Rosaria Di Donato – “…Esser sereno ed aspro”: Massimo Miccoli

  Poets on Poets

Alejandra Salgado

Alejandra Salgado

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

( Inchiostri, Anno I n. 0 Aprile-Luglio 2003).

(…) Leggendo le poesie di Miccoli si ha l’impressione di incamminarsi su un sentiero luminoso che non conduce ad una meta precisa, ma che è esso stesso la meta: l’andare irrisolto ed irrisolvibile di uomini e donne del nostro tempo, di ogni tempo, di ogni confine. C’è l’arcana meraviglia del genere umano di fronte agli enigmi ancestrali e lo stupore dei semplici di fronte alla bellezza del cosmo e della natura; c’è il sentirsi smarriti di molti che sono in cerca…la consapevolezza che il linguaggio autentico è quello che non dice, ma, che, piuttosto, tace e sta in ascolto.
Forse un filosofo ed un teorico del linguaggio ante litteram come Vico potrebbe ben comprendere cosa significa abbandonare il pensiero, la logica ed affidarsi completamente alla parola che trabocca dal silenzio interiore, al vocabolo che pone un diaframma tra sé e la realtà circostante, al segno che si fa eco non di se stesso, ma di un sentiero aperto a… Probabilmente il poeta, in questo caso non detta le sue ragioni, ma, quasi scrivesse, a sua volta, sotto dettatura, racconta la favola del Mondo, dei suoi abitanti…sia pure partendo dall’intimità, dalla parte più lacerata del nostro essere.
Essenziale, spesso, stringato il verso di questi componimenti ha il flusso di un respiro che attende, che “coglie fiori” nonostante le ferite:

Sono un uomo che ha varcato
molti confini
ma sempre con documenti falsi
clandestino a bordo
spettatore non pagante
sto a lato della colonna
un po’ nascosto
cerco di non dare nell’occhio
non ho terra di provenienza
chiamatemi come volete
straniero esule estraneo
fingo di fumare distrattamente
una sigaretta
e mi mescolo abile tra la folla
di altri profughi della vita
che smarriti si guardano attorno

Da Le anime diverse, Teseo ed., maggio 2002.

La notte stellata

Dei e stelle,conducono
una azzurra lotta,
il vento scuote il cielo
come un piccolo ramo,
nella confusa notte
agli uomini ignari,
l’anima nuovamente nasce
con dolce movimento.

Amore come
Isole splendenti,
in un giorno
di vivo sole.
Amore è il vento
giocoso che agita
i cuori intensi
di passione.
Amore come il volo
della luce
che si tuffa nell’acqua.

da La notte stellata, Ed. Il Ventaglio, giugno 1994.

 

Alejandra Salgado

Alejandra Salgado

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Assolutamente nulla

Il nulla è infinito e padre,
suo il tempo, sua la gloria.
E tu da figlio ingrato,
simuli la conquista
di una distratta eternità,
affidandone il compito alla parola,
alla sua inconsistenza.
Eppure semplice e poca è l’opera,
chiaro il foglio delle istruzioni
intreccia un dimessa trama,
in questa stai,
non credere,
non obbedire,
non combattere.
L’animo da legno di barca,
deve diventare scoglio
nel mare assente,
il cielo comporrà senza
Dei e stelle.
Con ferma volontà, bisogna farsi
superare dall’onda e sciogliersi,
per poi riaffiorare al respiro,
all’attimo silenzioso,
senza perdita né vantaggio.
Essere sereno ed aspro,
ancor più pietra e scoglio,
ancor più sale ed acqua.

Penetrale *

Non dire, non pensare.
La parola finché rimane tale,
confonde, non spiega,
è il tre per cento della verità,
non fa traboccare il vaso.
Solo quando si divide dalla pietra
E goccia a goccia
si unisce alle acque nascoste,
quando nella stanza interiore,
sospesi gli equivoci, le povere
approssimazioni
si fa immagine muta,
solo allora indica e rivela
con gioia certa.
Per cui non continuare a dire,
non indugiare a pensare.

* Stanza dei conventi buddisti, priva di finestre, in cui ci se reca per meditare.

