Michele Caccamo: Ho l’angelo alla schiena

Angel-over-House-Bologna[1]

 

 

 

 

 

 

 

ho l’angelo alla schiena

ho l’angelo alla schiena
come un monumento
un anello
e dalla mia carne
sfoglia veli
fino a traversarmi
liberamente
e io comincio a trovarmi
fra tanti morti
e già raggelo
la fragranza i globuli
pieni di freddo
convertiti
e le mie parole
perdono tutta l’aria
e sono secche
e sono dense più delle terre
così è la morte che occorre
in una coppa di terra
poi le vene rigide
e quanto silenzio
e tutta la carne ghiacciata
per quel ciglio terribile
ho già una costola nel cielo
che è un raggio
una scintilla
e quel sapore di fiele
si attacca
e divento sordo
ma se indovino il lampo
uscirò dall’aria
dal mio turno
sepolto dove è tutto vapore
le ossa le mani il sudore
le carni e le mete
dove è tutto ancora aperto
come un tempo vacante
e lì nel vuoto che tutto gira
e si è l’apocalisse
sopra l’anatomia
senza peso trasparenti
come d’assenzio
e si è un soffio
sarà da lì
per l’intero cono del cielo
che scivolerò
come un tronco
e potrò delimitare lo spazio
essere un ago nel pianeta
lo spartivento
e potrò salire al sole
con il fuoco tra i denti
e un faro d’oro tra le dita
e stare eterno
per tutta l’aria
come un nastro
un campo santo

e tu antica avrai le mie mani

e tu antica avrai le mie mani
come radice e forza
e il vento tutto il vento ai piedi
perché io stesso voli
con una cima d’aria
tra le mani
così noi saremo una coda
un lancio di luce
e per quanto ne so
anche il cielo

Si muore senza ti amo

Si muore senza ti amo
con gli occhi serrati da una spina
e si ha fiato sottile
e non si hanno carezze chiuse in una fronte
e non è nulla
e si piega l’aria di uno straziante distacco
e sono furioso lontano dalle tue mani

non dovevano le reni legarmi

non dovevano le reni legarmi
come una seppia secca
asfissiarmi sotto una croce
anche se i nerbi
mi hanno spezzato ogni vena
anche se tutti i peccati
preparati dalle streghe
dagli eredi di Dio
mi hanno battuto
e io continuo a cadere
come il tempio delle mie parole
e al pari della misericordia
e così ora questo sacrario pesante
queste spine plasmate
sono la mia professione di risorgente.
Io che avevo spalle ferrate
e vita metafisica
e una scorta di luce.
Mi ragionano gli uccelli sopravvissuti
che ora il cielo è una cisterna
ora che le mie ginocchia sono una vanga
e che sono fermo
orribile pallido senza paradiso
con le bolle dalle narici
molle come un uomo
Mamma reggimi il lino
la mia ultima patria

oh stella di Dio

“oh stella di Dio
punta di pugnale
che scuci il cielo
lascia passare gli angeli
e le anime armate
lascia che sciolgano la terra
come una matassa
e che siano trebbiatrici
tritolo acqua chimica
che siano un gran vento
o un risucchio
lasciali piantare un altare
o una botola
escludi la misericordia
per mille eternità
e affossa la genesi
così andremo via
da questo elenco
da questo avvenire
è nel cielo di fronte
la stanza cristiana
l’opera finita
mentre qui e in tutto il gas
c’è un filamento
una miccia infiammata
e le dita infilate a terra
come granchi come serpenti
sono un traino un acido
un tiro verso quel cielo di Lucifero
che spruzza dalle vene
dal petto rotondo
a chiocciola
e io in tutti i fuochi
i metalli i furori
in tutte le ebbrezze dei gas
come unguento io scivolo
per l’estremo
nell’artificio
e così mortale
e lì vedo Dio piegato
nelle sue leggi inferiori
mentre questa terra santa cede
nello strapiombo
spugna fradicia
da un polo all’altro
perché è così la metamorfosi
si ribaltano le onde
e terra è sulla terra
inondati di detriti
ovunque
sopra la linea delle cime
nella pressione dell’aria
siamo un unico corpo nella lebbra
e allora tu Cristo abbassati leggero
come il sughero o un aviatore
o un uccello
apri le mani e prendi forza
poi schiantati
senza errore
come una calamita
schiaccia questi anelli
questi gironi nella terra
così atrocemente
oscilleremo come una scoria
una materia irriconoscibile
come rimasugli nel cielo”

© Sam Haskins

© Sam Haskins

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I libri di Michele Caccamo gratis
Chiunque desiderasse i file dei libri di Michele può scaricarli gratuitamente, in formato pdf
http://www.helloweb.it/

http://palasciania.splinder.com/post/21383763
Chi non riuscisse a scaricare dal link, sopra riportato, può richiedere direttamente a : m.caccamo@libero.it

http://michelecaccamo.wordpress.com/
http://www.italian-poetry.org/caccamo.ht…

7 Comments on "Michele Caccamo: Ho l’angelo alla schiena"

  1. La poesia di Michele Caccamo segue un percorso mistico ed esistenziale fortemente radicato nella quotidianità. Scrittura essenziale e “luminosa” che scava nelle zone più recondite alla ricerca del bello come possibilità di redenzione, ancora di salvezza.
    Abele

  2. sono dei gioielli, Michele. Una delle cose di facebook che mi manca é la possibilità di leggere le tue preziose note.
    ti abbraccio, felice di poter leggere i tuoi scritti grazie ai link qui postati.
    natàlia

  3. lambertibocconi | ottobre 19, 2009 at 07:23 | Rispondi

    Sei bravo, Michele, hai uno slancio lirico che mi prende proprio.

  4. mi sembra una poesia interessante e bella, non priva di concretezze. La leggerò attentamente. Grazie per avere messo i libri on.line!

    Rosaria

  5. questo “angelo” sai, non mi appare custode, semmai complice di un andare umano dentro vortici di carne e sangue
    allora la tensione che si avverte è quella delle spine sulla fronte e sul costato ma con tanto fiato al cielo, come dici in questo passaggio bellissimo:
    “e allora tu Cristo abbassati leggero
    come il sughero o un aviatore
    o un uccello”
    (stupendo, mi ha rapita)

    Condivido quindi la lettura di Abele, rispetto ad un “un percorso mistico ed esistenziale fortemente radicato nella quotidianità”

    piaciuta molto, in particolare la lirica
    “e tu antica avrai le mie mani”

    ciao!

  6. Già siamo nel vortice del tempo

    rimasugli di tanti destini

    con Dio o senza

    persi ad annaspare tra pensieri

    e sogni. E tutti vaghiamo

    per impervie solitudini

    senza battiti d’ali

    crogiolati nel calice del nulla.

    Sulla speranza spesso

    e sempre

    si schianta l’illusione

    dell’agognata felicità.

Leave a comment

Your email address will not be published.


*