e il coltello.
 
Tu sei il pane e il coltello.
E sempre sarai il pane e il coltello,
per non dire il calice di cristallo e, non so come, il vino.
 
Traduzione Abele Longo, 2009

 

 

You are the bread and the knife,
The crystal goblet and the wine...
—Jacques Crickillon
 
You are the bread and the knife,
the crystal goblet and the wine.
You are the dew on the morning grass
and the burning wheel of the sun.
You are the white apron of the baker,
and the marsh birds suddenly in flight.
 
 
However, you are not the wind in the orchard,
the plums on the counter,
or the house of cards.
And you are certainly not the pine-scented air.
There is just no way that you are the pine-scented air.
 
It is possible that you are the fish under the bridge,
maybe even the pigeon on the general's head,
but you are not even close
to being the field of cornflowers at dusk.
 
And a quick look in the mirror will show
that you are neither the boots in the corner
nor the boat asleep in its boathouse.
 
It might interest you to know,
speaking of the plentiful imagery of the world,
that I am the sound of rain on the roof.
 
I also happen to be the shooting star,
the evening paper blowing down an alley
and the basket of chestnuts on the kitchen table.
 
I am also the moon in the trees
and the blind woman's tea cup.
But don't worry, I'm not the bread and the knife.
 
You are still the bread and the knife.
You will always be the bread and the knife,
not to mention the crystal goblet and—somehow—the wine.

  

12 Comments on "Billy Collins: Litany"

  1. Quanto è bella questa poesia … che sfugge i luoghi comuni dell’amore pur non negandone l’evidenza… vera, dolce ed ironica allo stesso tempo!

    Non ti dirò splendida traduzione
    E’ possibile invece che ti dica
    che si guarda allo specchio e riconosce
    non so come, ad ogni verso, il pane ed il coltello,
    il vino ed il cristallo, la tazza di tè … 🙂

    Saluti

  2. :)) Grazie Antonella. Il titolo la dice lungua…
    un caro saluto anche a te.

  3. che dire? Fantastica!
    “But don’t worry, I’m not the bread and the knife” 🙂

    Grazie Abele
    stefania

  4. Grazie a te Stefania!
    (‘le prugne alla cassa’ l’immagine che preferisco 🙂

  5. abe,bella anche la traduzione
    billy fenomenale
    c.

  6. Thanks! 🙂

  7. very well!!

  8. Ciao Viola!!!

  9. ehi! che meraviglia
    con quel “Non sei tuttavia” che tutta mi sballa!

    Grazie Abele
    per le tue raffinatissime proposte (sulla traduzione, in questo caso, per ovvio impedimento non posso dire, ma posso dire che in italiano è bellissima, dunque…)

    ciao

  10. In quanto a raffinatezza, sono appena tornato dal tuo blog (che bella “tagliola” :).

  11. silvia forzani | luglio 24, 2010 at 21:07 | Rispondi

    Abele… mi incanto a leggere ogni riga… grazie per il tuo instancabile lavoro… per tutto quello che condividi qui nel nero spazio del web…
    …sei prezioso… e “non sei tuttavia il vento nell’orto”

  12. Grazie di cuore, Silvia.

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