Reduce senza guerra

Da quale battaglia arrivo?
Quale guerra cialtrona e misteriosa
ho combattuto?
Per avere un viso così stanco,
una gola pallida e tremante.
Avrei preferito essere un secchio
di latte,
non essere colpito,
ma versato dolcemente sull’erba
e imbiancarla.
Avrei voluto,
come un albero tagliato
sdraiarmi,
non essere disturbato,
cambiare colore,
con il giro del sole,
giallo e oro, arancio,
poi scarlatto, infine rubino.
E dopo il furore,
dopo tutto questo furore
parlare piano nel buio,
del giorno trascorso.

Da Il circo interiore, Teseo Ed., febbraio 1998:

Massimo Miccoli è nato a Roma nel 1956. Si interessa di poesia, storia e cinema. E’ laureato in Storia del Cristianesimo. Ha pubblicato quattro raccolte poetiche: La notte stellata, Ed. del Ventaglio 1994; Il circo interiore, Teseo Ed. 1998; Le anime diverse, Teseo Ed. 2002; Il piccolo nulla, Ibiskos, 2009.

Per ulteriori approfondimenti:
http://viadellebelledonne.wordpress.com/2009/07/02/il-piccolo-nulla-di-massimo-miccoli/

24 Comments on "Rosaria Di Donato – “…Esser sereno ed aspro”: Massimo Miccoli"

  1. è come trovare luc(c)i appesi all’amo interiormente agganciato, è come passare la frontiera e sentire sotto i piedi che la terra è la stessa, calda e fredda per lo stesso sole e lo stesso gelo, è come sapere che un nemico non è tanto lontano dal tuo occhio, anzi è praticamente inoculato nel tuo sangue e nel tuo cervello. Grazie Abele, grazie a Rosaria e all’autore.f

  2. in particolare trovo bellissima “Penetrale *”
    .Il titolo è sublime e bene attiene all'”anima” di questa poesia
    nella quale vi è come una dichiarazione di poetica rovesciata (non dire che si versa nel verso)
    là dove muta appunto si ri-vela.

    però anche che bello quell’essere secchio latte!!!

    mi piace molto l’umanità che avverto in queste poesie.

    ciao

  3. Grazie Ferni e Margherita, mi ritrovo molto nei vostri commenti e nella presentazione di Rosaria. Questi versi secondo me racchiudono tutta una visione della vita:
    “Con ferma volontà, bisogna farsi
    superare dall’onda e sciogliersi,
    per poi riaffiorare al respiro,
    all’attimo silenzioso,
    senza perdita né vantaggio.”

    Una risposta energica, e che fa leva sulla propria forza interiore, agli eventi sfavorevoli, al peso stesso della vita. Un saperla affrontare con la calma necessaria e quella “leggerezza” che ci fa diventare parte di un tutt’uno.
    Molto grato a Rosaria e a Massimo.
    Abele

  4. Anch’io sono molto grata a Massimo e ad Abele. Per Massimo ho scritto questa poesia:

    Il dono dei versi
    a Massimo Miccoli

    prezioso il dono dell’amico

    come perle
    nel grigiore dei giorni
    scintillano versi

    intriso d’attesa
    questo pane scritto
    in solitudine e mistero

    Rosaria Di Donato, “Frequenze d’arcobaleno, Ed. Pomezia- Notizie 1999.

    Per Abele scrivo solo CIAO! e…grazie a Ferni e Margherita.

  5. Bellissime poesie. L’immigrazione, la notte, le parole, la riflessione, la guerra sono temi molto importanti nella poesia, per quel che la mia ignoranza mi permette di affermare.

  6. Belle, evanescenti,, forti e incisive

  7. Ho letto le Poesie, mi riportano ad un amore antico, fatto di passione, di discorsi sublimi e di vita vissuta…tra le righe e terminata tra le coste della
    Terra di Sicilia. Il mare è la nostra nascita, oggi qui nella Liguria ove sono nata, mi assalgono pensieri che il Poeta Miccoli rivela al lettore.
    Grazie, non voglio dilungarmi, lo farei volentieri, sono liriche splendide che meritano di essere approfondite. Grazie.

  8. Per Rosaria…questo pane scritto in solitudine e mistero….tre parole che
    ci giungono all’anima. Mio Dio grazie per averci dato d’esser poeti, in questi tempi in cui l’animo ha sete……

  9. mi sono sentito secchio di latte ed amato la mano versante…..

  10. intriso d’attesa
    questo pane scritto
    in solitudine e mistero

    Un gran bel dono il tuo, Rosaria.
    Grazie a tutti e il mio benvenuto a Fabio ed Elisabetta.
    Abele

  11. marco scalabrino | settembre 29, 2009 at 20:03 | Rispondi

    Ringrazio Rosaria Di Donato per avermi offerto l’opportunità della lettura di questi bei testi di Massimo Miccoli, dei quali, oltre al carattere esistenziale, filosofico, antropologico, ho ben apprezzato la brevità del verso e le invenzioni liriche. Un cordiale saluto a tutti, Marco Scalabrino.

  12. Un caro saluto a Marco Scalabrino che ringrazio anche per la recensione al libro di Fernanda.
    Abele

  13. Amo la poesia e per me diffonderla è una ragione di vita.
    Per questo sono grata a tutti coloro che si sono soffermati nella lettura:
    D.Q., Fabio, Elisabetta, Stefano e Marco.

    Rosaria

  14. Grazie a Rosaria passo di qui per la prima volta, e scopro un autore che mi colpisce molto. Per sostenere dei versi così asciutti, senza trucchi, è necessario riuscire a trasmettere una tensione costante, una profondità che sostiene le parole, e Massimo Miccoli lo fa.
    Una notevolissima proposta.

    Francesco t.

  15. luciannaargentino | settembre 30, 2009 at 19:10 | Rispondi

    Ho sentito poco fa Massimo al telefono e mi ha chiesto di ringraziare e salutare tutti in sua vece in quanto pur essendo riuscito a leggere i vari interventi il suo pc poi non gli ha consentito di lasciare un messaggio. Ha detto che ci riproverà.
    Ringrazio anch’io di cuore Rosaria ( e Marco per l’ospitalità) per questo omaggio alla poesia di Massimo che vale senz’altro la gioia di essere letta e approfondita. Mi auguro si possa in seguito parlare anche del suo ultimo libro “Il piccolo nulla” edito dalla Ibiskos. Un carissimo saluto, Lucianna Argentino

  16. Il mio benvenuto a Francesco, anche a me ha colpito molto l’essenzialità e profondità del verso. E un grazie di cuore a Lucianna, sarebbe molto bello ospitare di nuovo i versi di Massimo. E’ stata una grande scoperta per me e ogni volta che torno a leggere riscopro l’incanto:
    Avrei preferito essere un secchio
    di latte,
    non essere colpito,
    ma versato dolcemente sull’erba
    e imbiancarla.

    un caro saluto, Abele

  17. Esprimo la mia sentita gratitudine a Francesco Tomada, Lucianna Argentino e, nuovamente ad Abele Longo per la sua ospitalità e sensibilità.
    Un saluto a Massimo Miccoli e…

    un caro abbraccio,

    Rosaria

  18. Le poesie di Massimo stanno, a mio parere, in fondo a un mare d’acque chiare da dove inviano inviti (delicatamente incisivi) a non rimanere alla scorza, ad aprire il frutto, ad interrogarlo, ad assaporarlo, seppur amaro. Versi bellissimi: la parola finché rimane tale/confonde, non spiega /è il tre per cento della verità/… Bellissima “Penetrale”: Quale guerra cialtrona e misteriosa/ho combattuto?/(… ) Avrei preferito essere un secchio/ di latte/…
    Complimenti! E grazie a Rosaria che me le ha segnalate.

  19. Ciao Maria, sei una lettrice profonda e molto attenta.
    Rosaria

  20. Mi sono or ora accorta di aver confuso i titoli. Ma il senso resta: sono versi che lasciano un segno.
    Maria.

  21. Certo: sei attenta all’essenziale, alla sostanza…
    Rosi

  22. Massimo Frattolillo | ottobre 7, 2009 at 08:21 | Rispondi

    La “guerra cialtrona” di Miccoli è dolentemente espressa nelle negazioni anteposte al verbo nel modo infinito, in quei “non essere” che impietosamente derubano aspirazioni e desideri. Però, la stessa modalità versificatoria acquista una diversa valenza nell’ asciutto vigore del “non credere, non obbedire, non combattere”, inevitabile richiamo storico, nonchè critico, al Ventennio, seppur all’ interno di una poesia di tutt’ altro contenuto.
    Interessante il tecnicismo matematico di “Penetrale”, quando “La parola…è il tre per cento della verità…si divide dalla pietra…si unisce alle acque…

  23. E’ molto puntuale il tuo commento…grazie Massimo!
    A presto,

    Rosi

  24. bellisimas las pinturas, saludos paola

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